Dodicesima Puntata:La mia vita tra gli scatoloni.

24 novembre 2015 ore 11:21 segnala
Dodicesima puntata: La mia vita tra gli scatoloni.

Premessa. Ho scritto qualche post fa sulla bacheca la mia situazione a casa. Quel piccolo ecosistema di lamentele e foto wazzappa con accuse reciproche si è rotto, si è logorato troppo, è morto.
Ora la conclusione è, devo lasciare la casa. Come in un grande fratello imposto sono andata al ballottaggio e ho perso. Non entro nei particolari di quella serata a discutere inutilmente con il padrone di casa, ma la conclusione a tutto è, devo lasciare la casa.

La mia vita tra gli scatoloni si apre con questa premessa. Non ho ancora trovato un nuovo affitto, uno che mi permetta di sopravvivere come fa questo. La situazione ancora non mi è chiara e mi sto limitando a fare degli scatoloni. Sono piccoli e vuoti, ho messo via solo dei dvd e dei libri. Quattro anni di vita qui dentro e non so nemmeno dove andrò a finire se avrò tutto lo spazio che vorrei per mettere di nuovo fuori tutte le mie cose. Chiunque abbia visto la mia stanza infondo ha visto la mia vita. Incasinata e stracolma ma piena di vita e voglia di riempire anche il più piccolo vuoto, il più piccolo spazio. Quanta polvere ci sia tra una cosa e l'altra lo sto scoprendo adesso.
Non la pulirò.
Ogni cosa ha un suo senso, una sua logica, un suo momento, persino, brutto da ritoccare e chiudere in uno scatolone. Ma in questo momento questa è la mia vita, la sto chiudendo in delle scatole.
La ricerca di un nuovo alloggio mi sta avvilendo, non perché vi sono tanti annunci ingannevoli, esempio quello di un monolocale in una zona di mio interesse con dicitura “privato” che poi tramite le varie chiamate ho scoperto essere invece in mano a un agenzia che ne voleva trecento euro, solo per passarmi il contatto del padrone di casa, in quanto le trattative bisognava farle direttamente con il proprietario, ma anche perchè molte stanze singole sono davvero esose, secondo me, per i prezzi, quasi cinquecento euro per un posto letto, assurdo, per vivere con altre persone poi. Ed è anche quello che mi avvilisce, andare di nuovo a condividere la mia bellissima esistenza con qualcun altro. Quando io in questo momento vorrei starmene da sola e per i fatti miei.
Condividere un monolocale o un bilocale non so se per me sarebbe il caso, ho dei grossi problemi, ora, a vedermi con qualcuno. A viverci assieme.
Sto guardando gli annunci e sto telefonando. Guardando gli scatoloni e scappando al pc, facendo finta che non ci siano, che non mi bramino, che non esistano.
E poi ci sono loro, le mie cose, che per ordine di importanza non saprei inscatolare, mi hanno detto di raggruppare le cose “inutili” che “non utilizzo” per primi nelle scatole, ma io penso e contemplo, nulla è inutile qui dentro. Come farò con tutti i miei oggetti? Ricordi? Monili? Che ci posso fare se da una parte sono entusiasta e dall'altra ho una nostalgia che mi blocca le mani?
Se ve lo chiedete, no non è reversibile questa decisione, le conseguenze sarebbero peggiori.
Ed ora sto scrivendo qui, perdendo ulteriore tempo, prendendomi del tempo.
L'altra fantasmagorica notizia è che nel punto vendita dove lavoro, Gennaio sarà il mese della verità.
Ho lavorato senza risparmiarmi. Ho lavorato senza prendermi un giorno nemmeno per un malanno. Ho lavorato senza prendermi nemmeno un giorno di ferie, da qui a sei mesi. Ne sono felice e soddisfatta, gli altri vanno in ferie io lavoro, preferisco così, ma da Gennaio sarà sicuramente finita.
Perché dico così? Perché non siamo rinnovabili in quanto il nostro contratto è a termine e l'azienda non fornisce altre tipologie di contratto e quindi probabilmente da Gennaio sarò di nuovo in cerca.
Insomma potrete capire che questa vita ricomincia da uno scatolone, si, se ve lo state chiedendo, sono una ragazza in gamba. Lo sono diventata e lo sono ancora. Sono solo un po' stanca, spero di non dover riprendere l'ennesimo scatolone, spero solo di non doverlo riempire nuovamente per colpa delle mie scarse possibilità lavorative, perchè diciamolo, io lavoro così tanto perchè lo reputo un privilegio, non più un diritto. Perchè ora come ora ci devo provare...
Torno ai miei scatoloni. Voi cosa mi dite? I vostri grossi cambiamenti?
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Dodicesima puntata: La mia vita tra gli scatoloni. Premessa. Ho scritto qualche post fa sulla bacheca la mia situazione a casa. Quel piccolo ecosistema di lamentele e foto wazzappa con accuse reciproche si è rotto, si è logorato troppo, è morto. Ora la conclusione è, devo lasciare la casa. Come in...
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24/11/2015 11:21:01
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Commenti

  1. VoceControVento 24 novembre 2015 ore 12:30
    Purtroppo con una situazione lavorativa precaria, spesso è difficile avere grossi cambiamenti, e capisco benissimo il darsi da fare per un lavoro che poi ti lascia con un pungo di mosche in mano... e più passano gli anni e più sei stanco... Forse questi due "tagli" ti permetteranno, anche se al momento non vedi soluzioni, di fare un bel salto di qualità
  2. MicioFelino 16 gennaio 2016 ore 21:32
    Dai che chiusa una porta si apre un portone, "non è mai così" però illudiamoci dai...!! ;-)
  3. Naoko 17 gennaio 2016 ore 12:38
    La porta quando si apre si richiude ma avvolte non abbiamo più la chiave...
  4. finalmenteriammesso 25 agosto 2018 ore 14:10
    Leggo a distanza di anni questo messaggio pieno di tristezza e mi domando, avrai trovato ciò che cercavi? Avrai svuotato gli scatoloni? Possibile nessuno ti abbia aiutato? Tutta questa gente che legge e vota dov'era quando ne avevi bisogno?

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