Carne

24 settembre 2018 ore 08:54 segnala


Ha gusto il tuo tornare,
e non sconvolge,
perchè io sono aria e tu aquilone,
così che io a torto e tu a ragione
ci scambiamo follemente i ruoli.
Cosa serve chieder scusa a un predatore?
Credo a niente, perchè soprassiede e non dimentica,
lento e felino si riprende il suo terreno e ti ci lascia giocare,
ma con un occhio scruta senza posa,
per poi scegliere il momento a deliziarsi ,
della tua carne maliziosamente rosa.
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« immagine » Ha gusto il tuo tornare, e non sconvolge, perchè io sono aria e tu aquilone, così che io a torto e tu a ragione ci scambiamo follemente i ruoli. Cosa serve chieder scusa a un predatore? Credo a niente, perchè soprassiede e non dimentica, lento e felino si riprende il suo terr...
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24/09/2018 08:54:01
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Asciugarsi addosso.

22 settembre 2018 ore 08:03 segnala


Accendi le luci che di buio ci siamo saziati
un abbraccio convulso in coperte mescolate
dove i corpi non si distinguono.
noi siamo un misto di umori
ed io su di te ed il tuo viceversa
ci lasciamo asciugare addosso
come se servisse a conservarci.
accendi la luce perchè
di buio ci siamo saziati.
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« immagine » Accendi le luci che di buio ci siamo saziati un abbraccio convulso in coperte mescolate dove i corpi non si distinguono. noi siamo un misto di umori ed io su di te ed il tuo viceversa ci lasciamo asciugare addosso come se servisse a conservarci. accendi la luce perchè di buio ci siam...
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Le nozze

21 settembre 2018 ore 10:38 segnala


Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna,
ed il Sole per festeggiare l'evento
chiamò tutte le Stelle del firmamento,
che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando,
anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità .
Ma quando alle nozze giunse la Terra,
il suo sguardo incrociò quello della Luna,
e da quello sguardo sbocciò un amore tanto grande,
quanto poca sarebbe stata la sua fortuna .
Mentre Re Sole celebrava le nozze,
la Luna abbandonò l'altare
per correre dalla Terra suo unico vero amore,
ma nell'istante in cui si giunsero le loro mani,
la Notte ed il Sole , colti da collera e furore,
lanciarono un incantesimo su questo nuovo amore .
La Terra tra Giorno e Notte fu imprigionata,
mentre la Luna per sempre fu confinata .
Solo il Tempo impietosito da questo nuovo amore
concesse ai due amanti la possibilità
di guardarsi per l'eternità .
La povera Luna distrutta dal dolore,
raccolse i cocci del suo povero cuore,
e tra le lacrime cominciò a contemplare il suo unico vero amore .
E ancora oggi se alzi gli occhi al cielo,
trovi la Luna che ricoperta da un candido bagliore,
rivolta verso il suo amore,
lo continua a guardare,
ma mai più lo potrà toccare .
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« immagine » Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna, ed il Sole per festeggiare l'evento chiamò tutte le Stelle del firmamento, che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando, anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità . Ma quando alle nozze giunse la Terra, il ...
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senza fiato

20 settembre 2018 ore 09:26 segnala


Sei qui di fronte a me ginocchia assenti,
che i tuoi capelli, mi riempiono le mani,
e gli occhi tuoi, per me così lucenti,
guardando me invitano a farne ali,
Ti chiedo di varcar colonne d'Ercole,
ed ora, il tuo sguardo, va nel mezzo,
e le tue labbra dolci ti si schiudono,
e già di me scompare un altro pezzo.
E' un attimo che dura mille anni,
e tu non hai più dono di parola,
e le tue mani fanno nuovi danni,
e mi ritrovo a occluderti la gola.
Adesso io, non conto più di nulla,
e le mie gambe tremano esitanti,
le dita mi si stringono serrando,
e sento che il tuo capo va più avanti,
ormai quando è completa la misura,
e un altro margine non si può toccare,
ti serri al mio sedere ed ho paura,
che il fiato manchi senza più tornare.
Secondi in cui noi due siamo una cosa,
momenti a cui non so mai rinunciare,
con te mia bianca pelle e bocca rosa,
che tutta la mia vita sai ingoiare.
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« immagine » Sei qui di fronte a me ginocchia assenti, che i tuoi capelli, mi riempiono le mani, e gli occhi tuoi, per me così lucenti, guardando me invitano a farne ali, Ti chiedo di varcar colonne d'Ercole, ed ora, il tuo sguardo, va nel mezzo, e le tue labbra dolci ti si schiudono, e g...
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Ed ora vai.

19 settembre 2018 ore 08:46 segnala



E' della tua anima che mi libero
non è il tuo corpo che ho mandato via,
io decido per te,
presuntuoso lo sono abbastanza
ma egoista mai
e tu lo sai,
per questo non mi odi e sei ancora qui
perché così tu ricominci,
puoi salvarti da un eccessivo donarti,
meritati,
perché gli altri già ti hanno,
e ti mordono, insaziabili delle tue attenzioni.
Ora rinasci e forse, muteremo senza abbandonarci,
che staccarsi è un dolore così grande
da essere insopportabile.
Io sono fatto per essere portata
e mai un contorno,
ma se non ceneremo insieme,
di certo ci penseremo mangiando.
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« immagine » E' della tua anima che mi libero non è il tuo corpo che ho mandato via, io decido per te, presuntuoso lo sono abbastanza ma egoista mai e tu lo sai, per questo non mi odi e sei ancora qui perché così tu ricominci, puoi salvarti da un eccessivo donarti, meritati, perché gli altri già...
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Il tuo piacere

18 settembre 2018 ore 16:18 segnala


Io ti ho insegnato un piacere antico,
qualcosa già parte della tua natura,
Osservando il tuo corpo e i suoi movimenti,
rubando al mio godere per donare al tuo.
Ti ho vista implodere in un momento di eruzione,
trasformando un attimo sublime in uno sciocco torturarsi,
ho studiato il tuo piacere pieno di colpe non tue,
e piano, dolcemente ti ho riportato a te stessa,
ed ora su di me io ti sento esplodere,
e non c'è piacere che valga questa gioia.
Ora tu cammini sola e non ti serve la mia mano,
padrona di te dimentichi quel tempo,
ma io conosco la tua strada e i tuoi passi fatti sono i miei,
ti lascio allontanare e non voltarti,
perchè non ho più passi da donarti.
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« immagine » Io ti ho insegnato un piacere antico, qualcosa già parte della tua natura, Osservando il tuo corpo e i suoi movimenti, rubando al mio godere per donare al tuo. Ti ho vista implodere in un momento di eruzione, trasformando un attimo sublime in uno sciocco torturarsi, ho studiato il t...
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L'affido a voi

17 settembre 2018 ore 16:22 segnala



Dove muore il volo della mia farfalla?
Come chiede in prestito le ali alla notte?
E tu amica Luna, quanta luce gli doni lungo il viaggio?
E tu vento, si clemente con lei,
perchè lei è da me che viene ogni notte,
voi non potete frenare il suo volo,
perchè in passato avete avuto bisogno di me,
che su di voi ho accesso i riflettori del mondo.
Ora vi chiedo, miei dolci amici nascosti dalle tenebre,
di proteggerla lungo la strada,
perchè lei è così fragile, così delicata,
ed io so quanto le costa il viaggio .
L'aspetto ogni notte, con gli occhi chiusi e la mente desta,
ansioso ansimante il suo arrivo,
ricordando le notti in cui non volava sul mio cuore,
notti fatte di un vuoto profondo.
Seguitela amici miei, e portatela a me,
perchè senza il suo volo di speranza,
per me non può esserci amore.
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« immagine » Dove muore il volo della mia farfalla? Come chiede in prestito le ali alla notte? E tu amica Luna, quanta luce gli doni lungo il viaggio? E tu vento, si clemente con lei, perchè lei è da me che viene ogni notte, voi non potete frenare il suo volo, perchè in passato avete avuto bisog...
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Così come io ti voglio

14 settembre 2018 ore 16:59 segnala



E' vestita che io ti preferisco,
così da poter godere di ogni indumento che vola via,
sempre con quegli occhi dentro i miei,
a non perder di vista il bersaglio.
Ondeggi senza musica suadente,
ed una camicetta muore,
ed io seduto a sposar gomiti e ginocchia
mi godo il risultato,
mentre ti accarezzi e mi inviti,
le tue mani scompaiono dietro la schiena,
e slacci mentre allacci il mio desiderio,
ed un altro pezzo vola via.
Capezzoli come baluardi al fronte
e la mia fronte che suda desiderio,
e tutto si mescola tra sorrisi e ammiccamenti,
mentre mani scivolano sui fianchi,
una gonna si ammaina,
lasciandoti un solo lembo di pizzo a separarci dal piacere.
Ti accarezzi ancora ed io più non controllo il risultato,
e tu che annulli la distanza passo dopo passo,
ora sei li fatta per confondermi,
mentre ti offri come il più caldo pasto,
scarto l'ultimo ostacolo e ti mangio.
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« immagine » E' vestita che io ti preferisco, così da poter godere di ogni indumento che vola via, sempre con quegli occhi dentro i miei, a non perder di vista il bersaglio. Ondeggi senza musica suadente, ed una camicetta muore, ed io seduto a sposar gomiti e ginocchia mi godo il risultato, ment...
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Aspettando le tue mani

13 settembre 2018 ore 13:17 segnala


Sei come un quadro, di vetro vestita,
quanto mi pesa che tu sia immagine adesso,
ora che ho bisogno tu sia mani,
ora che ho voglia tu sia bocca,
ora che desidero i tuoi fianchi su di me,
ma sei solo immagine per i miei occhi
e plastica per le mie dita.
ma domani
domani cancelleremo la lontananza,
trasformeremo il tempo annullando la distanza,
e le mani saranno nelle mani
e gli occhi si perderanno negli occhi,
una sola bocca,
e lingue perse dentro noi
mescolati ad ingannar certezze,
genitori di un tramonto che muore,
e figli dell'alba che ci attende.
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« immagine » Sei come un quadro, di vetro vestita, quanto mi pesa che tu sia immagine adesso, ora che ho bisogno tu sia mani, ora che ho voglia tu sia bocca, ora che desidero i tuoi fianchi su di me, ma sei solo immagine per i miei occhi e plastica per le mie dita. ma domani domani cancelleremo l...
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DI fronte

12 settembre 2018 ore 09:11 segnala


Restò a guardarla seduto sul bordo della sedia, si dondolava piano, quasi cercasse di cadere goffamente per spezzare l'imbarazzo del momento, ma non accadde, lei continuava a toccarsi d'avanti a lui, lo guardava dritto negli occhi, vedeva le sue labbra muoversi, ma non diceva nulla, la lingua che ritmicamente faceva
capolino ad ogni piacere intenso, era impossibile non accorgersi della sua eccitazione e lei lo guardava in quel modo.
Aveva sempre temuto quel suo modo di puntargli addosso gli occhi, sia nel bene che nel male, lei non aveva bisogno di parole quando lo faceva, ed ora la scena si ripeteva, non potè trattenersi dal passare la mano sul proprio membro, in quel gesto che fanno gli uomini quando si destano la mattina e non importa
con chi e dove siano, perchè è la stessa natura che gli ha concesso quella licenza e loro ne abusano esageratamente, si accorse di averlo duro come non mai, mentre vedeva le mani di lei riempirsi il corpo, ma aveva promesso, e non si mosse da li.
Lei sapeva che avrebbe fatto il bravo, almeno sino a quando non fosse stata lei stessa a rompere quel vincolo, gli piaceva averlo in suo potere, adorava gestire gli uomini, sapeva usare il proprio corpo,
lo aveva sempre fatto sin da piccola, prima inconsciamente poi sempre più con malizia, sino a diventare regina di se stessa, con lui era seducente e cattiva allo stesso tempo, come ora, lo vedeva ansimare ma cercava di conservare un certo controllo, nemmeno si rendeva conto del fatto che si stesse toccando,
come se avesse necessità di scimmiottare i movimenti di lei per cercare di ricavarne il medesimo piacere.
Accelerò sentendo tre dita calde dentro di se, era bagnata e scivolavano come in un amplesso, tornava su imprigionando il clitoride e piano pizzicandolo si dava un nuovo brivido, lui era esausto di immobilità, no ne poteva più, e lei lo sapeva.
Ormai aveva la cappella fuori dai pantaloni, sentiva la propria mano scivolare sopra la pelle nuda , non era circonciso, così quel piacere d'umido d'autolubrificazione era gustoso, guardava il suo corpo nudo, lei era bellissima, così oscenamente aperta eppure così poetica nel suo complesso, la pelle nella dolce penombra della stanza sembrava d'avorio, aveva un capezzolo tra le dita e non si limitava a stringerlo, lo torturava tirandolo all'infuori, e lui si diede dello stupido perchè aveva sempre sognato farlo ma aveva paura di fargli male, ed ora invece era lei stessa a usare in quel modo il proprio corpo.
Lei lo studiò attentamente, il ritmo cresceva copiosamente, ormai lui era semicurvo su se stesso, quella posizione che si assume quando i reni cominciano a sentire l'urlo, aspettò ancora un attimo e poi gli fece segno di venire verso dl ei.
Vide le dita di lei uscire del suo corpo, la guardò mentre se le passava nella bocca assaggiando il proprio sapore, non si rese conto di quanto ormai era ridicolo in quell'atteggiamento da tredicenne, sentiva piacere, un fuoco nelle reni, poi lei gli fece segno di venire, e lui sollevo piano il bacino dalla sedia e questo gli fu fatale.
Un fiotto caldo di vigore giovanile lo tradì , si guardò tra le mani, poi sollevò il capo e la sentì ridere compiaciuta, lui a 3 metri dal suo letto piegato, sesso in mano, la guardò uscire dalla stanza,
Lei chiuse la porta.
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« immagine » Restò a guardarla seduto sul bordo della sedia, si dondolava piano, quasi cercasse di cadere goffamente per spezzare l'imbarazzo del momento, ma non accadde, lei continuava a toccarsi d'avanti a lui, lo guardava dritto negli occhi, vedeva le sue labbra muoversi, ma non diceva nulla, ...
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12/09/2018 09:11:30
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