Dondo nella sua casa, all'ultimo piano di un palazzone, ha due balconi; uno rivolto verso est ed uno verso ovest. La sua casa è molto luminosa, ok, fino a qui c'ero; si, anche per la corrente d'aria la doppia esposizione è perfetta. Ma non sono queste le cose che mi affascinano di quei due balconi su una città, che non sembra Milano.
La vista che si puo godere dal balcone più piccolo è molto particolare, i primi palazzi che coprono un po' la visuale sono molto distanti; sotto, i giardini, l'asilo, il terrapieno che sale verso la tangenziale, ma distante abbastanza per non disturbare la vista e l'udito, poi, dopo la tangenziale ancora un lungo spazio verde. Quando c'e' il sole, la via è completamente illuminata e calda.
Quello che attrae me, è la strada che verticalmente giunge verso la finestra. Esce da un tunnel, e si dirige costantemente dritta verso quella finestra. Mi incanto spesso, quando di giorno sono con lui, nella stanza dei pc, a guardare la gente che percorre quei due marciapiedi. Mi vengono incontro, oppure se ne vanno nella direzione opposta; mi perdo a seguire una persona lungo tutta la strada guardandone i movimenti, le ritualità. Solo nel guardare una persona camminare si puo cominciare ad entrare un po' nel suo spirito. Ed io mi perdo, li guardo, fino in fondo al mio spazio visivo; scompaiano dentro il tunnel, ad un angolo, passando sotto il balcone.
L'altro balcone da sul naviglio, la strada sotto corre parallela all'appartamento; il naviglio e la muraglia di tetti che corrono lungo l'altra sponda del canale impongono quasi agli occhi di correre da sinistra verso destra, mai possono spaziare avanti. Davanti tetti e palazzi, gru e torri. Ma guadando verso sinistra, seguendo la direzione della strada, la vista sulla città è magnifica, si vede tutto, dalla Madonnina, alle torri importanti di Milano, riconosci da alcuni monumenti la zona che stai guardando. Girando lo sguardo a destra, le case scendono progressivamente, andando verso la campagna. Si vede la Chiesa Rossa e la scia del naviglio che viaggia.
Ma anche da questa parte ciò che mi attrae ed affascina non è il panorama. Siamo all'ottavo piano, quando abbasso lo sguardo sotto di me vedo la corsia dei box della casa, una stradina che passa tra la casa e i box. Scorre nella medesima direzione del naviglio, ovviamente, e con lei la fila di box, leggermente spostata dal casermone. Sopra i tetti dei piccoli box c'e' un giardinetto ben curato, una striscia verde che corre anche lei accompagnando il naviglio.
Ecco, qui non guardo più la gente, e chi passa mi è completamente indifferente. Qui ci sono io con la parte più scura di me, ma sto bene anche in sua compagnia. Guardo la striscia di giardino sotto e ne sono sempre fortemente attratto. Lo sono stato di più in certi periodi molto, meno in altri; ma non è successo mai che guardando giù non ci abbia almeno pensato.
Non sarebbe il modo che sceglierei se mai pensassi a ciò. Come spiega bene Gaber ogniuno ha il suo modo, che rispecchia come sei, questo non è certo il mio. E non dimentichiamo nemmeno che Gaber finisce quel monologo con una frase ... "c'e' una fine per tutto, e non è detto che sia sempre la morte"
Ma trovo davvero particolare come due punti di visione sul mondo differenti ma cosi vicini mi creino emozioni cosi contrastanti.
I BALCONI DI DONDO
04 agosto 2008 ore 19:069737861
Dondo nella sua casa, all'ultimo piano di un palazzone, ha due balconi; uno rivolto verso est ed uno verso ovest. La sua casa è molto luminosa, ok, fino a qui c'ero; si, anche per la corrente d'aria la doppia esposizione è perfetta. Ma non sono queste le cose che mi affascinano di quei...

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04/08/2008 19:06:59
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Commenti
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hollyplay 11 agosto 2008 ore 10:31
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