Mini tacchi e gradini

15 febbraio 2017 ore 11:39 segnala


Lui arriva e resta a motore acceso, piazza deciso due colpi di clacson, difficile che aspetti una lunga coda scendere dal balcone, dopo pochi minuti il portone si apre, lei ha l'aria di chi si è preparata in poco meno di 4 ore, minigonna inguinale e tacchi altissimi, ha 5 gradini da affrontare ma al 3 traballa pericolosamente, è un po' colpa della gonna di certo che la fascia a modi domopak e di certo la taglia in meno fa fatica a contenerla tutta, mi sto godendo la scena dal balcone di casa mia, poi lei arriva faticosamente al traguardo e naturalmente si apre lo sportello da se, ha capelli lunghi ed ondulati, nella sua maestosità in realtà è carina, ma alla lunga l'aggettivo che più viene fuori sarebbe " buffa " , in fondo ha un esuberante volgarità ma che si addice perfettamente al contesto quindi sarebbe più strano se fosse il contrario.
Si accomoda e lui riparte come se fosse scattato il via al Gran Premio di Monza, lascia abilmente la metà dei pneumatici sull'asfalto e io credo che il divertimento per quella sera sia finito li.
Qualche ora dopo dovrò ricredermi, è mezzanotte e un quarto e sono ancora li, l'aria è fredda ma piacevole, posso vedere il mare e mi piace, e la luna è tenue ma molto rilassante questa sera, il mare è una tavola ed io ci affogo i miei pensieri, poi sento un motore familiare, se sono di ritorno non sono andati di certo a ballare, ed eccoli, frenatona di certo per ricaricare il dispositivo di recupero energia in frenata ed altra buona parte di pneumatici sull'asfalto, quasi quasi resto fuori ancora un po' e me li godo.
Lei è evidentemente meno in tiro di quando è uscita di casa, porta addosso i segni di un combattimento da sedile posteriore, e lui è visibilmente appagato come chi è riuscito a superare la soglia dei 3 minuti, poi tira giù il finestrino e viene fuori e a circa 3000 decibel gli articolo 31 stanno urlando dall'interno dell'abitacolo attraverso lo stereo, poi lei gli stampa un bacio lungo e schioccante " credo " sulle labbra e lui le guarda il sedere mentre lei scende dall'auto, riaffronta i gradi questa volta in scalata ed ora è molto più traballante ed il suo sederone oscilla fortemente, poi si volta ancora un secondo e lo saluta agitando un braccio a modi Titanic in partenza e scompare dietro il portone.
Lui non riparte subito, prende il cellulare e comincia a scrivere, mi piace pensare che le stia mandando un sms di buona notte in uno slancio di tardivo romanticismo, ma non ci scommetterei, poi un altra dose di ruote sull'asfalto e mi rilascia in mezzo al mio silenzio.
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15/02/2017 11:39:14
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