A Neve..(per me sei sempre Neve, e sei il tuo nome, che qui però preferisco non usare...)
Proprio in questi giorni mi interrogavo sul perché per me sentirmi serena è una sensazione strana, che quasi mi crea ansia, che mi “fa strano”, mi preoccupa ogni volta un po’ perché ho sempre un certo timore latente ed inspiegabile che equivalga a stasi.
Mi chiedevo, mi chiedevo.
Poi ieri arriva Lei.
La persona più profonda che abbia mai conosciuto.
Quella che ti ascolta leggendoti.
E leggendoti ti entra dentro nell’anima, con la precisione di un esperto chirurgo.
A lei non ho mai dovuto spiegare cosa intendessi dire o non dire. Lei lo sa.
Arriva Lei e la una sua mail: Lei il chirurgo, la sua mail il bisturi.
Bisturi. Come quando fra le tante poesie o stralci di letture varie che conosce, te ne dedica una e te la invia.
Tempo fa mi inviò “Vita” di V. Fasciani (che qui nel blog, ho condiviso in una nottata che poi è diventata una nottata tristemente memorabile, una di quelle date che ti resta impressa nella mente e che fa di “una“ notte “la“ notte). Ed anche in quel momento fece “centro”: quella era la “mia” poesia, quella perfetta per quel momento.
Solo una persona che ha la capacità di sentire gli altri sino nel profondo può riuscire in questo.
Io mi interrogo sulla mia serenità, tanto sconosciuta quanto probabilmente fugace, e lei mi scrive (scrive a me e ad un caro amico comune):
- "A Milano crolli nervosi, intensità emotive ed eccitazioni febbrili si sono succedute e rivoltate con inedita repentinità; e dov'eran trionfi e vittorie, un attimo dopo esistevano solo rovine e macerie, come peraltro dieci minuti avanti... Ma io vivevo solamente negli spazi delle mie emozioni d'amore e dove stavo più male e più le intimità erano stravolte dalla passione e i miei pensieri dal sentimento, e dove i miei equilibri più infranti e le mie sicurezze turbate, più mi sentivo di esserci. Cercavo solamente grandi burrasche emotive. Questo per me era l'unico modo di amare” (di “sentire“ potrei dire io).
Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici
Scrivo ad entrambi, contemporaneamente e in chiaro. Non per mancanza di tempo (o non solo per quello), ma perchè leggendo il brano qui sopra ho pensato a voi.” -
Prosegue con una lunga e coinvolgente lettera che mi ha lasciata senza parole, mi ha tolto quasi il respiro.
L’ho letta tante volte e la rileggerò ancora.
E vorrei leggerla a tutti. Leggerla a tutti. - Mitgefühl. -
Ha pensato a me per quel brano.
In quel brano c’è la risposta ai miei dubbi di questi giorni.
Burrasche emotive. E “tutto il resto è noia” o così mi appare.
Forse è solo per questo che la serenità la temo come stasi.
Dice tante cose in quella mail, Neve.
E mi piace “sentirla” a mia volta. E' una sensazione di piacevole condivisione, di comprensione, di “sentire” che si sfiorano, che si toccano, si guardano senza invadersi mai. Qualcosa che mi scalda il cuore.
Bellissimo sentir descrivere così bene un sentimento che provo e non so spiegare e non so neppure vivere anche se tanto lo vorrei: “Mi piacerebbe che la gente capisse che è l'ascolto ciò che conta, la comprensione silenziosa. Forse in qualche lingua si chiamerebbe "compassione", in tedesco almeno. In italiano no, ha un significato negativo. Mitgefühl, vuol dire sentire lo stesso sentimento dell'altro, insieme, mit. “
Mitgefühl. Mitgefühl. Mitgefühl.
















