Per te che sei sempre stato un cane

11 gennaio 2017 ore 19:26 segnala
Per due giorni appena uscivo fuori di casa mi veniva da piangere e dovevo tornare indietro. Eppure a casa stavo tranquilla, allora cos'era? ho capito stamattina.Mi sentivo come se facessi parte dell'indifferenza dell'esterno, fatto di immagini e suoni che in quel momento non ti appartengono. Estranea tra gli estranei, quelli che saluti tutti i giorni, che guardi tutti i giorni come il muro di cinta di un condominio o l'albero che sporge da un giardino. Mi sembrava che tornare a casa fose come tornare a coccolare il dolore, e accarezzandolo liberamente avevo l'impressione di accarezzare te. Quando un essere vivente entra in perfetta empatia con te per tanti anni riesci a cogliere qualsiasi sfumatura che ormai cataloghi in base ad un piccolo movimento, come la pupilla che si dilata o si sposta leggermente da un lato, decifri il suono della voce anche se questo si abbassa lievemente, decifri persino il silenzio dell'altro.
Poteva essere un compagno, una sorella, un'amica, invece era un cane. Ti rendi conto così di quanto sia semplice conoscere davvero qualcuno, volendo. Potrei dire cose che sanno tutti, quanto si può amare uncane che ti ama incondizionatamente ad esempio.
Ma invece mi manca tutto quello che hai rappresentato in questi dieci anni, quando ho scoperto la gioia di scrivere in un blog per la prima volta c'eri tu accanto a me ad esempio ,e ti sei mangiata il cavo eternet per tre volte . Mi svegliavo e scrivevo all'alba, con la musica a palla e il rosa della primavera s'infiltrava clandestinamente per illuminare un ragno sulla parete o le crepe del muro, dorando la polvere sospesa nell'aria. A volte volavamo al parco perchè a quell'ora non c'era nessuno e così la tua zoccolaggine cronica non mi avrebbe fatto vergognare davanti ai padroni divertititi nel veder scappare il loro maschio inseguito da una truzza arrapata. Quando è morta mia madre tu c'eri e c'eri anche quando ho trovato la piccola Ester che era tutto il tuo opposto, zitella convinta . Tu, con la mitezza di un bue le hai perdonato subito la gelosia che paradossalmente aveva lei nei tuoi confronti e non il contrario. C'eri quando un randagio si è presentato davanti al cancello e lo abbiamo accolto. Lui sembrava il Vagabondo, tu invece vaga- Lilly, ma molto, molto , vaga. Quando hai partorito lui stava dietro la finestra con gli occhi sbarrati . La prima volta che è andato via pensavi che non sarebbe più tornato e hai ululato tutta la notte dietro al cancello. Invece è tornato sempre una volta anche ubriaco (c'era stata la festa della birra al parco e figurati se con quella faccia non avrebbe mangiato scroccando alla gente e bevendo gli scoli delle bottiglie per terra). Ha continuato ad amarti quando sei diventata isterica dopo il parto e anche dopo averti sterilizzato. Stamattina ho trovato la sua traccia dove hai passato i tuoi ultimi istanti. E la sera che sei andata via dovevamo svegliarlo perchè piangeva nel sonno. Perchè lui ha capito benissimo, ho dovuto consolarlo mentre ti seppellivano in giardino , l' ho dovuto portare in disparte e tenerlo buono. Giurerei di aver visto lacrime nei suoi occhi, ma i cani non piangono come noi si sa.
Quando fifona com' eri ti paravi davanti a me per difendermi e ti usciva un misto tra una ringhiata ed un latrato.
E io c'ero quando i branchi di randagi ci attorniavano e fifona come sono li facevo scappare via urlandogli contro e tenendoti dietro di me. Quando siamo entrate in comune perchè una gatta incazzata ci inseguiva e con totale noncuranza passeggiavamo tra gli uffici sotto lo sguardo degli impiegati allibiti, ho anche chiesto un'informazione ad un impiegato che aveva avvertito i colleghi "c'è un grosso cane con una signora !".
C'eri quando mi sono innamorata e dovevamo abbracciarci di nascosto se non volevamo ritrovarci un bestione addosso con manie da hippie.
Ti voleva bene anche lui.
C'eri fino all'ultimo, quando ti sei alzata barcollando per venirmi incontro e poi ti sei accasciata.
Volevo scrivere qualcosa di diverso, ad esempio di come dev'essere tremendo perdere un bambino affidandolo alla sua solitudine di una folla di disperati che scappa da una guerra e vederlo allontanarsi mentre si gira piangendo, e ti chiedi se forse è meno doloroso vederlo morto piuttosto che non sapere che fine farà. Ed io sono una merda a sentirmi l'addolorata per la perdita di un cane che è morto senza soffrire, all'improvviso, di vecchiaia in fondo.
Ma poi la tastiera ha preso un'altra direzione e mi sono persa in lungaggini dettate dall'egoismo di chi ha la mania di scrivere per sentirsi meglio.
Da domani la smetto avvero ma ancora per oggi voglio sghignazzare pensando che sei morta lo stesso giono della dipartita di un filosofo importante di none BAU-man.
Sarà una coincidenza ? io non creto.
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Per due giorni appena uscivo fuori di casa mi veniva da piangere e dovevo tornare indietro. Eppure a casa stavo tranquilla, allora cos'era? ho capito stamattina.Mi sentivo come se facessi parte dell'indifferenza dell'esterno, fatto di immagini e suoni che in quel momento non ti appartengono....
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11/01/2017 19:26:18
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