Micro sorriso

09 febbraio 2018 ore 13:14 segnala


Non so sia stato un sogno, o se l'ho vissuto veramente, ma ricordo tutto come se si fosse appena concluso, entrare in una stanza completamente vuota un’unica grande finestra che lasciava entrare il sole per metà, e li in mezzo una sedia bianca, semplice ma robusta, e seduta c'era lei.
Potevo guardare solo i suoi lunghi capelli che le riempivano la schiena, ma le spalle erano nude, e non potevo non percepire all'istante che tutto il suo corpo fosse completamente nudo, quel pensiero mi eccitò ma allo stesso tempo mi paralizzò.
Volevo toccarla, ne avevo paura e voglia insieme, dovevo sapere se lei era davvero li se fosse tutto vero, io stavo sognano e non volevo che finisse, pensare subito alla cosa peggiore per difendersi e rimanere arrampicato con forza a quel sogno coscientemente, con una caparbietà così infinita da scongiurare qualunque risveglio.
Mi avvicinai piano e ad un passo da lei sentì il suo profumo avvolgermi, non un profumo qualunque, era la sua pelle, io sentivo il suo odore , percepivo la sua essenza e mi lasciai inebriare da essa, mi riempì i polmoni e quello stato d'eccitazione mutò ad inebriante lussuria, ora che sapevo di lei non potevo più
resistere dovevo sentire la sua pelle.
Con entrambe le mani raccolsi i suoi capelli, mani che si riempirono ed io guardai il suo collo, era docile ed affusolato, la pelle bianca quasi da far male, poi come per lavarmi il viso li avvicinai a me ed un’altra cascata di odori mi drogò l'anima.
Non fui più me, molto di ciò che feci non subì il mio controllo, io la amavo e questo significava che era mia, ormai non valevano più le regole, tutto era possibile, tutto aveva licenza ai miei occhi , ma non sapevo ancora se così sarebbe stato ai suoi.
Le mie mani che raccoglievano i suoi capelli si serrarono , poi con la sinistra li girai intorno come si serra la criniera di una giumenta, piano tirai e la sua testa si inclinò all'indietro ruotando dolcemente a destra, così la vidi, e vidi un grammo di sorriso comparire sull'angolo della sua bocca, poi scomparve, ma io lo vidi.
le sue gambe chiuse si allargarono leggermente, io allungai una mano sul suo seno senza smettere di condurla, eravamo legati in quella presa la mia mano ed i suoi capelli un’unica cosa, e mi lasciò fare, sentire la sua pelle, la sua rotondità, come una coppa colma io mi riempì lasciando il capezzoli fuoriuscire tra le dita, si indurì al primo contatto, e mi parlò di lei senza che nemmeno una parola avesse mai rotto il silenzio, strinsi le dita tra loro per godere del suo spasmo di dolore e piacere mescolati insieme, nuovamente quel sorriso microscopico, ed un nuovo spasmo nei miei pantaloni, tirai ancora.
Non so se sia stato un sogno, o se l'ho vissuto veramente, ma ricordo tutto come se si fosse appena concluso.
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09/02/2018 13:14:31
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Commenti

  1. Georgetta 12 febbraio 2018 ore 08:34
    meraviglioso ... ancora!

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