A te amore mio

18 febbraio 2018 ore 18:37 segnala

Sett. 2001 - gen. 2018

Sono trascorsi appena venti giorni e mi sembra un'eternità. Solo ora riesco a scrivere per darti il mio ultimo saluto. Oggi forse riuscirò a frenare le mie lacrime, prima non ci riuscivo, volevo non ricordare gli ultimi due mesi perchè per me piangere significa naso chiuso e non poter più respirare. Mi manchi tanto amore mio, ora tu sei un angioletto.
Mi hai donato 16 anni stupendi, ogni giorno che mia hai regalato era un giorno di gioia. Quel tuo silenzio rotto solo dai tuoi miagolii quando mi cercavi perchè mi volevi. Non chiedevi nulla se non una ciotola di acqua e di pappa, o per la tua lettiera che volevi pulita, e come ci tenevi alla tua pulizia. Del resto povero amore mio dipendevi da me per queste cose, in compenso mi davi molto di più. La tua dolce presenza così grande da riempire la casa ed il mio cuore. Un giorno qualcuno mi disse: " i gatti non hanno espressioni" quanto si sbagliava, solo chi ama sa capire. Spesso confermavi ogni cosa, perchè ciò che io ti dicevo, tu lo capivi e poco dopo lo facevi, ma solo quando lo volevi tu. Ogni tuo sguardo manifestava un'espressione diversa che io avevo imparato a capire. Se eri contenta o contrariata, se avevi fame o annoiata. Quanto ti piaceva giocare insieme con la tua pallina la facevo rimbalzare e tu correvi a prenderla in volo per poi riportarla perchè io la ritirassi ancora e poi ancora fino a che non ti stancavi e mi facevi capire che era giunto il momento del riposo. Giocavamo con qualunque cosa. Le scatole ti piacevano tanto, come ogni gatto, ti ci infilavi dentro per uscire poi all'improvviso facendomi gli agguati o ti ci addormentavi dentro. Ma ciò che amavi di più i cuscini e le coperte calde in inverno, ogni angolo della casa comodo era tuo, ti sdraiavi sul pavimento, capivi che in precisi punti della casa in inverno erano caldi per poi scoprire che li sotto passavano i tubi del riscaldamento. Capivo da te quando mio figlio tornava a casa, perchè tu ti allertavi e poco dopo sentivo la chiave girare. Che furbetta che eri, sempre all'erta su ogni cosa, anche quando sembrava che dormissi. Che felicità la sera vederti salire sul mio letto e raggomitolarti accanto a me, sulla tua copertina, a volte ti prendevo la zampina e ci addormentavamo insieme, ma sempre attenta a farti posto per paura di non farti male tanto ti stringevi a me. Sento ancora il tuo richiamo al mattino quando mi svegliavi, volevi la tua pappa. Conoscevi tutte le nostre abitudini seguendoci nei nostri movimenti e ti mettevi di sentinella aspettando il tuo turno e se ritardavo, con il tuo sguardo severo facevi capire che toccava a te e ti arrabbiavi diventando petulante, come facevi rispettare le tue necessità, ti mancava solo la parola, ma ti facevi capire benissimo. Il tuo caratterino non amava troppe smancerie, quando volevi attenzioni eri tu a cercarle venendo accanto a me. Manifestavi una intelligenza tale che io stessa mi stupivo a credere che tu potessi ragionare sulle cose, perchè, ora credo che anche gli animali possono ragionare e comunque a volte più di certi esseri umani. Ad esempio, come quel giorno, uno dei tanti, che avevo preparato in due piatti tre pezzetti di parmigiano per piatto, che uso poi mettere nel minestrone, mi girai alcuni minuti sui fornelli e quando mi rigirai ne erano rimasti un pezzo per ogni piatto. Sbalordita non ci volevo credere, perchè non avevi mai rubato prima, ma solo tu potevi averli presi, visto che il parmigiano ti piaceva tanto. Incredibile, avevi scelto due pezzi su tre per ogni piatto, avevi lasciato un pezzo per piatto, avevi diviso le porzioni, molto generoso da parte tua che non ci lasciavi senza. Ero incredula, se non avessi contato io stessa i sei pezzi non ci avrei creduto. Che ricordi divertenti affiorano nella mia mente dandomi un attimo di gioia tra le tante lacrime di questi ultimi due mesi, dove hai iniziato a stare male. Avrei voluto sconfiggere la tua malattia con le mie cure sperando che la morte potesse arrivare il più tardi possibile, ma avevo giurato che avrei lottato solo se non avessi visto la tua sofferenza. Eri forte e reagivi forse anche per noi.
Non sono d'accordo su l'eutanasia, sia su gli esseri umani ma anche su gli animali, se non fino alla perdita della loro dignità di esseri viventi. Avevi solo bisogno di tante cure e del mio amore attenta che tu non soffrissi con l'assoluta certezza e conferma di esperti medici veterinari. La sofferenza non deve esistere per nessuno neanche per un istante. Tu capivi tutto ciò, a fatica salivi sul mio letto, ed io misi uno sgabello per farti da scala, capisti subito utilizzandolo pur di starmi vicino, ma poi preferivi dormire sotto il mio letto, certe volte ti nascondevi, non mangiavi più perchè non potevi masticare, ti preparavo ogni tipo di pappa, ti imboccavo tra le mie braccia come una neonata. Poi un giorno, non hai voluto più le mie cure, improvvisamente ti sei lasciata andare impedendo di avvicinarmi a te, soffiavi e ringhiavi da farmi paura, ti nascondevi, rispettavo il tuo volere, non sapevo come aiutarti, nessuno poteva e come diceva anche il veterinario bisognava solo attendere. Solo dopo un lungo giorno ti sei calmata, povero amore mio non ce la facevi più, volevi solo morire con la tua solita dignità, quando ti sei lasciata avvicinare eri immobile, la disperazione nel vederti così era straziante e al solo ricordo non riesco a trattenere le lacrime. Presi la più grande delle mie decisioni, ero sconvolta da non capire se eri viva o morta, ma in ogni caso capivo che era giunto il momento di dirti addio. Con una fragile speranza ti ho portata dal veterinario che come una condanna mi disse che non serviva più a niente una ulteriore flebo eri in coma e ora si che stavi soffrendo. Eri viva ma paralizzata solo nei tuoi occhi vedevo la tua fragilità e paura. Non potevo più accettare di vederti in quello stato, ora non interagivi più con me e te ne stavi andando, ho dovuto accettare per sempre che era finita, Mentre te ne andavi verso il dolce sonno ti tenevo la zampina perchè non volevo che te ne andassi da sola. Amore mio come sto male a tale ricordo fatico a scrivere. non riesco a trattenere le mie lacrime.
Non ti dimenticherò mai dolce amore mio, te ne sei andata, ma sei ovunque, mi manchi da morire, ogni cosa mi parla di te e soffro così tanto. Questa è l'ultima volta che rivivo la tua fine, perchè il ricordo fa troppo male. So che devo andare avanti. Molti mi dicono di prendere un'altro gatto, ma io non voglio un'altro gatto voglio la mia Baffina, non ci riesco a sostituirti. Per molti sembrerà troppo questo dolore, ma solo chi ci è passato e sa amare così, capisce cosa vuol dire. E' come perdere una persona di famiglia e solo il tempo può guarire in parte questo immenso senso di vuoto. Addio bambina mia.
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San Valentino e San Faustino chi si diverte meglio?

15 febbraio 2018 ore 08:54 segnala


Oggi è San Faustino festa dei single. Chissà, sarà diversa la serata dei single rispetto alla serata di ieri di San Valentino? Chi si diverte di più le coppie o gli scoppiati? Mah!!
Il 14 febbraio, tradizione vuole che migliaia e migliaia di coppie di tutto il mondo o solo qui in Italia? Organizzano la festa dell'amore. Ma poi c'è questo amore? Con tutto ciò che poi si legge in giro?... Mah| sorvoliamo.
Intendiamoci, parlo per cognizione di causa, ho avuto entrambe le due feste ed ad oggi posso dire che trovo le due serate abbastanza monotone o in coppia o scoppiata. Preferisco sognare, usare la mia fantasia e fantastica in modo diverso su ciò che vorrei farei. Vorrei fosse tutto magico, semplice e naturale, nulla di forzato. Infondo ogni festa anche se ripetitiva ci va o no ci troviamo comunque a festeggiarle. Voi direte: e chi ti costringe? Pare facile, ma stando in coppia sembra poco carino rifiutarsi. Chissà quanti sbuffano infastiditi pensando: che p...e arriva San Valentino, devo prenotare il ristorante, cercare un regalo, cosa le compro? E se poi non le piace? Già è stressante così. Ma se non faccio niente poi chi se la sente? Perchè loro lo sanno che forse è la donna che ci tiene di più alla serata, si aspetta un tête-à-tête nel ricercato ristorantino a lume di candela, adotta un look appropriato per la circostanza e si aspetta, (diciamolo) il fatidico regalino. E non dite che non ci tenete perchè non ci credo. L'uomo lo sa e visto che ci tiene alla sua lei, vuol fare bella figura, anche perchè anche per lui c'è il momento che più ama. Il finale... e ci siamo capiti quale! Una conclusione degna della serata, ci sta bene sopratutto dopo qualche bicchierino in più che fa stare su di giri e quindi più allegri, un po' di musica ed è li il divertimento migliore per concludere la serata, nel più dei casi. Fare l'amore no?
E così anche quest'anno pure San Valentino è passato.
Invece gli scoppiati che fanno? Escono per cercare la loro Valentina? O almeno ci provano. Ci sono feste in merito, organizzate proprio per i single. E così si organizza con le amiche/i, solito lustrarsi per apparire al meglio, chissà che Cupido questa notte scocchi la freccia. In questi casi, così all'avventura il divertimento potrebbe essere più stuzzicante, a scatola chiusa potrebbe accadere di tutto e poi si sta con gli amici e la serata sarà sicuramente più goliardica. Però il rovescio della medaglia potrebbe sfociare in una serata anche deludente. Poco male dico io, infondo hai passato una serata come tante, sarà per la prossima occasione.
Deduzione, ma alla fine chi si diverte di più secondo voi?
Personalmente, trovo tutto banale e scontato nonchè ripetitivo. Tanto quando l'amore deve arrivare, non ha bisogno di addobbi, bussa alla porta e basta senza meno che te l'aspetti. Un fulmine a ciel sereno.
Ma qualcosa possiamo fare per stravolgere questa solita routine. Del resto sta a noi passare una serata diversa, basta creare una inaspettata alternativa da ricordare. Serve solo, spontaneità, semplicità, saper sorprendere e sbalordire il proprio partner.

Evitiamo la monotonia delle solite cose. Diamine un pò di fantasia per far si che la serata risulti indimenticabile. Inventiamo una favola, un qualcosa che ci meravigli. Fantasia ci vuole ragazzi, fantasia e un pizzico di pazzia, perchè la serata risulti magica, diversa dalle altre almeno una volta l'anno. La vita deve essere leggera e divertente, meglio non rischiare di passare una serata da scoglionati, tanto vale restare a casa che si sta meglio.
Mi è capitato nel tempo di vedere coppie a tavola senza scambiarsi una parola, con certi musi lunghi ed i cellulari in mano. Blaa che tristezza. Amare davvero è diverso, la serata dell'amore si deve inventare non subire, non può essere come le altre sere. Si deve sognare insieme in un viaggio di felicità, donare il massimo al proprio amore. Sono sicura che chi ama profondamente ha mille idee per organizzare qualcosa di stupendo. Per cui non siate banali, essere fantasiosi, poi vi farà scoprire momenti migliori e tornare a casa in estasi invece che annoiati. Fate tutto ciò che non avete fatto mai. Sbizzarritevi ma non siate monotoni.
Così, per iniziare, ad organizzare la serata, che ne dite di ordinare intanto una bella torta a tema come questa? Per arricchire e colorare l'ambiente?
I fidanzatini di Peinet sono di buon auspicio, poi fate voi.






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« immagine » Oggi è San Faustino festa dei single. Chissà, sarà diversa la serata dei single? Chi si diverte di più le coppie o gli scoppiati? Ieri per San Valentino, tradizione vuole che il 14 febbraio migliaia e migliaia di coppie di tutto il mondo organizzano la festa dell'amore. Ma poi c'è q...
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La notte dei pensieri = Insonnia

22 gennaio 2018 ore 23:39 segnala


Le ore della notte, sono quelle dedicate al riposo. C'è chi dorme poco, chi ha bisogno di almeno otto ore.
C'è chi stanco, si addormenta appena tocca il letto, beati loro, e chi si gira e rigira e non riesce a prendere sonno, questo è il mio caso. Infatti accendo la tv apposta perchè mi concilia, ma ciò nonostante ci sono notti che Morfeo non mi pensa proprio.
A chi non capita, di mettersi il pigiama, lavarsi i denti, entrare nel letto, aggiustarsi il cuscino, spegnere tutto, chiudere gli occhi e niente. Se si soffre di insonnia è un dramma, ma basta prendere i giusti rimedi.
Ma anche cosi, ci sono serate che non se ne parla di dormire, e non ho mai capito la causa. Ma è l'ansia a creare il disturbo del sonno o viceversa?
In tali casi quali sono i rimedi?


Anche perchè è terribile quando arrivano i pensieri ad assillarti la mente.
Quali sono? Mah! Dipende, sono vari a volte neanche importanti, stupidi, che rimugini come in trance, o vecchi ricordi, cose che vorrei realizzare,
preoccupazioni di vita, riflessioni sui comportamenti altrui, cose da fare il giorno dopo, decisioni da prendere, da ricordare, scadenze, impegni, la famiglia, la salute, tristezze, gioie, bilanci, un'analisi di me stessa il resoconto di ciò che mi è accaduto durante il giorno a tanto altro. A volte è legato allo stato d'animo, se basso, allora saranno pensieri di ansia, angoscia, insicurezze, paure se sono positivi, gioia, irrequietezza nel realizzare aspettative il prima possibile. Questo è ciò che può riguardare me.



Ma agli altri cosa accade? Penso sia uguale tranne le abitudini diverse e problematiche di vita. Come la gioia di un amore, qualcuno disse: "Quando sei innamorato non riesci a dormire perché la realtà è più bella dei sogni".
Poi quelli seri, per chi non ha un lavoro, una casa, gravi problemi di salute dei figli e famigliari, chi ha la coscienza sporca di cattive azioni o per la fine di un amore, pensieri assillanti, angoscianti. A quel punto meglio accendere la luce,a poco vale contare le pecore come qualcuno consiglia quando ci accorgiamo che l'orologio segnala che è tardi, assale l'ansia di non farcela a svegliarsi al mattino.
Meglio alzarsi, tanto non si dorme. Meglio ricorrere alla calda camomilla, o un bicchiere d'acqua con qualche goccia di rilassante, accendere la tv, o rovistare frigo e dispensa per uno spuntino fuori programma, è un classico. Più consigliabile un pò di musica, scrivere o leggere qualcosa, forse è meglio, così i pensieri volano via e chissà, rimetterci a letto più rilassati.


(Sconsigliato fonti luminose, onde magnetiche ed elettriche interferiscono sui ritmi sonno-veglia, determinando una iperattività del cervello e una diminuzione del sonno profondo. Lo confermano le ultime recenti ricerche, ad attestarlo sono alcuni recenti studi di note università americane che consigliano di ‘spegnere’ la tecnologia di ultima generazione e non solo, già dalle nove della sera rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e la vita stessa).

Riproviamo poco dopo, a volte funziona, a volte no e se chi ti dorme accanto è li a russare, lo odi due volte, uno, perchè non ti fa dormire, due, lo invidi.

Molte persone passano la loro vita andando a letto quando non hanno sonno ed alzandosi quando ce l’hanno. Altri, abitudinari, vanno a letto con le galline, come le apostrofo io a chi va presto la sera alla stessa ora.

Io amo la notte, la trovo magica, le luci fioche che creano un gioco di ombre, il silenzio così profondo che lascia spazio alla concentrazione per dedicarmi ai passatempi che impegnano la mente. Ma, solo fino ad una certa ora è piacevole, poi se si esagera, fare tardi fa male al sistema psicofisico.

Per cui se non voglio diventare uno Zombie il giorno dopo, ad una certa ora si deve dormire. Staccate tutto cio che è luminoso e sonoro e portate fuori dalla stanza tutti questi oggetti tecnologici e sono sicura che l'insonnia sarà abolita.
Non capisco chi scambia il giorno con la notte, per poi dormire fino a mezzogiorno, mangiare, buttarsi sul divano e dormire fino a sera. Quella non è vita per me, ma abbrutimento.
Perché la vita è una e va dormita fino in fondo, dicono loro. Non esageriamo.
La cosa più bella è godere un pò di tutto della giornata e secondo me la cosa più bella è addormentarsi quando le palpebre si socchiudono da sole senza sforzo, sapendo che arrivano i sogni. I miei sono bellissimi sembrano quasi di un'altra dimensione, paesaggi che non conosco molto diversi dai nostri, quasi futuristici, persone, che non conosco e comunque posso definirli bei sogni difficili da interpretare e raccontare il giorno dopo. Sono dei lunghi film e quando vado a dormire sono curiosa di vedere cosa sognerò. C'è stato un periodo della mia vita che sognavo solo cose orribili ed angoscianti, e non riuscivo mai a tornare a casa l'incubo era ripetitivo, chissà cosa mi direbbe in proposito un esperto di sogni.
Ed ora a tutti.



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La nuova favola di Cenerentola....

19 gennaio 2018 ore 20:52 segnala


Il bello delle favole è che i protagonisti non invecchiano mai di generazione in generazione. Ma cosa accadrebbe a distanza di tempo se invecchiassero?:hihi :hoho :haha

Cenerentola ora ha la bellezza di 75 anni
e si trova agli sgoccioli di una vita
passata felicemente assieme a suo marito, il Principe Azzurro
che aimè ormai è morto da pochi anni.
Cenerentola passa le sue giornate nel terrazzo di casa sua,
seduta in una sedia a dondolo osservando il mondo
con il suo gattone Bob sulle ginocchia, felice.
Una bella sera, da dentro una nuvola
scende all’improvviso la fata Madrina,
e Cenerentola stupita le domanda con disinvoltura:
-Cara Fata Madrina!!!!! Dopo tanti anni ti rivedo!!! Cosa fai quì?
E la Fata risponde:
-Dall’ultima volta che ti ho visto hai vissuto una vita esemplare…
C’è qualcosa che posso fare per te?
Qualche desiderio che ti potrei esaudire?
Cenerentola confusa, allarga le braccia e arrossendo dall’emozione,
mormora: -Mi piacerebbe essere immensamente ricca.
In un istante la sua vecchia casa dirupata
era diventata come per magia un castello nuovissimo.
Cenerentola è impressionata.
Il suo fedele gatto Bob si spaventa e si allontanta dalla sedia.
Cenerentola grida: -Grazie Fata Madrina!!!!!
La fata allora le risponde:
-Non è niente, lo meriti! Cosa ti piacerebbe come secondo desiderio?
Cenerentola china il capo,
osserva le impronte che ha lasciato il tempo sul suo corpo, e dice:
-Mi piacerebbe tornare di nuovo giovane e bella come un tempo!!!
Quasi contemporaneamente, lei si ritrova la bellezza giovanile.
Cenerentola comincia allora a sentire cose che ormai non ricordava più come: passione, ardore, ecc.
Allora la Fata le dice:
- Ti resta un ultimo desiderio. Che cosa vuoi?
Cenerentola confusa spalanca gli occhi sul suo povero micione spaventato e dice: -Vorrei che tu trasformassi il mio fedele gatto Bob in un bellissimo principe!
Magicamente, Bob si trasforma in un magnifico uomo,così bello che le rondini non possono evitare di fermare il proprio volo per ammirarlo.
La fata Madrina le dice: -Auguri, Cenerentola. Goditi la tua nuova vita.
E riparte come una scintilla sulla sua scopa.
Durante qualche magico istante,
Cenerentola e Bob si guardano con tenerezza negli occhi.
Poi Bob le si avvicina, la prende tra le sue possenti braccia
e le mormora teneramente nell’orecchio:
- Scommetto che ti sei pentita di avermi castrato, stronza!
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« immagine » Il bello delle favole è che i protagonisti non invecchiano mai di generazione in generazione. Ma cosa accadrebbe a distanza di tempo se invecchiassero?:hihi :hoho :haha « immagine » Cenerentola ora ha la bellezza di 75 anni e si trova agli sgoccioli di una vita passata felicemen...
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Persone opprimenti e distruttive

14 gennaio 2018 ore 23:25 segnala


Ci sono persone nella vita che risultano opprimenti a discapito di altri. Nei migliori dei casi sono petulanti e ossessive, osservano ogni piccola cosa facendola pesare, nei peggiori dei casi, hanno una cattiveria latente, sempre pronti ad infierire per il solo gusto di farlo sfogando i loro istinti e godendo con gran sadismo. Non so da dove nasce tutto ciò, forse per interessi, il denaro, il sesso, difficoltà di vita e sicuramente dal loro egoismo e prepotenza dovuto semplicemente dalla natura stessa dell'individuo. sempre perennemente scontento cercando sempre di prevalere su gli altri. Spesso accade che chi ha un carattere troppo autoritario, porta malessere negli animi troppo deboli. Sia all'interno della coppia o della famiglia stessa, sia nell'ambito lavorativo, che nelle amicizie. Questo accade soprattutto con chi non riesce a reagire a tale oppressione, i malcapitati si lasciano sottomettere divenendo succube dell'altro, si lasciano manipolare, forse per paure varie, come ritorsioni, vendette, violenza o il timore di perdere quel quieto vivere che spesso è messo a dura prova e via via lasciano correre passivamente per troppo tempo, fino a diventare una brutta abitudine con il risultato che, lasciano la propria vita nelle loro mani.
Ultimamente si sente molto parlare di sette, una comunità di persone che adocchiano il soggetto debole, lo abbindolano inizialmente con attenzioni varie, si fingono persone timorate di Dio, ricche di sani valori, pronti ad aiutare in ogni modo, essi hanno la facoltà di manipolare la loro vittima. Una volta caduto nella loro rete, , sanno come allontanandolo dai loro beni e dagli affetti. Poi la fase seguente è quella di ritrarsi, isolandolo, creando loro il vuoto intorno. La vittima disorientata prova sensi di colpa, incapace di capire e reagire, né di chiedere aiuto, entra così in una profonda depressione, sopraffatta da questa situazione inspiegabile. Schiavi di una nera solitudine interiore ed esteriore, si sentono sbagliati e rimangono privi di ogni sostegno. La conseguenza a volte è grave e disastrosa.
Un percorso di vita molto duro, costretti a scendere a compromessi, in balia degli eventi. Non sempre è facile spiegare e non sempre c'è qualcuno che ti sta a sentire, e comunque anche se ci riuscisse è come combattere soli contro un muro di gomma, perchè se vogliono, queste sette sanno essere irraggiungibili. Così si arrende privo di volontà. A volte la vita può essere molto triste e senza risorse. Non so quanto riescano ad annientare un individuo, ma voglio credere che con una gran forza di volontà bisogna ribellarsi per uscirne fuori, non sarà facile ma si deve provare, rivolgendosi alla polizia, ai centri sociali.
Raffy
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« immagine » « immagine » Ci sono persone nella vita che risultano opprimenti a discapito di altri. Nei migliori dei casi sono petulanti e ossessive osservando ogni piccola cosa facendola pesare, nei peggiori dei casi, hanno una cattiveria latente sempre pronti ad infierire per il solo gusto di...
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Origini e storia dei Re Magi e la Befana-Cosa li accomuna?

06 gennaio 2018 ore 03:04 segnala


Mi sono chiesta come nasce l'accostamento tra Befana, e Re Magi.
Secondo me in comune hanno solo i doni per i bambini. La curiosità mi ha portata a fare una piccola ricerca.
La vera storia della Befana per bambini e dei Re Magi nel mondo: tra leggenda e racconto biblico, ecco qual’è il significato della festa dell’epifania e le origini del 6 gennaio.
L’Epifania è una ricorrenza in cui si celebra la visita da parte dei Magi a Gesù Bambino. Ma è anche la festa in cui la Befana porta dolciumi e caramelle a tutti bambini. Ma qual è la correlazione tra queste due storie?


Qual è l'origine della Befana?
Su l’origine di questa figura leggendaria è difficile risalire in quanto si tratta di un personaggio sul quale confluiscono tradizioni magiche pagane e precristiana.
La parola Befana deriva dal greco “epifania” e significa “apparizione”. Nel l’immaginario popolare la Befana è rappresentata come una vecchietta dal naso lungo e che viaggia su una scopa di notte per portare e per riempire le calze ai bambini durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.
Infatti tradizione vuole che la Befana sia raffigurata con un sacco pieno di giocattoli, cioccolatini e caramelle. Immancabile poi anche il carbone, destinato a tutti i bambini che non si sono comportati bene durante l’anno.

Probabilmente la sua origine è legata ai riti propiziatori che risalgono fino al X secolo a.C. Si tratta di una figura che è legata alle celebrazioni e riti propiziatori che i contadini nella antichità facevano in favore dell’agricoltura. Gli antichi romani adottano questi riti che vengono inseriti a l’interno del loro calendario la 12^ notte dopo il solstizio invernale, il calendario romano prevedeva la celebrazione della morte rinascita della natura, personificata in Madre Natura. I romani credevano che durante queste 12 notti alcune figure femminili volassero sui campi coltivati per propiziare la fertilità dei futuri raccolti.
La storia della Befana quindi deriverebbe da queste antiche credenze pagane, che successivamente la chiesa si impegnò a condannare. Madre Natura invecchia e rinasce, è quindi poi stata personificata nella Befana. Oggi questa vecchina è rappresentata in maniera affettuosa, sempre in sella ad una scopa volante, ricordando divinità propiziatorie degli antichi contadini.






I Re Magi invece vengono raffigurati mentre seguono la stella cometa per arrivare da Gesù Bambino. Sulla sella dei loro cammelli, viaggiano giorno e notte. Vengono da paesi lontani, affrontano un lungo viaggio per fare visita al piccolo Gesù, nato in una mangiatoia a Betlemme. I re Magi e la Befana sono tradizionalmente i protagonisti della festa del 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Vediamo qual è la leggenda o la favola che racconta la loro storia.

La tradizione popolare cristiana li ha spesso identificati come i tre saggi o i tre re e ha assegnato loro i nomi di Melchiorre, Baldassarre e Gaspare.
Solo il Vangelo di Matteo ne parla. Essi giunsero da oriente a Gerusalemme, li precedeva la stella ché si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Lo adorarono e poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Leggendo qua e la ci sono varie differenze; però, se osserviamo bene, si tratta di particolari che la tradizione ha aggiunto proprio perché non riusciva a spiegarsi il racconto tanto misterioso secondo il quale personalità ricche e potenti giungono da molto lontano per adorare addirittura un neonato sconosciuto e poverissimo. Ma allora chi sono davvero questi magi? Un po' indovini un po' scienziati. I magi del Vangelo non sono un’illusione.
Nella antichità greca si definivano magi alcuni saggi della Persia, molto esperti in astronomia (infatti hanno saputo seguire il movimento di una stella fino a Gerusalemme). Questi sapienti però non erano soltanto scienziati ma anche un po’ sacerdoti, soltanto loro sapevano interpretare certi segni che vedevano nel cielo come profezie oppure annunci di sciagure e per questo erano molto ascoltati dal popolo, che chiedeva loro di prevedere il futuro.
Può darsi dunque che alcuni di tali studiosi, avendo scoperto qualcosa di insolito tra le costellazioni e dopo aver consultato i libri sacri che ne parlavano in collegamento con la nascita di qualche sovrano o condottiero, siano partiti «da oriente» per essere i primi a incontrarlo e a rendergli omaggio: magari per farselo amico, in vista della sua futura importanza. E che cosa si porta a una personalità destinata a essere grande e potente? Ovviamente dei doni degni di un re: uno scrigno d’oro, incenso come profumo e mirra, una costosa pomata che a quei tempi si usava per guarire le malattie o curare le ferite.
Quello che il Vangelo descrive si può dunque spiegare in questo modo; anche se avremmo voluto che Matteo ci spiegasse qualcosa di più.

E comunque c'è una storia che li accomuna, molto diffusa e popolare,
che cerca di fornire una spiegazione cristiana alle celebrazioni legate al 6 gennaio giorno dell’Epifania. Questa favola può essere raccontata ai bambini per spiegare chi sono i Magi e chi è la Befana.


"Secondo il racconto, in una notte freddissima d’inverno Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, si persero. Ad un certo punto chiesero informazioni ad una vecchietta che abitava nei paraggi. La vecchietta subito rispose ed indicò ai Magi qual era la strada per raggiungere il Bambinello. I saggi sapienti allora invitarono la donna ad unirsi a loro, ma questa, nonostante le insistenze, rifiutò. Quando i Magi furono andati via, la vecchina si pentì di non averli seguiti e decise di preparare un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli.La vecchietta però non riusciva a trovarli. Iniziò a bussare di porta in porta regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino. In Italia la figura della Befana è abbastanza popolare, mentre negli altri paesi l’usanza di riempire le calze il 6 gennaio è poco diffusa".

Auguri a tutti. Raffy

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« immagine » « immagine » « immagine » Mi sono chiesta: come nasce l'accostamento tra Befana, e Re Magi? Secondo me in comune hanno solo i doni per i bambini. La curiosità mi ha portata a fare una piccola ricerca. La vera storia della Befana per bambini e dei Re Magi nel mondo: tra leggenda e ra...
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06/01/2018 03:04:52
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Buone Feste 2018

23 dicembre 2017 ore 21:24 segnala




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- 1 alla Vigilia di Natale


Gli addobbi sono già pronti nelle case così come la città in festa brilla di colori.
Lo so, non per tutti è felicità, per molti si scatena una sorta di malinconia inspiegabile, tranquilli, è la sindrome del natale che porta a galla dalla profondità dell'anima, ricordi, nostalgie, dolori, accentuando una solitudine interiore. Ma poi, arriva la vigilia e si pensa ad arricchire la nostre cucine di succulente vivande da condividere, con gioia, su una festosa tavola, assieme ai nostri cari.



Se si è soli, non abbattersi mai, coccoliamoci nel tepore della nostra casa con una cenetta a lume di candela con noi stessi, con il proprio amico a quattro zampe, rendendo festoso l'ambiente con le luci del nostro albero e cullandoci con una melodiosa o frizzante musica. Ricordiamo che è una serata di relax da svolgere nella maniera che preferiamo, basta avere serenità nel cuore.



I miei migliori auguri, che si rinnovano ogni anno, al ricordo della nascita di Gesù in una modesta capanna, ricco solo del suo amore per tutti noi.






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« immagine » Gli addobbi sono già pronti nelle case così come la città in festa brilla di colori. Lo so, non per tutti è felicità, per molti si scatena una sorta di malinconia inspiegabile, tranquilli, è la sindrome del natale che porta a galla dalla profondità dell'anima, ricordi, nostalgie, dol...
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DISPONIBILITA' O RIFIUTO

27 novembre 2017 ore 19:16 segnala


Il linguaggio segreto del corpo che segnala disponibilità o rifiuto consciamente o no
tra uomo e donna.

SEMAFORO VERDE

1 – Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello dettato dalla cortesia. Anche un’occhiata falsamente casuale al corpo indica un certo interesse.
2 – Aggiustarsi l’abito, ravvivarsi i capelli con la mano, sistemare la cravatta, controllare il trucco.
3 – Raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. E’ un comportamento che ha radici antichissime, e che è tipico di tutti i bipedi.
4 – Parlare lentamente e con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime a essere alterata dall’interesse verso un’altra persona.
5 – Durante la conversazione: sorridere spesso, annuire anche in modo impercettibile, piegare il capo verso una spalla.
6 – Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
7 – Giocherellare con un mazzo di chiavi o un altro oggetto, far scorrere un dito intorno a un bicchiere o a una tazza.

Disponibilità da parte di lui:

1 – Infilare i pollici nella cintura o nelle tasche dei pantaloni e puntare le altre dita verso i genitali.
2 – Appoggiare una caviglia sul ginocchio dell’altra gamba.

Disponibilità da parte di lei:

1 – Cercare un contatto in modo apparentemente innocente: sistemare per esempio la cravatta di lui, afferrargli un polso per vedere l’ora, sistemargli il bavero della giacca.
2 – Mostrare il palmo della mano e il polso; contemporaneamente accarezzarsi i capelli o altre parti del corpo con l’altra mano.

SEMAFORO CON SEGNALE ROSSO


1 – Ginocchia incrociate, gambe strette, piedi uniti.
2 – Braccia incrociate sul petto.
3 – Mani unite in grembo o una che stringe il polso all’altezza del seno.
4 – Coprirsi il viso con le mani.
5 – Tenere un bicchiere in mano fra sé e l’altra persona.
6 – Toccarsi il naso o passarsi una mano sulla nuca guardandosi intorno.
7 – Mordicchiarsi le labbra e muovere nervosamente un piede.
8 – Evitare ogni contatto fisico, anche quelli accidentali.







dal web
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« immagine » Il linguaggio segreto del corpo che segnala disponibilità o rifiuto consciamente o no tra uomo e donna. SEMAFORO VERDE « immagine » (segnali che indicano disponibilità per entrambi ad andare avanti) 1 – Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello de...
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25 NOVEMBRE...non solo oggi... ricordiamolo ogni giorno

25 novembre 2017 ore 16:10 segnala

Perchè nessun uomo prima di fare del male ad una donna, non pensa mai che è nato da un ventre materno?
Perchè questa società che si sente tanto evoluta, non prende definitivamente e drasticamente le giuste precauzioni e condanne adeguate?

Io donna, mi mi faccio sempre mille domande e la mia rabbia cresce mista alla struggente pena per le vittime, come me donne. Inutile parlare, parlare e ancora parlare, voglio i fatti da questo misero mondo fatto da misere persone che non sanno dare uno stop a tutta questa violenza e sangue.
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