Colpo di spugna

02 giugno 2018 ore 01:54 segnala
Sono fermo lì, dinanzi alla lavagna del mio cuore, senza riuscire a darle un colpo di spugna. C'è così tanto di noi, di me stesso... che il pensiero di dover mettere da parte tutto, anni di tutto, ecco, è come contemplare un alieno.

I grandi dicono sempre che la vita cambia di continuo, si evolve in perfetta autonomia, nell’inconsapevolezza di noialtri.
La vita va avanti, dicono.

Nessuno, però, che accenni al dolore attraverso cui bisogna passare affinché questo processo si compia. Sono attenti a nasconder(se)lo come un effetto collaterale di cui vergognarsi, uno sgradevole incidente di percorso da omettere nei racconti di poi, un tormento da cancellare, possibilmente.

Come se davvero si potesse.

Quel colpo di spugna è una manciata di sale su una ferita aperta, come urlare di paura senza riuscire ad emettere un suono, come l'istante in cui inspiri acqua nei polmoni e sai che stai affogando.

Vivo questa liturgia come una strada a senso unico, che non ha fermate né ripari dal pianto, dalle lacrime nelle quali s’inabissano i più bei ricordi di lei.
Certo, potrei odiarla, avvelenare ciò che mi ossessiona e non concede tregua.
Ma è come cercare una via d'uscita al buio, a tentoni, in cui non hai la più pallida idea di dove ti condurrà il prossimo passo.

Sono perduto. Perduto sul serio, cazzo.

Accetto, infine, l'idea che per rendere illeggibile e anonima la mia maledetta lavagna occorra far crollare tutto, me compreso. Nulla può sopravvivere a quel colpo di spugna, che prende sempre più le sembianze di un colpo di scure, nessun brandello di orgoglio, non un pezzetto di volontà.
Cariche piazzate e.... giù, giù tutto. Via.
Ora, valle a capire certe cose.
 
Vuoto.
 
Guardo su dal fondo, con due occhi che di mio non hanno più niente.
Sono un posto vuoto, disabitato, un monolocale soffocato da pannelli di lanaroccia. Al posto del cuore giace un sasso freddo e scuro.

Nel grigio opaco faccio fatica a distinguere qualcosa, sembra una montagna di graffi.
Mi chiedo se lì ci sia mai stata una lavagna.
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Sono fermo lì, dinanzi alla lavagna del mio cuore, senza riuscire a darle un colpo di spugna. C'è così tanto di noi, di me stesso... che il pensiero di dover mettere da parte tutto, anni di tutto, ecco, è come contemplare un alieno. I grandi dicono sempre che la vita cambia di continuo, si evolve...
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