Musa

20 febbraio 2017 ore 11:57 segnala

quanto vorrei che tu mi parlassi di te
io ti ho vista mutare
ma come tu dici spesso
non mi basta
ma non per egoismo
per desiderio
per voler conoscerti in ogni tuo segreto
in ogni tuo pensiero.
Io parlo con te come non ho mai fatto prima
come un libro che non ha copertina
incapace di chiudersi
perché voglio che tu sappia di me
così, mi spoglio di tutto
ed è una nudità dell'anima
e mi piace esserlo d'avanti a te.
Così nascono le poesie, figlie di una musa che ti ispira
scrivendo ad anima nuda.
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20/02/2017 11:57:00
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Da te a me

17 febbraio 2017 ore 13:13 segnala


l'errore che si fa sempre è quello di credere che la vita sia immutabile e che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo, ma il destino ha molta più fantasia e proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, tutto si stravolge, e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita...
e tutto diventa emozione.
Le tue dita che sfiorano i miei capelli, il tuo respiro sulle mie labbra, i tuoi occhi nei miei, le tue parole sussurrate in un abbraccio, le mie dita che ti provocano un brivido, vederti ridere e ridere con te, guardarsi e dirsi tutto senza dire niente, lasciarci amare così, naturalmente.
Io non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita, non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te, non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro, però quando serve starò vicina a te,
non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non ti faccia cadere, la tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei, però gioisco sinceramente quando ti vedo felice, non giudico le decisioni che prendi nella vita, ma ti appoggerò, stimolerò e aiuterò sempre,
non posso tracciare i limiti entro i quali devi muoverti, ma posso offrirti lo spazio necessario per crescere, non posso evitare la tua sofferenza quando qualche pena ti tocca il cuore, però posso piangere con te, raccogliere i pezzi e aiutarti a ricostruire tutto, non posso dirti né cosa sei nè cosa devi essere, solamente ti voglio come sei e voglio essere tua, mi hai sempre detto che non bisogna mai accontentarsi, mai rassegnarsi, che in amore queste parole non devono mai esistere perché sarebbe ingiusto, ingiusto e riduttivo, spesso si mente a se stessi solo per il bisogno di avere accanto qualcuno, e quando ti innamori davvero ti rendi conto di quanto sia diverso da tutto quello che hai vissuto nella tua vita e impari che l'amore è tutto ciò che può renderti veramente felice e contemporaneamente distruggerti, è qualcosa che non puoi controllare, che in breve tempo diventa la tua ragione di vita, ciò che riesce a darti la forza di andare avanti
è gioia, è sofferenza, è ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta.
e quando lo trovi te ne accorgi, senza bisogno di pensarci, lo sai e basta.
l'amore è eterno perché è l'unione di un'anima divisa equamente in due corpi e l'anima non invecchia,
non muore e non dovrebbe essere soggetta ai sussulti della vita.
Mi manchi da morire .
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17/02/2017 13:13:25
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10 Minuti al giorno

17 febbraio 2017 ore 13:07 segnala


Tutti i giorni tranne il Giovedì Sara entra nell'ufficio della caposala, sono le 16 in punto e si siede alla sedia della grande scrivania, alle spalle un pannello pieno di led colorati che riconducono alle stanze dei pazienti, poggia i piedi sulla scrivania e reclina la testa all'indietro chiudendo gli occhi, 10 minuti per lasciarsi alle spalle flebo, cateteri e pazienti in lungodegenza, solo dieci minuti di assoluto silenzio per poi tornare alla vita.
Sono le 16 in punto, Marco guarda fuori dalla finestra come tutti i giorni tranne il Giovedì, aspetta che la sua Infermiera principessa si sieda alla grande scrivania, sono i 10 minuti che tutti i giorni aspetta ed a cui non rinuncerebbe mai per nulla al mondo.
Appoggia il mento sul tavolo scostando il bicchiere con le penne, in quei 10 minuti tutto si ferma e non gli serve altro che contemplare, non conosce nemmeno il suo nome, certo è che avrebbe potuto incontrarla, sarebbe bastato aspettarla all'uscita dell'ospedale, magari seguirla, cercare di parlargli, ma non lo ha mai fatto, ed ormai sono due anni che aspetta.
Marco è li anche il giovedì, è stupido aspettarla perché lei il giovedì ha il suo giorno libero, eppure lui è li, e non ha mai considerato quei 10 minuti come tempo sprecato.
Sara riapre gli occhi, va nello spogliatoio ma prima guarda fuori dalla finestra, solo un rapido sguardo velocissimo e furtivo, sorride ed esce dalla stanza.
Marco la guarda uscire poi la stanza resta vuota, torna alle sue carte disordinate, e pensa a quanto manca a domani.

La memoria corta dell'amore

15 febbraio 2017 ore 11:43 segnala


L'amore ha la memoria corta, è il subdolo antagonista della tua razionalità, quella che ti dice senza mezze misure " Guarda che sono parole di rito queste! ", ma l'amore è li a ribattere "No! Non è vero ! Lei darebbe la sua vita per te!" ecc ecc .
E' sconcertante il modo in cui si crede a tutto,o forse è sconcertante il modo in cui si vuole credere a tutto, fa tenerezza in fondo questa incondizionata ingenuità, ma i risvegli sono deludenti, non voglio dire dolorosi perchè il dolore merita un rispetto diverso.
Ora sto rivivendo quei momenti, e più che le immagini è l' acustica che mi sconcerta, risentire con la memoria tutte quelle promesse e dargli ora un impietoso voto insufficiente fa sentire sciocchi ed ingenui, eppure non smettono di torturarmi le orecchie, non finiscono mai di ripresentarsi in qualsiasi ora del giorno e della notte, e tu non puoi evitare di sentenziare a te stesso: STUPIDO !

Mini tacchi e gradini

15 febbraio 2017 ore 11:39 segnala


Lui arriva e resta a motore acceso, piazza deciso due colpi di clacson, difficile che aspetti una lunga coda scendere dal balcone, dopo pochi minuti il portone si apre, lei ha l'aria di chi si è preparata in poco meno di 4 ore, minigonna inguinale e tacchi altissimi, ha 5 gradini da affrontare ma al 3 traballa pericolosamente, è un po' colpa della gonna di certo che la fascia a modi domopak e di certo la taglia in meno fa fatica a contenerla tutta, mi sto godendo la scena dal balcone di casa mia, poi lei arriva faticosamente al traguardo e naturalmente si apre lo sportello da se, ha capelli lunghi ed ondulati, nella sua maestosità in realtà è carina, ma alla lunga l'aggettivo che più viene fuori sarebbe " buffa " , in fondo ha un esuberante volgarità ma che si addice perfettamente al contesto quindi sarebbe più strano se fosse il contrario.
Si accomoda e lui riparte come se fosse scattato il via al Gran Premio di Monza, lascia abilmente la metà dei pneumatici sull'asfalto e io credo che il divertimento per quella sera sia finito li.
Qualche ora dopo dovrò ricredermi, è mezzanotte e un quarto e sono ancora li, l'aria è fredda ma piacevole, posso vedere il mare e mi piace, e la luna è tenue ma molto rilassante questa sera, il mare è una tavola ed io ci affogo i miei pensieri, poi sento un motore familiare, se sono di ritorno non sono andati di certo a ballare, ed eccoli, frenatona di certo per ricaricare il dispositivo di recupero energia in frenata ed altra buona parte di pneumatici sull'asfalto, quasi quasi resto fuori ancora un po' e me li godo.
Lei è evidentemente meno in tiro di quando è uscita di casa, porta addosso i segni di un combattimento da sedile posteriore, e lui è visibilmente appagato come chi è riuscito a superare la soglia dei 3 minuti, poi tira giù il finestrino e viene fuori e a circa 3000 decibel gli articolo 31 stanno urlando dall'interno dell'abitacolo attraverso lo stereo, poi lei gli stampa un bacio lungo e schioccante " credo " sulle labbra e lui le guarda il sedere mentre lei scende dall'auto, riaffronta i gradi questa volta in scalata ed ora è molto più traballante ed il suo sederone oscilla fortemente, poi si volta ancora un secondo e lo saluta agitando un braccio a modi Titanic in partenza e scompare dietro il portone.
Lui non riparte subito, prende il cellulare e comincia a scrivere, mi piace pensare che le stia mandando un sms di buona notte in uno slancio di tardivo romanticismo, ma non ci scommetterei, poi un altra dose di ruote sull'asfalto e mi rilascia in mezzo al mio silenzio.

Vuoto

15 febbraio 2017 ore 11:30 segnala


Ci sono giorni , in cui un angosciante sensazione di vuoto ti afferra la parte alta dello sterno , come se ti avessero fatto un bel buco esattamente lì con il divieto assoluto di poterlo riempire con qualsiasi cosa .
Sono i giorni in cui non sai cosa c'è , i giorni in cui non sai di cosa hai bisogno , giorni in cui niente ti sembra utile e tutto diventa indispensabile per cercare di sentirsi meglio , di non sentirsi ancora così .
Oggi è uno di quei giorni , e non faccio altro che guardare nervosamente l'orario sul cellulare tirando verso me i minuti e le ore così che venga in fretta domani e si porti così questa orrenda sensazione .
Credo sia un campanello che annuncia la tua infelicità , il cavolo è che non sai il perchè ti senti così .
Non ho voglia di sentirmi così ancora .

Anime

14 febbraio 2017 ore 12:34 segnala

Le parole sono il bisogno irreprimibile che ha l'animo umano per esprimere la sua essenza,
ma quando due anime riescono a stare insieme senza il bisogno di dirsi nemmeno una parola,
solo allora appagano il bisogno.
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« immagine » Le parole sono il bisogno irreprimibile che ha l'animo umano per esprimere la sua essenza, ma quando due anime riescono a stare insieme senza il bisogno di dirsi nemmeno una parola, solo allora appagano il bisogno.
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14/02/2017 12:34:59
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