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IL COMPLEANNO

musicaribelle 01 settembre 2008 ore 12:33
Non c'e' nulla da fare.  Non fa parte delle mie capacità.  Ricordare compleanni proprio non mi riesce.
Ho tanti parenti, tanti amici cari, moltissimi conoscenti, innumerevoli contatti; certo, non sono Michele, ma anche io ho la mia piccola tribù di conoscenze miste;  Ma sono solo due le date ricollegabili a compleanni che ricordo sempre, il 21 giugno (primo giorno d'estate) e il 23 novembre. Basta, finite ... non ne ricordo mai altre, non le ho segnate da nessuna parte, non mi viene di consultare nulla per scoprirle.

Mancanza di attenzione verso gli altri?    Non credo, puo essere, mi rendo sempre più conto che la mia famosa (almeno per me) attenzione agli altri va sempre più svanendo ogni anno che passa, ogni periodo che passa, sempre più perso tra i meandri della mia testa e l'insofferenza per questa vita, mi perdo l'attenzione, mi perdo la presenza, mi perdo. 

Ma il compleanno, quello me lo perdevo anche negli anni d'oro, quello è un problema che va più nel profondo.

Il mio disinteresse per questa memorabile giornata, che ogniuno di noi ha, parte decisamente da molti molti anni fa, e non ha solo una motivazione, o almeno io non ne trovo una sola. So perfettamente che cio che mi crea fastidio lo tengo decisamente fuori dai miei pensieri, senza sforzo, ho un ottimo firewall nella mia testa, che blocca tutti i pensieri indesiderati dalla mia CPU.

Si parte davvero dalla notte dei tempi, come ho scritto in un altro post, non ho fatto i salti di gioia quella mattina di dicembre in cui sono stato trascinato fuori da una comoda pancia che mi faceva da vasca naturale con acqua alla giusta temperatura, per essere preso a schiaffi e obbligato a guardare luce, colori, sentire suoni, rumori, e via dicendo.  E questo gia è un buon motivo per non star li ad assaporare l'arrivo di questa ricorrenza.

Ma anche tutta la "vita" dei giorni del mio compleanno è sempre stata non piacevole per me. L'arrivo di quel giorno coincideva sempre con il periodo di massimo stress per tutti, di corsa a cercare regali, impegnati nella sacra finzione del Natale imminente,  le scuole che chiudono prima, la casa sempre piena di tutti i fratelli, il senso di disturbo che quella giornata prendeva nell'attesa di tutti per la ricorrenza subito successiva.  Un inutile distrazione nelle vacanze natalizie e nell'avvicinarsi della festività "dove devi assolutamente divertirti", cioè capodanno.

L'amaro in bocca quando, negli anni da ragazzino, sentivo dirmi "per il compleanno avrai un regalo più piccolo perche poi c'e' anche quello di Natale", in un momento di massime spese, per una famiglia che non navigava nell'oro, era una cosa comprensibile.  Ma lasciava comunque l'amaro, forse nascere in un altro mese mi avrebbe portato un regalo più grande?    Queste sono le cose che un adulto si ricorda della sua fanciullezza, e come già è capitato per simili ricordi, mio padre smentirà subito di aver mai pronunciato frasi simili.  Ma io le ricordo cosi, o forse le ho costruite, unendo fili di discorsi, trovando un messaggio interno. 

Ma non è mica finita qua ...  se non bastasse già, ci sono anche i compleanni degli altri. E come dice Gaber "ho l'IO devastato da trauma infantile" ...

Velocissimo appunto di elementari e medie ... nessuno mi invitavano mai ai compleanni.  In parte perche le elementari erano a tempo pieno, quindi le feste bene o male non c'erano, in parte perchè mi sa che ero proprio un bell'imbranato ai tempi, avevo le mie amicizie, ma più scolastiche, interne al momento della scuola. Fuori o calcio ai giardini o nella mia stanza solo.

Ma il vero trauma erano i compleanni interni alla famiglia, quando questa ha cominciato ad allargarsi.  Gia noi, nucleo iniziale, eravamo 7, quindi quasi un compleanno ogni due mesi, ma si risolveva internamente in maniera veloce. Poi, sono cominciati gli arrivi, cognati cognate, nipoti, fidanzati fidanzate. Ed il numero aumentava, sia di compleanni che di feste di famiglia.  Ovviamente tutti precettati, la mamma non sentiva ragioni, sono i momenti in cui la famiglia si riunisce non puoi non esserci.

Cosi i ritrovi diventavano sempre più numerosi, sempre più gente, senza nulla di cui parlare davvero,  con il mio ruolo di provocatore nelle discussioni, risultando l'unico di estrema sinistra nella tavolata, trovandosi sempre a finire discussioni tra il sensibilmente irritato e gli sfottò di rito per le varie posizioni rappresentate dai partecipanti. E. scusatemi dolci miei nipoti, tra gli urli, i pianti, i casini quando crescevano un po', di tutta la grande tribù dei miei nipoti spalmati su svariati anni.  Contando che il piu grande ha 26 anni e il piu piccolo nascerà tra un mesetto.

Cosi,  il ribellarmi ai riti imposti, alla vita precedente, al passato che volevo cancellare, è cominciato proprio con i compleanni.  Prendendo spunto dal fatto che lavoravo di notte, cominciando alle 22.00, avevo disertato i primi compleanni, mi si chiese di almeno fare una comparsata, prima di andare a lavorare, ma per me era esattamente il modo per evitarmi serate che mi pesavano davvero molto.  Cosi divenne fisso, non più tanto per il lavoro, ma perche ormai uscito dall'ingranaggio per altri motivi, riuscivo ormai a negarmi a tutti i successivi appuntamenti.  Con dispiacere di mia madre, ma sollievo totale mio.

E la cosa che più mi dava soddisfazione, era che non c'era più bisogno di festeggiare il mio, perchè io non ci sarei stato ... quindi  :-)

Avanti cosi negli anni, ormai è diventata fissa. Io non festeggio più il mio compleanno, qualche volta la sera prima vengo fregato con inviti vari degli amici che finiscono a mezzanotte con un brindisi alla ricorrenza che arriva. Ma ormai ho capito anche sto trucco, e non mi fregano più.  Il compleanno se proprio vogliamo vederlo bene è il giorno dedicato a te stesso.  Ed io lo voglio cosi ... senza nessuno, senza nulla, magari senza ricordarlo nemmeno.

lasciatemi da solo con la mia esistenza 

Ed io lo voglio cosi.

Funziona, quindi, per riflesso, che anche i compleanni degli altri me li perdo, senza cattiveria, per disinteresse sulla ricorrenza, che avremo poi da festeggiare?  gli anni che passano?  il giorno che sei venuto al mondo? l'inizio di altri 365 giorni uguali per arrivare ad un altra ricorrenza?  non so proprio

Ma c'e' sempre qualcuno, che con una mail, un messaggio sul cell, in un discorso di tutt'altro tipo, ti ricorda che quel giorno è il compleanno di ... , cosi prendi il cell, e mandi un messaggio, saluti, fai gli auguri, di routine, almeno per me, senza coinvolgimento.

Quindi, perdonami Filo se sono stato un po' cazzone nel messaggio dell'altro giorno, ma l'originalità non è una mia prerogativa, la follia si ...  ma tu mi conosci cosi bene e cosi interiormente, che non te la sarai presa.  Ma se cosi fosse, te lo ribadisco anche qui ...   ma come cazzo faccio a sapere quando è il tuo compleanno se ad agosto sei sempre stato via???
9853477
Non c'e' nulla da fare.  Non fa parte delle mie capacità.  Ricordare compleanni proprio non mi riesce.Ho tanti parenti, tanti amici cari, moltissimi conoscenti, innumerevoli contatti; certo, non sono Michele, ma anche io ho la mia piccola tribù di conoscenze miste;  Ma sono solo due...
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01/09/2008 12:33:59
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Commenti

  1. musicaribelle 01 settembre 2008 ore 20:15
    i ricordi, poi ti accorgi di aver fatto un errore temporale, ma poco significante ... quando ho cominciato a lavorare la notte, era gia tempo che non andavo ai compleanni. Marginale ma fino ad un certo punto. Per me.

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