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Sono in montagna, come tutte le estati, tra la fine della scuola e l'inizio dell'anno scolastico successivo. Il proprietario dell'appartamento che abbiamo in affitto tutto l'anno sta al piano di sotto della casa che occupiamo. Come tutte le persone che stanno in montagna fa un po' di tutto, dal muratore nella sua proprietà, al contadino nei suoi campi. Con lui ho avuto modo di vedere molte cose, molti lavori ed ha sempre avuto la pazienza di spiegare, un po' a modo suo, ciò che faceva.
questa mattina mi sono svegliato molto presto, credo siano le 8, (in vacanza cazzarola) scendo con mio fratello al piano di sotto dove i vicini ci aspettano con una veloce colazione. Latte, caffè, thè, spremuta, pane , marmellata fatta in casa, biscotti, torta, prosciutto, salame, formaggio, vino, coca cola ( oh ma quanto mangiano??? ); vabbè lui è su dalle sei, ma cazzarola come fai a camminare dopo?
Ci siamo dati appuntamento perchè proviamo ad andare a dargli una mano per concimare un campo di sua proprietà, non lo abbiamo mai fatto, perchè non provare.
Dopo la "colazioncina", ci spostiamo fino al campo in macchina, in una bella giornata di sole di luglio; scendiamo verso il prato, prendiamo i forconi ed andiamo verso questa altissima balla di paglia rinsecchita tutta impastata da sterco rappreso, non fa nemmeno tanto schifo. Armati di stivaloni io e mio fratello saliamo in cima e come ci hanno spiegato cominciamo ad infilare il forcone nell'enorme balla. Ma spostati i primissimi strati l'interno della balla presenta il suo vero volto, un volto da principe delle tenebre! l'interno non è poi cosi rinsecchito.
L'odore, come nel aprire un barattolo sottovuoto, si spande violentemente verso l'alto.
Impallidisco ma fingo una dignità, riprendo ad infilare il forcone altre due tre volte, ad ogni colpo mio e di mio fratello, nuovi sfiatatoi si aprono sotto le nostre gambe, ma soprattutto sotto i nostri nasi. L'odore aumenta, lo sguardo è fisso, la colazione si dibatte, il sudore scende, il pallore arriva.
Mi lancio dall'alto verso il campo, raggiungo un albero e gli illustro la colazione appena ingerita.
Sono incazzatissimo; non tanto perchè non sono un gran contadino, questo l'ho sempre saputo; non perchè ho ceduto solo dopo quattro forconate; ma, accidenti, perchè mio fratello riesce a reggere ancora!
Ma ci vuole poco a placarmi, sento dai rumori a fianco che mi ha raggiunto, mi sembrava a me .....
Ha solo più resistenza.
Ripensandoci, secondo me il contadino/muratore/padrone di casa ... con la storia della colazione ... era un po' bastardo dentro :-)
Sapete come mi è tornato alla mente questo ricordo?
Ero steso a letto poco fa e seguivo la solita ragnatela nella mia testa, niente sonno ed i pensieri in libertà.
Mi sono trovato a mettere in fila le mie insicurezze, tutti quegli atteggiamenti che metto in pratica di difesa verso "gli altri", i miei modi di fare in svariate situazioni, arrivandoli a decifrare come "atteggiamento di chi non vuole disturbare".
ma ..... io potenzialmente potrei fare tutto, ..... non so se provare o no ...(*)
Da dove viene tutta questa insicurezza? fa solo parte del mio carattere o ho l'io devastato da trauma infantile, (*) e se fa solo parte del mio carattere, in quali momenti della mia formazione, appunto, caratteriale ho sviluppato l'insicurezza? Eppure di prove di sterzate ne ho date nella vita, di prese di corna del toro in mano e girato seccamente per un altra strada. Ma sempre di impulso, prima di esplodere, alle volte però già disintegratomi.
Ecco, mi sento in cima al covone maleodorante con la forca in mano e sotto pensieri, ricordi, sensazioni vissute, percezioni dell'esterno, "gli altri"; ho paura che infilandola in questo intreccio di emozioni potrei tornare a sentire quel groppo allo stomaco e quel bisogno di liberarsi.
(*) citazioni da Gaber G.
















