Meglio di una seduta terapeutica...post lungo,ma valelapena!

10 marzo 2017 ore 12:54 segnala
Sana invidia.
La strada umida e buia, il passo frettoloso di mio marito che mi tirava per accelerare il ritorno a casa, la mia mente persa dietro una carrellata di immagini che riproponevano l'incontro avuto pochi minuti prima.
Ero tornata improvvisamente a dieci anni prima.
Senza neanche accorgermi ero dentro l'ascensore, pigiai il tasto ed ero di fronte alla porta di casa,mio marito mi seguiva, ma io non lo vedevo neanche, la cena era pronta e lui come tutte le sere, affamato e frenetico apparecchiava rumorosamente, questa volta non dissi nulla del fastidio che mi procurava quel rito, scaldai il pasto e notai che lui era infastidito dal fatto che quell'appuntamento fuori programma avuto poco prima, gli aveva fatto saltare il TG della sera, come sempre finsi di non accorgermi dei suoi malumori, avrei solamente dato modo e voce ai suoi pensieri di infastidirmi ulteriormente.
Fu una cena silenziosa,almeno all'apparenza, dentro di me i pensieri erano rumorosi e confusi, una specie di lotta tra il bene e il male,lui mangiava di gusto e fece anche il bis, io spiluccai appena, rassettai tutto e cercai di non infrangere la regola di guardare insieme sul divano la TV, ero stanca e non vedevo l'ora di sfilarmi gli abiti di quella strana giornata, cercai di resistere,ma ad un certo punto le gambe andarono avanti da sole, mi ritrovai a letto come qualche ora prima era successo in ascensore, questa volta lui era rimasto a guardare la TV e non mi aveva seguito.
Finalmente sepolta sotto le coperte e sicura che nessuno avrebbe potuto sentirmi,cominciai a parlare da sola abbracciata al cuscino morbido che mi accoglieva confortandomi il viso:
- Come è possibile che una come me non riesce a trovare la parola giusta? Perchè quell'incontro mi aveva turbata al punto da farmi riesumare scheletri che pensavo aver rimosso?
E così cominciai a ricordare......
Rosanna,
Stessa scuola,stessa compagnia, vestiva sempre con gonne lunghe che rendevano la sua figura informe e leggermente goffa, insomma una ragazza quasi anonima, senza infamia e senza lode.
Passano gli anni, e ci incontriamo un giorno, per caso, baci e abbracci, ripercorriamo il tempo passato, aggiornando poi il presente, mi racconta che anche lei come me è una mamma a tutto tondo,non lavorava perchè preferiva dedicarsi alla famiglia, e che in tutto questo era riuscita a ritagliarsi degli spazi suoi frequentando una palestra dove aveva scoperto un tipo di disciplina che la aiutava a scaricare lo stress restando in forma ....
La cosa mi incuriosì a tal punto che le chiesi di questa disciplina e se magari, visto che anche la mia vita scivolava via come la sua,avremmo potuto condividere insieme questa esperienza.
Quello stesso pomeriggio mi chiama al telefono e mi dice che mi sarebbe passata a prendere e insieme saremmo andate in questa famigerata palestra.
Questa nuova Rosanna mi piaceva molto, nulla a che vedere con la ragazzina goffa e complessata che io ricordavo, mi accorgevo di avere di fronte a me una donna libera e sicura di se..
C'era , però, una cosa che mi lasciava stupita: durante tutto il tragitto per raggiungere la palestra non faceva altro che elencare tutte le cose che sapeva fare,tutti i posti dove andava il sabato e la domenica,tutte le conoscenze che diceva di avere,tutti i pettegolezzi che sapeva a proposito di conoscenze comuni.
Se all'inizio la novità era anche piacevole,dopo un po di mesi diventò quasi una tortura condividere quel tragitto,anche se scoprii che quel tipo di attività sportiva mi faceva davvero bene,molto meno le sue chiacchiere, arrivammo ad un punto che lei parlava e io non l'ascoltavo più.....credo che lei se ne accorse!!
Forse per questo motivo, da un giorno all'altro i nostri rapporti terminarono, l'anno successivo cambiò turno,senza dirmelo,io cambiai amicizie e giorni di palestra...e così quando ci incontravamo quasi mi evitava,ma io la salutavo con un largo sorriso cercando il suo sguardo anche se lei faceva finta di non vedermi.
In quegli anni mi sono chiesta più volte perchè da un incontro così entusiasmante scaturì questa indifferenza? E cosa ci provocava tanto fastidio quando ci incrociavamo?
Con il tempo cercai di trovare la causa di tutto ciò pensando che forse a me infastidivano i suoi racconti, perchè, in fondo in fondo un po la invidiavo, ma a lei,cosa infastidiva di me al punto di allontanarsi? Forse si accorse che quando si raccontava io non le mostravo interesse? Le dava fastidio che a me non me ne potesse fregar di meno se aveva preparato una cena squisita,o era andata nel locale di moda con persone che contavano e aveva speso un capitale per una cena a base di pesce,oppure aveva frequentato un corso di pittura ed era risultata la migliore,oppure aveva trascorso un fine settimana in toscana?
Diciamo che ero contenta per lei, ma a volerla dire tutta,non mi piaceva come sciorinava tutte quelle qualità,quasi a voler dire: non sono più la sfigata di un tempo; adesso ho un marito che conta sono ricca e me ne frego di tutti gli sfigati!!
Ero sicuramente felice delle sue evoluzioni,ma alla lunga mi stancava ascoltarla; mi infastidiva il senso di leggerezza con cui faceva tutto,la libertà e la spensieratezza con cui si raccontava ,insomma,sembrava tutto facile.
Io invece lottavo tutti giorni con un marito tre figli genitori anziani,e quello che riuscivo a conquistarmi lo facevo con fatica..lei invece faceva tutto con una facilità incredibile.
Ecco!!! questa era la chiave della mia antipatia nei suoi confronti,la invidiavo,in positivo,perchè la sentivo più felice di me!
Eppure nel mio piccolo non mi mancavano queste cose, ero stata educata ad essere umile,a non esibire nulla, essere più che avere....eppure lei mi allontanò!
Per molti anni ho avuto verso di lei un po di risentimento misto a rancore, poi pian piano il tempo ha affievolito tutto ma ieri sera....ecco rispuntare il suo fantasma sotto le spoglie di suo marito....
Avevamo bisogno di lui per concludere un progetto dovevamo presentare un documento e ci eravamo ritrovati nel suo studio, contentissimo di rivedere me e mio marito ci ricevette al termine della serata, sottolineando il fatto che così avremmo potuto discorrere meglio....sbrigammo gli affari di carattere pratico, e bastò un piccolo aggancio per farlo andare in modalità "adessoparloioevoiascoltate"
Da quel momento partì l'autocelebrazione di lui della sua famiglia delle sue figlie e di tutti i sogni che aveva fatto si si avverassero per la sua dolce mogliettina!
Che dire.....invidiosa?
no, e credetemi, oggi ho trovato la parola, SANA INVIDIA!
BEATI LORO!
E CHE IL SIGNORE LI BENEDICA!
SOLO COSI' L'AMORE GENERA AMORE E UN GIORNO VERRA' ANCHE PER NOI!
:hop ECCO L'HO SCRITTOOOOOOOOO!


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Sana invidia. La strada umida e buia, il passo frettoloso di mio marito che mi tirava per accelerare il ritorno a casa, la mia mente persa dietro una carrellata di immagini che riproponevano l'incontro avuto pochi minuti prima. Ero tornata improvvisamente a dieci anni prima. Senza neanche...
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10/03/2017 12:54:23
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Commenti

  1. leggendolamano 11 marzo 2017 ore 00:27
    LA morale mi lascia perplesso.
    io non proverei invidia per gli autocelebranti perchè solitamente mostrano di "avere" solo perchè in cuor loro sentono di non "possedere" altro se non il simulacro di se stessi
  2. mynikforever 11 marzo 2017 ore 09:57
    è una morale ironica... e consolante per me, a loro lascio lo specchio del bagno quando al mattino si guardano e incrociando lo sguardo dell'anima,fanno i conti con la loro coscienza.
    Io tutto sommato e meno male ho un altra vita, e viva Dio!
  3. leggendolamano 11 marzo 2017 ore 10:03
    sorrido, ho letto anche i post preceente e devo dire che nei hai due di talloni di achille : parli veloce.....e scrivi altrettanto prolissamente..... :-))) :-)))
  4. mynikforever 11 marzo 2017 ore 10:06
    giusto...infatti tutti mi dicono che parlo tanto e a volte si stufano di sentirmi, quale modo migliore per esprimermi in un blog?
    se ci fai caso ho risposto ad un tuo commento prima di questo e nella furia di scrivere...è venuta fuori una cosa orrenda, ma spero che abbia reso il senso

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