La Nascita delle Crociate

27 novembre 2018 ore 22:46 segnala
Sembrava uno dei tanti concili indetti per sistemare questioni sia teologiche che pratiche all’interno della Chiesa. Era iniziato a Clermont il 18 novembre 1095 ed in effetti aveva già affrontato alcune questioni come la scomunica di Filippo I di Francia per bigamia, l’astinenza dalle carni durante il periodo di Quaresima, fino alle cosiddette “tregue di Dio” ossia quei periodi durante i quali era assolutamente proibito combattere pena la scomunica.

Il 28 novembre, in chiusura dei lavori, papa Urbano II sul sagrato di una chiesa tenne un discorso alla popolazione accorsa per la fine del concilio. Forse mai poteva immaginare che stava per accadere qualcosa che avrebbe avuto conseguenze inimmaginabili per la storia del mondo medioevale e non solo.

Egli spiegò di aver ricevuto una lettera da Alessio Comneno imperatore bizantino dove veniva descritta la grave situazione nella quale versava l’impero d’oriente, ma anche e soprattutto i luoghi della cristianità come Gerusalemme ed i luoghi santi in Palestina sotto il dominio dell’Islam. Il pericolo evocato dal Papa non era riferito agli arabi che ormai erano stanziati in Medio Oriente da quasi 500 anni ma ai Turchi, una popolazione calata dall’Asia Centrale

Papa Urbano II lanciò quindi un accorato appello affinchè cavalieri e nobili europei si muovessero a prestare soccorso ai confratelli orientali. A tutti coloro che avessero risposto al sua richiesta e che sarebbero morti in battaglia veniva garantita la remissione di tutti i peccati e la via del Paradiso assicurata. Tuttavia dietro l’appello di Urbano II si nascondeva un sottile gioco politico.

Costantinopoli aveva corso un grande rischio qualche anno prima quando si era trovata stretta fra le ambizioni dei turchi da est, dei nomadi peceneghi da nord e dei normanni provenienti dalla Puglia da ovest. L’energico Alessio Comneno riuscì a risolvere il pericolo sconfiggendo sia i normanni (1081-1085) che i nomadi (1091), restava il pericolo turco anche se ridimensionato a seguito della frammentazione del sultanato selgiuchide. Quindi la richiesta di aiuto del basileus più che a garantirsi una sopravvivenza era finalizzata a lanciare una grande offensiva per riconquistare l’Anatolia.

La richiesta di Alessio Comneno rappresentò per Urbano II un’eccellente occasione politica: da quasi vent’anni i pontefici e gli imperatori d’Occidente erano impegnati nelle lotte per le investiture; se si fosse riusciti ad organizzare una propria spedizione in Oriente si sarebbe dimostrata la totale autonomia della Chiesa che non aveva bisogno dell’aiuto dei sovrani per la difesa della cristianità.

Dopo il discorso di Clermont vennero inviati messi per tutto l’Occidente per diffondere l’appello del Papa. L’onda emozionale suscitata dal concilio, unita alla promessa della remissione dei peccati, colpì uomini di ogni ceto sociale. Partirono nobili, contadini, mercanti, religiosi, soldati e artigiani. Li accomunava una croce rossa cucita sulle vesti, un segno di riconoscimento per essere diventati soldati di Dio. Anche se essi non lo sapevano era partita l'avventura delle crociate.


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Sembrava uno dei tanti concili indetti per sistemare questioni sia teologiche che pratiche all’interno della Chiesa. Era iniziato a Clermont il 18 novembre 1095 ed in effetti aveva già affrontato alcune questioni come la scomunica di Filippo I di Francia per bigamia, l’astinenza dalle carni durante...
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27/11/2018 22:46:33
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