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BONIFACIO

musicaribelle 21 aprile 2009 ore 05:51
Bonifacio è la città più a sud della Corsica proprio di fronte alla Sardegna, estremo lembo di terra francese; di giorbo puoi vedere le coste italiane; di notte, invece, le luci della strada e delle macchine che corrono sull'estremo nord dell'isola italiana; E' una città costruita a Fortezza, sede da sempre della legione straniera francese, molto bella, tutta bianca. Nelle vicinanze di Bonifacio si trovano spiagge tra le più belle di tutta la Corsica.
Per me Bonifacio è molto altro.

E' il 1988 quando per la prima volta sbarco in Corsica, è l'estate dopo il militare, non ho nessuna voglia di fare la solita vacanza nel paesino parmense di Bore, provo a strappare alla mia famiglia il permesso di fare una vacanza fuori dall'Italia, ma sono riuscito ad organizzare solo una settimana con un amico appena conosciuto. Troppo poco per la mia smania di vivere, così provo a buttare lì alla mia family che la settimana precedente me la farò da solo in giro per l'isola. Ed anche se per tutti è naturale a ventitrè anni fare una vacanza per i fatti propri, nella mia famiglia ciò è ancora improponibile. Non sono ancora preparato a reagire alle regole di casa, o meglio alle regole di mia madre; così il tutto si risolve con la mediazione interna, mia madre impone a mio padre di seguirmi in quell'avventura, ed impone a me la sua presenza.

I miei ricordi di quella settimana sono tendenzialmente buoni, ma non ricordo nessun discorso fatto con mio padre in quei sette giorni, nemmeno quanto comunicassimo negli spostamenti in macchina e nelle giornate calde d'agosto.  Ricordo i posti, i panorami di quegli spostamenti, il giro interno su per i monti da Bastia ad Ajaccio, i boschi, i colori; la paura nel affrontare il famoso Dito corso, in macchina, sempre con lo strapiombo sul mare su di un lato. Ma tutto si perde nei miei ricordi, ofuscato dalle sensazioni di quella giornata, quella di Bonifacio.

Quella vacanza aveva come priorità per me il rapporto mio con la fotografia, finalmente potevo usare la mia macchina fotografica per qualcosa di davvero soddisfacente, non più solo le foto agli amici, ma finalmente fotografare posti meravigliosi e paesaggi mozzafiato, mettere alla prova la mia "visione" del mondo,  insomma mettermi alla prova come fotografo, anche se dilettatante ed autodidatta.

Cosi mi appare Bonifacio, splendida ai miei occhi, guardandola dal basso, dal parcheggio delle auto, naso in su, bocca aperta. Mio padre, stanco giustamente della mattinata di guida, mi dice che non se la sente di salire per le stradine in salita, lui si ferma lì al porto, a rilassarsi, aspettandomi mentre io mi faccio un giro per la città.

E' pomeriggio, forse le 15.00, qualcosa del genere, un sole alto, caldissimo, una luce piena che si riflette sulla città e rimbalza accecandoti; cosi, armato della mia Ricoh, comincio a salire le scale di Bonifacio da solo, emozionato, a bocca aperta per l'emozione. Mi fermo all'ombra di una casa e carico la mia macchina con un rullino in bianco e nero da 36 pose, la scelta è fatta per l'eccezionale varietà di chiari e scuri che quella città offre, ottima per essere immortalata con una pellicola in bianco e nero.  Macchina in mano parto alla scoperta di Bonifacio.

Mi sento davvero felice, libero, soddisfatto. Guardo tutto, giro, scatto a ripetizione, ma sempre curando molto inquadratura e luce.  ad un tratto mi fermo un po' perplesso, c'e' un inquadratura che mi piace moltissimo. ma la luce è troppa e la macchina continua a consigliarmi di non scattare, mi sposto, provo altre angolature; ma nulla, o troppa luce, o il taglio che darei alla foto non mi convince; vabbè sono solo all'inizio, magari poi trovo di meglio, mi arrendo e riprendo il cammino.

Salgo sempre di più, mi perdo dove i turisti non vanno, arrivo fino al limite invalicabile della parte dedicata alla legione straniera, che come ogni caserma delimita un territorio non accessibile, sempre scattando, sempre a bocca aperta dall'emozione. Questa città mi sta affascinando in ogni angola, in ogni istante, in ogni panoramica, sul mare, sui bastioni, sulle costruzioni.

Giro e respiro l'aria che trovo magnifica, il caldo che con tutta quella strada in salita mi porta a sudare,  il sole che batte forte sul mio viso; ma mi piace, mi piace tutto di quello che vedo, di quello che provo, di quello che sto vivendo; sono ancora così privo di esperienze che questo momento di completa autonomia mi sembra il paradiso; riscendo per altre strade, fino a che non mi ritrovo di nuovo nel punto in cui all'inizio non ero riuscito a scattare la foo a causa della luce. Ora, però, la macchina non ha più nulla in contrario, posso scattare quell'immagine, fortuna ho ancora qualche posa da usare. Scatto, sorrido soddisfatto di aver aspettato, ma immediatamente mi sale un dubbio .... ma da quanto sono in giro se il sole si è spostato cosi tanto?? ... Azzo .... e mio padre????

Scendo veloce verso il porto, fermandomi giusto per qualche ultimo scatto, e già da lontano noto che non è proprio di buon umore, mi chiede dove ero finito, che sono ore che mi sta aspettando, a me sembrava davvero poco il tempo che avevo dedicato a quel giro, ma la posizione del sole dichiara che la sensazione sbagliata è decisamente la mia, non ho quasi mai usato orologi, il senso del tempo non mi appartiene.

Cosi ci rimettiamo in macchina, dobbiamo raggiungere Ajaccio  e il posto dove pernottiamo, addirittura il giorno dopo è previsto un incontro con quasi tutta la mia famiglia, lì in terra francese, i miei fratelli più grandi con le loro famiglia stanno facendo la vacanza, ogniuno per i fatti propri, nella stessa isola. Ma io sono soddisfatto, completamente cotto, ma davvero felice. Ho i miei due rullini scattati a Bonifacio, uno e mezzo per l'esattezza, e non vedo l'ora di guardare cosa è venuto, come si sono impresse sulla carta le immagini che ancora ho negli occhi; ma c'e' tempo, ho ancora quasi 10 giorni da passare in Corsica, tra poco arriverà Giovanni e mio padre partirà per casa, sarà un altro tipo di vacanza, lo so già, una vacanza più da ragazzi, ma è quello che volevo, che aspettavo. Oggi il pensiero è fisso solo su Bonifacio, quasi innamorato di quella città.

Al ritorno dal mio viaggio vado a ritirare i rullini sviluppati delle foto fatte nella vacanza in Corsica, tutti molto belli, divertenti quelle fatte con Giovanni, bellissime quelle fatte in giro per la Corsica con mio padre, un solo colpo al cuore .. il rullino da 36 in bianco e nero fatto a Bonifacio, è tutto sovraesposto, non è venuto nulla, nessuna foto si è salvata. L'inesperienza, non devo aver ricalibrato gli iso sulla macchina cambiando il rullino dal colore a quello in bianco e nero, quindi la macchina era forviata dalle mie errate indicazione e mi suggeriva tutto sbagliato. Nessuna foto di Bonifacio, se non qualche se non qualche esterna del secondo rullino in B/n scattate giusto scendendo al volo prima di partire. Un colpo duro da digerire in quel momento ... ma poi passa con il tempo.

Per anni Bonifacio è stata la mia città preferita, in seguito ho visto Parigi, Praga, Vienna, Valencia, St. Malò, Le Mont St. Michel, Angers, Granada, Amsterdam e tante altre altre grandi o piccine, italiane o straniere, ma Bonifacio rimaneva sempre nella mia testa come la città più bella che avessi mai visto, la città che più mi aveva affascinato, rapito, un ricordo fermo, deciso, e soprattutto emozionante;  A chi mi chiedeva qual'è la mia città preferita la risposta era sempre sicura .. Bonifacio ...  fino a ...

Nel 2004 torno in Corsica, con Ema e Filo, vacanza stranissima, ma davvero bella, ho ricordi che non dimenticherò mai di quei giorni, tipo scoprire dopo 15 anni che Filo si dichiara Cattolico!!!  Lo sfotterò a vita su questo, e lui sa perchè! Comunque siamo in Corsica, ne sono passati di anni e di vacanze dal 1988, ora addirittura vado in vacanza senza il papà appresso, quindi qualcosa deve essere cambiato. Giriamo in macchina dormendo tra alberghi e camping, proviamo l'emozione di finire tutti i soldi a disposizione durante il viaggio, mettendo alla prova anche lo spirito di sopravvivenza e la conoscenza di pratiche bancarie ("cosa è un referente in banca?" ... vieni Ema che ti spiego ... ). Siamo tre quasi adulti quarantenni che si rincorrono nelle spiaggette e nelle piazze delle località marinare Corse armati di mitragliatori ad acqua, incuranti della gente che ci guarda perlessa.

Giungiamo a Bonifacio, ultima tappa della nostra vacanza, attorno a ferragosto, abbiamo ancora qualche giorno da fare e li passeremo lì. Io sono un po' emozionato, torno in quella città, La Città per me, stavolta con l'esperienza per non sbagliare più nessuna foto, e la voglia di rivincita sul mondo del sovraesposto. Pronto anche per giocare con filtri vari e inquadrature più mature. Ma Bonifacio non è più quelle che ricordavo. Almeno mi sembra cosi mentre la giriamo di giorno, tutti quei negozi di souvenir, i colori delle insegne pubblicitarie, le stradine strette che ricordavo diverse, la calca di turisti, che c'era anche nel 1988 ma che io non avevo "percepito" viaggiando nel mio mondo,  Non ritrovo nulo di quello che avevo nei miei ricordi,

Bonifacio mi lascerà altri ricordi nel 2004, le bocce nella parte alta della città di fronte alla Sardegna, il Pastisse che Ema e Filo si dividono con l'ultimo euro e 50 che abbiamo in tasca. Tutte quelle "fate" in spiaggia, tipo quella che faceva surf, azzarola che fisico! l'abbiamo notata tutti e tre! Ma non ho fatto nessuna foto alla città, nessuna.

Ma Bonifacio? Bonifacio è una bella città, come ce ne sono tante, nulla di trascendentale, questo è ciò che mi porto su di lei da quella vacanza. ed il rendermi conto che alcune cose prendono in noi un posto più importante di quello che meriterebbero perchè situazioni, circostanze, momenti favorevoli ti portano a sopravvalutarle legando troppo queste alle emozioni che si provano. Come per me Bonifacio. La prima vacanza, l'essere solo a girare per la prima volta, la voglia di scoprire un mondo che troppo tardi si apriva a me, non avendo fatto queste esperienze prima, mi ha fatto credere a lungo ad un sogno, Un idealizzazione sbagliata racchiusa in quel nome Bonifacio.

Quante altre idealizzazioni sbagliate ho ancora dentro?   Quanti i luoghi, le persone, le situazioni, le idee che mi porto dentro e che sono cosi particolari sono alla luce delle emozioni vissute?  In questi ultimi mesi sopratutto le persone mi hanno dato questa insicurezza. Forse non bisogna tornate sui luoghi dei propri sogni, o non bisogna dare credito a persone che poi non si rivelano quelle che pensavi. Se in determinati periodi della mia vita ho saputo far fronte, come con Bonifacio, a queste delusioni, in altri le delusioni hanno indirizzato la mia vita.


P.S. alla luce degli avvenimenti delle ultime due settimane questo racconto prende una nuova lettura in me, questo post l'avevo scritto almeno un mese fa, forse più, ma non lo avevo postato, inutile dire il perchè. Ora rileggendolo e aggiungerdo la fine mi rendo conto che è forse l'unico ricordo vero che mi rimarrà nella vita di una persona. Cosi l'ho ripreso e postato, senza cambiare una virgola di ciò che riguarda quella persona. Perchè anche solo alcuni accenni, in me, riaprono molti ricordi, E va bene cosi.


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Bonifacio è la città più a sud della Corsica proprio di fronte alla Sardegna, estremo lembo di terra francese; di giorbo puoi vedere le coste italiane; di notte, invece, le luci della strada e delle macchine che corrono sull'estremo nord dell'isola italiana; E' una città costruita a Fortezza, sede...
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21/04/2009 05:51:59
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Commenti

  1. Madavisa 21 aprile 2009 ore 11:27

    Per me ogni cosa che viviamo, situazioni, persone, città, qualunque cosa, ha più valore per quello che è per me, che non per quello che è oggettivamente, perchè io sono una persona e non un oggetto.

    non voglio dire che la "realtà" non mi interessi, ho sete di conoscerla, mi equilibra, ma la vita non è equilibrio, è emozione e la fatica di vivere sta qui, per me; la delusione non deve cancellare l'emozione che ha fatto vivere il mio cuore, ma riequilibrare il mio giudizio permettendomi di amare lo stesso quella cosa o persona, con più consapevolezza ma con la stessa intensità.

    Un abbraccio!

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