Azz! Sono testè rimasta comicamente colpita da un dicitura sulla carta d’identità di un cliente.
Nome, cognome via…stato civile: LIBERO.
Non celibe…ma libero!
Mi sono chiesta, divertita, se quel “libero” potesse dirla lunga su come quel/la povero/a impiegato/a che lo ha scritto, vive il rapporto di coppia!
Mi sono venute in mente le catene, e poi i lucchetti e, quindi, inevitabilmente l’oramai famigerato Ponte Milvio.Argh! Sono stata pervasa da un brivido di terrore: i lucchetti, pure se li metti a Ponte Milvio, sempre lucchetti so’, e a me me fanno tanta, ma tanta impressione!
Ho pensato per quante persone quel sentirsi “incatenato” sia invece una piacevole sensazione.
Mi son venute in mente le frasi doc degli innamorati:
“ti amerò per sempre” chissà perché ma sto “per sempre” me sona come ‘na condanna;
“sei la mia vita”…ehm no scusa…me sta a veni’ er coccolone! Nun me poi dà una responsabilità così grande! La tua vita?!?La tua vitaa?!? E no, dai….famo che la tua vita la coloro, te la rendo molto,molto molto, ma proprio molto più piacevole,che te faccio un bell’effetto, ma nun me di’ che mori senza me!! No, te prego, che me sento male! ;
“ho bisogno di te” ..bisogno? E no scusa..mica so’ na medicina amara! Preferirei sentirmi dire che sono molto, ma molto molto, desiderata, sentirmi fortemente apprezzata, e amata tantissimo in modo sano… non per bisogno! Per bisogno no, nun me piace! Per favore!
















