...Non è vero ma ci credo...

21 giugno 2018 ore 17:20 segnala
Dovevo recarmi in centro a sbrigare alcune commissioni. Abito in periferia, ma ho la fortuna di avere una stazione della circumvesuviana a 300 mt da casa, quindi, di solito, in pochi minuti arrivo alla stazione centrale di Napoli.
Appena scesa da casa, coi minuti contati per acquistare il titolo di viaggio e raggiungere la stazione, mi si rompe uno dei sandali che indossavo (i miei preferiti, ovviamente).
Faccio un bel respiro, "smadonno" in silenzio, e ritorno sui miei passi per cambiare le scarpe.
Trovatone un paio adattabile all’abbigliamento, mi rassegno a rallentare la tabella di marcia che mi ero imposta per arrivare in tempo dall’oculista e scendo nuovamente da casa. Circumvesuviana, metropolitana e giungo nei pressi della mia destinazione finale.
Guardo l’orologio: se allungo un po’ il passo potrò ancora essere, miracolosamente, tra le prime visite, quindi aumento l’andatura; sì, sì, dai, forse ce la faccioooOOOHhhhh... SBADABAM!!!
Mattonella sconnessa, caviglia destra piegata al limite di rottura e, quasi al rallentatore, una caduta con annesso volo in puro stile Fantozzi.
Lancio la borsa e metto le mani avanti per cercare di attutire il colpo; riesco a non rompermi denti, naso, occhiali (e corna), ma batto violentemente il ginocchio sinistro a terra. Resto in posizione a “pecora” (sì, a pecora, perché “carponi” non rende bene l’idea) per un lunghissimo minuto di dolore misto a vergogna profonda (da noi si chiama “scuorno” ed è l’apoteosi dell’imbarazzo).
Mi ritrovo accerchiata da 4 gentili tassisti che provano a rincuorarmi dicendomi che sono la seconda persona della mattinata a cadere su quella mattonella infame. Gli impedisco di provare ad aiutarmi a rimettermi in piedi, mi sento già abbastanza ridicola così e spero che nessuno abbia ripreso la scena con qualche cellulare.
Mi vorrebbero far sedere, bere, mettere ghiaccio, disinfettare la sbucciatura sul ginocchio e mi domando se lo stesso trattamento gentile sia stato riservato anche all’altra malcapitata, perché uno di loro vorrebbe addirittura misurarmi la pressione mentre un suo collega, con un poco velato riferimento al mio seno generoso, gli fa notare che non è necessario dato che “ ‘a signor’ ‘a ten’ bbon’ a pressione”*.
Un po’ malconcia, soprattutto nell’ego, li ringrazio e mi allontano, con addosso un cerotto a tamponare il sangue e la certezza di aver fatto tardi per la mia visita medica.
Credevo di essermela cavata con un livido ed un ginocchio sbucciato ed, invece, mi sono svegliata con la caviglia scricchiolante e fitte ad ogni passo. Il ghiaccio ha salvificamente impedito che si gonfiasse, ma il dolore si sente benissimo (porco tutto!!!).
Ora, mi chiedo, ma colui o colei che ha deciso di lanciarmi jatture contro esattamente quando si riterrà soddisfatto/a? No, perché questo è solo un piccolo episodio, la punta dell’iceberg di un periodo in cui sembro la sorella sfigata di Paperino e, francamente, nemmeno lui ha addosso tutte le maledizioni woodoo che ho io...
Caro/a “amico/a” jettatore/rice, perché non vedi di volgere il tuo sguardo altrove? Giusto il tempo ch’io possa riprendermi tra una botta di sfortuna e l’altra, eh? Sennò, poi, se mi fai crepare, contro chi lancerai i tuoi strali? Lo dico per te, sia chiaro...


*NDR: (per i non napoletani) “La signora ce l’ha buona la pressione” – il riferimento al seno procace è evidente -
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Dovevo recarmi in centro a sbrigare alcune commissioni. Abito in periferia, ma ho la fortuna di avere una stazione della circumvesuviana a 300 mt da casa, quindi, di solito, in pochi minuti arrivo alla stazione centrale di Napoli. Appena scesa da casa, coi minuti contati per acquistare il titolo...
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21/06/2018 17:20:53
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Commenti

  1. avanzidizucca 21 giugno 2018 ore 18:08
    In questo ultimo periodo, capita di avere episodi simili. Non è labirintite, ma lo jettatore/ice mascherato/a.

    : )
  2. Occhiridenti73 21 giugno 2018 ore 18:12
    Purtroppo, questo è l’unico episodio non drammatico degli ultimi tempi (diciamo pure anni). Ho una certa familiaritá con la sfiga da un po’ di tempo a questa parte, ma ci voglio ridere su ;-)
  3. avanzidizucca 21 giugno 2018 ore 18:21
    Efficace metodo di esorcizzazione. Ueee che termini quasi eruditi, che ho usato ahahaha
    : ).
  4. Occhiridenti73 21 giugno 2018 ore 18:56
    L’autoironia ci salverà ;-) grazie per aver dedicato il tuo tempo a leggere le mie disavventure :)
  5. avanzidizucca 21 giugno 2018 ore 19:40
    Il tuo modo di raccontarti mi piace, continuerò a leggerti con piacere : )
    Credo che se mancasse dell'autoironia; non riusciremmo ad affrontare la vita.
    Avremmo sempre saturno contro ; )
  6. Occhiridenti73 21 giugno 2018 ore 20:21
    Grazie per il tuo incoraggiamento, spero di incontrare altri seguaci dell’orrido ;-)
  7. avanzidizucca 21 giugno 2018 ore 22:11
    Dell'orrido? ti sbagli : )
  8. Evelin64 21 giugno 2018 ore 22:13
    Certo è che se non si infilano a ritmo di nano secondi non ci badiamo eh?
    Il tuo racconto mi ha fatto pensare al fato... sempre attento, sempre li'....ogni cosa succede come deve succedere.... pero' il fato non fa mai i conti con la grinta delle persone, per cui gli hai fatto uno sgambetto.....certo, ora ti fa male la caviglia, ma pensa al destino battuto per 1 a 0 in un giorno che aveva organizzato l'apocalisse :-)))
  9. Occhiridenti73 21 giugno 2018 ore 22:15
    Eve, è già un miracolo che non mi dia frantumata la faccia oltre al ginocchio ;-)
  10. barrylindon73 22 giugno 2018 ore 10:51
    In primis, spero tu stia meglio e molti auguri per la migliore delle guarigioni.
    In secondo luogo, La leggerezza, come quella che hai usato, è il miglior antidoto alla sfiga.
  11. Occhiridenti73 22 giugno 2018 ore 11:25
    Grazie mille, Barry :)
  12. navigante.68 22 giugno 2018 ore 23:21
    Simpatico, autoironico, scorrevole, scritto bene....
    .... mi hai fatto vivere realisticamente la scena....
    .... brava.... davvero.
  13. Occhiridenti73 22 giugno 2018 ore 23:26
    Era quel che speravo, regalare un sorriso e farvi vedere tutto attraverso i miei occhi
  14. com.menta 27 giugno 2018 ore 21:18
    Brava , mi sono divertito molto, spero che la sfiga non ti abbandoni, così avrai molto da scrivere ... :-)

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