Ultimi messaggi pubblicati da nonsocosasia
Mi accade ultimamente di tornare con la mente ai tempi e ai momenti più bui.
Capita con una certa frequenza.
Ma non è un momento brutto che arriva ad oscurarne uno bello.
Succede piuttosto il contrario. Ci sono momenti in cui mi sento in alto, mi sento bene, in cui mi sento piena di qualcosa di meraviglioso, mi sento in comunione con tutto quello che mi circonda. In questi momenti mi sorprendo. Sì, mi sorprendo di quello che ho dentro me ora, così diverso da quello che avevo dentro sino a non molto tempo fa, di queste sensazioni sconosciute o dimenticate, non so, che ora mi scaldano il cuore e l‘anima. Quei momenti bui allora tornano, spontanei e improvvisi, da non so dove, e il loro ricordo rende ancora più brillante e intenso il presente che vivo. E questo mi fa star bene. Mi sembra sia una sorta di autoalimentarsi. In fondo è stato così anche con i pensieri negativi. Forse è sempre così: pensieri e stato d’animo si autoalimentano a vicenda in una specie di circolo vizioso. Spero che questo mio nuovo “circolo vizioso” abbia una lunga vita, spero di nutrirmi di lui e di alimentarlo in modo da farlo al tempo stesso crescere, spero di saperne aver cura, di saperlo conservare, preservare da me stessa. Spero non sia un momento, ma sia piuttosto il mio nuovo modo di viaggiare.
Piccole impercettibili cose fanno sì che esista una magia.
Piccole impercettibili cose fanno sì che cessi.
Ed ora sono qui, senza rimpianti e senza rimorsi.
Non è un dolore quello che provo. Credo sia più una struggente e malinconica nostalgia.
Mi manca come era. Come era lui.
Mi manca il nostro “nonsocosasia”, quel luogo unico, senza spazio e senza tempo, dove non esisteva altro.
Mi mancano persino le nostre litigate, quel suo essere ruvido, i messaggi appassionati, le conversazioni telefoniche sino a notte fonda.
Mi manca già da tempo, già da prima che dicessi, ben consapevole di farlo, cose tali da non poter tornare indietro.
Una mancanza viscerale, la sento dentro, la sento nel petto, sì è nel petto che la localizzerei.
La sento presente come fosse qualcosa di materiale, qualcosa che è lì, che non fa male, ma intanto riempie ogni pensiero e toglie un po' energia.
Prima ero divisa a metà…da quando ho deciso di chiudere, la sua mancanza sembra invece aver riempito quasi tutto.
Non ho mai incontrato come ora tanti uomini col suo stesso nome, e poi il cliente nato il suo stesso giorno, l’altro col suo stesso cognome, la radio che manda il suo complesso preferito, la canzone che mi fece scoprire ed amare, il suo cantante preferito che fatalità mi canta “non mi spiego mai perché non riesca a metter via te” .
Già. Perché?!?!? Sgrunt! :testata
Tanto per dire....ieri decido di farmi un giro per i blog che mi piaceva leggere, entro in uno a caso, perché la sua fotina è lì con i suoi occhietti belli in primo piano: “DirittoRovescio”. Entro e che ti trovo? I post di un allenatore, di una squadra e di play off e tutte le relative emozioni!!!!! E rieccoli: i miei in bocca al lupo, le sue partite, le gioie per una partita vinta e il rammarico per una partita persa, gli sms per dirmi “abbiamo vinto”, “dovevi vederci”, “ saresti stata fiera di me”, le interviste, gli articoli. Dovrò chiudermi in casa e dormire. E svegliarmi che l’ho dimenticato. O vedere se esiste un CClener per la mente o per il cuore o per ogni cellula. o per non so cosa! ...Ma no accidenti….io non voglio dimenticare...
Sabato, 27 settembre 2008
Un pigro sabato mattina.
Sono da sola e questo mi piace. Ma non ne ho più bisogno.
Star sola un tempo mi sembrava un tregua, ne avevo bisogno come l'aria che respiravo.
E quando accadeva tiravo un sospiro di sollievo. Libera. Così mi sentivo.
Sentirmi libera anche avendo accanto un uomo, per me, per la donna che ero, per la coppia che eravamo...la considero una conquista.
Ora non ho più voglia di scappare, ora non ho più bisogno di farlo. In realtà il mio desiderio di fuga, era solo il bisogno di cercare un luogo, lontano da tutto, dove sentirmi libera da tutto e da tutti, e soprattutto libera dalle influenze che avevano su me, o meglio: sulle influenze che io permettevo agli altri di avere su me. Cercavo una sorta di zona franca, un terreno neutro, un posto dove mettere ogni cosa in “pausa", tirare una linea, e da lì ripartire nel tentativo di mettere ordine al mio caos interiore, che era davvero tanto, troppo. Insostenibile direi.
Un po’ d’ordine l’ho fatto, non nella mia vita, che era fin troppo ordinata, ma dentro me.
Un po’ d’ordine, ma non troppo. Non mi interessa più essere ordinata e precisa, dare un posto ad ogni cosa, capire e catalogare ogni fatto, ogni emozione.
Adesso mi piace anche la mia sconnessa e incoerente confusione, il mio avere domande, e non necessariamente risposte, sorrido delle mie contraddizioni, delle mie imperfezioni, apprezzo i miei dubbi e la mia mancanza di certezze.
Per fortuna ho sempre creduto fortemente che cambiare è possibile.
Io lo sono, e tanto.
E così ho scoperto che cambiare non significa per forza migliorare.
E che inizi a vivere meglio quando smetti di cercare di essere migliore e inizi ad essere tu.
