A te amore mio

18 febbraio 2018 ore 18:37 segnala

Sett. 2001 - gen. 2018

Sono trascorsi appena venti giorni e mi sembra un'eternità. Solo ora riesco a scrivere per darti il mio ultimo saluto. Oggi forse riuscirò a frenare le mie lacrime, prima non ci riuscivo, volevo non ricordare gli ultimi due mesi perchè per me piangere significa naso chiuso e non poter più respirare. Mi manchi tanto amore mio, ora tu sei un angioletto.
Mi hai donato 16 anni stupendi, ogni giorno che mia hai regalato era un giorno di gioia. Quel tuo silenzio rotto solo dai tuoi miagolii quando mi cercavi perchè mi volevi. Non chiedevi nulla se non una ciotola di acqua e di pappa, o per la tua lettiera che volevi pulita, e come ci tenevi alla tua pulizia. Del resto povero amore mio dipendevi da me per queste cose, in compenso mi davi molto di più. La tua dolce presenza così grande da riempire la casa ed il mio cuore. Un giorno qualcuno mi disse: " i gatti non hanno espressioni" quanto si sbagliava, solo chi ama sa capire. Spesso confermavi ogni cosa, perchè ciò che io ti dicevo, tu lo capivi e poco dopo lo facevi, ma solo quando lo volevi tu. Ogni tuo sguardo manifestava un'espressione diversa che io avevo imparato a capire. Se eri contenta o contrariata, se avevi fame o annoiata. Quanto ti piaceva giocare insieme con la tua pallina la facevo rimbalzare e tu correvi a prenderla in volo per poi riportarla perchè io la ritirassi ancora e poi ancora fino a che non ti stancavi e mi facevi capire che era giunto il momento del riposo. Giocavamo con qualunque cosa. Le scatole ti piacevano tanto, come ogni gatto, ti ci infilavi dentro per uscire poi all'improvviso facendomi gli agguati o ti ci addormentavi dentro. Ma ciò che amavi di più i cuscini e le coperte calde in inverno, ogni angolo della casa comodo era tuo, ti sdraiavi sul pavimento, capivi che in precisi punti della casa in inverno erano caldi per poi scoprire che li sotto passavano i tubi del riscaldamento. Capivo da te quando mio figlio tornava a casa, perchè tu ti allertavi e poco dopo sentivo la chiave girare. Che furbetta che eri, sempre all'erta su ogni cosa, anche quando sembrava che dormissi. Che felicità la sera vederti salire sul mio letto e raggomitolarti accanto a me, sulla tua copertina, a volte ti prendevo la zampina e ci addormentavamo insieme, ma sempre attenta a farti posto per paura di non farti male tanto ti stringevi a me. Sento ancora il tuo richiamo al mattino quando mi svegliavi, volevi la tua pappa. Conoscevi tutte le nostre abitudini seguendoci nei nostri movimenti e ti mettevi di sentinella aspettando il tuo turno e se ritardavo, con il tuo sguardo severo facevi capire che toccava a te e ti arrabbiavi diventando petulante, come facevi rispettare le tue necessità, ti mancava solo la parola, ma ti facevi capire benissimo. Il tuo caratterino non amava troppe smancerie, quando volevi attenzioni eri tu a cercarle venendo accanto a me. Manifestavi una intelligenza tale che io stessa mi stupivo a credere che tu potessi ragionare sulle cose, perchè, ora credo che anche gli animali possono ragionare e comunque a volte più di certi esseri umani. Ad esempio, come quel giorno, uno dei tanti, che avevo preparato in due piatti tre pezzetti di parmigiano per piatto, che uso poi mettere nel minestrone, mi girai alcuni minuti sui fornelli e quando mi rigirai ne erano rimasti un pezzo per ogni piatto. Sbalordita non ci volevo credere, perchè non avevi mai rubato prima, ma solo tu potevi averli presi, visto che il parmigiano ti piaceva tanto. Incredibile, avevi scelto due pezzi su tre per ogni piatto, avevi lasciato un pezzo per piatto, avevi diviso le porzioni, molto generoso da parte tua che non ci lasciavi senza. Ero incredula, se non avessi contato io stessa i sei pezzi non ci avrei creduto. Che ricordi divertenti affiorano nella mia mente dandomi un attimo di gioia tra le tante lacrime di questi ultimi due mesi, dove hai iniziato a stare male. Avrei voluto sconfiggere la tua malattia con le mie cure sperando che la morte potesse arrivare il più tardi possibile, ma avevo giurato che avrei lottato solo se non avessi visto la tua sofferenza. Eri forte e reagivi forse anche per noi.
Non sono d'accordo su l'eutanasia, sia su gli esseri umani ma anche su gli animali, se non fino alla perdita della loro dignità di esseri viventi. Avevi solo bisogno di tante cure e del mio amore attenta che tu non soffrissi con l'assoluta certezza e conferma di esperti medici veterinari. La sofferenza non deve esistere per nessuno neanche per un istante. Tu capivi tutto ciò, a fatica salivi sul mio letto, ed io misi uno sgabello per farti da scala, capisti subito utilizzandolo pur di starmi vicino, ma poi preferivi dormire sotto il mio letto, certe volte ti nascondevi, non mangiavi più perchè non potevi masticare, ti preparavo ogni tipo di pappa, ti imboccavo tra le mie braccia come una neonata. Poi un giorno, non hai voluto più le mie cure, improvvisamente ti sei lasciata andare impedendo di avvicinarmi a te, soffiavi e ringhiavi da farmi paura, ti nascondevi, rispettavo il tuo volere, non sapevo come aiutarti, nessuno poteva e come diceva anche il veterinario bisognava solo attendere. Solo dopo un lungo giorno ti sei calmata, povero amore mio non ce la facevi più, volevi solo morire con la tua solita dignità, quando ti sei lasciata avvicinare eri immobile, la disperazione nel vederti così era straziante e al solo ricordo non riesco a trattenere le lacrime. Presi la più grande delle mie decisioni, ero sconvolta da non capire se eri viva o morta, ma in ogni caso capivo che era giunto il momento di dirti addio. Con una fragile speranza ti ho portata dal veterinario che come una condanna mi disse che non serviva più a niente una ulteriore flebo eri in coma e ora si che stavi soffrendo. Eri viva ma paralizzata solo nei tuoi occhi vedevo la tua fragilità e paura. Non potevo più accettare di vederti in quello stato, ora non interagivi più con me e te ne stavi andando, ho dovuto accettare per sempre che era finita, Mentre te ne andavi verso il dolce sonno ti tenevo la zampina perchè non volevo che te ne andassi da sola. Amore mio come sto male a tale ricordo fatico a scrivere. non riesco a trattenere le mie lacrime.
Non ti dimenticherò mai dolce amore mio, te ne sei andata, ma sei ovunque, mi manchi da morire, ogni cosa mi parla di te e soffro così tanto. Questa è l'ultima volta che rivivo la tua fine, perchè il ricordo fa troppo male. So che devo andare avanti. Molti mi dicono di prendere un'altro gatto, ma io non voglio un'altro gatto voglio la mia Baffina, non ci riesco a sostituirti. Per molti sembrerà troppo questo dolore, ma solo chi ci è passato e sa amare così, capisce cosa vuol dire. E' come perdere una persona di famiglia e solo il tempo può guarire in parte questo immenso senso di vuoto. Addio bambina mia.
0726e340-a1ea-4405-a139-939afd5e0199
« immagine » Sett. 2001 - gen. 2018 Sono trascorsi appena venti giorni e mi sembra un'eternità. Solo ora riesco a scrivere per darti il mio ultimo saluto. Oggi forse riuscirò a frenare le mie lacrime, prima non ci riuscivo, volevo non ricordare gli ultimi due mesi perchè per me piangere significa ...
Post
18/02/2018 18:37:28
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4

Commenti

  1. vagarsenzameta 18 febbraio 2018 ore 18:54
    :fiore :cuore
  2. Cocisxx 18 febbraio 2018 ore 21:15
    :rosa
  3. ninfeadelnilo 27 febbraio 2018 ore 13:27
    @vagarsenzameta:
    @cocisxx:

    Grazie amici per la vostra presenza :micio e l'affetto dimostrato. :fiore :cuore :fiore
  4. texas50 21 marzo 2018 ore 13:45
    Quanto mi è dispiaciuto per baffina. Molto commovente ciò che hai scritto. Un saluto anche da parte mia. :flower

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.