Il timido ubriaco

13 febbraio 2017 ore 06:07 segnala


Il timido ubriaco

sposa
domani ti regalerò una rosa
gelosa d'un compagno non voluto
temuto
stesa
caldissima per quell'estate accesa
fanatica per duri seni al vento
io tento
tanto
quell'orso che ti alita accanto
sudato che farebbe schifo a un piede
non vede
dorme
tapino non le tocca le tue forme
eppure è ardimentosa la sua mano
villano
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

chino
su un lungo e familiar bicchier di vino
partito per un viaggio amico e arzillo
già brillo
certo
perché io non gioco mai a viso aperto
tremendo il mio rapporto con il sesso
che fesso
piango
paludi di parole fatte fango
mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia
rido
facendo del mio riso vile nido
cercandomi parole dentro al cuore
d'amore

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

pare che coppie unite solo con l'altare
non abbian mai trovato le parole
da sole
forse
domani che pianissimo le morse
del matrimonio ti attanaglieranno
potranno

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

Il timido ubriaco
Max Gazzè
Gadzilla 2000




Il testo, in particolare, parla di un uomo innamorato di una donna sposata e per la sua timidezza non riesce a dichiararsi osservando geloso chi al momento sta al fianco della sua amata.
Un uomo viscido e grezzo che non riesce ad apprezzare la fortuna di avere quella donna dal protagonista tanto desiderata, al suo fianco.
Per tali motivi e per la sua estrema timidezza si rifugia nell'alcool ed in questo modo si nasconde in un finto benessere interiore, una felicità fittizzia dove cerca di trovare le parole che gli mancano:"...rido, facendo del mio riso vile nido, cercandomi parole dentro al cuore, d'amore...".
Nonostante l'alcool, la timidezza, non evita al protagonista di provare rabbia che però non riesce ad esprimere all'esterno: "mi muovo come anguilla nella sabbia, che rabbia".
Poi il protagonista conlude con una riflessione sul matrimonio senza amore: "Pare, che coppie unite solo sull'altare, non abbiam mai trovato le parole, da sole..." e ciò lo spinge a pensare che: "Forse domani che pianissimo le morse del matrimonio ti annaglieranno, potranno...potranno mai le mie parole esserti da rosa...".
Una canzone molto particolare ed originale, quindi, come è solito proporre un'artista innovativo e fantasioso oltre che estramamente talentuoso sia in qualità di autore che come musicista come, appunto, Max Gazzè.
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« immagine » Il timido ubriaco sposa domani ti regalerò una rosa gelosa d'un compagno non voluto temuto stesa caldissima per quell'estate accesa fanatica per duri seni al vento io tento tanto quell'orso che ti alita accanto sudato che farebbe schifo a un piede non vede dorme tapino ...
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13/02/2017 06:07:41
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Commenti

  1. antioco1 13 febbraio 2017 ore 10:09
    molto bello il testo e Max mi piace molto ciao amico mio bello il tuo blog e belli i post che metti nel tuo gruppo saf Ale
  2. oDiabolik 13 febbraio 2017 ore 18:25
    @antioco1 :

    Grazie Ale. Buona serata

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