"Se"... Maria Luisa Spaziani

29 novembre 2013 ore 14:16 segnala


QUANDO ERO ANCORA UNA RAGAZZINA MIO PADRE OGNI SERA LEGGEVA ALCUNE POESIE. UNA SERA PENSAI PECCANDO DI UNA PRESUNZIONE SPAVENTOSA CHE NON FOSSE POI COSÌ DIFFICILE SCRIVERE IN VERSI E COSÌ INIZIAI. DA QUEL MOMENTO OGNI GIORNO MI SIEDO DAVANTI A UNA PAGINA BIANCA CHE ALLA FINE SI ANIMA.
gazzettadiparma.it - 2012
:rosa
"La poesia sta tra la terapia e la religione, è un modo per guardare in alto, oltre il perimetro delle cose, nel loro significato segreto. Ed è anche la ricerca di sensibilità particolari, che possono essere risvegliate anche quando non si sa di averle..."Maria Luisa Spaziani


Sotto il salice Joanna Kaminska

Nessuno dice mai

Nei miei vent'anni non ero felice
e non vorrei che il tempo s’invertisse.

Un salice d’argento mi consolava a volte,
a volte ci riusciva con presagi e promesse.

Nessuno dice mai quant'è difficile
la giovinezza. Giunti in cima al cammino
teneramente la guardiamo. In due,
forse la prima volta.



Cupola di sogni

Forse di questo amore ancor non detto
il meglio passò da qui, dove rombando
come un treno nel tunnel dell'estate
un rauco vento transitava a notte
sulla cima dei pini.
Ed era l'ora del mio saluto,
che ci avviene a volte
d'inchinarci alle cose ancor non nate
con la sete indicibile che ispirano
le passioni defunte.
Ardentemente ho ritagliato in cielo,
negli azzurri turbinosi del sud
la zona sacra che l'occhio degli aruspici
sceglieva a limite d'un tempio.
E sia che duri tra noi
questo silenzio immacolato,
o rapinosi dialoghi ci avvolgano
e liane c'imprigionino,
votati a ogni ambiguo trionfo,
quest'immensa invisibile cupola di sogni.
Maria Luisa Spaziani

Paolo Benedetti Castagneto

Sarebbe, il mondo, un fresco castagneto

Sarebbe, il mondo, un fresco castagneto
se tutto mi guardasse coi tuoi occhi.
Marroni, intensi, laghetti dorati
ai raggi dolcemente declinanti.
Così gli occhi degli angeli, castagne
che hanno perso il riccio. Il Paradiso
è quella svestizione, ogni segreto
è arrivare al cuore.



A giorni alterni

A giorni alterni sono io la luna
e tu l'immensa terra che mi attira,
e questa notte tu, tu sei la luna
- io ti tengo al guinzaglio -

so che mi stai sognando, mi accarezzi,
i globuli lo sanno del mio sangue,
ogni mio nervo teso come un arco
o un'arpa eolia che vibra al respiro.



SE

SE MENTRE DORMI UN'APE TI SFIORA LE LABBRA
NON SONO IO NEMMENO CON IL DESIDERIO.
NON TI VOGLIO INCOSCIENTE PRESO IN ALTRI SOGNI
TI VOGLIO MENTRE PRONUNCI IL MIO NOME.
L'AMORE È UN CORPO-A-CORPO: COSÌ NEL VERSO
SI STRINGONO E S'INTRECCIANO MUSICA E PAROLA.
NON ESISTE UN CONFINE TRA LE DUE
NÉ FRA DI NOI UN IMPALPABILE MURO


Magdalia Arellano Nigth Moves

Lo spazio magico

Ecco lo spazio magico in cui niente si è detto
ma il senso affiora da nebbie di preistoria.
Dormiamo in case lontane chilometri
ma i nostri sogni si congiungono in alto.

E’ così perfetta l’attesa (o l’intesa)
che sarà peccato trasformarla in parole.
Dovremmo preferire alla vita il silenzio
anche se questo silenzio è quintessenza della vita?


Claude Monet Cattedrale di Rouen

Entro in questo amore

Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.

Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l’unico,
il padre, il figlio, l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.

Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un’immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.


Christian Riese Lassen

SE TI GUARDO

SE TI GUARDO NEGLI OCCHI CHE MI GUARDANO
IL MONDO SI FA LAGO IN CUI S'IMMERGONO
ANIMA E CORPO. O È PIUTTOSTO UN FIUME
CHE CI PORTA LONTANO.
IL LAGO È FERMO, VUOLE DIRE AMARSI
SOPRA FONDALI CONOSCIUTI. IL FIUME
PIÙ CI SOMIGLIA, SPECCHIA NUOVE SPONDE
VA PER ANNI A MORIRE NEL MARE.



INEDITO

LO SO, LO SO, INUTILMENTE CERCHI
NELLA NEBBIA D’AUTUNNO LE VIOLETTE.
FOGLIE BRUNITE CADONO, E CIASCUNA
È UN FOGLIO DEL VISSUTO CALENDARIO.
SE DOVESSI RIVIVERE VORREI
ESSERE PAPA, ASTRONOMO O PIRATA.
PERCHÉ LA SORTE CHE MI FU CONCESSA
RIFIUTERÀ DI ESSERE COPIATA.

Caterina Giganti

Nulla di nulla

Strappami dal sospetto
di essere nulla, più nulla di nulla.
Non esiste nemmeno la memoria.
Non esistono cieli.

Davanti agli occhi un pianoro di neve,
giorni non numerabili, cristalli
di una neve che sfuma all'orizzonte -
- e non c'è l'orizzonte -

Gian Carlo Calma L'inidfferenza

ASPETTA LA TUA IMPRONTA

L’INDIFFERENZA È INFERNO SENZA FIAMME.
RICORDALO SCEGLIENDO FRA MILLE TINTE
IL TUO FATALE GRIGIO.
SE IL MONDO È SENZA SENSO
TUA È LA VERA COLPA.
ASPETTA LA TUA IMPRONTA
QUESTA PALLA DI CERA.


Mel Bochner

LE PAROLE OGGI NON BASTANO

NON CHIEDERMI PAROLE OGGI NON BASTANO.
STANNO NEI DIZIONARI: SIA PURE IMPREVEDIBILI
NEI LORO INCASTRI, SONO CONSUNTE VOCI.
È SEMPRE UN PREVEDIBILE DEJÀ VU.
VORREI PARLARE CON TE - È LO STESSO CON DIO -
TRAMITE SEGNI UMBRATILI DI NERVI,
ELETTRICI MESSAGGI CHE LA PSICHE
TRAE DAL CUORE DELL'UNIVERSO.
UN FREMERE D'ANTENNE, UN DISEGNO DI DANZA,
UN INFINITESIMO BATTERE DI CIGLIA,
LA MUSICA-ULTRASUONO CHE NEMMENO
IMMAGINAVA BACH.





Lasciatemi sola con la mia morte.
Deve dirmi parole in re minore
che non conoscono i vostri dizionari.
Parole d'amore ignote anche a Petrarca,
dove l'amore è un oro sopraffino
inadatto a bracciali per polsi umani.

Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche
perché dalla nascita l'ho avuta vicina.
Siamo state compagne di giochi e di letture
e abbiamo accarezzato gli stessi uomini.
Come un'aquila ebbra dall'alto dei cieli,
solo lei mi svelava misure umane.

Ora m'insegnerà altre misure
che stretta nella gabbia dei sei sensi
invano interrogavo sbattendo la testa alle sbarre.
E' triste lasciare mia figlia e il libro da finire,
ma lei mi consola e ridendo mi giura
che quanto è da salvare si salverà.





http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Luisa_Spaziani
5a7ee2e5-d31f-479b-830c-393810400739
« immagine » QUANDO ERO ANCORA UNA RAGAZZINA MIO PADRE OGNI SERA LEGGEVA ALCUNE POESIE. UNA SERA PENSAI PECCANDO DI UNA PRESUNZIONE SPAVENTOSA CHE NON FOSSE POI COSÌ DIFFICILE SCRIVERE IN VERSI E COSÌ INIZIAI. DA QUEL MOMENTO OGNI GIORNO MI SIEDO DAVANTI A UNA PAGINA BIANCA CHE ALLA FINE SI ANIMA...
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29/11/2013 14:16:00
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Commenti

  1. Stellacadente56 29 novembre 2013 ore 17:45
    Bellissime...adoro le poesie, mio padre da bambina le leggeva anche a me! E' lasciar andare la mente, far emergere la parte più profonda di noi, non l'indifferenza...l'essenza :rosa
  2. alex1955 10 dicembre 2013 ore 21:02
    Bellissime non la conoscevo :-)

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