VERSO EST

21 agosto 2013 ore 23:01 segnala


I fratelli hanno caricato i ferri, calzato gli stivali, messo in moto e via, per un lungo viaggio verso est. Da Roma a Spalato e poi lungo la costa di quel mare Adriatico che già D'Annunzio definì "amarissimo" per le continue guerre. Giù fino a Makarska e via fino ad Opuzen, per riabbracciare fratelli già in viaggio.




Strade che scorrono infinite sotto le ruote, in terre martoriate dai conflitti etnici, dove la gente ancora nasconde dietro i sorrisi le cicatrici, dove la pace cerca continuamente di tornare a vivere. I segni del vicino passato ancora sotto gli occhi di tutti, soldati in cerca di residuati, e croci, croci di bambini che volevano soltanto far crescere la loro innocenza. Un monito per tutti quelli che non sanno, o hanno dimenticato troppo presto.




I fratelli stanno vivendo un sogno di libertà, quell'ideale che non conosce la parola "limite", corrono nel vento portando con sé i nostri colori, e dovunque si fermano è come se tutti noi stessimo guardando le stesse cose con i loro occhi. Basta fermarsi a parlare con la gente del luogo, o magari bere un bicchiere in un bar di bikers, e il sangue sempre ribollente trova il giusto momento di riposo.




Ancora in sella fino a Dubrovnick e si lascia la Croazia, si fila ancora avanti verso Mostar, in Bosnia con il suo ponte nuovo sulla Neretva, chè il vecchio crollò sotto i bombardamenti delle milizie serbe nel 1993 e ora questo fa da flebile traccia di pace tra la zona cristiana, povera e dimessa, e quella musulmana, ricca e carica di minareti. Ma i fratelli guardano, imparano, cercano significati in tutto quel che li circonda. Non si lasciano intimorire nè dai controlli della polizia, nè dalla stanchezza o dai continui atti di brigantaggio e violenza che ancora adesso allignano in quelle zone. Fin che il cuore regge, e le moto anche, il viaggio prosegue, chi sa, fino al Montenegro e oltre...




E quando vi fermerete, per riprendere fiato, o fumare una sigaretta, o scambiare due parole con la gente del posto, e sentirete un brivido sulla pelle, ricordate: non sarà il vento dell'Est ma il nostro pensiero, che è lì con voi, e vi accompagna sempre!


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21/08/2013 23:01:43
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Commenti

  1. gattina1950 26 agosto 2013 ore 16:20
    Bellissimo viaggio hai fatto, in zone dove la guerra l'ha fatta da padrona, ci sono nelle case ancora i segni delle pallottole, il ponte di Mostar ne è testimone.
    No per non dimenticare......insieme alle altre guerre lo scempio e la distruzione avvenuta.
    Un saluto

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