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CURIOSANDO NEI RICORDI

musicaribelle 13 luglio 2010 ore 00:29
Domenica afosa, paurosamente calda, quando sono partito da casa la mattina presto con i miei due fratelli più grandi per andare a casa di mio padre non mi aspettavo la valanga di emozioni che la sera mi sono trovato a provare; solamente non ne avevo voglia, ritrovarci tutti e cinque i fratelli per cominciare a svuotare la casa di nostro padre non era il tipo di giornata che avrei voluto fare. Invece ne è uscita una giornata "densa".

Pensavo a quegli innumerevoli scatoloni di pratiche di lavoro che mio padre conservava in cantina, fotocopie di fotocopie con qualche fotocopia di sicurezza e qualche fotocopia per essere sicuri di non perdere nulla, e sempre disponibile per qualsiasi evenienza. Praticamente il mio incubo peggiore!!  Mi aspettavo, ed è successo per ore, di tornare a fare il contabile, guardare pratiche, capire cosa si poteva buttare e cosa era ancora da conservare. Questo mi aspettavo, questo per tutta la mattina ho trovato. Tutti insieme appassionatamente tra fotocopie varie, monti di carta da eliminare.  La parte di mio padre che più mi infastidiva.

Non avevo pensato bene a cosa stavo andando a fare, pensavo unicamente al monte di pratiche da girare, e che solo io e mio fratello sapevamo valutare per importanza, quindi non potevo sottrarmi; ma mettere le mani tra le cose di mio padre alla fine non era solo questo.  E' stato mettere le mani in tutta la sua vita, ma anche in quella di mia madre, perchè ora che non ci sono più entrambi a noi si è aperto il mondo dei ricordi dei nostri genitori. Sono uscite tutte quelle cose, dai soprammobili della casa dove siamo cresciuti, alle foto di famiglia, ai luoghi privati di mio padre, come il suo portafogli e cosa si portava dietro tutti i giorni di noi figli, alle lettere conservate, alle loro lettere scambiate durante le ferie, quando la famiglia si divideva e loro si scrivevano, che ti raccontano la vita di una persona.

Ho cominciato a trovare mio padre, ho ritrovato mia madre. Emozioni fortissime, legate ad oggetti. Ricordi che passano nella testa, momenti che un oggetto ravviva, volti, situazioni. Difficile esprimersi a parole. Soprattutto perchè il viaggio nel suo e nostro mondo è appena cominciato; in otto ore, in cinque persone, abbiamo fatto si e no il 15 per cento di tutto quello che c'e' da fare. Ma ora la cosa si fa interessante anche per me, dove mi porterà questo viaggio nella parte a me sconosciuta dei miei genitori?    Vedere alcune cose ti fa sorgere domande, alle quali non avrai una risposta vera, nessuno più può dartela, puoi solo pensarci e tirare le tue conclusioni, ma non ti possono bastare, perchè non rispecchiano ciò che credevi prima e ti spiazzano.

Perchè mio padre nel portafogli, con se tutti i giorni, portava il biglietto da visita del posto dove abbiamo dormito prima della sua partenza per tornare in italia, dopo una settimana fatta in corsica con me?  settimana della quale già ho parlato qui, periodo nel quale non ricordo una sola chiacchierata fatta con lui, nessun argomento trattato, nessun ricordo di quello che ci siamo detti per 7 giorni su e giù per la corsica solamente noi due.  Io non ho mai ricordato quello come un momento felice per me, anche se era la mia prima vacanza fuori dall'italia.  E lui come l'ha vissuta?  Se si portava dietro il ricordo della vacanza credo che la risposta sia chiara. Ma a me non torna, non ha mai detto nulla.

E cosi seduti attorno al tavolo di sempre della cucina guardiamo pezzi di vita che ci passano davanti. Poi esce la busta enorme delle lettere, e ne esce una.  E' indirizzata a mia madre, la scrivo io; sulla busta mi firmo "la recluta", la data richiama ai primi giorni di militare, a Salerno. L'ho aperta li, davanti agli altri, mi leggo le prime righe e subito mi fermo.  La prima parte, primissima... mi colpisce molto.  Rileggerla a distanza di anni, quelle poche righe, mi danno il polso di moltissime cose, in poche frasi.  Rileggersi anni dopo, esperienze dopo, sensazioni dopo, ti porta a capire meglio quello che pensavi e scrivevi allora e spesso stupisce.

La riporto qui, pari pari, con tutta l'ingenuità di chi comincia un' esperienza molto grossa come un anno fuori di casa sotto disciplina militare, con la non consapevolezza di un ragazzo di 22 anni ancora chiuso in un mondo non suo, ma non ne conosce per ora altri. Proprio per questo per me questa lettera è fondamentale, alcuni passaggi, forse oscuri per chi legge, mi hanno raccontato il mio "inizio", la trasformazione, le scoperte.  Devo dire che mi faccio molta tenerezza a rileggermi, lo stupore all'inizio della lettera me lo ricordo bene, fa parte del non sentirsi importanti, con il quale ho dovuto fare i conti nella vita.

"Salerno  19 marzo 1987

Ciao Mamy,
ieri sera al contrappello delle 23.00 ho ricevuto la prima lettera da quando sono militare; giuro che mi ha stupito tantissimo che sia stata tu ad inviarmi la prima. Mi ha fatto TANTO TANTO piacere sentirti cosi vicina.
Io, qui, mi sono sempre detto che una settimana che manco da casa non è nulla per voi; ero convinto che non poteste sentire cosi  velocemente la mia mancanza.
Stavo scrivendo a Dany ed oggi spedirò quella lettera che ho un po' troncato perchè da un po' me la tiravo dietro e visto che è arrivata la tua volevo risponderti.
Sono le 13.15 e proprio ora sono venuti a romperci le palle. In camerata non ci si può distendere sulle brande e pare neppure sedersi; il tenente, uno di NAJA come noi che ha solo fatto qualche mese in più di Corso Allievi di Complemento (come quello che farà Ricky) è venuto ad urlarci perchè eravamo seduti sulle brande.
Quindi ora sono in piedi appoggiato su una branda del "secondo piano" per continuare a scriverti.
Alle 14 meno 10 abbiamo l'adunata.  Ci stavamo giusto chiedendo poco fa, post-tenente, se questa sia una cura contro il sonno o cosa. Dormiamo un massimo di 6 ore a notte, non puoi riposarti il pomeriggio e non puoi andare a letto prima delle 24.00. Alle 6.00 c'e' la sveglia per noi, alle 6.30 quella ufficiali.
Comunque posso assicurarti che non mi pesa affatto.  Ho avuto notizia che l'adunata è alle 13.30 e, quindi, vado, poi riprenderò.

Volevo solo aggiungere .. (ore 22.45) ... che tutto quello che ti dirò è la situazione reale, ciò che effettivamente c'e' o non c'e' all'Hotel Cascino, ma non è da prendere come mio stato d'animo. Come ti ho detto oggi al telefono sto giocando a fare il soldatino e mi sto pure divertendo, se lasciamo perdere la cucina.  Gli amici sono ottimi e cosi si parla, si scherza, si gira e si fa casino.
Bisogna dire che in questa caserma c'e' di tutto, da quelli di Napoli e Salerno che si fanno vedere e notare perchè raccomandati, ai pugliesi, ai siciliani, ai toscani che riconosci subito dalle cadenze, ai veneti o friulani che noti ma non distingui molto tra loro, ai bergamaschi, ai meridionali in genere, dei quali non capisci un cavolo (// si nota una z cambiata al volo in v per cambiare termine :)  la mamma è sempre la mamma poi ti sgrida :) //) quando parlano. Ciascuno con il suo carattere ed i suoi modi di fare. Tra qualche minuto contrappello con il Capitano, quindi, ti saluto. A dopo ....."

fine prima parte ... la seconda domani, copiare è più pesante che scrivere di getto :)
11678091
Domenica afosa, paurosamente calda, quando sono partito da casa la mattina presto con i miei due fratelli più grandi per andare a casa di mio padre non mi aspettavo la valanga di emozioni che la sera mi sono trovato a provare; solamente non ne avevo voglia, ritrovarci tutti e cinque i fratelli per...
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13/07/2010 00:29:59
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