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SAGGIO SULLA FOLLIA

musicaribelle 30 dicembre 2008 ore 14:09
Le risposte ad una domanda potrebbero essere molte, ma quando il "fato" o "caso" mi si presenta davanti, forse per la mia conosciuta poca attenzione, mi urla la sua apparizione in mille modi. Ed io sono sempre a domandarmi se c'e' un disegno dietro a tutto ciò. se quando capita una cosa poi si inanellano tutta un altra serie di segni è perchè io sono il solito cazzone e ci si assicura che non mi distragga?  Allora da un po' di anni sono solito cominciare a pensare che sia mia madre a cercare di dirigermi con i mezzi che ha verso la strada che forse, è stata segnata per me.
Solo perchè le cose che non puoi spiegare razionalmente le devi sempre riportare a qualcosa, altrimenti non ti ritrovi più. Ma forse è solo quella parte del cervello che non usiamo perchè non sappiamo come si fa, forse sono solo io che voglio leggere segni che non ci sono davvero, o forse ... forse ... forse ....
Ma per chi ha davvero conosciuto mia madre sa che il dubbio su una sua possibile intromissione c'e' sempre :)

Anni fa. Frequento la chat di questo sito, ma per come sono io non mi trovo bene in mezzo a tanta gente, cosi giro e trovo un angolo, una stanza, Relax, comincio a frequentarla e farmi amici. In quel periodo non lavoro, sono a casa sempre, esco davvero poco. Molto del mio tempo è dedicato alla chat.  Cosi in alcuni momenti, io ci sono ma la stanza è vuota, tra lavoro e vita gli altri non possono esserci sempre. Normalmente chiudo e passo a fare altro, uccidere qualche tedesco, giocare a solitari, cercare musica o film e guardarli o ascoltare.
Quel giorno no, non ho voglia, in chat non c'e' nessuno, il mio cervello è spento; cosi apro 35 e dintorni, strapieno di gente, discorsi che si incrociano, poca continuità, molte banalità, i soliti litigi del cazzo. Non saluto nemmeno all'entrata, non so nemmeno perche sto qui, leggo e non penso; spento, chiuso, morto dentro. 

Solo una cosa continua a destarmi dal mio sonno da letargo, ogni volta che quel nick scrive; rimango a leggerlo e  trovo il suo modo di rispondere, la sua allegria, la capacità di essere sempre gentile e simpatica un'attrazione fissa, quel delfino che accompagna il nick comincia a richiamarmi. Non so perchè ma la leggo per un paio di ore, senza mai intervenire.  Poi passo un momento in relax, la stanza si è riempita e mi fermo li.
Ma il giorno successivo rientro in 35 e dintorni, prima ancora di entrare in relax, vedo il delfino e lo seguo nel mare della chat. Senza mai farmi notare, leggo e basta. Non ho ancora nemmeno aperto il suo profilo, la seguo li, stop.
Non sono in grado di fare troppe connessioni in quel periodo della mia vita, ma sono attratto da quel nick senza un motivo reale.
Qualche giorno cosi, poi apro il suo profilo, guardo la foto e le altre informazioni, le braccia conserte, il viso dolce. Ne resto quasi rapito, non capisco cosa ma qualcosa mi attira verso la persona che sta dietro quel nick.

Un giorno prendo in mano le mie curiosità e provo; saluto tutti, poi mi rivolgo a lei e la saluto, risponde al saluto e poco più. Comincia un periodo nel quale prima di entrare in relax passo li, la saluto, scambio due battute, come per farle sapere che esisto, per farmi notare. Fino a che i nostri scambi aumentano, trovo il coraggio di dirle che passo li solo per lei, e ne rimane colpita. Comincia cosi la nostra amicizia, fatta di appuntamenti a molino dorino, fermata della metropolitana di milano. Ne nasce anche una breve storia, ma l'amicizia non smette di crescere.

Lei mi parla della sua vita, per nulla facile; della sua situazione, di cio che non le fa piacere; la ascolto, provo a dire quello che mi sento, le parlo della mia, della crisi non superata ancora ma degli sforzi che ho deciso di provare a fare. Ma c'e' qualcosa di unico nei momenti che passo con lei.  Me ne rendo conto piano piano, ma è una sensazione che ho provato solo in parte facendomi piu non posso con il fumo, con lei la situazione viene naturalmente, senza aiuti esterni.  Io so cosa fa lei a me, mi rilassa; non capiro mai come possa essere possibile, ma è cosi. E' il primo essere umano con cui non sono in difficoltà nel contatto fisico, anzi lo cerco, la sua mano è per me fonte di rilassamento. Anni dopo entrerà nella mia vita una seconda persona che mi da la stessa sensazione.

Con lei non tremo, la gamba sta rilassata, sento pace dentro si me, mi sento tranquillo e al sicuro, protetto e capito, sicuro e forte. Anche ora a distanza di anni, rimasta solo l'amicizia, ma ancora non risciamo a non abbracciarti, a non sentire quel contatto fisico continuo. A non farci mancare nulla di ciò che ci fa stare bene. Poi un giorno leggo una sua risposta "ma nn finiro mai di dirti grazie per quello che mi hai insegnato... pensare un po più a me stessa ed un po meno a tutto il mondo che mi circonda. Grazie poncharello..."  ecco questo non lo avevo mai messo in conto, pensare di aver influito nei cambiamenti che le ho visto fare giorno per giorno, fino ad una quasi serenità. Mai pensato di centrare qualcosa in questo cambiamento suo. Sinceramente.

Ora mi domando se il "caso" era li per fare stare bene me, o per fare che lei trovasse altri stimoli a quelli che già aveva per cambiare vita. Ma in ogni caso, perchè quei giorni ho deciso di passare da 35 e dintorni?  chi mi ha giudato per quella strada che mi ha fatto solo del bene?  chi mi ha portato in quella strada che le ha fatto bene?
Il "fato", il "caso", mia madre, chi?

Non è l'unico caso, da anni ne inanello parecchi, Laura, il lavoro, Anna ..  sono solo i più importanti, ma ce ne sono moltissimi altri. Mi lascio ormai condurre da queste sensazioni strane, Come Marzia in metro, vorrà dire qualcosa ..  ed io ormai aspetto e guardo attento a nuovi segni ... ma sono ormai attentissimo ai segni del caso :)
Come quando mi sveglio dal torpore normale, o mi sveglio proprio, o facendo una cosa mi distraggo e prendo il cell in mano, sto pensando a qualcuno, lo guardo .. ma non c'e' nessun mess o telefonata persa. Allora lo riappoggio, pochi secondi e lui suona. La persona che pensavo poco prima. Non capita poche volte. Per questo sono colpito. E' come se sentissi che mi stanno pensando.

Quanto usiamo la nostra mente? davvero c'e' molto di più li dentro? oppure devo pensare che sia tutta opera della mia follia? e sto cacchio di destino? gli incontri servono a me o a loro?  Laura, che il destino mi ha messo in mezzo ripetutamente finche non le ho chiesto di uscire, era un momento importante o una punizione da pagare?  Anna, sono io ad aiutare lei, o lei ad aiutare me? o entrambi, e se è cosi, dove trovo le indicazioni, le spinte, le esperienze da citarle per farle notare quelle cose che si possono amare di questa vita?  Sono li che mi rigiro in questi pensieri, cercando di trovare la chiave per aprirle la porta sul mondo, dal balcone dove si vedono le cose belle, dove si vede ciò che può dare stimoli.  Ma confuso, sto girando a vuoto nella mia testa, accendo quasi senza accorgermi la tv, sono le tre del mattino. La programmazione fa cagare, contiamo che l'accendo solo perche sono a casa di cinzia per stare con i gatti, a casa mia non l'avrei fatto. Eppure lo faccio, distratto dai miei pensieri, comincia un film; lo prendo proprio all'inizio, senza volerlo quasi lo seguo, c'e' Demi Moore, quindi un po' di interesse nasce in me. Lo vedo tutto fino alla fine, e mi apre un orizzonte, alcune frasi, alcuni passaggi, ma soprattutto il finale. Ora ho un argomento in più da proporre ad Anna. Ma chi mi ha guidato verso quel film???

Lo so, non sono normale, non lo sono mai stato. Ma non preoccupatevi, ricomincio a prendere le medicine che negli ultimi giorni ho dimenticato e ritorno a scrivere post meno farneticanti :)  promesso.
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Le risposte ad una domanda potrebbero essere molte, ma quando il "fato" o "caso" mi si presenta davanti, forse per la mia conosciuta poca attenzione, mi urla la sua apparizione in mille modi. Ed io sono sempre a domandarmi se c'e' un disegno dietro a tutto ciò. se quando capita una cosa poi si...
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30/12/2008 14:09:59
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Commenti

  1. Madavisa 31 dicembre 2008 ore 19:06

    Secondo me ogni incontro è per tutti e due e non solo, a volte pure per altri  a cui non pensi... non per nulla si chiama "rete" di relazioni....

    Ah, ok per le medicine...    :-)

  2. Alba.Silente 03 gennaio 2009 ore 09:39

    .. e, ma chi stabilisce il metro di misura della normalità??

    Magari...son "altri" ad non esserlo....

    Lieta di leggerti..... come sempre... Ti abbraccio forte

  3. wonder70 03 gennaio 2009 ore 12:01
    ...Forse siamo noi ad avere qualcosa di speciale che gli altri non possono comprendere.
  4. moon65 17 gennaio 2009 ore 17:52

    ciao poncharello... ma mi chiedo perchè devi sempre complicarti la vita con tutte queste domande??? perchè devi sempre trovare un perchè a tutto??? nn è che ogni cosa ogni evento deve per forza avere un perchè. Forse sarebbe più facile (me lo hai insegnato tu) goderti il momento che ti prova gioia o nn goderti il momento che ti provoca dolore. Forse sarebbe meglio ponchi che ti ponessi meno domande e pensassi un po più a te stesso. Facile predicare bene e razzolare male. Hai mai pensato che in una relazione... indipendentemente dal sentimento che lega, possono imparare entrambi? nessuno nn ha nulla da imparare... e chi lo pensa o lo dice.. è il primo che ha da imparare più di tutti. Ti voglio un mondo di bene.. nn scordarlo mai...e nn scordare mai di pensare anche un po a te stesso....ti abbraccio forte forte.. e ti aspetto al varco.. forse hai bisogno di qualche sculacciata in più da me.. mi sa che sono stata troppo buona con te... con tanto bene e una lacrima per te

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