Heaven

28 settembre 2014 ore 21:16 segnala
Vuoi conoscere il mio nome
se ti vedessi in paradiso?
Sarebbe lo stesso
Se ti vedessi in paradiso?
Devo essere forte
e andare avanti.
Perchè lo so che non appartengo
qui in paradiso.
Vuoi tenere la mia mano
Se ti vedessi in paradiso?
Vuoi aiutarmi in piedi
Se ti vedessi in paradiso?
Troverò la mia strada
attraverso notte e giorno.
Perche so che non riesco proprio a stare
qui in paradiso.
Il tempo può portare giù
Il tempo può piegare le ginocchia.
Il tempo può spezzarti il cuore
Avete chiedere l'elemosina per favore.
Supplica per favore ...
Oltre la porta
c'è pace, ne sono sicuro.
E so che non ci sarà più
Tears in heaven...(lacrime in paradiso).




(dedicato a Te, "piccolina"...)
Fra
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« video » Vuoi conoscere il mio nome se ti vedessi in paradiso? Sarebbe lo stesso Se ti vedessi in paradiso? Devo essere forte e andare avanti. Perchè lo so che non appartengo qui in paradiso. Vuoi tenere la mia mano Se ti vedessi in paradiso? Vuoi aiutarmi in piedi Se ti vedessi in paradiso? Trove...
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Tempo sospeso

20 giugno 2013 ore 08:49 segnala

Il pensiero corre ancora una volta a quell'immagine... Una vetrata, due mani che cercano di afferrarsi, uno che vede e ascolta, l'altra che percepisce qualcosa a cui non sa e non può dare una spiegazione... E' la rappresentazione del tempo sospeso, dove una barriera invisibile avvicina e divide, unisce il silenzio di chi vede e ascolta, a quello di chi può solo vagamente percepire. La piccola luce verde si accende dopo quasi diciotto giorni. Le mani si allungano, le palma vorrebbero sovrapporsi per poi sfiorare i contorni di un volto che non può vedere l'altro, e neppure riconoscerlo... Volere non è mai sinonimo di ottenere. Non si pensi a timori di sorta, né tanto meno a incertezze; semmai il contrario! E' la consapevolezza che nel tempo sospeso, anche i pensieri non hanno diritti; neppure quello di trasformarsi in un sogno. Questo TEMPO non nasce oggi, ma ha un suo passato, e può solo vivere nel presente. Dal passato può attingere molto; nel presente può rielaborare e costruire. Per molti è difficile capire la differenza tra possedere e condividere. Ecco, l'essenza è questa. Allungare le mani per afferrarle, o sfiorarle nella ricerca di una condivisione che le sovrapponga? Sono due gesti che non potranno mai essere né simili né tanto meno eguali. Allora, ogni volta che si accenderà quella piccola luce...nulla cambierà? Non è questa la domanda che fa la differenza... Il verde di una piccola luce che si accende, le barriere di vetro, le mani che si cercano, sono solo alcune delle tante sfumature che riempiono i nostri pensieri. Ma c'è anche una realtà personale, fatta di ritmi di vita ed altrettante esigenze, delle quali, anche il tempo sospeso, non può non tenerne di conto. Chi vive questo spazio può farlo solo con la consapevolezza dei rischi che corre. Nulla è garantito, l'incertezza è la regina incontrastata, il coraggio è la sola forza per continuare a sperare in QUALCOSA in cui si crede. Accettare di vivere questa dimensione significa andare alla ricerca di un equilibrio tra il sentimento e la ragione, tra l'istinto e la razionalità. SORRIDO... Dovrei cancellare queste ultime frasi! Chi sta dall'altra parte di una parete immaginaria, sia fatta di vetro o di "materiale chattesco", con la voglia di accarezzare un volto e disegnarne il contorno, ben difficilmente può trovare un compromesso tra ragione e sentimento. Meglio arrendersi ed essere sinceri; non credo proprio di avere la vocazione dell'angelo...
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« immagine » Il pensiero corre ancora una volta a quell'immagine... Una vetrata, due mani che cercano di afferrarsi, uno che vede e ascolta, l'altra che percepisce qualcosa a cui non sa e non può dare una spiegazione... E' la rappresentazione del tempo sospeso, dove una barriera invisibile avvicin...
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Sottovoce...

30 maggio 2013 ore 23:46 segnala
E' il momento di non far rumore, di contare più a lungo del solito prima di fare o prendere qualsiasi iniziativa. Ci vuole un niente per far saltare il banco, per passare dall'altra parte della barricata, dalla parte dei cattivi, degli indesiderati...
Non c'è situazione più brutta al mondo del ricco che diventa povero, di chi prima viene visto sotto una luce colorata e poi scompare nel buio. Inutile chiedersi il motivo. Altrettanto di chiedere. Tanto non ti verrà risposto. Qualche idea, neppure tanto vaga, si ha sempre... Ma esplicitarla non servirebbe. Allora... ha ragione chi ha scritto..."Non ti dannare l'anima per capire gli altri, chi vuol essere chiaro lo è"? In parte sì, ma dipende dal contesto, da cosa c'è in gioco, da quello che si prova, e dalla capacità di aiutare l'altra(persona) a comprendere meglio il momento che sta vivendo; anche se magari sta cedendo a qualche richiamo caratteriale... o ...agli stessi eventi della vita. Puoi solo fare questo. Sono fisiologicamente poco portato a usare "certi termini", ma diciamo che... dipende da quanto si tiene a qualcuno. E' difficile anche farsi capire, e far comprendere il vero significato di comportamenti che talvolta possono sembrare diversi da quelli che in realtà sono... Eppure è sconsigliabile anche restare in silenzio! ...E quindi? Bè, si può sempre parlare sottovoce, sussurrando, cercando di trasmettere qualcosa che sappia realmente di buono, e di vero... Qualcosa che riporti alla mente quei momenti che, da soli, valgono la pena di spendere qualche istante in più, prima di voltare una pagina di cui non sempre siamo riusciti a cogliere fino in fondo l'essenza e il vero significato...





E tutto intorno sembra aver trovato un senso
che ti invade e mi assale,
La paura di sfiorarti nelle mani incontra il mio
sudore,
Io non posso fare altro che ammirare,
come un uomo aspetta passi il temporale purchè
torni il sole.


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« video » E' il momento di non far rumore, di contare più a lungo del solito prima di fare o prendere qualsiasi iniziativa. Ci vuole un niente per far saltare il banco, per passare dall'altra parte della barricata, dalla parte dei cattivi, degli indesiderati... Non c'è situazione più brutta al mond...
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Tra pensiero e realtà...

03 febbraio 2013 ore 00:28 segnala
I pensieri volano...Troppe volte si rincorrono dietro la spinta di sensazioni e convinzioni che si impadroniscono di noi stessi. Inutile tentare di giustificarsi, la dinamica Marzulliana, del tipo fatti una domanda e datti una risposta, non porterà mai a nessun risultato.
Chi fa le domande non può darsi le risposte(e chi se ne fa troppe rischia di affogare in un bicchiere d'acqua...) ...Soprattutto perché non potrà mai darsi risposte neutrali, vere, e imparziali. I luoghi comuni, così come i pregiudizi, esistono ed esisteranno sempre... Pensare di fermarli con il "pensiero preventivo" è cosa surreale. A che serve crearsi alibi se non per continuare a vivere di pensieri onirici? L'unica risposta attendibile(ai nostri desideri, alle nostre aspirazioni..) ....è vivere la vita secondo quello che sentiamo dentro.



(Piess): (Azz... mai stato così breve! ...che stia per diventare "grande"? :occhioni )
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« video » I pensieri volano...Troppe volte si rincorrono dietro la spinta di sensazioni e convinzioni che si impadroniscono di noi stessi. Inutile tentare di giustificarsi, la dinamica Marzulliana, del tipo fatti una domanda e datti una risposta, non porterà mai a nessun risultato. Chi fa le doman...
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I' ve a Dream...

11 gennaio 2013 ore 12:17 segnala
La razionalità, che bella parola! Se seguissimo alla lettera ciò che la ragione ci dice probabilmente non faremo un passo. E' altrettanto vero che non si può estremizzare tutto, e la ricerca di un punto di mezzo ci vuole (ci vorrebbe..) sempre. Ahimé, si entra in un campo minato! Ragione, razionalità, buonsenso, istinto, percezione e sogno: ingredienti che potrebbero riassumere molte storie di vita... Provate a immaginare quante cose sono state fatte in nome della ragione, quanti richiami verso il buonsenso, quante critiche all'istintività. In un mondo ormai in balia di se stesso, privo di regole, o quanto meno dove le regole vengono applicate ad uso e consumo di pochi, torna prepotente la voglia di sognare. Strano, vero..?! Proprio in un momento dove le parole d'ordine sono recessione e austerità, limiti e restrizioni? La risposta è assolutamente affermativa. Non voglio addentrarmi in discorsi difficili, non ne ho proprio la voglia, anzi...Semmai il tono dell'umore mi suggerisce di alleggerire la zavorra e ritornare a quanto di più semplice si possa pensare. Il sogno...chi era costui? Sicuramente è la cosa meno "punibile" che esista... Tanto incoraggiato e sostenuto da costruirci sopra famosi quanto celebri films. Poco importa se la protagonista è una giovane prostituta che mastica una gomma in un modo talmente rozzo che se fosse la ragazzina della porta accanto sarebbe da prendere a sberle, ed altrettanto se incontra per caso un magnate dell'industria che la trasforma da Cenerentola in Principessa! Quando il sogno diventa realtà, non si parla più di piaga della prostituzione ma di favola degli anni duemila... Ecco che "Pretty women" appare come una "fata" agli occhi di tutti... (e cazzarola, chi non avrebbe voluto essere nei panni di questi personaggi??) ...Che dire poi del sogno di stato? Si, si...parlo proprio dei milioni di cittadini che rimpinguano ogni santissimo giorno le casse di uno stato sull'orlo di una crisi di nervi (ed altro!) come il Nostro, giocando fior di soldi nelle centinaia di lotterie della galassia delle ricevitorie nostrane. Il miraggio della difficoltà quotidiana che sfuma portando agio e ricchezza, sia pur deplorevolmente strumentalizzata dall'industria statale, continua a regalare sogni e speranze, anche se mai si avvereranno! Ma non scandalizziamoci più di tanto...persino uno tra gli uomini più potenti del mondo sta portando avanti il suo lavoro forgiandolo sull'altrettanto celebre e conosciuto "I'VE A DREAM"... Tralasciamo l'approfondimento di altri tipi di "sogno", che hanno ben altra triste e dannosa valenza... La proiezione dei desideri resta fortunatamente tra i meccanismi più gettonati del nostro modo di pensare. L'accortezza nei riguardi delle istruzioni per l'uso è d'obbligo, ma puntare l'indice su quello che spesso si rivela come "l'incentivo principe" per smussare il grigiore dei tanti momenti nebulosi, sarebbe davvero fuori luogo. E questo tanto vituperato mondo virtuale? Non è forse, e spesso, la proiezione di qualcosa che vorremmo? Lasciamo in sospeso l'argomento...ci sarebbe troppo da parlare. Nessuno però si sbagli, o tanto meno capisca male, sono tra quelli che benedice l'esistenza del sogno come incentivo a vivere la vita con un sorriso sulle labbra anche quando non sarebbe il caso... Ha ragione il "Professore"..."niente è più realtà del sogno"!




Lay a whisper on my pillow,
leave the winter on the ground.
I wake up lonely,
there's air of silence in the bedroom
and all around
Touch me now, I close my eyes and dream away.
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« video » La razionalità, che bella parola! Se seguissimo alla lettera ciò che la ragione ci dice probabilmente non faremo un passo. E' altrettanto vero che non si può estremizzare tutto, e la ricerca di un punto di mezzo ci vuole (ci vorrebbe..) sempre. Ahimé, si entra in un campo minato! Ragione,...
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Senza parole...

01 novembre 2012 ore 13:53 segnala
, riesce a descrivere e trasmettere qualcosa che nessuno sarebbe mai in grado di fare con parole diverse.
E' doveroso dunque riportare fedelmente e integralmente il suo contenuto, lasciando ovviamente che sia la stessa a... "parlare".



"Sapendo di dover essere macellato, un toro a Hong Kong ha fatto quello che la gente fatica a credere o addirittura è scettica .. ha mostrato le sue emozioni.
Gli operai lo hanno condotto nella stanza dove avrebbero dovuto macellarlo e stavano per procedere. Quando hanno chiuso la porta, il toro si è guardato indietro poi ha abbassato la testa. Il toro era in lacrime.
Come poteva sapere che lo avrebbero macellato prima di entrare?
Mr. Shiu, il macellaio ricorda "quando ho visto quello che chiamano uno 'stupido' animale piangere e ho visto i suoi occhi tristi e impauriti ho iniziato a tremare. Ho chiamato gli altri. Anche loro sono rimasti sorpresi. Abbiamo cercato di tirarlo indietro ma non voleva muoversi e continuava a piangere."
Billy Fong, proprietario della ditta, disse "La gente pensa che gli animali non piangano come gli umani. Comunque, il toro piangeva realmente come un bambino." Nello stesso momento, più di 10 uomini che avevano assistito alla scena erano rimasti impressionati. Quelli che avrebbero dovuto macellarlo stavano piangendo anche loro.
Altri operai vennero a vedere la scena e rimasero scioccati. Tre di loro dissero che non avrebbero più dimenticato questo toro che piangeva anche quando avessero macellato un altro animale.
Si resero conto tutti che non era più possibile uccidere quell'animale.
Il problema era: cosa ne avrebbero fatto?
Alla fine decisero di comprare il toro e di mandarlo in un tempio dove i monaci avrebbero potuto prendersi cura di lui per tutta la sua vita.
Quando ebbero preso la decisione, accadde un miracolo.
Un operaio disse "Quando abbiamo promesso che il toro non sarebbe stato ucciso, lui si è mosso e ha iniziato a seguirci."
Come aveva potuto capire le parole dette dalle persone?
Mr. Shiu disse "Crederci o no? Tutto ciò è reale anche se sembra incredibile".



Sono rimasto colpito, non ne faccio mistero... Al tempo stesso so bene quanto sia difficile affrontare l'argomento della nutrizione umana, soprattutto dopo essere stati abituati per una vita a scelte univoche, mai messe in discussione.
Si dovrebbe fare i conti con abitudini e modelli culturali che hanno origini secolari. Non so, almeno personalmente, se sarò capace di andare oltre la sola "partecipazione" dovuta alla lettura di questo articolo; mi sentirei un ipocrita se affermassi il contrario. Sono sicuro solo del fatto che rifletterò, ed anche a lungo...
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« immagine » Questa volta farò un'eccezione non postando qualcosa di "mio", di mia produzione. La storia che riporterò di seguito, e ripresa http://www.businessoggi.com/news-e-curiosita/le-emozioni-non-hanno-voce-anche-gli-animali-piangono, riesce a descrivere e trasmettere qualcosa che nessuno sar...
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Amici...MAI

22 giugno 2012 ore 11:41 segnala
Tre mesi, tre mesi di lontananza... Una scelta in assoluta libertà, per ritrovare il senso dello scrivere, o meglio, dello scrivere in questo spazio. Puoi resistere alla tentazione di abbassare la "saracinesca", in luoghi come questi, solo se riesci a rimanere te stesso; mantenenendo il giusto equilibrio tra libertà individuale e consuetudini, troppo spesso alterate al punto dall'esser lontane dal significato che dovrebbero invece avere. Chi vive con "la testa" nel mondo reale, non può che farlo anche quì, e viceversa!
Ahimè, ecco il motivo per il quale "fuori" attraversiamo tempi duri, e in questi luoghi cambia poco o niente. (..E DA UNA VITA!..). ..Non basta neppure dire che è "solo" una chat, come ho avuto modo di leggere... Così come non è sufficiente neppure dichiarsi intelligenti per evitare possibili ed eventuali "incidenti di percorso"; se abbiamo chiaro questo concetto forse capiremo che nessuno è esente da piccoli o grandi "deragliamenti". L'illusione che sia possibile dipingere con altri colori le difficoltà presenti nella quotidianità, fornisce l'input maggiore per la costruzione di pensieri onirici. Si assiste frequentemente alla caduta di barriere costruite sull'aridità di un mondo che si dimostra ogni giorno sempre più esigente e selettivo. Ma da chi è composto questo "famigerato" mondo?? Stiamo pur sempre parlando di Persone..! Probabilmente si è ampliata la forbice della difficoltà nel modo di relazionarsi tra generi opposti; mentre la solitudine ingrossa sempre di più il numero delle persone che vanno poi a cercare nel virtuale un luogo più sicuro, disinibente, al riparo dai "rischi" dell'insuccesso.
Come se non bastasse la De Filippi, anche quì la parola "AMICI" recita una parte di primo piano; ma ahimè non porta sempre con sé la genuinità del suo vero significato. Non sbagliatevi, non sto facendo il moralista o il perbenista; cerco solo di richiamare l'attenzione su qualcosa che, se male usato o interpretato, porta solo sofferenze e dispiaceri. Credo poco a chi "passeggia" per gli angoli di queste strade con la sola intenzione di passare un pò di tempo scherzando e ridendo... Vedo serpeggiare l'interesse e l'individualismo in troppe occasioni e altrettanti ambiti. Chi scrive è uno dei tanti che è passato da questi momenti di delusione, dove l'amicizia, usata nella sua accezione negativa, si è poi rivelata solo un ambiguo strumento di possesso. Dovremo quindi tornare a ripetere quel famoso detto di Bartali, "l'è tutto da rifare"? Non credo, almeno finché ci sarà qualcuno che ne parla e ne scrive..!
In una community è più che lecito cercare di sviluppare nuove conoscenze, di fare nuovi incontri, e non sono certo io a mostrarmi contrario; ma che almeno sia fatto con meno ambiguità, e forse, anche se può sembrare un termine improprio, con un pò di stile e rispetto. Intanto c'è chi abbassa ancora una volta la propria "saracinesca", forse addirittura definitivamente. ...Ecco che, le "crocette", si sostituiscono ai nick dietro ai quali, vale sempre la pena ricordarlo, c'erano pur sempre delle Persone, con il loro vissuto e la loro storia... Ma questo, almeno in certi luoghi, conta ben poco; ciò che interessa, ancora una volta, sono solo i numeri!!
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« video » Tre mesi, tre mesi di lontananza... Una scelta in assoluta libertà, per ritrovare il senso dello scrivere, o meglio, dello scrivere in questo spazio. Puoi resistere alla tentazione di abbassare la "saracinesca", in luoghi come questi, solo se riesci a rimanere te stesso; mantenenendo il g...
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...Per non perdersi mai...

02 marzo 2012 ore 15:35 segnala
Ho percorso sentieri nascosti, lontano da sguardi indiscreti, senza fare rumore. Davanti a me un paesaggio idilliaco, pieno di puffi e personaggi da favola, di cip, ciop e frasi un tempo bandite dal vocabolario dei "duri & puri".. (..della serie..."guai a pronunciarle di fronte a qualcuno"..). La notte concede più spazio al pensiero "marzulliano", e approfittarne per capire se la saudade può essere giustificata è il minimo che si possa fare.
Mi sono quindi seduto sul bordo del sentiero, a riflettere, ripensando a quante volte accade di scivolare nell'ingenuità. A prima vista sembra l'amarcord di qualcosa che fu', ma non è proprio così. Semmai è la presa di coscienza del fatto che siamo in presenza di un mondo dominato dall'egoismo e camuffato dal perbenismo. Quanti "paesaggi" come quello che ho avuto modo di "ammirare" esistono! ...Quante valli senza tempo, dove solo una musica ancestrale scandisce il ritmo... Sarei rimasto ad osservare per ore, non tanto per ammirarne la scorrevolezza edulcorata, quanto per capire se mi trovavo in un sogno o di fronte a qualcosa di reale. Bè, in parte ero di fronte a un sogno (..non da me costruito..) ed in parte alla nuda e cruda realtà, che è quella che più mi rappresenta. L'eterna diaspora sul cammino di due mondi che apparentemente viaggiano su due livelli diversi, continua. Resta il fatto che, quando qualcosa non corrisponde a quella realtà che avevi percepito e vissuto, diventa impossibile non avvertire una certa sofferenza. Un male del virtuale? No Signori, accade la stessa cosa fuori di qui. Quante volte si scopre dopo tempo che la persona che ci è stata vicino (..magari per anni..) in realtà non è come la si era pensata e vissuta?! Sgombriamo dunque la via dal dubbio, e ritorniamo sulla Terra. Gli strumenti a disposizione sono ovviamente diversi, ma finiscono (..sempre che uno non voglia rimanere sulla nuvoletta..) per incrociarsi e fornire comunque risposte attendibili. La dinamica del perseguimento di certi fini rimane da valutare; semmai cambia il modo e la forma, ma non la sostanza. Quel percorso immaginario non è stato dipinto a caso; non è la prima volta che mi addentro in quei sentieri per poi fermarmi a osservare ciò che accade. E' l'unica maniera per salvarsi da chi spesso vende qualcosa che non esiste, o lo dipinge con colori totalmente diversi da come sono in realtà. Parlo di rapporti umani, se non si fosse capito..! Siamo umani anche scrivendo, telefonandoci, incontrandoci, faxandoci e quant'altro. Lo siamo in misura minore quando ci nascondiamo nelle valli edulcorate, costruite su misura, dipinte con colori che più ci piacciono e che ci permettono di inviare messaggi fuorvianti che non corrispondono quasi mai al nostro reale modo di essere. Finisce così, che anche a distanza di tempo le idee rimangano confuse, annebbiate, al punto che non sempre risulta facile capire (..o forse lo sappiamo ma non lo vogliamo ammettere..) con che cavolo di "soggetto" abbiamo avuto a che fare... Capire il gioco e scoprirne i meccanismi, può aiutarci a superare certe fasi di impasse. Rimanere prigionieri del pregiudizio non serve a niente; per non dire che spesso si rischia di peggiorare una situazione che dovrebbe invece portarci distanti da qualcosa che trascina con sé solo ...delusione e amarezza.





Everything is everything
Everything is everything
But you're missing
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« video » Ho percorso sentieri nascosti, lontano da sguardi indiscreti, senza fare rumore. Davanti a me un paesaggio idilliaco, pieno di puffi e personaggi da favola, di cip, ciop e frasi un tempo bandite dal vocabolario dei "duri & puri".. (..della serie..."guai a pronunciarle di fronte a qualcuno...
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Aspettando un giorno di sole...

29 gennaio 2012 ore 14:14 segnala
Le piume che cadono... Già! Non ho mai dimenticato il rumore che certe volte fanno, anche se probabilmente stavolta sarò l'unico a sentirlo. Sono grida smorzate che solo in pochi riescono ad avvertire. Il tempo come sempre si dimostra avversario impietoso; cerca di sfumare i contorni, di limare le certezze rendendo arido il ricordo. Fa il suo mestiere, mettendo alla prova tutto ciò che una volta sembrava essere chiaro. Subentra l'incertezza, il dubbio e forse anche la rabbia per non aver percorso fino in fondo una strada sospesa per troppo tempo tra sogno e realtà... Si fatica ad accettare il fatto di essere umani, con limiti ben precisi. Parti di vita si staccano come pezzi di intonaco da un muro vecchio e stantio. A volte non ci accorgiamo neppure che con essi spariscono "oggetti" un tempo cari, rimossi con la speranza di preservarli dalle intemperie, messi al riparo in ambienti lontani da sguardi indiscreti. Sono "PIU CHE PAROLE", sono i fatti a parlare! Nessun rimpianto, non si tratta di amarcord ma di presa di coscienza del modo in cui le persone cambiano nel corso del tempo. Solo adesso comprendo le ragioni che troppe volte portano a maturare sfiducia verso il nuovo che si affaccia... Eppure non c'è futuro senza il passato; ma del passato occorre saper scegliere gli aspetti migliori, quelli più positivi. Non è facile ma è necessario, altrimenti si rischia di rimanere fermi, ancorati a immagini che riusciamo a vedere solo noi. E' come vedere un vecchio film muto degli anni che furono, finendo poi per leggere in quei volti, parole mai dette o forse solo sperate...




Sta piovendo ma non c'è
nemmeno una nuvola in cielo
dev'essere una lacrima quella
che scende dai tuoi occhi
tutto andrà bene
divertente, pensavo di aver sentito
una dolce brezza estiva
ma devi essere tu che sospiri profondamente
non ti preoccupare, troveremo un modo
(per risolvere la situazione)

sto aspettando,
sto aspettando un giorno di sole
per cacciare via le nuvole
aspettando un giorno di sole...


( B. Springsteen - Waitin' On A Sunny Day)
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« video » Le piume che cadono... Già! Non ho mai dimenticato il rumore che certe volte fanno, anche se probabilmente stavolta sarò l'unico a sentirlo. Sono grida smorzate che solo in pochi riescono ad avvertire. Il tempo come sempre si dimostra avversario impietoso; cerca di sfumare i contorni, di ...
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La pazienza di capire...

24 gennaio 2012 ore 19:01 segnala
Mi chiedo come sia possibile chiudere la porta e tuffarsi in questo mondo virtuale senza portarsi dietro i problemi della quotidianità. Eppure c'è chi lo fa... (..facendo, consapevolmente o meno, la figura del pirla..).
Ma non mi interessa più di tanto parlare di quello che possono fare gli altri, non serve poi a molto. Men che meno in questo momento. Ciò che mi interessa è non perdere di vista le mie ragioni, le mie motivazioni, le mie intenzioni. Per fortuna il tempo è come la notte, porta consiglio e stimola la saggezza; elementi indispensabili per capire quando è il momento di tacere, di essere egualmente presenti anche se non con la stessa frequenza di una volta. E' il filo sottile che lega ogni mio scritto, vestendolo di una certa continuità. Inutile girarci intorno, mi sono scoperto umano, vulnerabile, tanto da cadere vittima io stesso di quell'idealizzazione di cui tante volte ho parlato nei miei post. Non rinnego nulla del mio passato in questi luoghi. Ogni cosa aveva ed ha una ragione; ed è stato scritto e ampiamente spiegato, tanto che ripetermi non avrebbe senso. Il vero vincitore in questo contesto, è lo stesso SISTEMA, proprio come si intende nella vita reale. Detto questo ho detto tutto! (..E chi vuol capire, capisca pure..!). Alla luce di queste considerazioni è piu' che logico che uno possa perdere l'entusiasmo e la voglia di relazionarsi con gli altri. E' la sconfitta della Persona e l'affermazione del suo ruolo di "numero". Tempo sprecato quindi? Credo di no... Vero, non esistono regole universali, ma qualcosa in comune l'abbiamo tutti, ed è la possibilità di guardarsi dentro e di ripartire da noi stessi. Sia chiaro, non c'è nulla di filosofico o di fideistico; non si tratta di cercare responsabilità presunte, quanto semmai un tentativo di lavorare per far emergere quella parte interiore che apprezziamo in noi, e che spesso ci ha caratterizzato. Per incontrare i favori degli altri occorre per prima cosa avere autostima, piacersi, sapersi apprezzare. Talvolta si perde questa capacità proprio a causa di aspettative mancate, di delusioni o cose del genere. Sgombrare la confusione che talvolta si instaura dentro di noi non è certamente facile, ma è ancora più difficile aspettarsi che questa venga spazzata via da qualcosa di esterno. Come dire... forse che il mondo è confinato dentro di noi? Al contrario! Direi invece che potrebbe essere proprio il modo per ritrovare quegli aspetti positivi "dell'esterno" che per ovvie ragioni siamo portati a non avvertire più come prima. La difficoltà maggiore (..cosa detta e ridetta..) è quella di trovarci ghettizzati o volutamente nascosti dietro ad un monitor. L'abbattimento di questi ostacoli è secondo me, fondamentale.
Se vogliamo invertire una tendenza che vuole omologare la massa virtuale plasmandola a forma di numero, questo è l'unico mezzo possibile. La mia razionalità è dettata solo dalla volontà di tenere a distanza tutti coloro che giocano con i sentimenti, con le sensazioni, con i vissuti degli altri... L'ho fatto in passato e continuerò a farlo ogni qual volta si presenterà l'occasione. Ho scoperto anch'io momenti in cui la sola cosa che mi procurasse un effetto benefico era il silenzio; ma sono momenti in cui uno si deve chiedere quale possa essere il motivo, visto che non tutto è negativo e che la vita scorre anche qui dentro.
E pure con sensazioni e sentimenti veri...
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« video » Mi chiedo come sia possibile chiudere la porta e tuffarsi in questo mondo virtuale senza portarsi dietro i problemi della quotidianità. Eppure c'è chi lo fa... (..facendo, consapevolmente o meno, la figura del pirla..). Ma non mi interessa più di tanto parlare di quello che possono fare ...
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