Stelle nel bicchiere °

11 ottobre 2016 ore 13:24 segnala



Mi arrampico quasi correndo per la lunga e ripida scala dai gradini scivolosi e sbrecciati, su su fino alla porta di legno tarlato. Cigola quando la spingo appoggiando le mani. Entro in punta di piedi. Federica è lì, nello spazio più ampio e scuro. Accanto a lei i suoi allievi e davanti ad essi un piccolo blocco ancora informe: con le mani sapienti smussano angoli, lucidano, danno sembianze a quel pezzo di bronzo. - Che forma avrai, creatura di metallo? Batterà il tuo cuore impiantato dall'amore? - Mi vedono. Lei mi manda un bacio, i ragazzi mi sorridono. Nella piccola cucina, a destra, c'è Walter che fuma in modo dissennato mentre prepara la cena per tutti e contemporaneamente legge L'Unità. Mi saluta sventolando tutto ciò che ha in mano e come sempre leggo nei suoi occhi quel misto di infelicità, pazzia, stranezza e voglia di capovolgere il mondo che mi ha sempre frastornata. E' bellissimo e triste. Chiede amore che non ho. - E' rimasto di fronte a una linea sottile ed evascente, confusa tra cielo e mare. Mi spiace Walter -
Le ricordo le nostre notti quassù, tutti insieme in allegria. Notti belle. Semplicemente belle, spese tra chiacchiere vane e politica, tra musica e fumo, tra arte e odori aspri di vernice.
Un pezzo di vita che se n'è andata e che non se n'è andata mai.
Salgo l'ultima rampa, quella con gli scalini di legno vecchio e la ringhiera di bronzo. Sono in cima. La mia poltrona, ormai consunta, è ancora lì. Sopra, la grande vetrata rifugio degli occhi e porta aperta sull'altro mondo, quello parallelo, in cui ho trascorso mille vite.
Fui Eva. Segnata dal castigo e dal dolore, vidi i miei figli disperdersi sulla Terra. Donna, compagna, madre, amante. Ricordata nei secoli a venire per quel gesto di suprema disubbidienza. E di libertà.
Fui Betsabea. Bellissima e adultera. Sposa di Davide, gli diedi Salomone: il re giusto.
E sono stata Sara dalla maternità tardiva, e Rachele...e poi Miriam salvatrice di Mosè.
Ho indossato i fastosi abiti delle regine d'Egitto, i pepli delle donne greche, le tuniche di quelle romane.
Tutti i tempi ho attraversato. Vivono in me Ipazia con le sue notti insonni davanti al mistero dei cieli -Ipazia sacra, bellezza delle parole, astro incontaminato della sapiente cultura -, e Diotima accolta nel simposio di Platone per parlare d'amore - Sei l'oblìo assoluto: sei il ricordo. Sei la non incrinata fragilità. O carnale Diotima -.
Fui pittrice. Scienziata. Matematica. Filosofa. Fui poetessa. - I pallidi fiori dondolavano la corolla, di nuovo sognavo quella lontana liberta', quel paese dove sono stata con te -.
E fui la donna contadina che piegata sui campi dissodava la terra o raccoglieva il riso. L'operaia alla catena di montaggio, stanca e mai doma.
Fui la figlia e la madre. Porto in me le infinite luminose particelle di ognuna e di tutte, come stelle che brillano nel bicchiere con cui brindo alla vita.
Fui. E sono io che guardo il tempo conquistato mentre scende la notte. Là fuori ci sono loro e dal Carro brillante, da Andromeda regina, da Orione e da Virgo i battiti del cuore delle donne che sono fuori di me e sono in me, si uniscono al mio e mi chiamano perché, aldilà dello spazio buio, rischiari il mio sorriso.


Io, Njlo, da qui vengo. Mi piace pensare che in questo "qui" tornerò.
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« immagine » Mi arrampico quasi correndo per la lunga e ripida scala dai gradini scivolosi e sbrecciati, su su fino alla porta di legno tarlato. Cigola quando la spingo appoggiando le mani. Entro in punta di piedi. Federica è lì, nello spazio più ampio e scuro. Accanto a lei i suoi allievi e dav...
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11/10/2016 13:24:38
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Commenti

  1. tiptoed 11 ottobre 2016 ore 13:57
    molte vite molti maestri , l'autore e' Brian Weiss
    leggilo!
  2. semplicemente.1965 11 ottobre 2016 ore 14:19
    Che bellezza questo scritto, mi ha dato i brividi
    Tante donne siamo state, ignorate, cancellate eppur ancora resistenti ed esistenti
  3. Njlo 11 ottobre 2016 ore 14:20
    Tiptoed, l'ho leggiucchiato, ma non ha nulla a che vedere con il senso del post che, mi rendo conto, è un po' criptico soprattutto nel finale. Purtroppo non tutto si può spiegare, vi sono sensazioni e anche vissuti particolari per cui le parole sono inadeguate. Grazie :rosa
  4. Njlo 11 ottobre 2016 ore 14:23
    Semplicemente, sì, è semplicemente così. Un'eredità che non dovremmo disperdere. :rosa
  5. Xaspettando.tex 11 ottobre 2016 ore 23:12
    In questo post c'è di tutto e cioè vita vera, poesie, storia e tutto viene raccontato in un modo così emozionante da toccare le corde più nascoste del nostro cuore.
    Grazie per questo gioiellino. :rosa
  6. gandalf3 12 ottobre 2016 ore 10:13
    INCANTATO!!!Tu sai che io non ho la"preparazione culturale"per commentare queste tue parole perché,ben pochi di quei personaggi ho conosciuto come studio o lettura.Ma questo intersecarsi di vite che con deliziosa maestria tu accosti e fai attraversare alla tua;mi fa viaggiare verso mondi sconosciuti
    che improvvisamente si spalancano davanti a me per invitarmi a viverli.
    E poi quel"Io, Njlo, da qui vengo. Mi piace pensare che in questo "qui" tornerò. "
    E' un invito a seguirti per assaporare quello che a me è sconosciuto mentre per te è familiare.
  7. gandalf3 12 ottobre 2016 ore 10:26
    Spero che Walter leggesse mentre preparava la cena non l'attuale ma la vecchia
    "UNITA' "...
  8. unbattitodiciglia 12 ottobre 2016 ore 10:36
    http://www.eticamente.net/wp-content/uploads/2014/07/porta-magritte.jpg
  9. Njlo 12 ottobre 2016 ore 11:31
    Aspettando, sì è un tutto assemblato in un modo un po' strano, ma credo affascinante. :rosa

    Gandalf, tu hai tutto ciò che serve e cioè il Cuore. La storia, vera, non mi appartiene se non per eredità e poiché risale agli anni '70 è la vecchia Unita'. :rosa

    Un battito, la porta aperta sull'infinito. Così penso che sia il nostro passaggio sulla terra, un cammino verso quella porta. :rosa
  10. 7aerdna 12 ottobre 2016 ore 12:54
    E' rimasto di fronte a una linea sottile ed evascente, confusa tra cielo e mare.

    Un pezzo di vita che se n'è andata e che non se n'è andata mai...

    Sopra, la grande vetrata rifugio degli occhi e porta aperta sull'altro mondo, quello parallelo, in cui ho trascorso mille vite.

    Porto in me le infinite luminose particelle di ognuna e di tutte, come stelle che brillano nel bicchiere con cui brindo alla vita.

    Fui. E sono io che guardo il tempo conquistato mentre scende la notte.

    ...i battiti del cuore delle donne che sono fuori di me e sono in me, si uniscono al mio e mi chiamano perché, aldilà dello spazio buio, rischiari il mio sorriso.

    ...Completamente perso in questo incantevole "qui"...
    ...e il naufragarvi m'è dolce...
  11. Evelin64 12 ottobre 2016 ore 13:16
    ...e fu Donna, fra le Donne e le donne...fra le madri e le sorelle, fra le compagne ed Amiche....fu ed è Donna, una come tante forse, ma nel suo stile Unica ed insostituibile....come l'Amica che ho nel cuore e che mi ha insegnato a restare in piedi, sempre e comunque....:rosa:
  12. Njlo 12 ottobre 2016 ore 13:27
    Aer, è un bel "qui" in cui naufragare. Forse allontana un po' dalla realtà che è spesso cruda e difficile, tuttavia aiuta a riconquistare quel che spesso si crede perduto: la limpidezza del cuore.

    Evelin, una come tante assolutamente, con una estrema fragilità e tante debolezze, ma sempre in piedi anche se a mezz'aria. L'Amica è malata, incosciente da sempre è uscita sotto il sole del pomeriggio sottovalutando il vento freddo, che l'ha stesa.

    Grazie Ragazzi :rosa
  13. antioco1 19 ottobre 2016 ore 13:51
    ho ragione scrivi veramente bene ciao saf Ale

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