SALUDOS AMIGOS

15 settembre 2017 ore 15:18 segnala


Su una delle più famose riviste di motociclismo italiane è comparso in questi giorni un articolo che va a toccare, anzi, decisamente a pungere una delle più classiche forme di esteriorità del mondo biker, e come c’era da aspettarsi, nei commenti sul web si è scatenata una bagarre. L’argomento in essere è “ IL SALUTO” , cosa della quale tutti hanno prima o poi parlato, anche noi tra l’altro, e alla quale chiunque stia in sella si è prima o poi imbattuto. C’è da chiedersi, dato il più che prevedibile malumore suscitato, se l’articolista non avesse scritto il tutto già prevedendo le reazioni al solo scopo di far leggere e parlare del suo pezzo; in fondo, se di questo si è trattato, non importa granchè: il succo del discorso sta nel suo propugnare, nel suo reiterare il rifiuto a salutare in risposta ad altri bikers adducendo la pericolosità dello staccare una mano dalle manopole nel caotico traffico cittadino e quindi riservare questa folkloristica abitudine solo su terreni lisci, poco frequentati e durante il weekend. Ora, a prescindere dalla rivolta verbale ottenuta, si potrebbe ricamare all’infinito su questa cosa: intanto tutti i bikers che hanno salutato o hanno risposto ad un saluto, sanno bene che basta un lampeggio, un abbassare la testa, o il sempre classico alzare lo stivale dal pedale – cosa che di certo non crea pericolo di sorta. Ovvio che se si pretende di lasciare parzialmente il manubrio per salutare qualcuno in curva, in fase di sorpasso e a velocità piena l’ipotesi di andare a baciare l’asfalto si fa concreta. Viene anche da chiedersi – con ironia – se l’autore non appartenga a quella amena fascia di bikers in pensione, sovrappeso e dall’equilibrio instabile che con la liquidazione si sono comprati un mostro da quattrocento chili, che vanno bardati di frange come Buffalo Bill e ogni giorno invece del caffè e sigarette comprano qualcosa di cromato perennemente ossessionati dall’idea di finire a terra anche da fermi al semaforo e con la svergognante prospettiva di dover essere liberati da sotto la moto grazie ad un carro attrezzi. O peggio se non si tratti di uno scooterista infiltrato che cerca di fare terra bruciata. Comunque il fatto sta, e resta, e quella che tutti in coro definiscono la “strana, meravigliosa gente” che si amalgama nel multicolore mondo bikers non perde, non vuole perdere e sicuramente – non fosse altro perché siamo italiani e dunque geneticamente tignosi e controcorrente – non perderà il gentile, medievale vezzo di rivolgere il saluto ad un proprio simile, ogni volta che l’occasione lo permetterà. E infine ammettiamolo, come può preoccuparci alzare un attimo due dita in segno di cameratesco omaggio, quando insieme al primo patentino ci è stato insegnato – da amici fraterni, o in qualche rito di passaggio all’età matura presso gli anziani della famiglia/tribù – a guidare alzando entrambe le braccia per fare il segno dell’ombrello sul gomito a chi vuole la precedenza, ad alzare virilmente una mano per fare le corna a chi la precedenza non ce l’ha data, o a sbracciarci per mandare a… sì, proprio in quel posto insomma, l’automobilista che ci ha sorpassati sulla destra o che ci ha stretto in curva. Questo mondo folle e divertente, pittoresco e sopra le righe che è il popolo biker – e quelli del custom poi, in prima linea sempre – sembra poter essere il bersaglio preferito dai pennivendoli ma è esso stesso il primo a partecipare al gioco, sapendo benissimo che continuerà a cavalcare sotto la pioggia, sotto il sole, con i gilet con o senza colori,salutando gli altri e facendosene un baffo di chi gli sparla dietro. E dunque lasciamoli fare, che male non fanno a nessuno, e se ne incontriamo qualcuno alziamo un attimo una mano, o lampeggiamo. Facciamoci del bene a vicenda.
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15/09/2017 15:18:59
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Commenti

  1. luc.ariello 15 settembre 2017 ore 18:34
    Perchè "o peggio se non si tratta di uno scooterista infiltrato"?
    Sa molto di settario, (se non di razzistico).
    Non mi sembra di vedere in inverno molti motociclisti in circolazione.
    Al contrario di scooteristi che rifuggono l'uso di un'auto, di quelli ne vedo parecchi, che magari non si preoccupano del meteo, quindi a pieno diritto li considero motociclisti.
    Ma se ti saluta uno di essi, che fai, non gli rispondi?
  2. MPM.Roma 16 settembre 2017 ore 14:18
    @luc.ariello d'inverno è sicuramente più facile vedere guidatori di scooter per il motivo che hanno motore e gambe parzialmente coperte dalla carrozzeria, ma naturalmente chi ha una moto, sia custom, sia stradale o altro la usa anche d'inverno, certo non sotto un diluvio, sarebbe assurdamente pericoloso. ad ogni modo chiunque saluta qualcun altro è normale e beneducato salutarlo in risposta. è ben noto comunque il vizio - oramai diventato materia di barzellette persino - dei possessori di moto di un genere particolare che si salutano solo tra loro come se fossero sì questi una setta a parte. e parliamo dei modelli super delle BMW, non certo delle custom.

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