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FRANCESCO GUCCINI - VENTI ANNI DOPO 1988 - 2008

musicaribelle 13 novembre 2008 ore 01:23
Martedi 11 novembre 2008

Mi rendo conto, disteso in vasca stroncato dall'acqua calda e da quello che mi sono fumato qui immerso, che sono sicuramente in ritardo; ma quando sono in questa condizione il mio cervello corre veloce per i fatti suoi, io lo seguo solo con stupore, perchè ogni volta mi porta un'illuminazione, piccola o grande, ma sempre un emozione.

Ma sono in ritardo, ne sono certo; non vedo l'ora che si è fatta, ma devo aver dormito almeno una mezz'ora qui dentro;  Alle 21.00 al Forum di Assago comincia il concerto di Francesco Guccini, ho appuntamento con Cinzia per andarci, in settimana ho preso io i biglietti. E' quasi un rito che si ripete da anni, prima tutti insieme ai concerti del Francesco bolognese, poi anno dopo anno siamo rimasti solo noi due, ma ci andiamo sempre.

Come l'anno scorso, ancora al Forum, stupiti di come fosse strapieno, di come varie generazioni si fossero ritrovate a cantare assieme canzoni di 40 anni prima fino alle ultime scritte dal cantautore;  ragazzi che cantano Don Chisciotte o Chirano, o attempati 50enni che cantano a squarciagola Canzoni delle osterie di fuori porta. Ma cosi tanta gente, no, non l'avevamo mai vista a un suo concerto.   E noi, siamo più nel gruppo dei 50enni che in quello dei ragazzi, ma le canzoni nuove le conosciamo bene anche noi. Seduti sugli spalti a guardare dall'alto, non piu nel parterre in mezzo alla calca, il segno del tempo che passa.

Ma da quanto tempo andiamo a vedere Guccini?   da quanto?   da quel concerto, anni fa, ... quanti anni? 

venti anni fa


fine settembre, inizio ottobre del 1988

Sono tornato dall'anno di militare, gli amici di scuola si sono sparsi, chi in liguria, chi all'università, chi ancora sotto le armi.  Il gruppetto dell'università con cui uscire il sabato sera. Ma tutto cio mi annoia, non trovo la mia strada.  Cosi alla ricerca di nuove conoscenze, comincio a frequentare un ex fidanzato di mia sorella più piccola; in comune l'allora passione per il calcio e le curve ultrà, la voglia di divertirsi e di cazzeggiare amabilmente. Con Giovanni ci siamo fatti una vacanza ad agosto assieme, sette giorni in Corsica.   Ora rientrati ci frequentiamo e mi ha presentato un suo amico di scuola, Michele.  Loro vanno a vedere Guccini al Palatrussardi di Milano, io mi aggrego; mi piace il cantautore ma non conosco ancora tutta la sua discografia dell'epoca, conosco le canzoni più passate in radio.

Arrivo con Giovanni a Lampugnano e ci portiamo verso i cancelli del Palatrussardi;  fuori dai cancelli ancora chiusi, seduto a terra in mezzo ad altre persone c'e' Michele, lo raggiungiamo e ci sediamo anche noi, si comincia a chiacchierare; mi guardo attorno e vedo questi ragazzi che arrivano si salutano e tutti si siedono a terra aspettando che i cancelli aprano; passa anche un tipo strano, biondino con un codino simpatico di capelli dietro la nuca, vestito strano. Strano come Kaius non passi mai inosservato, ma per me in quel momento è ancora un personaggio eccentrico, da guardare un po' stupito.

Aprono i cancelli, entriamo e ci sediamo proprio sotto il palco, davanti alle transenne che delimitano il parterre dal palco. Prima linea.  Ci vogliono ancora ore prima che lo spettacolo cominci, abbiamo tempo di parlare, scherzare, prendere da bere. Le ore passano, il concerto comincia.

Guccini sul palco è molto bravo; parla, scherza, canta accompagnato dalla sua band, che negli anni sarà sempre quella (Ellade Bandini, per me è il miglior batterista italiano, e ieri (2008) vederlo a 62 anni suonare cosi è stata un emozione da sballlo). Ma ha anche le sue fissazioni, da sempre guida il suo pubblico, con richiami alla responsabilità e al comune rispetto, come quello di far sedere tutti durante il concerto cosi che si possa vedere da tutte le posizioni, ma siamo ad un concerto, tenere buone le prime file non è facile, ma lui sa sempre come fare ...  non riprende a cantare finche qualcuno è in piedi!

Ed è cosi che succede, ci siamo alzati tutti per ballare e cantare una canzone; ora è finita, e Guccini invita tutti a risedersi, mentre chiacchiera del piu e del meno;  il gioco va avanti ogni canzone, tutto normale, fino a che ....
finisce una canzone, tutti si risiedono, ma ogni canzone in piedi i posti si spostano un po', qualcuno arriva da dietro e si aggiunge, lo spazio diminuisce, qualcuno rimane in piedi e ci si deve organizzare stringendosi per farlo accomodare, altrimenti Francesco non riprende.

Finisce una canzone, tutti ci sediamo e davanti a me rimane in piedi una ragazza che fa parte del gruppo che stava fuori dai cancelli, amica anche di Michele. Si guarda attorno, Guccini invita a farla sedere, e lei è un po' rossa in viso, l'idea di rimanere in piedi da solo davanti al pubblico che aspetta te non piace nemmeno a me, mi metterebbe in imbarazzo.  Cosi avendola davanti, decido di provare a toglierla da quell'imbarazzo; allargando le mie lunghe gambe riesco a pressare un po' la gente a fianco ed a fare uno spazio dove lei, piccolina, riesce a sedersi. Praticamente ce l'ho in braccio, lei mi ringrazia e riprendiamo a guardare il concerto tutti stretti, gli uni sugli altri.

Nuova canzone, di nuovo tutti in piedi, finisce , di nuovo tutti seduti ... ma c'e' una novità, il pingone rimasto senza posto a sedere sta volta sono io!  ecco, imbarazzo, ma non vedo nessun punto dove potermi accomodare, mi guardo intorno con il desiderio di teletrasportarmi in qualsiasi posto ma non qui, ora.  Vedo che qualcuno cerca di fare un posto, è di nuovo la ragazza di prima, lei stavolta mi ricambia il favore, riesce a creare un spazio ed adesso sono io che sono in braccio a lei.

Finisce il concerto, bellissimo, ci salutiamo tutti e con la ragazza amica di Michele ci salutiamo e ci chiediamo giusto solo i nomi a vicenda.   Prima di riprendere la strada ognuno verso casa sua.

Si chiama Cinzia

venti anni fa.



"Nel 1988 Guccini pubblicò un disco celebrativo del sessantotto, citando nel titolo il romanzo Vent'anni dopo. Quasi come Dumas, questo il titolo, fu registrato dal vivo, nel 1988, al Palatrussardi di Milano, al Palasport di Pordenone e al Teatro dell'Istituto Culturale dell'Ambasciata d'Italia a Praga."

un disco per ricordare un evento, venti anni di un amicizia unica.
10204117
Martedi 11 novembre 2008Mi rendo conto, disteso in vasca stroncato dall'acqua calda e da quello che mi sono fumato qui immerso, che sono sicuramente in ritardo; ma quando sono in questa condizione il mio cervello corre veloce per i fatti suoi, io lo seguo solo con stupore, perchè ogni volta mi...
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13/11/2008 01:23:59
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Commenti

  1. fredcurtis 19 novembre 2008 ore 14:42
    tutte le estati viene al percfest a laigueglia. sembra un ragazzino! suonare la batteria tiene in forma! e anche avere amici in gamba.

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