
Mi ha messo davanti a me stessa in non so più quante occasioni.
Come quando mi ha fatto notare che al suo "ti voglio bene" avevo risposto con un "grazie".
Questo dice tutto su quanto mi volessi bene e su quanto credessi di meritarne: la risposta è zero ad entrambe le domande.
Ha fatto vacillare tutte le mie negativissime certezze su me stessa, i pilastri malsani che facevano da fondamenta al mio ego, gli unici che avevo! Che dovevo fa? Quelli avevo! Quelli mi avevano fornito. Ed io cosa potevo fare? Su quelli ho costruito me stessa. Il mio pilastro fondamentale era “Te sei una merda”. E su quel pilastro monilitico mi sono costruita e rinsaldata. Ma qualcuno ha idea di cosa possa significare ristrutturare o ricostruire una casa dalla fondamenta, mentre ci vivi dentro, della fatica che costa?!?
Le mie fondamenta erano così solide, salde e ben piantate che niente le smuoveva, perché seppure negative, quelle erano le mie certezze, le sole che avevo…ed erano per me meglio di niente.
Per anni non ci sono state parole positive, complimenti ricevuti, lodi, o altro che mi smuovessero da questa mia granitica certezza di essere sempre la peggiore fra i peggiori.
La vita te la rovini da sola quando sei così.
















