IL FALO' DELLA FRAGILITA'

15 febbraio 2016 ore 13:24 segnala
E così è arrivato anche il tuo compleanno papà. Un bel traguardo 80 anni.
Stamani sono venuta a trovarti, tu eri già seduto in poltrona a gustarti in tv il tuo sport preferito, quello che hai praticato fino a 3 anni fa....lo sci.
Mentre ne parlavi con orgoglio l'altro giorno, sdraiato sul tuo letto di ospedale, le lacrime per un attimo hanno offuscato il tuo sguardo.
Senti che le forze ogni giorno ti vengono a mancare, ma il tuo spirito fatica a rassegnarsi all'inevitabile avanzare dell'età.
Tanti anni sono trascorsi dalla morte della mamma, eri ancora giovane e ti saresti potuto rifare una vita, ma hai preferito dare precedenza all'egoismo di tuo figlio, che ti ha sempre ricattato moralmente sul rifarti una famiglia e tu, anche se sei un guerriero, piuttosto che perderlo, hai rinunciato alla tua felicità.
Che vita dura la tua, perdesti la tua mamma già a 2 anni, ultimo della famiglia fosti mandato a “balia”, per poi all'età di 6 anni esser strappato dalle amorevoli braccia di una perfetta estranea, che ti ha sempre amato fino all'ultimo giorno della sua vita come se fossi suo figlio.
Poi la guerra, la fame, il lavoro duro prima dei campi e poi in fabbrica, la tua famiglia decimata dalle varie morti....quanti dolori hai dovuto affrontare solo, sempre solo.
Poi l'incontro della tua vita con la mamma. Eri un po' scavezzacollo e la misero in guardia su di te, ma lei imperterrita ti ha amato incondizionatamente sino alla fine, mentre progettavate una vecchiaia serena e soddisfacente. Ma, ahimè, così è la vita: con te è stata sin troppo avara, parca nel donarti la gioia che meriti per essere quello che sei, il nostro modello.
Sì papà...tu sei e sei sempre stato e lo sarai sempre il mio modello, il mio eroe senza macchia e senza paura, il mio punto di riferimento, la mia stella della sera che mi indica il cammino,questo sei per me.
Vedere che ora sei tu che ti affidi nelle mie mani, che chiedi consiglio, che mi aspetti come un uccellino implume, timoroso anche di lasciare il nido, mi fa uno strano effetto. Non mi sento ancora pronta per questo ruolo. Sento di aver ancora bisogno di te, di esser “matura” fuori, ma dentro ancora la “tua bambina”, ho paura di perderti papà, non voglio che avvenga.
L'altro giorno hanno scoperto che sei ammalato, sarà una malattia progressiva, spero lenta, che ti toglierà poco a poco la capacità di parlare, che limiterà il tuo incedere, tu ancora non lo sai, non ho avuto il coraggio di dirtelo, non voglio darti questa notizia prima di aver l'esito di un esame che ci darà la sentenza definitiva. Quando tutto questo avverrà, io sarò lì a sostenerti per non farti cadere, verrai a stare qui da me, come sempre ci faremo grandi chiacchierate tu a modo tuo ed io a modo mio. Questa volta non sarai solo, avrai sempre la tua bambina al tuo fianco, stanne certo. E se qualche volta sarò inesperta, perdonami sin da ora, imparerò a prendermi cura di te come tu hai imparato a prenderti cura dei tuoi figli.
Ti voglio bene papà, auguri di cuore.



Laura
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E così è arrivato anche il tuo compleanno papà. Un bel traguardo 80 anni. Stamani sono venuta a trovarti, tu eri già seduto in poltrona a gustarti in tv il tuo sport preferito, quello che hai praticato fino a 3 anni fa....lo sci. Mentre ne parlavi con orgoglio l'altro giorno, sdraiato sul tuo letto...
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lauree...

15 gennaio 2016 ore 11:57 segnala
che cos'è la BIOTECNOLOGIA?

La parola “biotecnologia” si riferisce all'integrazione delle scienze naturali, di organismi, cellule, loro parti o analoghi molecolari, nei processi industriali per la produzione di beni e servizi (definizione del European Federation of Biotechnology, EFB).Sostanzialmente la biotecnologia consiste nella decifrazione e nell'utilizzo pratico delle conoscenze biologiche.



Già nell’antichità possiamo trovare alcune forme di biotecnologia, utili ad ottimizzare il ruolo dei microrganismi. Basta pensare all’uso dei batteri lattici e lieviti per ottenere la lievitazione del pane, al caglio per produrre il formaggio o ai processi fermentativi di birra e vino.

Ci sono due scuole di pensiero su cosa sia la biotecnologia. Entrambi usano gli organismi per aiutare l’uomo. La biotecnologia moderna maneggia i geni degli organismi e li inserisce in altri organismi per acquistare la caratteristica voluta, la biotecnologia tradizionale usa invece i processi degli organismi, come per esempio la fermentazione.

Le seguenti tecnologie permettono l’utilizzo delle conoscenze biologiche:
• codificazione del DNA: genomica, farmacogenetica, test genetici, amplificazione, sintesi e sequenziazione del DNA, ingegneria genetica.
• Sintesi e sequenziazione di proteine e peptidi(i blocchi funzionali), glyco-engineering, proteomica, ormoni e fattori della crescita, recettori delle cellule, comunicazione delle cellule e feromoni.
• Ingegneria delle cellule e dei tessuti: cultura delle cellule e dei tessuti, ingegneria dei tessuti, ibridazione, fusione cellulare, vaccini e immunostimulatori, manipolazione embrionale.
• Biotecnologie di processo: bioreattori, fermentazione, processi biotecnologici produttivi, estrazione metalli con batteri, biocatalizzatori nella fabbricazione della carta, biodesulfurazione, decontaminazione del suolo e biofiltrazione.
• Terapia genetica e vettori virali.

Yemen, sposa a 8 anni: muore dopo la prima notte di nozze

15 gennaio 2016 ore 11:53 segnala
Rawan aveva solo otto anni. È stata data in sposa, anzi venduta per duemila euro, a un uomo di quaranta.Ed è morta per emorragia interna dopo la prima notte di nozze. La cronaca, senza aggettivi, basta a raccontare l’orrore di una violenza che si fa fatica anche a immaginare. Sebbene le autorità locali di Hardh, area tribale dello Yemen dove viveva la piccola, continuino a negare il brutale omicidio, il giornalista freelance Mohammed Radman, che ha rivelato e denunciato, conferma la veridicità dei fatti. E non è certo l'unico. A confermare l'accaduto ci sono anche il Centro yemenita per i diritti umani, l’Unicef e le decine di siti, a partire dal Daily Mail, dove la storia continua a rimbalzare.

Poco si sa della sposa bambina. E poco del marito assassino di origine saudita che non sarebbe neppure stato arrestato. Sembra invece che Rawan sia stata venduta dal patrigno - il padre naturale è deceduto - per 100 mila rial, poco più di duemila euro e che sia morta nella stanza di un albergo. Il comandante della stazione di polizia della provincia di Hardh si allinea agli standard locali dove non è mai passata una legge che vieti il matrimonio alle bambine che hanno meno di 17 anni. Alla fine degli anni Novanta lo Yemen abrogò infatti il limite dei 15 anni, e ha dichiarato a Gulf News, giornale in inglese della regione del Golfo, che Rawan è viva, non ha subito violenze e non si è neppure sposata. Ma non è difficile credere che la vicenda sia vera considerando che, secondo l’Unicef, il 14 per cento delle piccole yemenite si sposa prima di aver compiuto i 15 anni e il 52 per cento prima dei 18 anni. "Le conseguenze dei matrimoni infantili sono devastanti - denuncia Liesl Gerntholtz, di Human Rights Watch - e molte soffrono di problemi di salute cronica perchè hanno troppi figli e troppo presto".

Su twitter in centinaia gridano in inglese, in francese, in arabo, la propria rabbia davanti a una brutalità senza pari. L’unica possibilità, per le poche bambine che hanno la forza di opporsi, è scappare. Come ha fatto Nada al-Ahdal (nella foto), che in un video postato su YouTube nel luglio scorso, aveva raccontato di essere fuggita da casa e di aver denunciato la sua famiglia che la voleva costringere a un matrimonio prematuro. "Piuttosto che contrarre un matrimonio combinato morirei", diceva l'undicenne Nada, anche lei yemenita. E aggiungeva: "Molte bambine hanno deciso di gettarsi in mare e ora sono morte". Rawan non ha fatto in tempo neppure a fare questo.

sui fatti di Colonia

08 gennaio 2016 ore 03:12 segnala
Quello che è accaduto a Colonia è il segno dell'inadeguatezza delle forze di polizia e della politica che le amministra: i primi a finire in manette per le aggressioni alle donne tedesche sono ragazzi di una gang sulla quale da un anno e mezzo è aperto un fascicolo di indagine. E del resto anche i responsabili degli attentati in Francia dell'ultimo anno non erano degli immacolati cittadini sconosciuti agli inquirenti: erano tutti ben noti, segnalati e controllati. Quindi, perfavore, non venite a fare per l'ennesima volta a noi donne la paternale veteromaschilista dell'allunga l'orlo e gira a occhi bassi. Perché noi gli orli li accorciamo e allunghiamo un po' come ci pare e gli occhi li usiamo per guardarci intorno e scoprire il mondo. Perché non è riducendo le nostre libertà che vivremo più sicure a casa nostra. È educando al rispetto e punendo chi non ce lo porta che la nostra società potrà compiere un saltello oltre la fossa in cui pare essere di nuovo crollata. È educando gli uomini (chiunque essi siano, qualunque dio preghino, qualunque lingua parlino) che si salvano le donne. (Deborah Dirani)
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Quello che è accaduto a Colonia è il segno dell'inadeguatezza delle forze di polizia e della politica che le amministra: i primi a finire in manette per le aggressioni alle donne tedesche sono ragazzi di una gang sulla quale da un anno e mezzo è aperto un fascicolo di indagine. E del resto anche i...
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poesia di Kipling.....

31 dicembre 2015 ore 06:57 segnala
SE



Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio:



Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

e trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,

E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.



Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non fiatare una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”



Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,

E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,

E – quel che è più – sei un Uomo, figlio mio!

la leggenda della stella alpina

25 dicembre 2015 ore 07:27 segnala
Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio.
Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.
Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce.
Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e senza speranza scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo …
Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo!
Il gelo l’avrebbe certamente uccisa… Ma, la montagna corse ai ripari, grata per quella prova d’amicizia data col cuore. Avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci…
E quando l’alba spuntò, era nata la prima Stella Alpina…
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Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio. Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche. Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare...
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ERRI DE LUCA E la sua PREGHIERA LAICA AGLI EMIGRANTI

21 aprile 2015 ore 03:58 segnala
Mi è piaciuta moltissimo questa preghiera....la posto qui, nel mio diarietto....una chicca

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati

Mare nostro che non sei nei cieli
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire
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Mi è piaciuta moltissimo questa preghiera....la posto qui, nel mio diarietto....una chicca Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell'isola e del mondo sia benedetto il tuo sale e sia benedetto il tuo fondale accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue...
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21/04/2015 03:58:32
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AMORE E PSICHE

19 aprile 2015 ore 02:09 segnala
IL MITO DI AMORE E PSICHE

Un re aveva tre figlie, la più bella si chiamava Psiche, che significa "anima", di cui si innamorò Eros. Una notte, la prese e la portò in un magnifico palazzo incantato in mezzo a un bosco. Qui, i due giovani si amarono e, ogni notte, il dio andava a farle visita, partendo però prima che il sole sorgesse. Psiche non aveva mai visto il viso del suo amato sposo e non sapeva chi fosse; ma poiché egli la riempiva di attenzioni ed era premuroso con lei, la fanciulla capiva che lo sposo l'amava molto e di altro non si curava. Una volta, per sola curiosità femminile, chiese al suo sposo di poter vedere il suo viso, ma Eros le disse che ciò non era possibile e che se gli voleva bene e desidera essere una sposa felice, non doveva più domandargli ciò; doveva rinunciare a vederlo e a sapere chi fosse. Le fece giurare di obbedirgli, perché altrimenti non lo avrebbe più rivisto. Le sorelle di Psiche, invidiose, le misero in testa che se il giovane non voleva mostrarsi doveva essere sicuramente orribile. Psiche fu ossessionata da quel dubbio e ansiosa, una notte, mentre il suo sposo dormiva, si avvicinò al letto e fece luce con una lampada. Con grande stupore vide che il suo sposo era bellissimo. Incantata, fece cadere dalla lampada una goccia di olio caldo sul corpo di Eros che subito si svegliò. Il dio vide che la giovane non aveva mantenuto la promessa e dispiaciuto, la lasciò sola. Psiche si disperò per la perdita del suo amore, pianse e iniziò un lungo cammino intorno alla Terra in cerca del suo perduto amore. Un giorno, si ritrovò dinanzi il palazzo di Afrodite, che invidiosa per la sua bellezza e adirata per il dolore che la giovane aveva dato a suo figlio, la prese con sé come schiava, imponendole i lavori più umili e faticosi. Eros, che l'amava ancora, placò la madre e chiese il riconoscimento del matrimonio a Zeus e anche che la sua sposa divenisse, come lui, una divinità immortale. Il simbolo che si nasconde sotto questo bellissimo mito è semplice: un matrimonio o comunque un'unione, perché sia veramente felice, richiede che alla bellezza del corpo si unisca anche la bellezza dell'anima
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IL MITO DI AMORE E PSICHE Un re aveva tre figlie, la più bella si chiamava Psiche, che significa "anima", di cui si innamorò Eros. Una notte, la prese e la portò in un magnifico palazzo incantato in mezzo a un bosco. Qui, i due giovani si amarono e, ogni notte, il dio andava a farle visita,...
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