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Fine anni 70, i ricordi di Milano di quel periodo strano, nulla è
normale nella città, ma per me che comincio a viverla adesso, Milano è
questa, questa è quella che conosco in quel momento. A me non sembra
strana allora, la coscienza di aver vissuto un periodo unico arriverà
solo dopo. Ma chi non l'ha vissuto, difficilmente riuscirà a
comprendere questi ricordi. Perchè tutto era strano, tutto insolito.
Sta finendo la stagione delle idee e delle rivoluzioni, i giovani
rivoluzionari passano dal sociale al personale, le strade si fanno
cupe, piene di polizia, di paura per la violenza politica degli anni di
piombo e la violenza della delinquenza comune, l'esplosione del
problema eroina, la crisi energetica, le macchine che girano a targhe
alterne, le luci spente delle insegne la notte, poca gente in giro la
sera, i cinema cominciano a chiudere presto, tutti stanno a casa, la
televisione comincia ad essere molto diffusa e a occupare gli spazi del
tempo libero.
C'e' un film che ho visto una volta, e da allora ancora cerco ma non
sembra esistere piu in nessuna forma, si intitola "maledetti vi amerò"
del 1980, primo film di Marco Tullio Giordana, questo film descrive esattamente quella Milano che io ho vissuto, con l'incoscienza dei 14 anni.
La sera esco con mio fratello, ci troviamo sempre attorno a via
Crocefisso, o davanti alla chiesa di corso Italia, con un gruppo di
amici, io sono il più piccolo, mio fratello è tra i più grandi; un
gruppo di ragazzi del quartiere, che come già raccontato, è un
quartiere centrale della città. Ce ne sono due di gruppi qui, il
primo si ritrova in via Calatafimi, in un parchetto triangolare, sono
tutti figli di persone abbastanza importanti e ricche, per questo
vengono apostrofati come "i fasci" della zona, ma bene o male solo per
l'estrazione sociale da cui vengono. Noi invece risultiamo "i figli
dei portinai", distinzioni che in quegli anni quasi non capisco. ma
ritornando in dietro con la mente mi rendo conto che i cognomi degli
amici che frequentavo dimostravano tutti, compreso il nostro,
l'immigrazione a Milano degli anni 60/70.
Non si fa molto, come in tutte le compagnie, si sta assieme, si gioca a
pallone, si va a vedere lo sport, il calcio, il basket, si gira la sera
per andare a mangiare una pizza, o per fare altre cose, come tutte le
compagnie. Ma qualcosa di diverso c'e', scoprirò poi negli anni. E'
difficile che usciamo spesso dai confini del nostro quartiere, ci si
sposta tranquillamente fino in porta Romana, o verso il Duomo. Ma non
molto più in la. Ed anche il Duomo spesso lo evitiamo, quella è la
parte di Milano che più pullula di forze dell'ordine, non abbiamo nulla
da nascondere, ma non la frequentiamo comunque. Addirittura nessuno di
noi fa uso di nessun tipo di sostanze stupefacenti, e pensando che
siamo ragazzi tra i 14 e i 18, nella Milano degli anni 70, direi che è
un record niente male.
Io non mi sono mai chiesto perchè stessimo sempre li attorno alle
nostre case. Ma non trovavo nemmeno strano quello che succedeva se ci
spostavamo, o se ... come successe un giorno ... qualcuno entrava
nella nostra zona.
Eravamo una decina, ci dirigevamo verso la Pizzeria da Gregorio, in
corso di Porta Romana; normale meta del gruppo per una pizza al pezzo
in compagnia ed una birra o una coca-cola d'accompagnamento, capitava
spesso specie dopo le partite di calcio. stiamo camminando verso porta
romana, come direzione, sul marciapiede di sinistra, chiacchieriamo,
scherziamo, comunque facciamo casino come sempre, questa era una
costante, far casino.
Tutto ad un tratto, quelli davanti cominciano ad "irrigidirsi", ci si
compatta quasi subito, e dai toni scherzosi fino a quel momento tenuti,
un certo nervosismo comincia a dilagare, tutti scrutano l'altra parte
della strada.
Un gruppo di una decina di persone cammina sull'altro marciapiede, ci guardano, sono compatti e nervosi.
Uno di loro ha delle bacchette della batteria in mano, è davanti al
gruppo che ormai si è fermato; le batte nervosamente una contro
l'altra. Anche noi siamo fermi ora, solo la carreggiata ci divide.
Sento che cominciano a parlarsi da parte a parte, i nostri con loro,
non ricordo la discussione, tutto avviene come sempre molto in fretta.
In un lampo alcuni dei due gruppi si trovano in mezzo alla strada e
cominciano a darsele di santa ragione, mentre gli altri tra cui io,
cerchiamo di metterci in mezzo per fermare la situazione. In un
momento dalla strada spariscono tutti quelli che non c'entrano con le
due fazioni, la paura fa scappare tutti, sempre. La zuffa dura poco,
non c'e' molta violenza, soprattutto male parole spintoni e qualche
colpo proibito, ma non è un grande scontro, ne abbiamo avuti di più
duri. Presto i due gruppi si dividono, loro riprendono la strada ma
svoltano fuori dalla nostra zona. Noi andiamo in pizzeria. Tutto
normale per me, capita ogni tanto, non ci faccio caso, vita di tutti i
giorni qui a Milano nella fine degli anni 70.
Poi esce un film, lo vado a vedere al cinema, qualche anno dopo. Ed il
film mi svela misteri di quegli anni, nel quali non capivo le dinamiche
ma le vivevo, non capivo alcune cose ma mi trovavo a farle. Non
c'erano colori, ne divise speciali per i membri dei gruppi di
quartiere, non c'erano raduni o armi, qualche coltello si, ma era
normale, spesso erano svizzeri che servivano a mille cose. Niente
facce colorate. niente mazze da baseball. ma le stesse dinamiche che
ritrovo in quel film "I guerrieri della notte" , Milano non era poi cosi diversa da New York .
Strane le notti di quei fine anni 70. ma ce ne sono altre. Altre stranezze.
VIVENDO MILANO FINE ANNI 70
27 agosto 2008 ore 11:249829781
....Fine anni 70, i ricordi di Milano di quel periodo strano, nulla è
normale nella città, ma per me che comincio a viverla adesso, Milano è
questa, questa è quella che conosco in quel momento. A me non sembra
strana allora, la coscienza di aver vissuto un periodo unico arriverà
solo...

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27/08/2008 11:24:59
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Commenti
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luci46 27 agosto 2008 ore 20:12
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meteta 27 agosto 2008 ore 21:15
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