MOTOR BIKE EXPO' 2017

26 gennaio 2017 ore 22:36 segnala

Finita è la festa, sia lode alla festa. Anche stavolta il Motor Bike Expo ha smosso scarpe e motori da ogni dove, facendo convergere su Verona migliaia di appassionati, neofiti, cultori e bikers puri e duri. Tra le sue luci e le sue ombre la fiera ha spalancato le sue braccia ideali, offrendo il consueto caos espositivo che lascia a volte sconcertati per l'affastellarsi di stands vicini ad altri che di motociclistico hanno ben poco. Prezzi da colpo al cuore per spuntini e bibite, vigili urbani impegnati a regalare un diluvio di multe sulle auto lasciate fuori dai parcheggi a pagamento sono solo alcuni degli aspetti che più hanno infastidito il pubblico. Data l'importanza dell'evento era scontata la presenza delle marche più in vista e si sono fatte notare Ducati con le Diavel e le nuove Scrambler, BMW con la R nine T special elaborata da Radical Chopper, Aprilia con la Tuono V4 e la Dorsoduro 900. Kawasaki con le Ninja e la KX450 Party Fluo Edition, lo stand della Indian con le loro gloriose macchine da guerra, e ancora le nostre leggende, la Guzzi con le V7 customizzate e Moto Morini con la Corsaro 1200, e MV Agusta con la Brutale 800 RR creata per l'occasione - e mostrata nel suo stand - da Rough Crafts. Senza volerci dilungare su tutte le marche presenti, ma restando nell'ambito delle curiosità ricordiamo la Bagger con forcella a steli rovesciati e turbocompressore esposta da Vallese Garage e i kit per personalizzare le Ducati Scrambler - da poco sul mercato ma già impegnate a lasciare il segno nel segmento di mercato rappresentato da chi manteneva nel cuore il ricordo di questo mito anni settanta - del customizzatore veronese Nicola Martini, e ancora i disturbanti sogni metallici di Stesil Bike o le Harley proposte da AB Normal e da Cycledelic Garage.




Il pubblico ha avuto modo, tra i tanti ospiti illustri dell'Expo, di vedere Paul Teutul di Orange County Choppers e di ritrovare Terence Hill il quale, oltre a firmare una linea di accessori in materiali naturali come legno e cuoio, ha portato la sua special Harley Davidson Softail DeLuxe. L'interesse dei bikers, come c'era da aspettarsi, ha finito per convergere unicamente sui padiglioni Custom e Cafè Racer, dove si sono radunati tutti i membri dei moto club sia italiani che esteri: padiglioni che hanno offerto la possibilità di lucidarsi gli occhi con autentiche delizie e fantascientifiche elaborazioni, più valide per stare su un piedistallo che ad essere guidate per i vicoli sconnessi delle nostre città. Le due anime diametralmente opposte, quella del Custom che tende a sovraccaricarsi di accessori, orpelli, cromature, gadgets, oggetti tribali e altro - sconfinando verso l'estremo limite delle rat bike - e quella del Cafè Racer che punta a rimuovere tutto il possibile, ritenendo bellissimo lo stare seduti su una tavoletta di legno con un motore ciclopico tra le gambe per fare il giro dei bar come si usava negli anni gloriosi della swinging London sono le anime intorno alle quale ruota la crema di ogni motoclub bikers. A tutti l'Expo ha offerto qualcosa, a chi tanto e a chi poco a seconda delle aspettative ma comunque i motori hanno rombato, le cromature hanno scintillato, le ragazze hanno rallegrato i vecchi cuori di cuoio e tutti hanno mostrato il giusto rispetto verso ogni toppa. Che è sempre la cosa più importante per i bikers...




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