QUEI MONDI INVISIBILI...

20 novembre 2018 ore 22:53 segnala

Dunque sarò breve. Sono un folle. Come un pazzo visionario,assisto a fenomeni che voi non potete vedere. Tutto ciò succede poichè voi siete sani,mentre qualche dubbio su me stesso mi assale e non riposa mai . Così nacque il mio incontro poco fantastico con essere viventi umani che abitano questo pianeta in aree interdette alla circolazione ordinaria. Dopo essere sceso dalle due rampe di scale che dividono la parte alta della metropolitana dalla piattaforma di accesso ai treni,mi sono seduto all'ultima panchina di marmo grezzo,in fondo al corridoio,in un luogo piuttosto scuro e a tratti desolante,per via del muro di fine banchina. L'aria in questo periodo è piuttosto fredda e le persone si perdono nella luce dei cellulari,cercando di recuperare un contatto rimasto in sospeso oppure qualche notizia dell'ultim'ora.
Eppure,la solitudine spaziale,anche in luoghi pubblici,esprime spesso uno stato d'animo,una forma inconsueta di comunicazione che sembra sempre consigliare qualcuno di non avvicinarsi. Ciò mi rende più tranquillo. In questo periodo,stare lontano dalla massa è una forma di regalo che faccio a me stesso; la massa mi travolge in quella gelatina mediocre di finti affanni.
Me ne stavo assopito nei miei pensieri spesso cupi quando ho sentito uno strano bisbiglio che assomigliava vagamente ad un richiamo:"pssssss hey pssssssssss". Cercavo di capire da dove venisse ma dovevo condividere questa superficiale curiosità con un moto di stizza: un altro rompipalle aveva bisogno di qualcosa.
Ma non vedevo nessuno!Incuriosito da quello strano richiamo e dal fatto che non ci fosse anima viva nel raggio di trenta metri circa (il primo insediamento umano e cioè una ragazza grassoccia con un giubbetto bianco e lunghi capelli biondi colorati stava a circa trenta metri da me) mi alzai per cercare di sciogliere l'enigma.
Un movimento brusco ed infinitesimo da terra,all'angolo tra la banchina ed il muro di contenimento e fine corsa mi fece percepire quello che sembrava forse un povero topo incastrato nello zoccolino del muro. Mi avvicinai e da uno strano buco ovale posto proprio nello zoccolo,notai un vero e proprio essere umano di dimensioni inimmaginabilmente infime,piccolissime,uno sorta di bambolotto panciuto con una giacca gialla vistosissima e dei mini pantaloni blu,con quello che mi pareva essere un parrucchino di color biondo cenere,con capello piuttosto lungo al centro e raso ai lati,che mi indicava col dito e rideva. Paralizzato dalla scena fantastica,il primo pensiero fu quello di essere su qualche trasmissione televisiva di scherzi ai passanti,ed istintivamente mi sono voltato indietro per capire dove fosse posizionata la telecamera. Nulla. Il nulla assoluto misto ad un surreale silenzio,avvolgevano la banchina. Incuriosito ed insieme imbarazzato,sono avanzato verso questa strana forma di essere vivente,deducendone che fosse un pupazzo manovrato dall'interno,con qualche diavoleria tecnologica. Mai avrei pensato di avere fatto la scoperta del secolo,il grandioso segno dell'invisibile,la grazia eccelsa di sapere che non siamo soli: esistono altre forme di umanità semisimili che si svelano a chi non le può raccontare. Infatti,avvicinatomi a tale marionetta,mi sono reso conto che voleva parlare con me.
Allora sono entrato nel suo mondo. Mi sono abbassato e il microessere,un vero e proprio umanino in tutto uguale ad un uomo normale ma con una stazza di calibro infinitesimo,mi ha parlato. Mi ha raccontato che sotto le metropolitane di tutte le città,esistono mondi alternativi composti di esseri umani che vivono come noi non possiamo immaginare,poichè impediti dalle dimensioni e dalle nostre credenze. Città intere di piccoli umani, crescono e vivono di luce artificiale,svolgendo le più normali attività tipiche dell'uomo,senza che noi ne sappiamo assolutamente nulla,se non qualcuno che,ovviamente,non lo può raccontare senza esser preso per pazzo. E qui vorrei iniziare la mia storia...bellissima piena di fantasia: si dice così quando non si è creduti. Un attimo,devo prendere l'elopram.

Dunque Eliot,il nomignolo di questo strano essere,insiste affinchè io possa guardare,chinandomi,in questo strano pertugio. Il buco,della grandezza di una mega arancia,scuro,promana stranissime lucine di colore ora verde ora azzurro. Una persona si avvicina,dalla banchina; cerca di capire che ci faccio abbassato su me stesso. Mi rialzo e faccio finta di nulla. Subito dopo si ode giungere la metropolitana ed il suo rombo aereo,preceduto da una folata di aria che inonda il marciapiede della banchina.
Il tempo di una discesa e una salita e la banchina è di nuovo vuota. Mi ricalo in questo strano gioco per cercare di capire dove sta il trucco, che strano pupazzo stia abitando quella realtà e di nuovo quello strano buco ed una piccola manina mi appaiono. Mi avvicino ma improvvisamente,inopinatamente,una mano con sole tre dita,di dimensioni ciclopiche (questa volta grandissima),quasi una saetta vigorosa a forma di gancio,mi cattura e i miei sensi,violentati da una improvvisa paura,si indeboliscono,fino a farmi girare vorticosamente la testa,tramortito da quello che appare un incubo,svengo
.
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« immagine » Dunque sarò breve. Sono un folle. Come un pazzo visionario,assisto a fenomeni che voi non potete vedere. Tutto ciò succede poichè voi siete sani,mentre qualche dubbio su me stesso mi assale e non riposa mai . Così nacque il mio incontro poco fantastico con essere viventi umani che abi...
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20/11/2018 22:53:32
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Commenti

  1. ombra.dargento 21 novembre 2018 ore 22:29
    fin da bambina mi chino a guardare tra il fogliame, sotto i cappelli dei funghi, vicino alle grosse pietre del carso sperando di vedere uno gnomo, un folletto, una fatina... non mi è mai capitato purtroppo, ma scopro ogni volta un universo parallelo, un mondo invisibile di stupende creature terrestri, minuscole, indaffarate, brulicanti. forse un giorno incontrerò anch'io un mostro enorme e vigoroso, ma per il momento temo solo i miei simili, gli esseri umani crudeli, gli egoisti, gli insensibili, chi costringe al silenzio il fanciullo che ha in sé, chi ha smesso di viaggiare sulle ali della fantasia.

    bello scritto, rapisce dall'inizio alla fine!

    un abbraccio :rosa
  2. Moscan.sx 23 novembre 2018 ore 01:07
    @ombra.dargento sono io ad essere rapito dai tuoi scritti...con tutta quella meravigliosa luce che porti dentro...e riesci ad illuminarmi anche quando sono cupo. C'è un profumo speciale nei tuoi sentimenti,quando si srotolano davanti agli occhi i tuoi racconti...ciao Carissima amica Lupa :rosa
  3. ombra.dargento 23 novembre 2018 ore 09:59
    sei sempre tanto tanto gentile...

    grazie di cuore caro Moscan :staff

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