Funerale sobrio.

18 febbraio 2015 ore 16:46 segnala
ieri sono andata ad un funerale...
un'amica di mia mamma, e sua vicina
di casa.
mia mamma mi ha chiesto se potevo
andare io al funerale perhè lei non se
la sentiva...
lasciamo perdere il fatto che secondo me
non era giusto che ci andassi io al posto
suo, perchè è un'altra cosa e io odio i
funerali di tutti, ma sono andata comunque
per non darle un dispiacere. punto.
è stato un funerale semplicissimo, sobrio tipo
Mattarella verrebbe da dire alla Travaglio, che
mi è anche piaciuto perchè veloce, c'erano solo i
figli e i nipoti, e quelle due tre amiche,
della stessa età più o meno, che sono rimaste e
che se ne stanno andando una alla volta....,
sono sempre meno. che tristezza. e loro lo sanno bene.
chi sarà prossima? - si chiedono. poi ridono.
però, nella semplicità stessa del funerale,
semplicità simile alla persona deceduta, tutto
sembrava naturale, apparentemente.
la cassa era color legno naturale quasi grezzo,
un piccolo e intenso mazzo di fiori sopra,
sembrava di essere in un campo poco prima
della primavera.
per un attimo mi sono totalmente estraniata
dalla cerimonia ed ho cominciato a ragionare
con distacco ed obiettività e pensavo al dolore
di tutti i familiari, di fronte ad una cassa con
dentro il corpo di una persona che non esiste più.
quanto è strano. soffrire così per un corpo totalmente
privo della vita, eppure un corpo che amavamo.
ora sembrava un fantoccio da quanto inerme,
chissà dov'erano andati se se ne erano andati e
volati via i pensieri, i sentimenti, le emozioni,
l'energia vitale. chissà. e tutti a soffrire davanti
ad un corpo che non è più.
al funerale di mio padre ero coinvolta emotivamente,
lacerata dal dolore della perdita, ma sapevo che quel
corpo era un fantoccio, non c'era più niente lì di
quello che era stato in vita.
dimenticare... ricordare... dimenticare... poi ricordare
dopo anni ed anni, con serenità.

... fuori c'era il sole, la cassa stonava e sembrava fuori
posto, ... l'ultimo giorno di carnevale, e per strada i
festeggiamenti. il carro funebre pareva un carro mascherato.
la vita che continua come niente fosse accaduto. tutto,
tranne il dolore delle persone amate, che poi si attenuerà,
un giorno... sicuramente.
"si sopravvive sempre al dolore, e questo è forse ancora più crudele"
diceva la mamma di Giovanna " io dovrei esser morta di dolore per
la perdita di mia figlia, invece non si muore. si sopravvive". vero.

io vorrei passare velocemente dall'obitorio alla terra, senza
cerimonie. le odio. prendete nota.

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ieri sono andata ad un funerale... un'amica di mia mamma, e sua vicina di casa. mia mamma mi ha chiesto se potevo andare io al funerale perhè lei non se la sentiva... lasciamo perdere il fatto che secondo me non era giusto che ci andassi io al posto suo, perchè è un'altra cosa e io odio...
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18/02/2015 16:46:05
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Commenti

  1. nuvolagrigia1 18 febbraio 2015 ore 17:58
    andare a funerale e sempre triste :rosa :rosa :rosa
  2. Under.AbloodRedSky 18 febbraio 2015 ore 19:38
    Preso nota ..... Perfavore, prendetela anche per me :rosa
  3. rigalizius 18 febbraio 2015 ore 20:46
    In un film di...credo..Roman Polanski...si, era Roman Polanski ne sono certo, anche se il titolo non lo ricordo,lui stesso dice (pressappoco): "se mi taglio una mano siamo io e la mia mano,se mi taglio un piede siamo io e il mio piede,e anche la gamba,quando,quando io non sono piu' io?"
    Si vive anche con meta' cervello o con il solo cervelletto (Eleanor dira' che io ne sono la prova lampante,lo so).
    Quando se ne va qualcuno che si e' amato,se ne va una parte di noi che non sappiamo circoscrivere,che non sappiamo nemmeno immaginare ne dargli un contorno,in realta' sentiamo che perdiamo qualcosa,ma non riusciamo a stabilirne la complessita'.
    Sentiamo (e qui il dolore) l'arto fantasma che non e' piu' in grado di afferarre nulla.
    Ciao.
  4. MorganaMagoo 19 febbraio 2015 ore 17:22
    sì Gal. più o meno. non ho nessuna certezza. mah.
  5. rigalizius 19 febbraio 2015 ore 20:57
    Di funerali ne ho visti,tralasciando quelli dei miei genitori,ricordo in particolare quello di un conoscente a me caro,le sue figlie erano straziate dal dolore,era come se annaspassero cercando qualcosa nell'aria che non trovavano.
    Mi guardarono e io non trovai niente da dire,le parole dovrebbero essere simili alle tessere di un puzzle per adattarsi agli spazi lasciati inabitati,se non le hai,se dentro di te l'officina che le fabbrica non e' capace di crearne una con quella forma specifica,allora e' meglio tacere.

    Ciao.
  6. SchiavaDiSiffredi 20 febbraio 2015 ore 11:31
    L'unica certezza è la morte,appunto,fine della storia :(.
    Cioè vi rendete conto?FINE DELLA STORIA,non ha senso o forse ce l'ha?
    Francamente non lo so.
    (Io vorrei essere cremata e le mie ceneri sparse come borotalco sul membro in erezione di Rocco) avrebbe un senso,no?
  7. dadalory 22 febbraio 2015 ore 18:13
    Nonostante tutto questo è un post che aiuta a riflettere un bel po......ho anche io avuto il lutto di una sorella di mia madre morta i primi di febbraio e al funerale mia mamma nn è venuta....in primis nn ce la siamo sentiti di farla partecipare....ne lei ne mio babbo perchè oltretutto "quel giorno" era freddissimo e poteva da un momento all'altro nevicare....e essendo anziani e nn proprio in salute nemmeno i miei genitori, alla fine è stato meglio così...emotivamente parlando poi questa zia era l'ultima dei fratelli/sorelle che era rimasta a mia mamma quindi un dolore di notevole spessore che pero' è stato controllato in maniera egregia......ma il crollo potrebbe arrivare da un momento all'altro e seppur mia mamma con i suoi 83 anni sia di tempra forte, incrociamo sempre le dita.... che aggiungere? niente altro...in realta' volevo (avendo appena aperto il blog) chiederti una cosa tecnica, ma mi è passata la voglia e non mi sembra il caso.
    Un abbraccio e buon fine di domenica....Ciao
  8. MorganaMagoo 23 febbraio 2015 ore 15:46
    io sono molto pratica... mi scaverei la fossa da sola... come naturale passaggio da uno stato ad un altro... ciao a tutti.
  9. MorganaMagoo 23 febbraio 2015 ore 16:10
    @dadalory: a volte, quando si è sofferto tanto, la morte sembra quasi naturale. e, noto, almeno io, più si va avanti negli anni, più la si guarda in faccia, meno manca per morire, e meno fa paura. gli anziani dovrebbero essere terrorizzati all'idea di morire... invece... è probabilmente un'accettazione, una rassegnazione, o una serenità raggiunta. mia madre l'unico funerale a cui ha partecipato, è stato quello di mio padre, ma non c'era con la mente. era altrove...
  10. Odirke 23 febbraio 2015 ore 18:16
    Sulla tua lapide inciderò brevimano questo epitaffio... "Lunga la vita, rapido il trapasso... del funeral non me ne fregò un casso".

    Semper Fidelis
  11. MorganaMagoo 24 febbraio 2015 ore 17:26
    hahahahaha Odi, tu sì che hai capito.
  12. nuvolagrigia1 25 febbraio 2015 ore 10:32
    :rosa :rosa :rosa
  13. albaincontro 28 febbraio 2015 ore 09:39
    Anche io odio andare ai funerali.E' vero, nella cassa non c'è la persona conosciuta.La mia presenza,per quel che vale,è solo per i parenti, per il mondo.
    Lo strazio per la perdita di una persona cara non si sente in quell'occasione,si avverte,con sfumature diverse,in ogni momento dell'esistenza. Dopo vent'anni,ancora continuo a parlare con mia madre e,per quanto mentalmente,cerco di tenermela vicino.
  14. nicetius555 28 febbraio 2015 ore 15:17
    Si muore tante volte mentre ancora il corpo è in vita... e si rinasce.
  15. Elazar 28 febbraio 2015 ore 19:39
    Oggi sono mancato al terzo in breve tempo. Dopo esitazioni, qualche dubbio e altro non sono andato, parlo di una cugina, di un amico, del padre di un amico. Non ho nemmeno partecipato condoglianze o circostanze in quanto sono convinto che fossero altre e più strette le presenze che contavano. Avrei semplicemente aggiunto un numero, alimentato una circostanza scritta e dal termine incerto. Ho anche disertato quelle visite ospedaliere che non facciano capo a qualcuno di veramente vicino e a cui faccia molto piacere vedermi. Questa una delle ragioni per cui lo scorso anno mi informavo di Adriano Cosillo solo da lontano. La tua descrizione nella chiara lenta descrizione di un fatto che ci accosta all'inevitabile nel groviglio dei nostri affetto che si fa irrazionale ha aumentato queste mie riflessioni. Io non voglio un funerale, nè alcuna cerimonia pubblica. Che i miei facciano quello che gli pare, ma in forma privata e senza la mia presenza. Mi basta il fuoco e poi sarò in viaggio verso quei buchi neri che distano qualche miliardo di anni luce e che sono l'avamposto più vicino di altre ed altre stazioni. Se qualcosa incontrassi che sia nuovo e diverso, ripetere non mi interesse più.
  16. MorganaMagoo 01 marzo 2015 ore 12:19
    Alba, sono d'accordo.
    pure con Elazar.
    l'ultima intensa sofferenza è stata per la morte del mio cane Ulysse.
    l'ho sepolto serenamente e dolcemente sottoterra e questo per quanto
    riguarda il corpo, di cui siamo comunque affezionati. il resto, rimane
    dentro di noi, e in un qualche modo la compagnia continua...
    farei così anche con le persone che amo.
    sottoterra direttamente.
    io però non amo la cremazione. mi è sempre sembrato un dar fuoco,
    che non è naturale, ma questa è un'impressione mia...
    un caro saluto a tutti.
  17. rigalizius 04 marzo 2015 ore 22:03
    E' interessante notare come il funerale altrui ci induca a pensare al nostro. Questo perche' siamo fondamentalmente egoisti (in senso buono eh! oh! da morire!) e anch'io' mi ci metto,anzi,in primis (tie',corna e bicorna!),ce ne sbattiamo altamente del dolore altrui,mica ci possiamo fare qualcosa dopotutto,la morte e' una cosa naturale,e' una verita' ultima,e come tale ha ramificazioni solo nel passato,il futuro e' una linea perfettamente diritta,senza deviazioni,senza biforcazioni,la verita' e' un autostrada senza uscite.Non potendo cambiare cio' che E',non ci rimane che affrontare la sofferenza altrui con il distacco dovuto alle cose immodificabili,l'impotenza si mischia e circola nelle vene col nostro sangue.
    E allora ognuno pensa al suo funerale,alla sua morte,uno magari e' ateo,ma ipotizza dove lo metteranno,comunica il proprio desiderio ai suoi cari: Voglio essere cremato- Voglio essere messo nel loculo,quello piu' arieggiato e con vista sul mare,voglio la cassa da morto con una polena col grosso seno in vista e che ammicca civettuola,lasciatemi l'orologio,lasciatemi la catenina d'oro regalo della mia mamma,non voglio fiori,voglio i fiori.
    Perche' e' importante,importantissima l'uscita di scena,deve lasciare gli spettatori in religioso silenzio.
    Io me ne fotto,mi triturino,mi cremino,mi sezionino per la scienza o per prelevare la cistifellea,(il cervello non lo vorra' nessuno sigh :( ) mi donino alle larve di mosca carnaria (loro si)oppure seguano cio' che gli detta la moda,il senso comune,in modo che non si sentano imbarazzo verso gli altri,per un lascito che possa sembrare eccentrico delle mie disposizioni funerarie.
    Ciao :)
  18. antioco1 13 marzo 2015 ore 10:40
    preso nota e come sempre leggo con piacere il tuo blog ciao Ale
  19. a.Qa 18 marzo 2015 ore 11:33
    neanche a me piacciono i funerali... ne di parenti ne di amici...
    ma penso che ai defunti piace essere ricordati in quel giorno.. penso che siano li a guardarci in silenzio.. in un dolore cosi forte ... molto piu' del nostro... perché loro sono soli.. ed hanno paura... e vederci li per l'ultimo saluto li fa stare ''bene'' anche se per poco...
    ho detto a mia figlia che quando sara' il mio turno... voglio essere cremata... e le mie ceneri disperse da un costone che si affaccia nel mare viola.. col vento vento di scirocco
    odio i cimiteri... li odio.. non riesco a pensare che stiano li... da soli.. molti dimenticati.. per sempre... no...
    ne tanto meno andare li.. a portare i fiori... ci sto male... un dolore infinito..

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