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CASA - 1991 1993 - AFFORI.E'.MILANO

musicaribelle 09 novembre 2008 ore 03:51
La ricerca della mia prima casa dove andare a vivere fuori dalla famiglia è un operazione che viene lasciata totalmente nelle mie mani;  In casa mia si sono tutti tirati indietro nell'aiutarmi, perchè, mi dice mia madre, "se andassi a vivere con la tua fidanzata avrebbe senso; così con un amico non ne ha, puoi rimanere qui; quindi, non ti daremo una mano, se la vuoi davvero fai tu".   Lei puntava sul fatto di conoscere bene i miei slanci iniziali per le novità, confidando sulla solita perdita di spinta mano a mano che le cose vanno avanti, insomma era convinta che avrei desistito, sapendo quanto poteva essere complicato affittare una casa in quel periodo.  Ma io lo volevo proprio, ho scritto anche un post precedentemente raccontando alcune ragioni che mi spingevano a questa scelta. Lo volevo con tutto me stesso.

Ma anche il futuro coinquilino non si sbatteva un granché, vero che era preso da una condizione abitativa piuttosto precaria in quel momento, che doveva sbattersi per lavorare e che aveva giusto 20 anni; poi queste cose burocratiche erano comunque più consone alla mia preparazione e a quello che già facevo.  Ricordo ancora la ricerca sui giornali, nelle agenzie, per trovare una casa che potesse essere affittata da due giovani ragazzi che, già cosi, sono sinonimo di casino assicurato, anche se quando andavo a chiedere mi presentavo sempre con abbigliamenti che non destassero allarmi, ma i capelli mica li potevo tagliare solo per chiedere un affitto ....

Le prime ricerche sono un po' nella parte di Milano entro la circonvallazione esterna, non centro ma Milano, insomma non periferia per ora. Ma sono un buco dopo l'altro, due ragazzi non li vuole nessuno non danno affidamento, i costi sono alti, quasi tutti voglio uso foresteria o qualche altro tipo di contratto che non li vincoli più di tanto a mollarci l'appartamento in questione.  Il primo ostacolo da superare mi rendo presto conto che è trovare qualcuno che si intesti il contratto, quindi qualcuno che abbia una società e possa far figurare un uso foresteria, unica formula di contratto che mi sembra abbordabile per noi due.

Cominciamo a guardare tra gli amici del gruppo se qualche genitore puo farci questa cortesia; l'unico che troviamo papabile è il padre della fidanzata del mio coinquilino; cosi un giorno, io, lui e lei ci rechiamo alla farmacia del padre di lei per avere uno scambio informale di idee su questa possibilità.  Quel giorno per la prima volta mi imbatto nel "pensiero" di qualche adulto sulla nostra compagnia, le nostre idee e la mia età, cioè sono il più grande di tutti i ragazzi del gruppo, lavoro, sono un po' quello che non c'entra. Loro universitari, più giovani, io quasi intruso.  Cosi entrando nell'ufficio del padre della nostra amica, durante le presentazioni vengo travolta da questa frase "Ah, tu sei Franz, l'ideologo del gruppo"  .....   :mmm    ....   petta un momento ....   :mmm    "ideologo del gruppo", sa tanto di gruppo terroristico, ....  bello però   :hihi   ...   nessuno mi ha mai definito cosi !!!!
Ma è ovvio che quel saluto non prospetta nulla di buono, infatti usciamo da quell'ufficio con una risposta negativa alla nostra richiesta. Ma era solo il primo tentativo, mica va sempre bene tutto al primo colpo.

In ufficio, allo studio Commercialista, come sempre per come sono fatto io, racconto tutto quello che mi accade, ne parlo con le colleghe e ne chiacchieriamo anche con il Dottore. Passa ancora un po' di tempo, ma non si sblocca questa situazione, non troviamo nessuno che ci "presti" una partita IVA.   Un pomeriggio, dopo la pausa pranzo, il Dottore viene nella stanza dei ragionieri, io e una collega, e mi dice che in fin dei conti, lui ha più di un attività e la società che gestisce qualche appartamento di sua proprietà non dovrebbe aver problemi a intestarsi l'affitto, in fin dei conti io sono dipendente suo, l'uso foresteria avrebbe anche un senso.   E' sempre stato strano il mio rapporto con il Dottore, io ho sempre fatto casini, ma mi ha sempre voluto bene, forse perchè la mia età e la mia follia gli facevano tenerezza;  aggiungiamo che anche lui non è una persona "comune", quindi sapeva capirmi più di molti altri.  E, cosa da non dimenticare, lui mi paga lo stipendio, se succede che combino guai o non pago l'affitto, lui sa da dove prendere i soldi :-)  una garanzia sicura.

Cosi, superato lo scoglio "chi si intesta sto contratto?", la ricerca della location diventa più serrata.  Fino all'apparizione di "lui"!!!   Bilocale, cucina, bagno, sgabuzzino,  600.000 lire al mese (se non ricordo male), contratto uso foresteria, zona Affori (paese un tempo a sestante, da anni ormai inglobato nella city, nord Milano) casualmente nella stessa via dove abita la mia fidanzata  .... (quanto me l'hanno menata per tutti i due anni che avessi scelto quella proprio perchè stava li, ma anche se fosse ... non volevamo una casa?  io ho trovato questa, se non vi andava bene ... agli amici!!! ... perchè non me ne avete trovata voi una più vicina? )

Insomma è fatta.  Trovata casa, ci presentiamo il giorno della firma del contratto all'agenzia io ed Emanuele con i padroni di casa; incredibilmente anche Ema quel giorno non è il solito punkabbestia delle serate normali, sembra quasi uno normale, se non fosse per i capelli, ma ripeto ...  mica ci possiamo tagliare i capelli solo per firmare un contratto!!!
Nessuno fa storie, i soldi li prendono, il contratto lo firmano, e noi abbiamo casa.  Con Ema usciamo da li e ci rechiamo all'Università di Milano, e nel baretto festeggiamo l'evento.  Rientro a casa e comunico alla family che ho avuto le chiavi di casa e che adesso mi preparerò per trasferirmi.  L'atmosfera in casa cambia subito, ed è proprio mia madre che dopo avermi fatto i complimenti per come ho gestito tutta la cosa, mi dice che visto che ho dimostrato di volerlo davvero, adesso mi darà una mano in quelle cose dove sa che sono più carente (tipo le pulizie, nel senso, io sarei entrato nella casa cosi come me la davano, lei mi fece passare quasi 3 giorni a fare pulizie totali in tutti gli angoli, ma venne anche lei e molte cose le fece direttamente, coordinando me ed Ema per altre.   Questo mi fece molto contento, ora avevo anche il loro appoggio, e credo che sia stata la scossa migliore per cominciare da quel momento, fuori dalla quotidianità precedente, un rapporto molto più avanti e più confidenziale con mia madre, che fino a quel momento non c'era mai stato.

Il trasloco di tutte le prime cose che avevamo da portare fu uno dei momenti comuni del gruppo, con Filo alla guida, le varie fidanzate, e qualche amico, più che un trasloco fu una giornata di sguario e divertimento, tutto si faceva come l'inizio di una grande avventura, la prima casa aperta da elementi milanesi del gruppo; le altre, senza genitori, per ora erano solo quelle dei ragazzi leccesi che stavano qui per studiare.
L'avventura cominciava, due cazzoni di 26 e 20 anni si preparavano ad imparare assieme come si vive da soli; tutte quelle cose che siamo stati abituati a trovare senza molto menarcela di come si facevano, sto parlando di vestiti puliti, cena, pulizie della casa, accensione di contratti, scadenze di pagamento, varie ed eventuali.
Ma le cose le puoi conoscere, imparare, familiarizzare solo vivendole direttamente, e l'esperienza di quei primi due anni è tutta qui, scoprire giorno per giorno come si bada a se stessi in tutto, uscire dal nido e cominciare a crearsi il proprio spazio.

E questo è solo l'antefatto.  
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La ricerca della mia prima casa dove andare a vivere fuori dalla famiglia è un operazione che viene lasciata totalmente nelle mie mani;  In casa mia si sono tutti tirati indietro nell'aiutarmi, perchè, mi dice mia madre, "se andassi a vivere con la tua fidanzata avrebbe senso; così con un...
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09/11/2008 03:51:59
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