NOI

06 dicembre 2016 ore 22:41 segnala


A volte, presi dagli impegni quotidiani, ci dimentichiamo di guardarci indietro. Così, l'infinito mosaico di ciò che facciamo, delle esperienze, delle emozioni, si sfalda e sembra scivolarci addosso. Guardiamo indietro, invece. Fermiamo un attimo le nostre ruote, togliamoci il casco. Quante cose! Quest'anno, cosa abbiamo vissuto, cosa abbiamo costruito? Le nostre feste, e le altre - tante - alle quali abbiamo partecipato, i momenti conviviali che uniscono e rafforzano l'amicizia scelta , pranzi e cene insieme, dalla semplice pizza al TMR alle braciolate sui falò in campagna come nomadi senza pensieri. La celebrazione annuale del club con tutto il misticismo che comporta e il passaggio dei gradi e l'ingresso dei nuovi Rudis. E l'aiuto nel sociale, il sostegno alle famiglie, il supporto continuo a chi ne aveva bisogno. Quante cose fatte e non dette, se non - forse - dopo, come le raccolte alimentari, la presenza a manifestazioni e soprattutto la partecipazione con la Protezione Civile all'emergenza per il terremoto, con i nostri a lavorare e darsi il cambio per giorni e giorni sui luoghi devastati. Bello. Grande. Cose che se ci ripensiamo ci scaldano ancora i cuori perchè è la dimostrazione che il vivere in un moto club come il nostro non è l'incontrarsi fuori da un bar per scambiare chiacchiere e guardare le moto l'un l'altro, è costruire legami tra di noi destinati a durare negli anni, è passare le ore prendendosi cura della Domus comune, è rispettare ognuno il proprio fratello sia che stia tutti i giorni presente sia che stia sempre in viaggio e venga ogni tanto per un raduno. E' anche il vivere per, con e sulla propria moto, quella che si è scelta , sulla quale hai voglia a trafficarci, modificare, tagliare, cambiare, dipingere, aggiungere. E' un amore che non ti dà pace, ma soddisfazioni sì, è il simbolo stesso del sentirsi liberi. Perchè di catene la vita e la società ce ne mettono addosso pure troppe e dunque perchè rinunciare a quella scintilla che ci portiamo dentro? Mai. Lasciamola brillare, lasciamo che illumini il buio che ci circonda. Portiamola con orgoglio su di noi, sui nostri gilet, quella scintilla fatta dei nostri colori. Quella storia che si è evoluta in tanti anni, quella favola immaginata da pochi e diventata realtà per tutti noi. Guardiamo ancora a tutto quello che abbiamo fatto. Ne siamo contenti, soddisfatti? Sì, e così tanto ancora possiamo immaginare di fare, e lo faremo.
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06/12/2016 22:41:58
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