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LE FASI DI UN UOMO

musicaribelle 29 settembre 2008 ore 00:11
Questi sono i pensieri che mi riempiono la testa prima di addormentarmi; mentre la mia mente rigira pensieri avverto il filo di una ragnatela, e la seguo nei meandri del cervello; seguo questo filo che mi porta da un esperienza all'altra facendomi vedere punti in comune, cambiamenti, passaggi, ma tutto con un filo logico.  A me ... poi ....

Cosi in una notte steso sul letto prima di addormentarmi il filo mi porta dritto a individuare dei punti in comune, tra i ragazzi diventati uomini che frequento, me stesso, ed altre conoscenze, nei passaggi della vita. Mi spiego meglio, mi sembra di aver individuato alcuni momenti basilari nella vita di ogni uomo che portano a staccarsi anche mentalmente dalla fase precedente della propria vita.

Questa banale scoperta che ho fatto mi è servita per chiarire alcune situazioni che avevo nella testa da un po', alcuni problemi miei nel rapportarmi ad alcuni amici, nel rapportarmi anche coi membri della mia famiglia, nel rapportarmi anche con le generazioni più giovani, anche consanguinee.

So che ci sono migliaia di eccezioni, so che non è la sicura risposta al passaggio generazionale, ma è per me prendere coscienza in questo modo delle differenze che sento, della difficoltà di rapportarsi a chi vive un altro stadio della vita, non importa l'età, non è quello che fa la differenza.

Straparlo ... ok, proviamo a partire dall'inizio.

Ho pensato questo, nella vita di un uomo maschio ci sono dei passaggi generazionali, non dati dall'età, come dicevo prima, ma dall'inizio di una delle esperienze che davvero cambiano un uomo nella sua vita.

la prima fase è ovviamente quella del ragazzo, fase che non ha un età definita, perchè varia solo quando l'uomo comincia non solo a lavorare, ma anche a gestirsi da solo la sua vita, fuori dal nucleo familiare d'origine.  Quando il tuo lavoro supporta completamente la tua sopravvivenza allora passi alla seconda fase.  Questo puo succedere a 17 anni come a 30 dopo una bella università e qualche anno di lavoro a casa dei genitori. Quindi non conta l'età ma l'esperienza che vivi. E non importa se vivi da single o ti sei sposato. Sei sempre nella seconda fase.

la seconda fase finisce quando l'uomo decide di essere padre, quando comincia a prendersi cura anche di un altra vita perchè lo desidera. Passa ad una nuova fase che è quella dell'adulto, dopo aver lasciata quella dell'uomo. Quando le tue azioni non sono più decise dalla tuo istinto, ma prendono in considerazione la responsabilità di essere sostegno e guida per un altra vita, sei entrato nel terzo stadio.

Ora credo che esista anche il quarto, ma non so quanta differenza sia essere padre e essere nonno, o comunque padre di persone che non hanno quasi più bisogno di te. Io non credo che mai arrivero a questo stadio, e quella notte mi ero fermato al terzo :-)

Ora, la cosa che più mi ha fatto pensare è che ogni passaggio che fai, ti trovi ad avere problemi nel rapportarti agli altri stadi delle persone che frequenti; chi sta allo stadio piu basso guarda quello dello stadio più alto come un modello, ma non sa nulla di quella vita, la può solo immaginare;  quello allo stadio più alto guarda quello sotto e non riesce a comunicare con lui, perchè le nuove esperienze non si passano quasi mai a voce, non si recepiscono, si possono solo vivere.  E nascono incomprensioni.  Almeno cosi è per me.

Io sono ovviamente nella seconda fase (con alti e bassi sul sostentamento, ma lasciamo perdere), ed ho sempre avuto problemi con la fascia sopra che siano parenti o amici, e Filo sa bene quante volte ne abbiamo parlato; ho sempre manifestato la mia difficoltà a rapportarmi con quelli del primo stadio, soprattutto quando sono più piccoli.
E tutti sti pensieri mi davano un po' il quadro del perchè delle mie difficoltà di entrata in sintonia.  Devo aggiungere che a mio modesto parere, nel passaggio ad uno stadio superiore, spesso, ci si dimentica di quello precedente, o meglio ci se ne dissocia. Trovando poi piu difficoltà nel rapportarsi.

Tutti questi pensieri mi hanno aperto quella notte dei flash su alcune cose che da tempo lascio in sospeso, dandomi lo spunto per superare il mio orgoglio e la mia stabilità emotiva sempre abbastanza a rischio. Volevo evitare di lasciare cose in sospeso prima di passaggi ad altri livelli.


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Questi sono i pensieri che mi riempiono la testa prima di addormentarmi; mentre la mia mente rigira pensieri avverto il filo di una ragnatela, e la seguo nei meandri del cervello; seguo questo filo che mi porta da un esperienza all'altra facendomi vedere punti in comune, cambiamenti, passaggi, ma...
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29/09/2008 00:11:59
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Commenti

  1. erbamiseria 29 settembre 2008 ore 20:28

    ...solo che limiti biologici e culturali ti spingono a fasi successive quando ancora non sei pronta, o al contrario ti relegano al ruolo di lasciata fuori, se non hai seguito passo passo le caselline di un monopoli altrui. capita così di essere donna mentre ancora giochi con le bambole, e di pensare ad "accudire" quando ormai hai perso il treno. almeno per un uomo (magra consolazione) non è mai il momento sbagliato per essere qualcosa e può sciogliere i propri nodi con calma....è la vecchia storia del pane e dei denti...

    belle riflessioni, come sempre. grazie.

  2. musicaribelle 30 settembre 2008 ore 17:04
    sei davvero molto gentile,
    ma rileggendo piu volte mi ingarbuglio pure io in quello che ho scritto
    mi sa che ho lasciato ancora volare libero il pensiero :-)
    ma tu sei davvero gentile, grazie :-)

  3. erbamiseria 01 ottobre 2008 ore 13:26

    LIBERO. (mi viene in mente il titolo di un film: anche libero va bene)

    quindi va bene così, anche se poi rileggendoti non ti capisci più...!!! :-))

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