LA PELLE

01 aprile 2014 ore 10:06 segnala


Non credo esista, nell'immaginario collettivo biker, qualcosa di più iconico, di più trascendente dalla realtà, del gilè con i colori che indossa un membro di un club. Tutti possono andare in moto, ma non tutti scelgono la via del diventare parte di una Famiglia biker; per quelli che lo fanno si aprono lunghe strade piene di ostacoli iniziali, di sguardi sospettosi, di impegni ma anche grandi soddisfazioni, di rispetto guadagnato, della sensazione di contribuire a far crescere e a far vivere qualcosa che per ognuno diventa unica e perfettamente riconoscibile. E non tutti i bikers entrano in gruppi che usano portare il gilè, molti si limitano a tee-shirts o a patch da mettere su quel che si vuole, cosa comune per gruppi di stradali o che fanno turismo. Le Famiglie biker vere e proprie, caratterizzate dalle moto custom, hanno da sempre fatto un onore ed un onere il portare il gilè con i colori e gli emblemi del gruppo di appartenenza. E' imprescindibile, è naturale, è un obbligo morale ed un vanto personale riuscire ad avere - con il passare del tempo e della attività in seno alla Famiglia - le varie toppe che dimostrano i passaggi di grado tra i fratelli. Chiunque se lo sia sudato, sognato, desiderato non riesce neanche ad immaginare di star senza e infatti molti non rinunciano a portarlo neanche quando non stanno sulla moto. Perchè i colori ti entrano dentro, se lo senti, se ci credi, e dalla tua seconda pelle non puoi staccarti. Oltre tutto, è anche una questione di profondo rispetto per gli altri fratelli con i quali così si dimostra di volersi riconoscere, lontani quindi anni luce da certi motociclisti che il gilè lo ricevono all'acquisto di una moto sin troppo costosa, o in cambio di una retta annuale che dimostra solo il ceto sociale e non il vero cameratismo che nasce dalla frequentazione della strada insieme. E stendiamo un velo pietoso su chi lo ha ricevuto, ha condiviso, e poi lo lascia appeso alla stampella nell'armadio quando va a far prendere aria a quello che evidentemente considera il vero simbolo, la moto. Il biker, quello che il gilè lo porterebbe anche a letto, anche stracciato, anche vecchio di decenni, magari ci muore dentro, magari ci va a piedi quando non ce la fa più, ma non metterebbe mai prima la moto davanti ai colori, nella scala delle proprie priorità. Certo, esistono soggetti che non ci tengono affatto, e addirittura fabbriche orientali che sono arrivati a copiare gilè e colori di mc celebri per venderli su internet. Ma questa è solo la dimostrazione di quanto la gente sappia rendersi ridicola. Gli altri, quelli veri, non se lo farebbero togliere neanche con le coltellate.



MPM ROMA
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01/04/2014 10:06:39
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Commenti

  1. AthenaNoctua 01 aprile 2014 ore 11:40
    ciao, non sapevo di questa icona dei biker, il gile', penso che sia l'equivalente del chiodo per i metallari..non esiste non possederlo..
  2. MPM.Roma 01 aprile 2014 ore 18:43
    x AthenaNoctua, molto alla lontana direi di sì, nel senso però che quello è un vestito che segnala una corrente della moda musicale - come le giacche rosse dei rockabilly e i cappellini alla Madness - mentre sul gilè si portano i colori del moto club a cui si appartiene. quindi si avvicina di più a quello che potrebbe essere la sciarpa della squadra per un ultrà di calcio. il gilè è importante, più importanti ancora sono i simboli e i colori , infatti moltissimi - dopo anni di strada - se li tatuano addosso. un saluto dal MPM
  3. AthenaNoctua 02 aprile 2014 ore 06:36
    grazie per avermi fatto scoprire una cosa che, sinceramente, ignoravo..un saluto da una metallara con tanto di chiodo :-)

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