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SALE INESORABILMENTE

musicaribelle 05 gennaio 2009 ore 10:03
Apro gli occhi, disteso sul letto, risvegliandomi dal torpore, guardo verso la sveglia luminosa, segna le 15.22; non è tardi e non è presto per me, per come conduco la mia vita, non c'e' una mattina ed un pomeriggio, ma ci sono ore vissute con la luce del sole, altre vissute con le tenebre della notte. Sotto il piumone di un letto che non è di casa mia, ma di una casa che conosco bene, guardo i musini pelosi dei due padroni di casa che mi scrutano, distesi con me sul letto. La testa è strana, le forze poche anche se dormo da ore. Qualche pensiero passa per la testa, cosa devo fare oggi? Ancora qualche sforzo, ma nulla da fare. Lascio scendere la testa sul cuscino, risistemo le gambe, chiudo gli occhi, un attimo, sto già dormendo ...


Disteso sulla sabbia, piedi verso il mare, braccia stese, aperte all'altezza delle spalle, testa adagiata sulla sabbia. Il sole scalda il mio corpo, completamente rilassato. Un vento leggero mantiene la temperatura perfetta. Sensazione piacevole, ma non rassicurante. Il rumore che sento lento viene dal mare, onde che piano si infrangono sul bagnasciuga, Il rumore si avvicina, lo sento.


Riapro gli occhi, un ora buona è passata, i cuccioli si muovono. Si avvicinano e mi annusano, dovrei dargli da mangiare, ma hanno mangiato gia questa notte, adesso non ne ho la forza. Mi rigiro, quasi le 16,30; dovrei dire a chi mi aspetta oggi che non mi sento molto in forze, Ma adesso provo ad alzarmi e fare una doccia, vediamo se mi riprendo, magari colazione; si, forse ho bisogno di mangiare; mi sento un po' debole. Appoggio la testa, un attimo, sto già dormendo ...


Ora non è solo il rumore, sento i piedi che cominciano a bagnarsi; come sempre, all'ora stabilità dalla natura la marea sale, comincia a bagnarmi piano la pelle, la sento salire a poco a poco; la conosco, non mi fa paura come sensazione. Quasi non me ne accorgo, non mi da fastidio. Davanti ai miei occhi il cielo con tutte le sue nuvole bianche che disegnano figure, ricordano cose, animali; la mente interpreta quelle visioni e vola via da sola, senza freni, senza mete. La mente persa nel nulla, il mare che sale.


Mi scuoto, un rumore, suono di cellulare. Mi giro di scatto, lo prendo; i gatti si sposatano a causa dei miei movimenti troppo veloci ed imprevisti. Leggo con fatica per gli occhi quasi chiuso il messaggio; Mi chiedono quando ci vediamo per quel passaggio a casa mia. Rispondo a fatica, rimando; prima una doccia e poi posso arrivare, ma che ora è ? tra quanto potrei essere li? Risveglio agitato, un tuffo nel reale della giornata. L'interlocutore mi risponde, rinviamo a ben più tardi. Un momento per capire che devo fare. Appoggio il cellulare, Testa sul cuscino, un momento di insofferenza, un attimo, sto già dormendo ...


Sento l'acqua che comincia a coprire i talloni, ma ormai sta bagnando anche le gambe, oltre le ginocchia; ma sotto, sui piedi, già mi rendo conto che sta coprendone gran parte; sale e quasi mi coccola; Ma non sono più tranquillo, stavolta il campanello d'allarme suona molto prima del solito, di quello a cui ero abituato, si chiama “coscienza di se stessi”; la apprendi in mesi di psicoterapia, e l'unica cosa che ti lascia davvero è la sensazione che stai sprofondando, sei conscio di questo. Come fare a non sprofondare non lo sai. Ma sai che è li che stai scivolando. La testa ormai si è distratta dalle nuvole, provo a guardare sotto, ma senza alzarla, non vedo bene, ma so .... cavolo se so che cosa sta succedendo.


Ancora il cellulare, stavolta sono nel dormiveglia, non scatto. Allungo la mano, lo raccolgo dal cuscino di fianco; i gatti girano per casa, annoiati. Il messaggio che leggo mi fa sorridere, non per quello che c'e' scritto, si informa solo se dormo, ma per chi lo ha scritto. Tiro su il busto, mi appoggio alla parete, sempre con gli occhi pesti rispondo al messaggio. Mi guardo attorno, fuori è gia buio. Scrivo un altro messaggio al primo interlocutore, disdicendo l'appuntamento. Inutile fingere di credere a una mia ripresa oggi, Aspetto il messaggio di risposta, sopratutto del primo inviato ora. Sorrido al suo arrivo, mi stendo, rispondo ancora. Poggio la testa, cellulare in una mano, un attimo, sto già dormendo ...


La marea sale, mi copre tutte le gambe, sento il calore del corpo immerso, sento il tepore che da questa sensazione, sento la voglia di abbandonarmi, non di ricercare una via di fuga. Perchè lottare ancora in questo periodo? Vedo attorno figure del mio presente, storie che si intrecciano, sensazioni che si evolvono, ma sono figure non definite, situazioni senza più una mia voglia di lottare per una loro realizzazione; le vedo allontanarsi. Poche sono quelle che ancora sento li vicine e presenti, Ora mi forzo, alzo la testa dalla sabbia, guardo verso la spiaggia, cercando un' ancora, qualcosa che mi trascini via. Non sento forze nel corpo; e ,se ci sono, il desiderio di lasciarsi coprire cozza con quella testa alzata che cerca una spiegazione.


Otto di sera, ormai sveglio, ma rigirandomi nel letto tra un messaggio e l'altro che arrivano, e una telefonata per capire cosa si organizza per domani, la casa, i lavori, gli amici che vengono ad aiutarti. Ma manca qualcosa a quello che speravo per domani, solito mio problema, continuo a sperare che davvero le cose possano andare come vorrei io. Ma non è mai cosi da tempo. Forse da sempre. Ancora non mi alzo da quel letto, e sono più di 12 ore che sono disteso. Un lampo nella testa, stasera ci sarebbe il poker, cioè tra una mezz'ora comincia il torneo. Meglio darsi assente subito per la prima partita, non ci arriverei. Poi vediamo come mi riprendo, in fin dei conti sono sveglio ormai ...


Ormai il petto è sotto l'acqua, i piedi completamente immersi; la testa si mantiene alta, cerco ancora attorno qualcosa a cui aggrapparmi, ma tutte le figure del presente si sono allontanate, la speranza se n'e' andata con loro. Vedo solo lei, seduta in ginocchio con le braccia appoggiate alle gambe e la testa sulle braccia. La guardo, non voglio perderla di vista, è importante non sparire dal mondo in questo momento, non ora. Sento i muscoli del collo che tirano, comincio a fare fatica a tenere la testa alta. Ma le onde non si fermano, salgono ancora, sempre piu lunghe sulla spiaggia.


Mi alzo a fatica, seguo i gatti, pappa, cessino, due palline a Nio, una carezza a Maya mentre sale il caffè. Mi siedo al tavolo, al solito posto, quello che ancora mi incute un po' di angoscia per il tempo che ci ho passato; ma non guardo il solito angolo, volto la testa verso la tv e la libreria, colori diversi mi tengono attivo e non perso nei miei pensieri che rischiano di arrotolarsi. Lascio scorrere il tempo, e per farlo passare più in fretta accendo anche la tv e comincio a seguire la prima cazzata di film/fiction/telefilm del cavolo che mi distragga per un po'. Seduto, stralunato. Si avvicina il tempo della seconda partita, lo lascio passare. Suona il cellulare, la sua voce che tanto volevo sentire, perche mi sposta dalla mia realta, mi porta nella sua; mi distrare dai miei malumori. Riesco anche a ridere, fare battute, ma anche lacrimare ... non tengo bene le emozioni in questo periodo. Passa l'ora del poker mentre chiacchiero al telefono, passa l'ora di tutto mentre chiacchiero al cellulare. Si chiude la conversazione con il buona notte di rito ed un bacio di tenerezza che viaggia da uno all'altro con il suo schiocco riconoscibile. La sensazione torna ... meglio riaccendere la tv ...


Sono tutto coperto dall'acqua, solo la testa sta fuori. Respiro con calma. Una gran voglia di rilassare tutti i muscoli, abbassare la testa, immergerla nel mare che avanza ed aspettare che si ritragga, con la bassa marea, come sempre. Abbandonarsi a questo mare ed aspettare che mi lasci di nuovo libero. Ma non sono solo per fortuna, ora una motivazione per tenere la testa fuori e darmi una scossa ce l'ho. Solo devo imparare come si esce da questa dolcissima ed assolutamente deleteria sensazione di abbandono che provo prima di un immersione nelle mie angosce. So che la sotto mi mancherà il fiato per un po', ma ci sono quasi attratto. Ripenso alla figura in ginocchio poco più in la, la guardo costantemente, sta aspettando la marea. Non posso immergere la testa .. non posso .. non lo voglio ...

10415311
Apro gli occhi, disteso sul letto, risvegliandomi dal torpore, guardo verso la sveglia luminosa, segna le 15.22; non è tardi e non è presto per me, per come conduco la mia vita, non c'e' una mattina ed un pomeriggio, ma ci sono ore vissute con la luce del sole, altre vissute con le...
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05/01/2009 10:03:59
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Commenti

  1. verdinaxtc 06 gennaio 2009 ore 01:06

    sembra una seduta di psicoterapia.

    e, per assurdo, essendo stata lì, riesco perfettamente ad immaginare i tuoi gesti, i rumori, quel che ti circonda, gli ambienti e perfino gli odori che aleggiano intorno.

    non so se stavi bene o male quando hai provato e poi scritto queste sensazioni, ma ti ho visto realmente.

    abbracci forti, amico mio

    L.

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