Ba-na-le

05 aprile 2018 ore 11:04 segnala
Premesso che :
- non sono laureata, tutto ciò che sto per scrivere si tratta di informazioni che ho preso dal web, personificate poi, in pratica ho fatto i " compiti a casa";
- sono una ragioniera : mente matematica, schematica, precisa. Le mie uniche conoscenze sulla letteratura e sulle etimologie delle parole risalgono agli studi, lontani ormai, notando la mia età.

Ba-na-le = non originale, scontato, dal francese : proclama del signore feudale (affine a "bando"), da cui appartiene al feudatario , prima, e comune a tutto il villaggio, poi.
Nell' antichità feudale qualcosa di banale era qualcosa il cui uso era concesso all' intera comunità.
Attualmente , in una società fatta di idee estrose, originali, personali, il termine banale risulta essere quasi un'offesa.
E' vero anche che non bisogna essere troppo rapidi ad etichettare questo termine a cose che accadono "banalmente" nel quotidiano : anche i sentimenti più puri che proviamo sono spesso banali e non per questo di minor valore ( e poveri, ahimè, poeti che se ci sentissero considerare l'amore come qualcosa di banale, si rivolterebbero nella tomba!); anche un tramonto; un fiore; il vento del mare!
Può essere banale un film o un semplice lavoretto fatto da mio figlio all' asilo.

Una persona, a me ASSAI cara, ha usato questa espressione rivolgendosi a certe mie risposte considerate, per lui, troppo banali.
Ecco, io mi chiedo, ma in una società dove tutti vogliamo spiccare per la propria originalità, ritenendoci persone uniche e speciali, dove virtualmente mettiamo post in cui ci crediamo saccenti del " CI-A-ZETA-ZETA-O", non è meglio sentirsi semplicemente banali?
A me pare proprio che, a furia di sembrare il contrario, la persona banale sembra essere quella più, a mio semplice avviso, ORIGINALE.

Dopo tutto ciò mi ritengo una persona a cui piace ficcare il naso nel mondo cercando qualcosa che mi piaccia più di quello che ho già; mi sento uguale all'uomo; sto finendo un libro; riesco a tenere viva l'attenzione su di me quando parlo e, infine, mangio ciò che mi pare....

TROPPO BANALE?
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Premesso che : - non sono laureata, tutto ciò che sto per scrivere si tratta di informazioni che ho preso dal web, personificate poi, in pratica ho fatto i " compiti a casa"; - sono una ragioniera : mente matematica, schematica, precisa. Le mie uniche conoscenze sulla letteratura e sulle etimologie...
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05/04/2018 11:04:25
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Commenti

  1. leonardo2018 05 aprile 2018 ore 12:36
    Beh, che il banale diventi originale mi sembra una forzatura. Io direi che servono entrambi, non si può sempre vivere con le corde tese, essere originali è stancante e di tanto in tanto tuffarsi nel banale è rilassante. Ah, dimenticavo, il tuo post non è banale.
  2. NnSnUnAngelo 05 aprile 2018 ore 12:40
    Era esattamente ciò che volevo emergesse dal mio post! Grazie per il passaggio... non so taggarti però! Spero tu legga la mia risposta... Magari mi spieghi come posso taggare! Hahaha non sono proprio pratica, sono vecchio stampo!
  3. leonardo2018 05 aprile 2018 ore 12:46
    Ecco, magari dovrei capire il concetto di "Taggare", a proposito di "vecchio stampo" Comunque il tuo commento mi è arrivato forte e chiaro, così com'era anche il tuo post. A proposito del tuo nik: per fortuna che non lo sei!!
  4. leggendolamano 05 aprile 2018 ore 18:47
    Ogni giudizio critico va preso per quello che è: mera espressione soggettiva.
    Chiunque ammanti il proprio giudizio di universalità è di per sè soggetto la cui critica diventa criticabile. Io credo che ognuno di noi viva in un ambito di espressività nel quale debba potersi muovere senza il timore di essere giudicato.
    Nulla è banale e nulla è eccezionale come , viceversa, tutto può esserlo.

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