Apro gli occhi, disteso sul letto,
risvegliandomi dal torpore, guardo verso la sveglia luminosa, segna
le 15.22; non è tardi e non è presto per me, per come
conduco la mia vita, non c'e' una mattina ed un pomeriggio, ma ci
sono ore vissute con la luce del sole, altre vissute con le tenebre
della notte. Sotto il piumone di un letto che non è di casa
mia, ma di una casa che conosco bene, guardo i musini pelosi dei due
padroni di casa che mi scrutano, distesi con me sul letto. La testa è
strana, le forze poche anche se dormo da ore. Qualche pensiero passa
per la testa, cosa devo fare oggi? Ancora qualche sforzo, ma nulla da
fare. Lascio scendere la testa sul cuscino, risistemo le gambe,
chiudo gli occhi, un attimo, sto già dormendo ...
Disteso sulla sabbia, piedi verso il
mare, braccia stese, aperte all'altezza delle spalle, testa adagiata
sulla sabbia. Il sole scalda il mio corpo, completamente rilassato.
Un vento leggero mantiene la temperatura perfetta. Sensazione
piacevole, ma non rassicurante. Il rumore che sento lento viene dal
mare, onde che piano si infrangono sul bagnasciuga, Il rumore si
avvicina, lo sento.
Riapro gli occhi, un ora buona è
passata, i cuccioli si muovono. Si avvicinano e mi annusano, dovrei
dargli da mangiare, ma hanno mangiato gia questa notte, adesso non ne
ho la forza. Mi rigiro, quasi le 16,30; dovrei dire a chi mi aspetta
oggi che non mi sento molto in forze, Ma adesso provo ad alzarmi e
fare una doccia, vediamo se mi riprendo, magari colazione; si, forse
ho bisogno di mangiare; mi sento un po' debole. Appoggio la testa, un
attimo, sto già dormendo ...
Ora non è solo il rumore, sento
i piedi che cominciano a bagnarsi; come sempre, all'ora stabilità
dalla natura la marea sale, comincia a bagnarmi piano la pelle, la
sento salire a poco a poco; la conosco, non mi fa paura come
sensazione. Quasi non me ne accorgo, non mi da fastidio. Davanti ai
miei occhi il cielo con tutte le sue nuvole bianche che disegnano
figure, ricordano cose, animali; la mente interpreta quelle visioni e
vola via da sola, senza freni, senza mete. La mente persa nel nulla,
il mare che sale.
Mi scuoto, un rumore, suono di
cellulare. Mi giro di scatto, lo prendo; i gatti si sposatano a causa
dei miei movimenti troppo veloci ed imprevisti. Leggo con fatica per
gli occhi quasi chiuso il messaggio; Mi chiedono quando ci vediamo
per quel passaggio a casa mia. Rispondo a fatica, rimando; prima una
doccia e poi posso arrivare, ma che ora è ? tra quanto potrei
essere li? Risveglio agitato, un tuffo nel reale della giornata.
L'interlocutore mi risponde, rinviamo a ben più tardi. Un
momento per capire che devo fare. Appoggio il cellulare, Testa sul
cuscino, un momento di insofferenza, un attimo, sto già
dormendo ...
Sento l'acqua che comincia a coprire i
talloni, ma ormai sta bagnando anche le gambe, oltre le ginocchia; ma
sotto, sui piedi, già mi rendo conto che sta coprendone gran
parte; sale e quasi mi coccola; Ma non sono più tranquillo,
stavolta il campanello d'allarme suona molto prima del solito, di
quello a cui ero abituato, si chiama “coscienza di se stessi”; la
apprendi in mesi di psicoterapia, e l'unica cosa che ti lascia
davvero è la sensazione che stai sprofondando, sei conscio di
questo. Come fare a non sprofondare non lo sai. Ma sai che è
li che stai scivolando. La testa ormai si è distratta dalle
nuvole, provo a guardare sotto, ma senza alzarla, non vedo bene, ma
so .... cavolo se so che cosa sta succedendo.
Ancora il cellulare, stavolta sono nel
dormiveglia, non scatto. Allungo la mano, lo raccolgo dal cuscino di
fianco; i gatti girano per casa, annoiati. Il messaggio che leggo mi
fa sorridere, non per quello che c'e' scritto, si informa solo se
dormo, ma per chi lo ha scritto. Tiro su il busto, mi appoggio alla
parete, sempre con gli occhi pesti rispondo al messaggio. Mi guardo
attorno, fuori è gia buio. Scrivo un altro messaggio al primo
interlocutore, disdicendo l'appuntamento. Inutile fingere di credere
a una mia ripresa oggi, Aspetto il messaggio di risposta, sopratutto
del primo inviato ora. Sorrido al suo arrivo, mi stendo, rispondo
ancora. Poggio la testa, cellulare in una mano, un attimo, sto già
dormendo ...
La marea sale, mi copre tutte le gambe,
sento il calore del corpo immerso, sento il tepore che da questa
sensazione, sento la voglia di abbandonarmi, non di ricercare una via
di fuga. Perchè lottare ancora in questo periodo? Vedo
attorno figure del mio presente, storie che si intrecciano,
sensazioni che si evolvono, ma sono figure non definite, situazioni
senza più una mia voglia di lottare per una loro
realizzazione; le vedo allontanarsi. Poche sono quelle che ancora
sento li vicine e presenti, Ora mi forzo, alzo la testa dalla sabbia,
guardo verso la spiaggia, cercando un' ancora, qualcosa che mi
trascini via. Non sento forze nel corpo; e ,se ci sono, il desiderio di
lasciarsi coprire cozza con quella testa alzata che cerca una
spiegazione.
Otto di sera, ormai sveglio, ma
rigirandomi nel letto tra un messaggio e l'altro che arrivano, e una
telefonata per capire cosa si organizza per domani, la casa, i
lavori, gli amici che vengono ad aiutarti. Ma manca qualcosa a quello
che speravo per domani, solito mio problema, continuo a sperare che
davvero le cose possano andare come vorrei io. Ma non è mai
cosi da tempo. Forse da sempre. Ancora non mi alzo da quel letto, e
sono più di 12 ore che sono disteso. Un lampo nella testa,
stasera ci sarebbe il poker, cioè tra una mezz'ora comincia il
torneo. Meglio darsi assente subito per la prima partita, non ci
arriverei. Poi vediamo come mi riprendo, in fin dei conti sono
sveglio ormai ...
Ormai il petto è sotto l'acqua,
i piedi completamente immersi; la testa si mantiene alta, cerco
ancora attorno qualcosa a cui aggrapparmi, ma tutte le figure del
presente si sono allontanate, la speranza se n'e' andata con loro.
Vedo solo lei, seduta in ginocchio con le braccia appoggiate alle
gambe e la testa sulle braccia. La guardo, non voglio perderla di
vista, è importante non sparire dal mondo in questo momento,
non ora. Sento i muscoli del collo che tirano, comincio a fare fatica
a tenere la testa alta. Ma le onde non si fermano, salgono ancora,
sempre piu lunghe sulla spiaggia.
Mi alzo a fatica, seguo i
gatti, pappa, cessino, due palline a Nio, una carezza a Maya mentre
sale il caffè. Mi siedo al tavolo, al solito posto, quello che
ancora mi incute un po' di angoscia per il tempo che ci ho passato;
ma non guardo il solito angolo, volto la testa verso la tv e la
libreria, colori diversi mi tengono attivo e non perso nei miei
pensieri che rischiano di arrotolarsi. Lascio scorrere il tempo, e
per farlo passare più in fretta accendo anche la tv e comincio
a seguire la prima cazzata di film/fiction/telefilm del cavolo che mi
distragga per un po'. Seduto, stralunato. Si avvicina il tempo della
seconda partita, lo lascio passare. Suona il cellulare, la sua voce
che tanto volevo sentire, perche mi sposta dalla mia realta, mi porta
nella sua; mi distrare dai miei malumori. Riesco anche a ridere, fare
battute, ma anche lacrimare ... non tengo bene le emozioni in questo
periodo. Passa l'ora del poker mentre chiacchiero al telefono, passa
l'ora di tutto mentre chiacchiero al cellulare. Si chiude la
conversazione con il buona notte di rito ed un bacio di tenerezza che
viaggia da uno all'altro con il suo schiocco riconoscibile. La
sensazione torna ... meglio riaccendere la tv ...
Sono tutto coperto
dall'acqua, solo la testa sta fuori. Respiro con calma. Una gran
voglia di rilassare tutti i muscoli, abbassare la testa, immergerla
nel mare che avanza ed aspettare che si ritragga, con la
bassa marea, come sempre. Abbandonarsi a questo mare ed
aspettare che mi lasci di nuovo libero. Ma non sono solo per fortuna,
ora una motivazione per tenere la testa fuori e darmi una scossa ce
l'ho. Solo devo imparare come si esce da questa dolcissima ed
assolutamente deleteria sensazione di abbandono che provo prima di un
immersione nelle mie angosce. So che la sotto mi mancherà il
fiato per un po', ma ci sono quasi attratto. Ripenso alla figura in
ginocchio poco più in la, la guardo costantemente, sta
aspettando la marea. Non posso immergere la testa .. non posso ..
non lo voglio ...
SALE INESORABILMENTE
05 gennaio 2009 ore 10:0310415311
Apro gli occhi, disteso sul letto,
risvegliandomi dal torpore, guardo verso la sveglia luminosa, segna
le 15.22; non è tardi e non è presto per me, per come
conduco la mia vita, non c'e' una mattina ed un pomeriggio, ma ci
sono ore vissute con la luce del sole, altre vissute con le...

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05/01/2009 10:03:59
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verdinaxtc 06 gennaio 2009 ore 01:06
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