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VIVENDO MILANO FINE ANNI 70

musicaribelle 27 agosto 2008 ore 11:24
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Fine anni 70, i ricordi di Milano di quel periodo strano, nulla è normale nella città, ma per me che comincio a viverla adesso, Milano è questa, questa è quella che conosco in quel momento.  A me non sembra strana allora,  la coscienza di aver vissuto un periodo unico arriverà solo dopo. Ma chi non l'ha vissuto, difficilmente riuscirà a comprendere questi ricordi.  Perchè tutto era strano,  tutto insolito.

Sta finendo la stagione delle idee e delle rivoluzioni, i giovani rivoluzionari passano dal sociale al personale, le strade si fanno cupe, piene di polizia, di paura per la violenza politica degli anni di piombo e la violenza della delinquenza comune, l'esplosione del problema eroina, la crisi energetica, le macchine che girano a targhe alterne, le luci spente delle insegne la notte, poca gente in giro la sera, i cinema cominciano a chiudere presto, tutti stanno a casa,  la televisione comincia ad essere molto diffusa e a occupare gli spazi del tempo libero.

C'e' un film che ho visto una volta, e da allora ancora cerco ma non sembra esistere piu in nessuna forma,  si intitola "maledetti vi amerò" del 1980, primo film di Marco Tullio Giordana, questo film descrive esattamente quella Milano che io ho vissuto, con l'incoscienza dei 14 anni.

La sera esco con mio fratello, ci troviamo sempre attorno a via Crocefisso, o davanti alla chiesa di corso Italia, con un gruppo di amici, io sono il più piccolo, mio fratello è tra i più grandi;  un gruppo di ragazzi del quartiere, che come già raccontato, è un quartiere centrale della città.   Ce ne sono due di gruppi qui, il primo si ritrova in via Calatafimi, in un parchetto triangolare,  sono tutti figli di persone abbastanza importanti e ricche, per questo vengono apostrofati come "i fasci" della zona, ma bene o male solo per l'estrazione sociale da cui vengono.  Noi invece risultiamo "i figli dei portinai", distinzioni che in quegli anni quasi non capisco.  ma ritornando in dietro con la mente mi rendo conto che i cognomi degli amici che frequentavo dimostravano tutti, compreso il nostro, l'immigrazione a Milano degli anni 60/70.

Non si fa molto, come in tutte le compagnie, si sta assieme, si gioca a pallone, si va a vedere lo sport, il calcio, il basket, si gira la sera per andare a mangiare una pizza, o per fare altre cose, come tutte le compagnie.  Ma qualcosa di diverso c'e', scoprirò poi negli anni.   E' difficile che usciamo spesso dai confini del nostro quartiere, ci si sposta tranquillamente fino in porta Romana, o verso il Duomo. Ma non molto più in la.  Ed anche il Duomo spesso lo evitiamo, quella è la parte di Milano che più pullula di forze dell'ordine, non abbiamo nulla da nascondere, ma non la frequentiamo comunque. Addirittura nessuno di noi fa uso di nessun tipo di sostanze stupefacenti, e pensando che siamo ragazzi tra i 14 e i 18, nella Milano degli anni 70, direi che è un record niente male. 

Io non mi sono mai chiesto perchè stessimo sempre li attorno alle nostre case. Ma non trovavo nemmeno strano quello che succedeva se ci spostavamo, o se ...  come successe un giorno  ...  qualcuno entrava nella nostra zona.

Eravamo una decina, ci dirigevamo verso la Pizzeria da Gregorio, in corso di Porta Romana; normale meta del gruppo per una pizza al pezzo in compagnia ed una birra o una coca-cola d'accompagnamento, capitava spesso specie dopo le partite di calcio.  stiamo camminando verso porta romana, come direzione, sul marciapiede di sinistra, chiacchieriamo, scherziamo, comunque facciamo casino come sempre, questa era una costante, far casino.  
Tutto ad un tratto, quelli davanti cominciano ad "irrigidirsi",  ci si compatta quasi subito, e dai toni scherzosi fino a quel momento tenuti, un certo nervosismo comincia a dilagare, tutti scrutano l'altra parte della strada.
Un gruppo di una decina di persone cammina sull'altro marciapiede, ci guardano, sono compatti e nervosi.
Uno di loro ha delle bacchette della batteria in mano, è davanti al gruppo che ormai si è fermato; le batte nervosamente una contro l'altra.  Anche noi siamo fermi ora, solo la carreggiata ci divide.  Sento che cominciano a parlarsi da parte a parte, i nostri con loro, non ricordo la discussione, tutto avviene come sempre molto in fretta.

In un lampo alcuni dei due gruppi si trovano in mezzo alla strada e cominciano a darsele di santa ragione, mentre gli altri tra cui io, cerchiamo di metterci in mezzo per fermare la situazione.  In un momento dalla strada spariscono tutti quelli che non c'entrano con le due fazioni, la paura fa scappare tutti, sempre.   La zuffa dura poco, non c'e' molta violenza, soprattutto male parole spintoni e qualche colpo proibito, ma non è un grande scontro, ne abbiamo avuti di più duri.   Presto i due gruppi si dividono, loro riprendono la strada ma svoltano fuori dalla nostra zona.  Noi andiamo in pizzeria.  Tutto normale per me,  capita ogni tanto, non ci faccio caso, vita di tutti i giorni qui a Milano nella fine degli anni 70.

Poi esce un film, lo vado a vedere al cinema, qualche anno dopo.  Ed il film mi svela misteri di quegli anni, nel quali non capivo le dinamiche ma le vivevo, non capivo alcune cose ma mi trovavo a farle.  Non c'erano colori, ne divise speciali per i membri dei gruppi di quartiere, non c'erano raduni o armi, qualche coltello si, ma era normale, spesso erano svizzeri che servivano a mille cose.  Niente facce colorate. niente mazze da baseball. ma le stesse dinamiche che ritrovo in quel film "I guerrieri della notte"  , Milano non era poi cosi diversa da New York .

Strane le notti di quei fine anni 70.  ma ce ne sono altre.  Altre stranezze.   
9829781
....Fine anni 70, i ricordi di Milano di quel periodo strano, nulla è normale nella città, ma per me che comincio a viverla adesso, Milano è questa, questa è quella che conosco in quel momento.  A me non sembra strana allora,  la coscienza di aver vissuto un periodo unico arriverà solo...
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27/08/2008 11:24:59
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Commenti

  1. luci46 27 agosto 2008 ore 20:12
    ricordo i fatti di cronaca di quegli anni...non altro...ma non vivevo a milano, ma sulla rivera ligure come oggi....certo le cose sono cambiate...la rivoluzione del 68 ha cambiato tante cose.....ma purtroppo hai centrato quando dici dal sociale al personale..oggi ciascuno pensa solo al proprio benessere
  2. meteta 27 agosto 2008 ore 21:15

    Porto con me qs post.

    ;-)

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