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DI GUARDIA

musicaribelle 17 maggio 2008 ore 00:19
San Giorgio a Cremano (NA), la città di Massimo Troisi, ci ho vissuto per due mesi, maggio e giugno del 1987.
Non certo per scelta mia, magari non mi sarebbe nemmeno dispiaciuto, ma in quel periodo non sapevo molto di quelle parti.
L'unica cosa che conoscevo era la caserma di S.Giorgio, la Scuola Specializzata in Trasmissioni dell'esercito, dove mi avevano inviato dopo due mesi di CAR da Salerno.
Il 1987 per Napoli è dintorni è un anno che tutti ricordano, e come potrebbero dimenticarlo, nel Napoli calcio gioca Maradona e quell'anno la città vince il primo scudetto della sua storia. Grandi feste a Napoli e dintorni.

Quella domenica, in una caserma semideserta, come spesso le domeniche militari, sono stato destinato al servizio di guardia. Servizio che dura 24 ore, con vari turnamenti tra le garritte, i posti fissi di guardia, le ronde, notturne per la caserma, il servizio di picchetto alla porta, ed il PAO, che in fin dei conti altro non è che il gruppo di pronto intervento in caso di problemi per supportare le guardie già dislocate, ed ovviamente, qualche ora anche per il riposo.

ogni 4 ore divise tra guardia e PAO, abbiamo due ore per rilassarci, che solitamente vorresti sfruttare per dormire, visto che poi hai tutta la giornata e la nottata da farti su e giù, con l'unica preoccupazione, non certo di subire incursioni dall'esterno, ma di non essere attento e preciso con il controllo interno fatto dai superiori, l'unico che davvero ti mette nei guai se non sei "militare" fino in fondo.

Il turno comincia attorno alle 16.00. Prima c'e' tutta la preparazione, vai in armeria a ritirare il tuo fucile, le munizioni, l'elmetto, la baionetta e tutto come al solito; ti raduni nel punto convenuto dove il tenente che sarà il superiore per la giornata di guardia spiega sempre nella stessa maniera, le stesse cose. Dopo la prima volta che sei comandato di guardia, quelle due cose banali ormai le conosci a memoria, e stare li ad ascoltare ti sembra stupido ed inutile, ma a militare molto era stupido ed inutile.

Comunque sian qui, non conosco nessuno di quelli di guardia con me, e io non sono uno che fa amicizia velocemente.  Prendiamo servizio e come prime due ore mi mandano gia con altri 9 a riposarmi.  Cioè, nulla da fare per le prime due ore. Non c'e' un meglio o un peggio, devi girare ogni due ore le tre cose da fare, quindi cominciare con l'essere chiusi dentro una palazzina isolata, con dentro 10 brande fetentemente sporche, nessuno mai è comandato di pulire qui, senza il permesso di spogliarti, puoi solo sederti sulla branda e leggere qualcosa, qui dentro è meglio di una libreria, peccato il genere sia monotono!
Vabbè, non è la prima guardia, qui il mio unico svago è pensare, riflettere, guardare gli altri ed ogni tanto scrivere. 

Passa la prima ora, dalle radioline la festa del Napoli che ha appena vinto lo scudetto, si parla di bella partita, di stadio pieno, di città impazzita di gioa.  Ascoltiamo, tra noi dieci, ovviamente quel giorno. non c'e' uno di Napoli nemmeno a pagarlo; anzi, sentendo le parlate, nessuno sotto Bologna :-)  ...  la noia fa la sua comparsa come sempre, e ci aggiriamo ascoltando da fuori i suoni degli schiamazzi e dei fuochi d'artificio di una città in festa.

Come un fulmine che cade tra di noi, una sirena comincia a ululare fortissima, ed una luce intermittente si accende nella stanza della palazzina. Ci guardiamo stupiti in faccia, non l'abbiamo mai sentita ed è accaduto cosi improvvisamente che siamo tutti in piedi a guardare la luce. non sappiamo bene che fare, qualcuno si infila la giacca, qualcuno cerca di guardare fuori, ci chiediamo che succede.  Quando si spalanca la porta ed il tenente decisamente sconvolto ci urla di prendere tutto l'equipaggiamento e di uscire di corsa portandoci al campo di calcio.      Ma noi saremmo di riposo ....
C'e' sempre qualcuno che non sa tenere la bocca chiusa.

Usciamo e ci rendiamo conto che tutto il servizio di guardia è piazzato davanti alle varie porte d'accesso alla caserma, ma che la zona critica è decisamente la porta in ferro per i pulman, mai usata, che da sul grande campo da calcio,  li dove stiamo andando noi.  Trascinandoci il fucile mentre cerchiamo di risistemare la divisa, veniamo schierati a distanza di sicurezza dal cancello, da dove piove nella caserma di tutto, sassi, pezzi di elettrodomestici, fuochi d'artificio e tutto quello che si può trovare.

Qualcuno ha deciso che per festeggiare la vittoria dello scudetto non c'e' niente di meglio di attaccare la caserma ...  fate voi.
Siamo schierati e stupefatti, con i fucili appoggiati al fianco ci fanno mettere a un paio di metri uno dall'altro.
Il tenente in contatto via radio riceve continuamente ordini e li rigira a noi.  Da fuori si comincia a notare qualche faccia che sbuca da sopra il muro, guarda e poi sparisce.  Dalle finestre delle case che danno sulla caserma piove verso di noi altre cose trovate al volo, ma nulla riesce ad arrivarci addosso, siamo alla giusta distanza.

Quando il tenente si accorge delle teste che spuntano dal muro, lo comunica alla radio, l'ordine che segue ci lascia impietriti.  Il tenente tremante ci dice, "armare i fucili".
Nessuno di noi ha mai caricato l'arma davvero se non al poligono, stentiamo un attimo a crederci, ma il tenente urla forte che stiamo perdendo tempo.  Carico il fucile, prendo dal taschino il caricatore con gli otto colpi e lo inserisco nella fessura del Garand, tutto meccanicamente, sono spaesato, mi sto chiedendo che sto facendo, ma non c'e' tempo per pensare.

Ora l'ordine è di puntare su chiunque salga sul muro, non è un problema, non abbiamo il colpo in canna e la sicura e sul blocco, non possiamo sparare ne far male a nessuno, sembra sia più per spaventarli.  Cosi, sotto shock, comincio a mirare le teste che escono, come in un moderno videogioco, ma dalle finestre le urla verso il basso si fanno più concitate, li stanno avvertendo del pericolo, la gente si lascia andare e torna indietro, aumentano i lanci di cose ma non le salite sul muro.

Ora in un momento che sembra di calma relativa, mentre fuori tutto è ancora festa, urli, scoppi di petardi, il tenente richiama la nostra attenzione e ci spiega cosa fare ....  " se tentano di entrare, voi sparate, ma attenzione ...  se colpiti cadono fuori sul suolo della città sarete accusati di omicidio, aspettate che siano dentro perche colpendoli sul suolo della caserma avete fatto il vostro dovere".

Le faccie nostre credo che fossero tutte uguali ...  tutti con la stessa domanda ...  che cazzo ci faccio io qui???

Ora la folla ha cambiato programma, cominciano a spingere il vecchio portone di ferro, dove chi è abituato a fare la guardia di notte, vede normalmente entrare e uscire i topi;  oggi da quel portone si rischiano solo i guai.
La folla spinge, ma noi vediamo solo il portone che va avanti e indietro ma non cede per ora. Ancora un urlo del tenente,  " colpo in canna e via le sicure"  ...  adesso sono cazzi, finito il videogioco.

Rimango con il fucile in mano, colpo inserito in canna, fucile sulla spalla, miro verso la porta che si muove, ma non ho tolto la sicura del fucile, un dito la accarezza, ma non mi sento di toglierla, da sempre non sono una persona tranquillissima ed ho un po' di tremori dovuti alla grossa pressione emotiva che ho sempre dentro, una minima pressione sbagliata e parte un colpo, qui non si sta piu giocando.  Cosi decido di non prendere tutto l'ordine alla lettera, e mi tengo quel momento ancora di decisione autonoma.

Dentro di me migliaia di pensieri vanno a velocità pazzesca, non so che fare, non sono li per uccidere tifosi rincoglioniti, ma non sono nemmeno li per farmi fottere dall'esercito per non aver rispettato gli ordini, che cazzo ci faccio io qui???
sudo, lo sento che scende dall'elmetto, dalle mani sul fucile, fin dall'elastico delle mutande, ...  vi giuro è sudore :-)    non è mai stata paura, in quel caso non puoi aver paura, sei tu il piu forte nella situazione, anche se non vorresti esserlo. Ma tutto quello che mi pervade dentro è il dubbio di cosa fare, se quella porta si sfonda, se arriva l'ordine.

Le sirene urlano forte fuori dalla caserma, la gente dalle finestre ci ingiuria ma continua a pregare la gente di allontanarsi dalla porta, e le sirene che si sentono sono i carabinieri fuori che stanno arrivando.
Si alza un gran fuoco dalla porta, hanno dato alle fiamme l'immondizia e tutto il resto che è accatastato fuori da quella porta, ma almeno hanno smesso di spingere.
Sembra che si ritirino, lo vedo dalle facce della gente alle finestre delle case.

Passa qualche minuto, arriva l'ordine di togliere il colpo in canna, e rimettere le sicure.
Dieci minuti e l'ordine è di scaricare i fucili e rientrare nella palazzina.
Sono stato un ora con un fucile carico in mano a puntare  tifosi di calcio come al tempo ero anche io, con la domanda fissa di cosa fare se l'irreparabile fosse accaduto.

ventun anni dopo ancora non ho una risposta.
9353026
San Giorgio a Cremano (NA), la città di Massimo Troisi, ci ho vissuto per due mesi, maggio e giugno del 1987.Non certo per scelta mia, magari non mi sarebbe nemmeno dispiaciuto, ma in quel periodo non sapevo molto di quelle parti.L'unica cosa che conoscevo era la caserma di S.Giorgio, la Scuola...
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17/05/2008 00:19:59
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Commenti

  1. musicaribelle 17 maggio 2008 ore 01:45
    mi sa che Ispa ha ragione, fatevi un mutuo, ho di nuovo lasciato libero sfogo ai miei ricordi ... e mi sono contenuto ;-) Ma se arrivate in fondo avete un mio personale plauso per la costanza :-)
  2. Utopia09 18 maggio 2008 ore 11:57
    scrivi maledettamente bene complimenti.. mi hai teuto attsaccato allo schermo fino all'utlima riga.. complimenti :ok
  3. geum 18 maggio 2008 ore 18:01
    La tua domanda "fare se l’irreparabile fosse accaduto." ............. Avresti dovuto rispettare l'Ordine. E lo sai... TU ..VOI.. eravate lì per far rispettare la Legalità .... I tifosi che aggrediscono... nei modi che troppo spesso vediamo... non Amano ne' lo sport e neanche se stessi... ............ A te un grande :abbraccio :bacio ne :-) ....................
  4. geum 18 maggio 2008 ore 19:03
    :staff
  5. mysty 19 maggio 2008 ore 11:48
    anzitutto complimenti per come l'hai scritto, nonostante oggi ho mille cose da fare e non dovrei nemmeno essere qui, questa storia mi ha tenuta incollata allo schermo... è vero ciò che dice geum...cioè che non potevi fare altro che seguire gli ordini...voi eravate lì per difendere la caserma ed erano i tifosi a sbagliare, cercando di scavalcare quel cancello vietato, ma allo stesso tempo mi vengono i brividi a pensare che per una 'ragazzata' per molto imbecille che possa essere, poteva costare la vita ad un ragazzino (ripeto, x molto imbecille che possa essere...chi li diceva di andare li??? ) Spaventoso anche il fatto, che come dici tu, come in un videogioco,oltre all'ordine di sparare, anche la regola di: "attento dove spari...se il corpo cade dentro, ti è andata bene, se cade fuori dal muro, so cazzi tuoi...hai perso...veramente spaventoso quando si pensa che anche voi, poco più di ventenne, senza esperienza, e senza scelta (allora il servizio militare era ancora obbligatorio) siete costretti a vivere questa situazione... è una domanda senza risposta...o forse la risposta è cosi ovvia che nemmeno la vediamo.... colpa del tifoso, senza dubbio, doveva pensarci prima, ma si sa che a quell'età non sempre si ragiona con la testa purtroppo...ma non posso non pensare a quel altro ragazzino in divisa messo davanti all'obbligo di togliere la vita ad un'altro e portarsi il rimorso con se per tutta la vita.... (azz forse che il commento ha superato il post inquanto a lunghezza :-))) ) Ti abbraccio forte musiketta :staff :tvb
  6. musicaribelle 20 maggio 2008 ore 18:54
    Grazie del complimento :-) mi fa molto piacere ovviamente, grazie davvero
  7. musicaribelle 20 maggio 2008 ore 18:56
    a dire il vero vero, non credo avrei rispettato l'ordine, non ero li per sparare a dei mezzi coglincini ... ma per imparare l'uso delle armi per altri fini ;-) .. purtroppo mai messi in pratica ... :-)
  8. musicaribelle 20 maggio 2008 ore 18:58
    L'abbraccio è reciproco ... e i tuoi commenti fiume sono sempre i bene accetti, sai che ho un debole per te eh eh eh ... un bacione grosso.
  9. mistergianni 22 maggio 2008 ore 10:22
    Meno male per te...che non avresti rispettato l' ordine...e per quei coglioncini... ...ed anche....per non aver messo in pratica..:mmm
  10. musicaribelle 22 maggio 2008 ore 13:15
    diciamo cosi :-)

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