LA BAMBINA E LA CROCE

08 ottobre 2011 ore 16:17 segnala
Passare dall’osservare ,seduta sul gradone di casa dell’amata

nonnina, le formiche che scavavano le loro gallerie tra fessure di cemento, con

la brezza mattuttina che le carezzava e solleticava il viso ,a quella stanza

umida e odorosa di gigli, appariva ,alla piccola, come un viaggio in un mondo
lontano.




Lucia ,aveva solamente 6 anni, troppo piccina per

comprendere la bellezza del suono di quelle campane. . Un battito corrispondeva

ad un quarto d'ora, due battiti a mezz'ora, tre a tre quarti d'ora. Tanti

rintocchi quante erano le ore. Melodie festose ed allegre alla domenica, ai

matrimoni, ai battesimi, alle comunioni ed alle cresime; freddi rintocchi senza

musica ai funerali. Certe volte, i suoni pieni e solenni la commovevano, e la

sua immaginazione cominciava a viaggiare, danzando tra quelle note possenti e

gravi che la riportavano nel “suo” prato, laddove le nuvole non erano semplicemente nuvole ,ma compagni

di avventura ,ora leoni, ora agnelli…ora cuccioli.. ora fiere, con cui lietarsi
intere mattinate.




Sono le sette del mattino, il profumo del dopobarba del

nonno , l’odore dei ciottoli di legno ardenti

nel braciere in cucina , la voce della nonna che canticchia stornelli in

una lingua simpatica ed incomprensibile per la piccola, il fragore del ruscello

dinanzi l’abitazione, il cinguettio degli uccellini o il latrare dei cani, sono

solo ricordi e suoni nel cuore della bambina. Adesso, dinanzi a lei, solo un

Signore ,sofferente, con il capo chino, rigido e freddo, appeso alla parete di
quell’enorme stanza piena di panche e fiori.




Le dicevano di parlarci ,di chiedere di badare alla nonnina

e al nonnino, ma come avrebbe potuto farlo? come parlare con qualcuno che non

ti può rispondere? come chiedere a quel Signore ,crocifisso ,di prenderti sulle

spalle e portarti a casa? Lucia continuò a chiederselo negli anni a venire, seduta

con le gambe a penzoloni su quell’angolino di panca lontano da quel Signore

muto cui avrebbe dovuto chiedere aiuto che, fissato su quella parete sembrava
osservarla in quell’interminabile ora che passavano quotidianamente insieme.


4 anni dopo.





Quel Signore non c’era più…ma accanto al suo lettino, posto

sotto la finestra di quel sottoscala, vi si rifletteva la sua croce. Motivo di

timore, questo, per la piccola ,che aveva smesso di sognare ,affidandosi notte

dopo notte alla sua amata Madonnina ,che portava con se sempre, sul laccetto
del battesimo ,che per lei era divenuto custode di un potere speciale che l’avrebbe protetta da quella Croce ovunque fosse andata e dovunque fosse stata.




Era buio, lui tornò barcollando ed urlando ,e ciò provocò un

sussulto alla piccola. Anche questa notte tutto sarebbe ricominciato. Da lì a

poco ,così ,le urla di perpetrarono nelle stanze ,al buio subentrò la luce, sparì

la croce e l’uomo si materializzò ,imprecando accanto a lei. Quante volte le

aveva detto di conservare lo zaino accanto al letto e di non lasciarlo all’ingresso?

la piccola non lo ricordava più. Il terrore si impossessò di lei e quando il suo

laccetto le venne staccato con violenza

e gettato chissà dove nella stanza ,la

piccola si sentì persa. Il terrore la avvolse e la vescica vi cedette. Era

quasi l’alba quando finì di asciugare il frutto della sua paura. Era quasi l’alba,

quando lui andò via, soddisfatto nel non averle fatto lasciare nemmeno un segno

della sua paura sul pavimento. Era quasi l’alba quando ,con la bocca matida

della sua urina ,la piccola ritrovò il suo laccetto magico, strappatole con
violenza nella notte.


17 anni dopo





Il laccetto magico c’è ancora, conservato nel comodino ,come

un prezioso cimelio, troppo stretto per essere indossato e, momentaneamente a
chilometri da lei.




Si discute di pass. Nomi ,date, documenti e foto. I ragazzi

accanto a lei si premuravano nell’aiutarla a svolgere quella missione cui era

stata chiamata. Erano passati 21 anni, ma

era sempre la stessa. Maestosa e di legno scuro, acclamata da tutti ,quella che

per lei era stata causa di sgomento e timore :la croce del re degli Giudei.

Quel Signore non ci stava più. Sotto la Sua luce ,sotto la Sua croce ,i

compagni di quel viaggio d’amore e di riscoperta. Solo pochi minuti, ma così eterni.

Un tratto infinito dalla 6 alla 7 stazione, portando quella croce che non l’aveva
mai lasciata nel corso della sua infanzia.




Quella bambina ha, oggi, quasi 28 anni ed è consapevole che

quella Croce sarà sempre con lei, che deve la sua vita a quella Croce e che è
nata per condividerla con chi ama.




“ Signore leggi nel mio cuore, non tener conto delle mie

paure e donami la forza di assecondare le tue scelte ed i progetti che hai in

serbo per me, nel nome di quella Croce così comune a tutti, così presente nella
mia vita.”
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Passare dall’osservare ,seduta sul gradone di casa dell’amata nonnina, le formiche che scavavano le loro gallerie tra fessure di cemento, con la brezza mattuttina che le carezzava e solleticava...
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08/10/2011 16:17:48
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Commenti

  1. Lee.Edy 22 ottobre 2011 ore 16:08
    La croce...splendida rappresentazione del nostro tempo..e dei nostri respiri..ciao
    Lee

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