
Sabato, 27 settembre 2008
Un pigro sabato mattina.
Sono da sola e questo mi piace. Ma non ne ho più bisogno.
Star sola un tempo mi sembrava un tregua, ne avevo bisogno come l'aria che respiravo.
E quando accadeva tiravo un sospiro di sollievo. Libera. Così mi sentivo.
Sentirmi libera anche avendo accanto un uomo, per me, per la donna che ero, per la coppia che eravamo...la considero una conquista.
Ora non ho più voglia di scappare, ora non ho più bisogno di farlo. In realtà il mio desiderio di fuga, era solo il bisogno di cercare un luogo, lontano da tutto, dove sentirmi libera da tutto e da tutti, e soprattutto libera dalle influenze che avevano su me, o meglio: sulle influenze che io permettevo agli altri di avere su me. Cercavo una sorta di zona franca, un terreno neutro, un posto dove mettere ogni cosa in “pausa", tirare una linea, e da lì ripartire nel tentativo di mettere ordine al mio caos interiore, che era davvero tanto, troppo. Insostenibile direi.
Un po’ d’ordine l’ho fatto, non nella mia vita, che era fin troppo ordinata, ma dentro me.
Un po’ d’ordine, ma non troppo. Non mi interessa più essere ordinata e precisa, dare un posto ad ogni cosa, capire e catalogare ogni fatto, ogni emozione.
Adesso mi piace anche la mia sconnessa e incoerente confusione, il mio avere domande, e non necessariamente risposte, sorrido delle mie contraddizioni, delle mie imperfezioni, apprezzo i miei dubbi e la mia mancanza di certezze.
Per fortuna ho sempre creduto fortemente che cambiare è possibile.
Io lo sono, e tanto.
E così ho scoperto che cambiare non significa per forza migliorare.
E che inizi a vivere meglio quando smetti di cercare di essere migliore e inizi ad essere tu.
















