E' una notte come tante nei miei ultimi due anni, sto rientrando verso casa dopo aver fatto la serata con gli amici.
Da quando frequento questo gruppo, che cresce sempre diventando una
grossa compagnia e quasi un microcosmo, esco tutte le sere, nessuna
esclusa. Sto bene, e l'esperienza che vivo è pienamente soddisfacente.
Tutta questa attività serale era quello che cercavo da tempo, il tempo
passato a casa nelle serate inutili anni prima erano molto
demoralizzanti, ora invece sono nel pieno di ciò di cui ho bisogno
... amicizia, affetto, confronto. Sento che "cresco", ma per far cio
ci vuole anche molto tempo, e la sera diventa sempre più una unità di
tempo senza termine. A casa non ci sono mai praticamente.
Rientro sempre a casa tra le due e mezza e le tre di notte. Dopo aver
riaccompagnato Cinzia a casa, con l'ultimo bus che va verso la
periferia, lo riprendo al volo quando torna per l'ultimo viaggio verso
il centro della città. Il bus si ferma in piazzale Cairoli, davanti al
castello Sforzesco. Da li a piedi attraverso o il centro della città o
la circonvallazione interna. Da quando ci sono stati gli scontri con
gli Skinheads, vedo di evitare il giro dalla circonvallazione,
passerei davanti alle colonne di S.Lorenzo, e non mi sembra il caso di
passargli proprio in bocca vestito come giro sempre, Jeans, anfibi,
chiodo. No, non è il caso, mi manca solo il segnale viola sopra la
testa tipo GTA sulla playstation !!!
Comunque i due tragitti che da due anni faccio sempre sono quelli,
quindi per sbucare a casa mia ho due possibili accessi alla via che si
chiudono incontrandosi proprio all'imbocco di via Calatafimi. Questa
notte di inizio dicembre del 1990, come descritto, sto rientrando, un
po' sfatto dalla serata, dall'assunzione sicura di hascish, probabilmente
anche da qualche bottiglia di vino, una serata abbastanza normale ...
credo ... non mi ricordo molto, credo fosse una come tante.
Dopo essermi fatto un tuffo nello sfarzo della zona attorno a piazza
Duomo, nelle luci del centro, nell'unico momenti in cui si puo godere
della bellezza di Milano, cioè di notte fonda, negli anni 90, quando in
giro c'era poca gente, e la città ti sembra quasi tua. Ho percorso
tutto corso Italia, coi suoi palazzi molto austeri, meno luce, più
senso di soffocamento, ma questa è da 25 anni ... casa mia, la mia
zona, il mio quartiere. Nel mio rientrare a casa questi sentimenti
sono sempre accompagnati da pensieri che mi accompagnano per tutta la
strada.
Giro l'angolo che ormai segna il traguardo del mio vagare, comincio a
percorrere la via, che stasera non ha luce, i lampioni sono spenti,
l'altra via d'accesso invece è illuminata. Mentre cammino alzo la testa
svagatamente verso le finestre di casa mia che sta proprio li davanti.
Vedo la finestra della sala aperta, ed una testa che sbuca.
Avvicinandomi guardo piu insistentemente verso la finestra per mettere
meglio a fuoco ( io ci ho sempre visto poco) e mi rendo conto che alla
finestra c'e' mia madre che guarda in direzione delle due vie, passando
da una all'altra. Lei non mi puo ancora vedere, il buio della via e il
mio abbigliamento mi tengono ancora coperto alla sua vista.
Un esplosione di pensieri in testa, so bene che non è successo niente,
mi rendo subito conto che quello è un comportamento tipico di mia
madre, ma sono quasi le tre del mattino, che fa sveglia? sono due anni
che faccio tardi, sempre oltre le due. Mi irrita l'idea di essere
ancora controllato a 25 anni. Mi sento male pensandola li alla
finestra con sto freddo ad aspettare me.
Appena arrivo verso la parte illuminata, abbasso gli occhi e mi dirigo
verso la porta. Salgo le scale pensando che dovrei dirle che non mi va
di vederla sveglia a quest'ora; faccio i due piani di scale. Apro la
porta. La casa è sempre al buio, non è in cucina, pensavo di trovarla
li. Mi avvio per il corridoi, arrivo alla porta della loro camera e mi
rendo conto che è gia andata a letto e gia dorme. So benissimo che non
mi ha visto quando la guardavo. Appena mi ha visto apparire dal fondo
della strada si è tranquillizzata ed è andata a dormire,
addormentandosi subito. Domattina ha la sveglia presto per mandare le
sorelle piu piccole a scuola.
Per tutta la notte penso a quello che ho visto. Mi rendo conto che
probabilmente lo fa da sempre, per lei sapere che tutti siamo a casa e
che tutto va bene è fondamentale, sapermi di notte in giro credo non la
rende tranquilla.
Mi fa male questa cosa, so che affrontarla con lei non avrebbe senso,
io non cambierei, lei nemmeno. Poi, non abbiamo molto dialogo,
uscirebbe una discussione su amicizie, orari, lavoro. Ma non sono
disposto a cambiare questo mio momento di vita. I diversi punti di
vista di questa questione mi fanno pensare molto quella notte, fino a
ripensare una delle frasi che tanto bene si sposano con l'idea
libertaria "la mia libertà finisce dove comincia la tua"
La mia libertà di vivere quel momento come lo volevo io era in
contrasto con la sua libertà di poter dormire tranquilla e non doversi
preoccupare di vedermi tornare. Quella notte decisi che avrei dovuto
trovarmi una casa per me. Dovevo uscire da casa dei miei e trovarne una
mia; era un idea un po' strana, le altre case di ragazzi del gruppo
erano tutte occupate da fuorisede dell'università, i ragazzi di lecce
appunto. Dei milanesi non c'erano ancora casa cosi tra di noi. Tutti
vivevano ancora in famiglia, avevano 20/22 anni ed erano iscritti
all'università. ma io lavoravo ormai, avevo 25 anni, ed avevo bisogno
di cominciare la mia vita.
Non so quanto ci avrei messo a maturare questa decisione di mio; cioè
quando, se non ci fosse stata quella notte, avrei deciso di andare
via. Non c'erano segnali da parte di altri sulla questione casa
condivisa, e l'idea di andare a vivere da solo, all'inizio, un po' mi
spaventava. Quindi l'avevo scartata. Ma misi in moto io tutto dopo
quella notte, prima l'individuare chi poteva essere interessato, poi
parlarne, decidere, cercarla, prenderla.
Volevo riprendere il gusto della mia libertà, sapendo finalmente che nessuno mi avrebbe aspettato alzato.
Volevo che riprendesse la serenità di poter dormire dopo una delle sue giornate lunghe.
Una notte che ricordo, perchè quella fu una delle poche scelte giusto
che ho fatto nella vita, Ed il seguito mi ha dato ragione su tutti i
fronti.
RIENTRANDO A CASA
10 agosto 2008 ore 02:569758031
E' una notte come tante nei miei ultimi due anni, sto rientrando verso casa dopo aver fatto la serata con gli amici.
Da quando frequento questo gruppo, che cresce sempre diventando una
grossa compagnia e quasi un microcosmo, esco tutte le sere, nessuna
esclusa. Sto bene, e l'esperienza che...

Post
10/08/2008 02:56:59
none
- mi piaceiLikeItPublicVote
Commenti
-
DoveHoVistoTe 10 agosto 2008 ore 16:53
-
ivana56 11 agosto 2008 ore 19:49
-
mysty 12 agosto 2008 ore 08:52
-
musicaribelle 13 agosto 2008 ore 19:15
Scrivi commento
Fai la login per commentare
Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.















