La Storia del Massacro di Haiphong

23 novembre 2018 ore 20:54 segnala
"Non dimenticate di dire chiaramente, ai vostri amici vietnamiti, che il nostro dovere sarà di mantere l'Impero costruito dai nostri padri e di custodire gli interessi ed il prestigio della Francia".
Parlava così il colonnello Debès, comandante della guarnigione francese di Haiphong, con un componente della commissione che tentava di mediare i contrasti tra amministrazione coloniale e vietnamiti. Lo diceva il 22 novembre del 1946.

Lo diceva il giorno prima di comandare un vero e proprio massacro, una strage indiscriminata di civili compiuta poco più di un anno dopo della fine della Seconda guerra mondiale. La libertà degli europei dal nazismo non aveva certo comportato la libertà per le colonie francesi. In Indocina la tensione era evidente, in particolar modo in Vietnam.

I vietnamiti avevano combattuto ferocemente in giapponesi solo per vedersi "riconsegnati" nelle mani di altri stranieri, i francesi appunto, che avevano colonizzato l'Indocina già dalla fine del secolo precedente. Seguì, con la guerra, l'occupazione giapponese, contrastata dalla guerriglia vietnamita guidata da Ho Chi Minh e da Vo Nguyen Giap.

Con la resa dei giapponesi, nell'agosto 1945, i vietnamiti reclamavano l'autonomia e libere elezioni mentre le truppe francesi liberati dalla prigionia stavano occupando le aree del Sud. Si evitò lo scontro promettendo libere elezioni che si svolsero il gennaio 1946, con una vittoria schiacciante dei comunisti indipendentisti.

Il risultato elettorale fu uno smacco per i francesi che costrinsero Ho Chi Minh a negoziare un'autonomia più blanda, cosa che fece infuriare la componente più radicale dei vietnamiti. Ben presto iniziarono le schermaglie tra le milizie e le truppe coloniali: una di queste, partita col rifiuto di un'imbarcazione di sottoporsi al controllo doganale, scatenò il massacro di Haiphong. La città era un porto fondamentale nonché il terzo centro più popoloso del Vietnam: quando il 23 novembre le forze vietnamite non risposero all'ultimatum del generale Debès che chiedeva il loro sgombero nell'arco di 45 minuti, le truppe coloniali attaccarono. L'assalto di terra, però, fallì, ed i francesi ricorsero quindi al massacro indiscriminato. I quartieri vietnamiti del centro abitato vennero bersagliati da artiglieria, dalla flotta e dall'aviazione francese: ad oggi la stima minima dei morti è di circa 6.000 persone, ma secondo alcuni furono più di 20.000.

Le truppe vietnamite furono costrette ad abbandonare la città, reclamando quindi la "vittoria". Il massacro diede quindi il via alla guerra di Indocina, che terminerà con la scacciata della Francia e la creazione di due diversi Stati. Come è noto, i vietnamiti continueranno a pagare col sangue la propria indipendenza per altri 25 anni.


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"Non dimenticate di dire chiaramente, ai vostri amici vietnamiti, che il nostro dovere sarà di mantere l'Impero costruito dai nostri padri e di custodire gli interessi ed il prestigio della Francia". Parlava così il colonnello Debès, comandante della guarnigione francese di Haiphong, con un...
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