Negli occhi della mia donna

14 aprile 2017 ore 07:51 segnala


Fare l'amore è quasi sempre qualcosa di sconvolgente, è anche vero che abituarsi sistematicamente a qualcuno, a volte, può risultare meno interessante, ma è sempre possibile aggiungere nuove e coinvolgenti variabili che possono renderlo più " piccante ".
Ma niente e sottolineo niente ti prende e ti coinvolge come gli occhi della tua donna, alla quale regali un emozione nuova, ero abbastanza giovane quando mio nonno che ormai stralunava un po, mi diceva che avrei dovuto scegliere una giovane donna se volevo che la mia vita divenisse colma di soddisfazioni, nel suo modo un po crudo ma diretto mi diceva che avrebbe imparato da me, e che non lo avrebbe dimenticato mai.
Aveva ragione, solo una cosa ho compreso dopo, che giovane donna non indicava l'età, non era realmente una differenza di anni che intendeva, parlava di differenze di potenziale, come una pila che da energia fino a quando i suoi due poli non si pareggiano, allo stesso modo si nutre l'amore, ed allo stesso modo l'amore
si fa.
Ieri la guardavo, si muoveva su di me e non era certo la prima volta, ma potevo aggiungere piccole varianti a volte appena percettibili, per vedere trasformarsi il suo viso, perchè è negli occhi di una donna che trovi il tuo piacere, è nel mutare del suo sguardo quando il fuoco del suo ventre comincia ad infestargli il cervello,
piccoli momenti speciali in cui il suo piacere diventa il tuo piacere, ed io non riesco a nutrirmi d'altro che di questo, così non stacco mai i miei occhi dai suoi.
Non mi sento presuntuoso, e lei ogni volta mi chiede di donargli di più, ed è così che mi incatena a lei, ha imparato a chiedere ma lo fa come se io potessi scegliere anche un no, so benissimo che non potrei mai ma questo ci tiene saldamente insieme, ci mescola ed ogni volta che ognuno di noi riprende i suoi pezzi, inevitabilmente porta con se una parte dell'altro.
Io e lei continueremo a mescolarci, ed io mi nutrirò dei suoi godimenti così come lei si nutre dei miei, e lo faremo così tanto, così a lungo, ci mescoleremo ancora e poi ancora, che un giorno io sarò perfettamente lei e lei sarà perfettamente me, ed insieme saremo " perfettamente imperfetti " .
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14/04/2017 07:51:03
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Marco

13 aprile 2017 ore 11:36 segnala


( Interno ospedale, stanza privata, ore 22.45, giorno numero 426 . )

Marco ha aperto la finestra, ho perso il conto delle notti ormai, non credevo avesse la forza di alzarsi, è più o meno una sagoma d'avanti ai miei occhi, pian piano il mio stato passa dal sonno alla veglia e comincia ad avere contorni più definiti, sento il freddo sulla faccia che proviene dalla finestra spalancata, si è voltato
un attimo a guardarmi pochi secondi prima o così almeno credo, non so forse mi ha sorriso, mi sto ancora chiedendo come cavolo faccia a stare in piedi, da quanto tempo è li? Nemmeno io so più da quanto tempo sono li, era cominciato tutto come fosse nulla, ma ora il nulla è dentro di noi, sono svuotata io, è svuotato lui,
lo siamo tutti ormai, sentiamo solo tanto dolore.
Fa freddo, ora comincio a vederlo meglio, mi sono addormentata su di un braccio e non riesco più a sentirlo, questa maledetta poltrona è così scomoda, non dovrebbe star li in piedi a prendere tutto quel freddo, credo sia il caso di alzarmi, devo chiuderla.
Marco è salito sul davanzale, torno a sedermi, il sangue ha cominciato a circolare regolarmente ed ho di nuovo il controllo delle mie braccia, sono spaventata e confusa, devo urlargli di scendere, Non devo spaventarlo, non posso urlare, devo rialzarmi, è molto pericoloso.
Marco si è voltato, non riesco ad alzarmi, non sento le gambe, mi sta sorridendo e io sto piangendo, non mi dice nulla e mi sorride, mi guarda e non dice nulla, io lo guardo ed annuisco con la testa, lui mi ringrazia con gli occhi e si volta, Marco non c'è più ed ora la stanza è invasa dall'aria che ha preso il posto della sua
sagoma.
ADDIO .

E' un delirio

12 aprile 2017 ore 10:00 segnala


E' un delirio questo silenzio,
che nasce e muore nello stesso istante,
con una voce che ti mente nella testa,
e voci rumorose fuori alla finestra.
E' un delirio questo non esserci essendo qui,
ed è come abituarsi ad un dolore,
così, inevitabilmente senza cuore,
si resta prigionieri di un mutismo senza uscita,
con la voglia di fermarsi in mezzo alla salita .
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« immagine » E' un delirio questo silenzio, che nasce e muore nello stesso istante, con una voce che ti mente nella testa, e voci rumorose fuori alla finestra. E' un delirio questo non esserci essendo qui, ed è come abituarsi ad un dolore, così, inevitabilmente senza cuore, si resta prigionieri d...
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Le Nozze

11 aprile 2017 ore 14:26 segnala


Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna,
ed il Sole per festeggiare l'evento
chiamò tutte le Stelle del firmamento,
che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando,
anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità .
Ma quando alle nozze giunse la Terra,
il suo sguardo incrociò quello della Luna,
e da quello sguardo sbocciò un amore tanto grande,
quanto poca sarebbe stata la sua fortuna .
Mentre Re Sole celebrava le nozze,
la Luna abbandonò l'altare
per correre dalla Terra suo unico vero amore,
ma nell'istante in cui si giunsero le loro mani,
la Notte ed il Sole , colti da collera e furore,
lanciarono un incantesimo su questo nuovo amore .
La Terra tra Giorno e Notte fu imprigionata,
mentre la Luna per sempre fu confinata .
Solo il Tempo impietosito da questo nuovo amore
concesse ai due amanti la possibilità
di guardarsi per l'eternità .
La povera Luna distrutta dal dolore,
raccolse i cocci del suo povero cuore,
e tra le lacrime cominciò a contemplare il suo unico vero amore .
E ancora oggi se alzi gli occhi al cielo,
trovi la Luna che ricoperta da un candido bagliore,
rivolta verso il suo amore,
lo continua a guardare,
ma mai più lo potrà toccare .
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« immagine » Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna, ed il Sole per festeggiare l'evento chiamò tutte le Stelle del firmamento, che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando, anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità . Ma quando alle nozze giunse la Terra, il ...
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La prima volta

10 aprile 2017 ore 14:07 segnala


Lo aspettava, stava seduta li, guardandosi le mani, le sudavano e non capitava mai .
La porta della sua camera si aprì, non si voltò a guardare, sapeva che era lui .
Lo avevano pianificato nei loro sogni, tante volte al telefono nei loro letti ne avevano parlato e scherzato timidamente, uno di quei sogni che a pensarci sembrano così distanti ed ora invece era li,
d'avanti ai loro occhi, qualcosa da poter toccare.
Erano solo loro due, e quel momento così immaginato pieno d'euforia, ora era fatto di paura ed imbarazzo,
il sogno di una bambina ormai quasi donna che all'improvviso sembra un enorme muro invalicabile.
Le mani di lui si posarono sulle sue spalle, non l'afferravano, anzi si posavano leggerissime, poteva sentirlo tremare, questo inspiegabilmente le diede tranquillità, sentire che anche lui aveva paura la rassicurava,
la faceva sentire meno inadeguata, si era chiesta spesso se lo amasse davvero, ma come si può distinguere l'amore quando non si sa bene che forma abbia?
Così aveva semplicemente deciso che quella, per ora, era la forma giusta e non ci aveva pensato più.
Si scoprì ancora a studiarsi le mani , mentre lui le sfiorava il collo con le labbra, un brivido le attraversò la schiena ed ora le mani si aprirono sulle sue gambe e sentì il proprio corpo reagire, i capezzoli presero forma piccoli e turgidi, sentì il suo bacio, chiuse gli occhi e decise che avrebbe memorizzato tutto, tutto quello che sarebbe accaduto dopo, voleva che fosse perfetto come tutte lo sognano, ma in realtà non aveva idea di cosa perfetto non era, e si lasciò andare .

Il mio nemico tempo

08 aprile 2017 ore 11:13 segnala


Mi piace il gusto dell'attesa, lo scandire dei minuti che scendono lenti come granelli di sabbia in una
clessidra, ogni volta che guardi l'orologio sai che ce ne sono sempre meno che ti separano da lei,
è un divertente gioco con il tempo, ora affannosamente teso a tirare verso di me velocemente ognuno di
quei minuti, sino a che non vedi arrivare il primo, il primo di quelli che invece ti vedono insieme a lei,
allora cambia tutto, cominci a spingere il tempo invece di tirarlo verso di te, così che debba prendere fiato e
rallentare la sua corsa, ma questo è uno sforzo totalmente vano, ora quei minuti sembrano correre ancora
più forti, e si trasformano in ore senza che nemmeno te ne possa rendere conto, è l'ennesima
dimostrazione che il tempo vive di vita propria, è un essere pulsante di relatività, si prende gioco di me e
ride rubandomi minuti preziosi.
Credo di odiarlo il tempo, eppure non faccio altro che condividere i miei pensieri con lui, ora lo guardo
mentre scorre e penso a quanto manca prima che cambi tendenza per camminare all'indietro, poi salgo in
auto ed è fatto di tempo quello spazio che ci separa, ed io un po "azzardoso" ogni volta provo ad
accorciarlo anche se di pochi secondi, che poi è sempre cosa vana visto che fai sempre più tardi del
tempo che ho recuperato!
Ma quando siamo insieme, quando sei li a prenderti cura di me, ho imparato nel tempo a prendermi, io
gioco di lui, perchè per quanto lui possa correre a perdifiato per accorciare il nostro piacere insieme, non può
turbarne l'intensità, ed in quel tempo io mi lascio andare, ti ungi le mani ed i tuoi occhi si fanno dolci e
maliziosi, ti avvicini a me completamente mia ed io mi sdraio su di una nuvola, poi sento le tue mani che
scivolano ed è allora che quella nuvola si muove nella direzione che tu decidi, ed io in quel momento
ho tempo solo per te.
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« immagine » Mi piace il gusto dell'attesa, lo scandire dei minuti che scendono lenti come granelli di sabbia in una clessidra, ogni volta che guardi l'orologio sai che ce ne sono sempre meno che ti separano da lei, è un divertente gioco con il tempo, ora affannosamente teso a tirare verso di me ...
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Schiava

07 aprile 2017 ore 21:56 segnala
Non è una vita fatta di parole,
ma per noi le parole sono vita,
uno scontro tra di noi e poi un domani diverso,
il mio non è un facile essere,
e sono UNO, sia nel pensare che nel piacere,
ho imparato ed esplodere,
tuo unico signore e padrone,
nato e pensato per te, perchè tu abbia un senso.
Così tu ti curi dei miei pensieri,
così tu ti curi del mio piacere,
... ed ora che sei ai miei piedi,
non importa che sia un calcio o una carezza,
tu mi guardi ed attendi,
perchè schiava di me è la tua essenza.

Cos'è l'amore

07 aprile 2017 ore 11:06 segnala


L'amore è qualcuno che ti passeggia nel cervello,
che nei momenti più strani del giorno fa capolino,
che ti sottrae a tutto e a tutti,
che ti da una strana sensazione sul petto,
è la consapevole mancanza di qualcosa di sconosciuto,
che ti fa fare le cose più strane,
che ti fa attendere per ore qualcuno che vedrai per un solo minuto,
l'amore è qualcosa di strano e assoluto,
L'amore è l'amore,
e tu non puoi proprio farci niente,
forse aspettare.
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« immagine » L'amore è qualcuno che ti passeggia nel cervello, che nei momenti più strani del giorno fa capolino, che ti sottrae a tutto e a tutti, che ti da una strana sensazione sul petto, è la consapevole mancanza di qualcosa di sconosciuto, che ti fa fare le cose più strane, che ti fa attende...
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Un concerto dei sensi

06 aprile 2017 ore 11:39 segnala


Manca poco per raggiungere il solito posto,
e già sento il sapore che giunge a ricordarmi,
come quando pensando ad un dolce delizioso
ti ritorna magicamente il sapore al palato,
ed ho in bocca il gusto di te, senza ancora averti assaggiato .
I sensi sono gli orchestrali di questo concerto,
ed il gusto è già partito in assolo,
quando angelica ti vedo arrivare,
è la vista prende parte a quel coro,
mi raggiungi in un passo suadente,
ed io resto lontano, per gustarmi ogni metro che accorci,
sino a quando non c'è più distanza,
e il tuo sorriso e le labbra mi porgi .
Un altro senso si accende d'incanto,
perchè tu non indossi profumi,
così posso aprire le narici, inebriandomi di quello che emani,
è l'odore che infonde il tuo collo,
quell'essenza di cui è fatta la tua pelle,
e i capelli tuoi, che riempiono il mio viso,
sono fili che legan le stelle.
La tua voce riempie il nostro piccolo mondo,
e sentirla è un piacere infinito, dice piano il mio nome all'orecchio,
e al concerto si aggiunge il mio udito.
Uno solo ancora è assente, ma di tè già pregusta il contatto,
è rimasto in attesa aspettando,
ma ora freme il suo assolo il mio tatto.
Ora tu, tra le mie mani, sei nuda,
ed i cinque cavalcano un crescendo infinito,
sono il suono di un unica musica insieme,
ed arriva l'applauso più ambito.

Così come io ti voglio

05 aprile 2017 ore 17:13 segnala


E' vestita che io ti preferisco,
così da poter godere di ogni indumento che vola via,
sempre con quegli occhi dentro i miei,
a non perder di vista il bersaglio.
Ondeggi senza musica suadente,
ed una camicetta muore,
ed io seduto a sposar gomiti e ginocchia
mi godo il risultato,
mentre ti accarezzi e mi inviti,
le tue mani scompaiono dietro la schiena,
e slacci mentre allacci il mio desiderio,
ed un altro pezzo vola via.
Capezzoli come baluardi al fronte
e la mia fronte che suda desiderio,
e tutto si mescola tra sorrisi e ammiccamenti,
mentre mani scivolano sui fianchi,
una gonna si ammaina,
lasciandoti un solo lembo di pizzo a separarci dal piacere.
Ti accarezzi ancora ed io più non controllo il risultato,
e tu che annulli la distanza passo dopo passo,
ora sei li fatta per confondermi,
mentre ti offri come il più caldo pasto,
scarto l'ultimo ostacolo e ti mangio.