01- Domande per quando è tardi - Anima(L)

08 settembre 2018 ore 07:38 segnala


Ho trovato delle parole scritte su un foglio di carta, ma non erano parole. Erano graffi.
Come quelli che i gatti lasciano sui mobili stiracchiandosi compiaciuti.
Puoi spiegarglielo in mille modi che non devono farlo, ma i gatti continueranno a graffiare dove capita se il tiragraffi che hai comprato, magari spendendo un capitale, non è di loro gradimento.
E così sono io.
Come un gatto che graffia la carta e l' anima dove capita e quando capita.
Quando nessuno vede. Di notte molto spesso. Mentre gli umani dormono o vanno in qualche posto e gli ubriachi schiamazzano in strada.

“Amore mio, quando leggerai queste parole io sarò altrove... “

Sorridendo amaro mi chiedo se ci siano mai stati momenti in cui io non sia stato altrove. Presente e altrove, faticando il doppio.
Mi chiedo anche come si sorrida amaro e che sapore abbiano i sorrisi degli umani.
Certo, umano lo sono anch' io. Almeno così dicono.
Ma quando mi sorridono e i loro occhi dicono che vorrebbero essere a un milione di chilometri da me e le loro labbra pronunciano parole vuote, che sapore hanno i loro sorrisi?
Il sapore metallico dei loro sorrisi mi riempie la bocca mentre mi chiedo: “ Come posso farti capire che non so cosa dirti ma ti sorriderò lo stesso, ti parlerò e ti saluterò come mi hanno insegnato a fare?”.
Quando vivevo in mezzo ai cani non dovevo sorridere a comando, perchè no, i cani non sorridono e nemmeno i gatti.
Si lo so, quando i gatti socchiudono gli occhi... sciocchezze.
I gatti non sorridono, sono le persone che vogliono a tutti i costi umanizzare qualsiasi cosa quando non la comprendono.
Così come io per tanto tempo non ho compreso cosa fosse l' amore.
In effetti che cos'è l' amore?
E cosa voleva dire il vicino di casa dicendo che per vivere a lungo bisogna trovarsi una donna?
E perchè rimango deluso ogni volta che non trovo una pallina di cotone nell' ombelico?
Quando è notte mi domando tutto questo e molto altro.
E a volte, come stanotte, sento i graffi nella carne e nell' anima.
Graffi nella notte, ho cominciato presto a sentirli.
Quando ero bambino mi tagliavo delicatamente, di nascosto.
Usavo la lametta del temperino e mi lasciavo dei tagli che sembravano graffi sui polpastrelli e nell' anima. Stando ben attento che nessuno potesse vederli. Di giorno li nascondevo dietro un bellissimo sorriso blu.
Blu, come il colore della mia anima secondo un' amica.
Che poi dove sarà l' anima?
Dicono che gli occhi ne siano lo specchio e quando ero bambino mi chiamavano Occhi di Cristallo. Stando alla logica dovrei avere un' anima di cristallo.
E invece ho l' anima di un gatto che miagola nella notte o si aggira furtivo a riprendersi il mondo che di giorno è degli umani.

“Amore mio, quando leggerai queste parole io sarò altrove... “

E poi?

E poi non c' è scritto più niente, nessun' altra parola, soltanto i graffi che un gatto mi ha lasciato.
Se non riconoscessi la scrittura potrei mentire e dire che quel gatto non sono io.
Ma è notte e non c' è nessuno a cui dover sorridere.
Che senso avrebbe ?
Che senso ha?

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Ho trovato delle parole scritte su un foglio di carta, ma non erano parole. Erano graffi. Come quelli che i gatti lasciano sui mobili stiracchiandosi compiaciuti. Puoi spiegarglielo in mille modi che non devono farlo, ma i gatti continueranno a graffiare dove capita se il tiragraffi che hai...
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