Vi sprono a sognare......

21 giugno 2018 ore 02:24 segnala
Il sogno è quella cosa che caratterizza la tua esistenza. Il sogno è quell'obiettivo da realizzare poco per volta, per sentirti più felice mentre lo fai. Il sogno è quella cosa che ci rende un po' speciali;è la ragione per la quale ci luccicano gli occhi;è il motivo per cui corriamo rischi e tentiamo di superare ostacoli, è la nostra arma in più.
Non si può realizzare un sogno senza viverlo e, vi assicuro, che viverlo è un'emozione che non potrei descrivervi nemmeno con tutte le parole del mondo.
Ritengo che senza sogni la vita non sia un errore, ma sia vuota, sia piatta.
Senza nessuno che ci ha provato e ci è riuscito non sapremmo cos'è la soddisfazione.
Senza nessuno che ci ha provato e ha fallito non conosceremmo la forza.
L'arma in più? Il coraggio. E, permettetemelo, l'incoscienza. Buttatevi, i sogni non scappano ma arriva il momento in cui non potete farci più nulla, oltre che tenerli lì, dentro di voi a marcire.
Siate incoscienti, innamorati, folli, coraggiosi e menefreghisti.
Vivete il vostro sogno e avrete ottenuto già la maggior parte della felicità che la vita può regalare.

Non ho incontrato chi ami il mio sentire

20 giugno 2018 ore 16:28 segnala
Un sorriso innocente mi accende dentro. Il pianto disperato di chi grida aiuto mi catapulta nell'altrui dolore. Il mio pianto mascherato mi spegne l'anima. Il mio sorriso falso ed obbligato mi umilia il cuore. Piango per gli altrui destini, mi avvolgo di malinconia per tristi storie d'amore, per chi vive nella malattia e soffre. M'immedesimo sempre nell'altrui dolore e poi dimentico che anche io esisto, dimentico troppo spesso che anche io sono una persona. Per un po' avevo ritrovato la gioia di vivere e mi sono cullato solo nei miei egoistici sogni, ma credevo in sorrisi onesti e sinceri. Adesso ritrovandomi solo a testa china e col cuore lacrimante mi accorgo di essere più strano del recente mio passato. Non capisco perchè non provo odio per chi non mi rispetta, per chi non riconosce non solo l'amore puro ed onesto, ma anche l'amicizia più altruista e sincera. Nessuno in questo mondo può capirmi, io non chiedo molto e non mi permetto nemmeno di non rispettare altri dolori, dolori più veri dei miei, dolori di chi lotta per la vita, di chi si umilia davanti la menzogna o di chi soffre per lutti e distanze. Sarò complicato, sarò troppo chiuso, ma non riesco a cambiare il mio pensare, il mio essere persona ospite di questa vita. Un ospite forse ignorato, un peso per chi ama ridere, gioire e vivere. Ma adesso comincio a convincermi di essere come sono, ed io mi accetto, mi sento solo ma la mente mia mi fa compagnia, la mia solitudine mi culla tra le braccia della tristezza che con un niente mi prende ed avvolge trasportandomi nei suoi labirinti senza uscita, tra le sue strade strette ma calde. Io sono io, non posso farci nulla se ancora lungo il mio destino non ho incontrato chi ami il mio sentire, chi accetti una persona, tra virgolette, strana. Se la mia idea di vita è definita anormale, io allora grido che voglio essere anormale e staccarmi dalla massa. Non riesco ad accettare banalità, non riesco a non sottovalutare i dolori altrui nemmeno a parole, i pianti lontani di chi nemmeno conosco, io voglio vivere anche piangendo, non è vergogna ma scarsa auto stima forse, non so, non sta a me giudicare, e forse nessuno può giudicare ma solo consigliare. Oggi il mio cuore vuole solo amare, il mio cuore alla ricerca dell'impossibile adesso si dirige. Un anima simile alla mia deve pur esistere.

Oggi, io mi leggo.dentro.

19 giugno 2018 ore 20:58 segnala
Cosa resta nel cuore dopo un dolore immenso che ha stravolto l'anima. Cosa si può aggiungere a chi credeva fermamente ad un sogno che poteva diventare realtà.
Inutili versi, inutili gesti, inutili speranze, adesso è chiaro ciò che il cuore sordo e cieco non voleva accettare. Capita di convincersi della bontà dei sentimenti altrui, capita perché si è semplicemente innamorati, quindi non vedi e non senti nulla e nessuno. Passerà questo momento, resterà un dolce ricordo tutti ripetono, resterà io aggiungo una profonda delusione. Delusione per aver creduto contro tutto e tutti ad un qualcosa di irreale, un sogno che solo io ho vissuto. Io non ho considerato che si deve essere in due a far vivere i sogni. Non mi sono accorto che ero solo io a vivere, dall'altra parte c'è chi viveva nella speranza che mi accorgessi della fine di un rapporto strano e conflittuale fin dall'inizio. Chi non s'impone per il proprio amore non ama abbastanza. Chi ripete per adesso è presto, non è ancora il momento, non ha paura, non vuole solo rischiare la propria dignità. Chi vuol vivere nell'oscurità nascondendo anche l'ombra della persona, tra virgolette, amata, non ama e basta. Non ci sono altri motivi, nessun ostacolo dovrebbe fermare due cuori decisi a vivere per l'eternità insieme.
Tutti noi umani a volte le risposte le conosciamo, ciò che è giusto o sbagliato è chiaro al nostro intelletto, ma la paura di affrontare la triste realtà fa male e nascondiamo alla nostra anima ciò che provoca più dolore.
La fine di un amore non si accetta facilmente quando chi ha amato, o peggio chi ancora ama, viene destato improvvisamente da ciò che in effetti era chiaro ma non si è voluto mai capire. Ti odio si vorrebbe gridare, non voglio vederti nemmeno respirare e così via. Sono frasi che la rabbia sprigiona, sono pensieri che per auto difesa devono volteggiare nell'aria. Come difendersi dal dolore altrimenti. Si spera che, gridando l'odio ed il rancore, si possa miracolosamente guarire. Ma non è così.
Non è semplice e la tristezza e la malinconia prendono il sopravvento rivestendo l'anima di colori cupi, investendo il proprio sentire di momenti nei quali vengono a mancare anche le più elementari forze. Il pensiero che poi un'altra persona possa prendere il nostro posto pugnala il cuore, una lama tagliante penetra nell'orgoglio, non è facile accettare anche questo. Tornare alla normalità della vita è difficile, fa male e tutto sembra impossibile. Alti e bassi si susseguono, un sorriso precede un ennesimo pianto. Giorni dove si sprizza di gioia improvvisa precedono giorni bui e tristi.
Finirà, senz'altro finirà, ed alla vita si ritornerà e queste frasi rilette a distanza di anni provocheranno solo un sorriso per un amore a senso unico. Si deve sapere aspettare. Chi ha vissuto questi momenti così mi ha detto. Tutte le amiche che mi son vicine giornalmente mi sorridono, virtualmente mi abbracciano, sinceramente mi consigliano. Io ancora un po' sordo ringrazio e molte risposte non riesco a dare.
Ma oggi una risposta completa ho partorito dal mio cuore. Cuore di uomo innamorato, deluso e triste. Cuore di uomo però non rassegnato ed inattesa di una nuova possibilità dalla vita. Una possibilità che attendo però con ansia e paura.
Una dedica speciale a chi prima di me ha affrontato il dolore, a chi soffre ma spera sempre di vivere. Dedicata a chi soffre per amore e non solo. La vita è anche questa, affrontata a testa alta regala emozioni.
Io ho il capo chino in questo momento, ma spero che presto potrò alzare lo sguardo e sorridere nuovamente alla vita, a tutti i colori e profumi che essa offre.
Vita riconquistami, io aspetto, ma non chiedermi un sorriso adesso. Ancora non è il tempo, prima o poi se Dio vorrà rinascerò anche io. Altrimenti ti saluterò gridando addio. Un addio sincero che avrò voluto solamente io.
Troppo confusi i miei pensieri? Può essere, ma dovevo urlarli, era necessario estirpare dalla mia anima pensieri contorti e dolorosi. Pensieri che non credevo nemmeno di conoscere. Adesso rileggo il tutto e sorrido.
Mi guardo allo specchio e finalmente i miei occhi incontro. Tengo lo sguardo mio solo un secondo ma non è facile osservarmi. Prima o poi ci riuscirò... devo riuscirci... devo... Non posso nascondermi da me stesso.
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Cosa resta nel cuore dopo un dolore immenso che ha stravolto l'anima. Cosa si può aggiungere a chi credeva fermamente ad un sogno che poteva diventare realtà. Inutili versi, inutili gesti, inutili speranze, adesso è chiaro ciò che il cuore sordo e cieco non voleva accettare. Capita di convincersi...
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Io mi sento forte, tu , ti senti come me?

19 giugno 2018 ore 17:25 segnala
Valori che dovrebbero prevalere nella vita di tutti, in ogni settore.
Le persone forti, sono quelle che non si tirano dietro dalle sfide, ma hanno il coraggio di lottare contro i loro pari o ancor meglio, contro quelli che sono superiori a loro! Chi combatte con i più deboli o con chi, per varie ragioni, ha situazioni che gli proibisce di mettersi in gioco, le ritengo solo Vigliacche! Nella vita non si può vincere sempre, ma si può decidere se giocare in modo leale, senza colpi bassi, o se si vuol giocare in modo sleale fregandosene delle regole. Questo fa si che una persona possa perdere con stima e rispetto, o possa vincere senza dignità e pudore!

Se in amore non ridi, non e quella giusta.......

16 giugno 2018 ore 15:39 segnala
Se in amore non ridi, molla tutto.
Eravamo in doccia, l'avevo un po' persuasa, credo che anche lei avesse voglia di una doccia con me, ma probabilmente voleva solo farsi desiderare un po'.
La cabina era stretta, ci stavamo a malapena e lei reggeva il telefono del getto. Impossibile regolare il getto, io che soffro il caldo lo sentivo sempre bollente, per lei invece era una temperatura appena appena accettabile.
'Scotta!' 'No no lascia così che è perfetto' 'ahh brucia!' urto il regolatore, si blocca il getto, lo riaccendo, lo urto di nuovo, baci, affetto, scena tale uguale in un film, il getto in faccia, risate.
Usciamo dalla doccia per dedicarci per terra, sugli asciugamani, dopo poco sento il freddo del bagno con la finestra aperta, mi interrrompo. 'Ti prego torniamo in doccia, fa troppo freddo!', si ride.
Se in amore non ridi, continua a cercare, la persona che hai al tuo fianco non è quella giusta.
Puoi avere la persona più bella del mondo, ma se quando siete assieme non si ride come bambini, probabilmente non è quella giusta.
Lei? Sicuramente non era la più bella, intelligente, simpatica, ma era lei. Non mi sentivo innamorato, come se esistesse solo lei, come quando nei libri o nei film ti fanno credere che quando sei con la persona che ami vada bene qualsiasi momento. Ma se un bel momento te ne fa dimenticare cento di brutti allora forse ne vale la pena.
Dopo la mia ultima relazione mi ero fatto l'idea che la persona successiva con cui fosse stato, avrebbe dovuto avere i capelli lunghi, molto lunghi, che fosse l'emblema della femminilità, che mi stesse sempre a fianco, che fosse un mio pilastro a cui potermi sempre affidare. Ma la vita è beffarda si sa, la guardo ora, ha i capelli lunghi ed è piena di difetti, come me d'altronde.
Passiamo la vita a credere che la bellezza debba rispettare certi canoni, che se un ragazzo non ha una determinata altezza, peso, colore degli occhi non sia attraente, che se una ragazza non ha un certo peso, una certa taglia, un certo modo di vestire non possa essere considerata bella. Tutte cazzate. La mia relazione è la piu complessa per certi aspetti, ma anche la più facile, il tutto si basa sul fatto che amo la ragazza che si è innamorata di me.
maledetta rete.
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Se in amore non ridi, molla tutto. Eravamo in doccia, l'avevo un po' persuasa, credo che anche lei avesse voglia di una doccia con me, ma probabilmente voleva solo farsi desiderare un po'. La cabina era stretta, ci stavamo a malapena e lei reggeva il telefono del getto. Impossibile regolare il...
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Penso che.......

16 giugno 2018 ore 15:12 segnala
L'amore a prima vista, o quello per una persona che si conosce a stento, non esiste. O meglio non è amore. Sarà infatuazione, attrazione fisica, fascinazione, voglia di farci sesso, ma non è di certo amore. L'amore è il più alto livello di stima che una persona ha per un'altra, tanto alto da volerci vivere insieme. L'amore vero non si basa su aria fritta, ma su un'attenta valutazione dei pregi e dei difetti del partner. Tutto il resto è istinto, voglia di piacere ed anche egoismo. Purtroppo, l'amore vero è molto raro, perchè presume il superamento degli istinti e la loro sublimazione.
In compenso è molto solido e maturo.
Tutti gli altri sentimenti, sostenuti dall'istinto, sono destinati, prima o poi, ad estinguersi.

Non ci si può sottrarre alla verità.......

16 giugno 2018 ore 14:19 segnala
In generale si può dire che la giovane età abbia il vantaggio, rispetto a quella avanzata, di avere un minor grado di responsabilità, ma col trascorrere del tempo essa sarà gravata, o sollevata, dal maturare delle conseguenze che il suo aver agito avrà determinato. È logico siano le conseguenze negative e rendere difficile il vivere di ognuno, a causa dei debiti contratti dall'aver vissuto in disarmonia con le leggi che modulano lo svolgersi della realtà, ma a ognuno andranno anche i vantaggi dei crediti conseguenti agli errori altrui fatti nei propri confronti. Ognuno paga e riscuote per le scelte fatte, o che ha spinto gli altri a dover fare, e non c'è solo l'appesantimento del vivere dato dallo scorrere del tempo ma, insieme a quello, c'è anche la soddisfazione di vedere che le ingiustizie commesse da altri sono state, come è accaduto per le proprie, scoperte. Più tardi la verità viene a galla e maggiore sarà la pena provata da chi non ha avuto il coraggio di confessarla quando avrebbe potuto. Le verità che non verranno alla superficie saranno comunque sempre esposte alla luce della nostra coscienza, e la sofferenza per la loro presenza persisterà senza poter essere attenuata.
Non ci si può sottrarre alla verità, perché più la si sarà seppellita in profondità, e maggiori saranno le possibilità che essa riemerga dall'altro lato della sfera della realtà.
Buon sabato.

Per me non è competività, ma solo voglia di scrivere.

13 giugno 2018 ore 16:01 segnala
È normale che nel sito di Chatta ( blog ) le persone, confrontandosi tra loro sui diversi piani in cui si incrociano pensieri e giudizi, trovino ragioni per polemizzare. Normale e anche auspicabile, perché ognuno procede, nel proprio cammino, aggiustando l'equilibrio che l'aver mosso un passo ha messo a rischio, con un altro passo che ne innescherà un altro ancora, in una catena interrotta, saltuariamente, dal fermarsi a gustare il diverso panorama che si vanta davanti agli occhi di chi lo ammira. Scrivendo, le intelligenze espongono le loro interiorità ed esteriorità togliendosi vestiti, o indossandone di nuovi sopra a quelli vecchi, e si misurano vicendevolmente, a volte amandosi e altre detestandosi, ognuna coi propri difetti e pregi, e con la voglia di far capire che spesso oscura quella di voler comprendere. In effetti il comunicare per aiutare la comprensione altrui è estremamente più semplice del cercare di capire il senso espresso da altri, perché ognuno si fida, giustamente, più della propria esperienza che di quella altrui, ma l'intelligenza non acuisce se stessa soltanto attraverso il proprio aver gioito o sofferto, essa affina le proprie capacità di indagine grazie alla qualità delle intenzioni nutrite da chi la usa, e alla disponibilità che ha il carattere della persona di scansarsi di lato, invece che buttarsi a petto in fuori nella mischia generata dal confronto di opinioni, uno scansarsi dell'io per riflettere su un senso che pare essere oscuro, esposto da altri, chiedendo a questi delle precisazioni riguardo a ciò che non ci si riesce a spiegare attraverso la logica, così da avere maggiori elementi di confronto che consentano di giudicare senza il sussurro malefico di un ego, che fa della cecità interiore una bandiera da alzare in battaglia. Vero è che tutti hanno qualcosa da imparare da tutti, ma alcuni imparano cosa l'intelligenza può essere, e altri cosa la stupidità sia.
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È normale che nel sito di Chatta ( blog ) le persone, confrontandosi tra loro sui diversi piani in cui si incrociano pensieri e giudizi, trovino ragioni per polemizzare. Normale e anche auspicabile, perché ognuno procede, nel proprio cammino, aggiustando l'equilibrio che l'aver mosso un passo ha...
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Parlando coi colleghi, ieri sera.

12 giugno 2018 ore 18:52 segnala
Ho lottato sempre nella mia vita. Non sono forte e spesso mi abbatto, ritrovandomi da solo a fronteggiare tante difficoltà.
Trovo il coraggio per andare avanti e, via via, scopro in me delle risorse che prima non osservavo attentamente o che sottovalutavo troppo. Ciò mi infonde maggior fiducia.
Però, le cose che mi fanno inorridire sempre più sono le dilaganti diffidenza, egoismo, indifferenza e incomunicabilità tra la gente. La povertà più grande è questa.
Ero piccolo e sentivo parlare già di queste malattie sociali e delle previste conseguenze, che comprendevano una maggiore libertà di "espressione" ma anche emarginazione, isolamento, aumento della delinquenza e del dis"ordine" sociale.
Crescevo. Ci sono state delle rivoluzioni "gutturali", delle emancipazioni, delle grandi fesserie, corsi e ricorsi storici, ciclicità non tutte collegabili alle fasi lunari...
Il mondo è cambiato. Ma come è cambiato? Per me soltanto nella forma non nella sostanza, anzi secondo me, è peggiorato. Un tempo si deridevano gli americani, vittime del consumismo, spendaccioni, burattini manovrati dalla pubblicità mediatica, mossi dalle mode che le industrie commerciali lanciavano sul mercato...
Ma noi italiani nel tempo cosa siamo divenuti? Chi (per sua decisione) ci "persuade "? Siamo stati e siamo veramente liberi di decidere della nostra vita, del nostro esistere? Del nostro fare?
Da sempre sento ripetere che il popolo italiano è un gregge di pecoroni. Anche io, pur non volendolo o non rendendomene conto, sono guidato da uno dei tanti pastori che di certo mi condurrà in un ovile che non è la mia meta desiderata. In quanti si illudono o vogliono far credere di avere fatto tutto da sè. Non ci credo più, a ragion veduta.
Se vuoi avere successo devi addivenire a dei compromessi, a dei patti, sottostare a delle condizioni, devi corrompere, devi pagare non soltanto con il denaro. Io non ho voluto farlo, non per orgoglio, non me ne può fregare di meno, ma per onestà verso il prossimo. Sarò stato un fesso, non sono diventato ricco, ma sono un uomo di rispetto, ma ho creduto in certi principi, sincerità e lealtà, che non mi varranno alcuna gloria e nessun onore, anzi sarò sempre disprezzato ma continuerò a sorridere ugualmente.
Ho la mia dignità di persona e, finchè morrò, sono padrone di amare col mio cuore, che alcuno potrà togliermi, che mi farà ancora poco gioire e tanto soffrire.
Ti amo ugualmente mondo: mi hai tolto tanto, crudelmente mia moglie, ma mi hai impartito molte più lezioni... generosamente. Grazie
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Ho lottato sempre nella mia vita. Non sono forte e spesso mi abbatto, ritrovandomi da solo a fronteggiare tante difficoltà. Trovo il coraggio per andare avanti e, via via, scopro in me delle risorse che prima non osservavo attentamente o che sottovalutavo troppo. Ciò mi infonde maggior fiducia....
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Lettera a te......

12 giugno 2018 ore 16:08 segnala
A dire a una persona, cosa è giusto e cosa no. Come si fa ad indicare un percorso, a dare una spiegazione, senza rischiare d’essere inopportuni o presuntuosi o più semplicemente stupidi!?!

E allora, puoi solo tendere una mano a chi con i suoi occhi t’ha detto d’essere a disagio, una mano che non dice niente, trasmette solo sensazioni, calore, condivisione.

Puoi ascoltare lo sfogo di chi ha bisogno di confrontarsi col proprio ego in equilibrio, puoi fare da cassa di risonanza alle parole di chi si sente traballare, e crede di non aver certezze.

Puoi cercare di dire: non sei sola, non sei sola!
E a tenerti compagnia ci sei principalmente tu, tu sei la prima e più degna compagna di te stessa,

puoi cercare di dire: non sei sola, non sei sola!!
E a cercare di tenerti compagnia ci sono io, ultimo e indegno, ma ci sono, io non mi sento a disagio a guardarti negli occhi, tu hai dimostrato lo stesso coraggio, togliendoti gli occhiali.

Credimi, vorrei trovare parole che ti dessero forza, o magari ti facessero soltanto sorridere con dolcezza, vorrei trovare il modo per farti sentire meglio, utile al mondo, utile alla vita, ma come si fa?

Non lo so, non so neanche se è giusto che io ti scriva queste cose, ma per istinto sento di farlo, voglio che tu sappia che nei limiti delle mie possibilità cercherò di strapparti un sorriso, e non per condiscendenza nei miei riguardi, bensì un sorriso di serenità!
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A dire a una persona, cosa è giusto e cosa no. Come si fa ad indicare un percorso, a dare una spiegazione, senza rischiare d’essere inopportuni o presuntuosi o più semplicemente stupidi!?! E allora, puoi solo tendere una mano a chi con i suoi occhi t’ha detto d’essere a disagio, una mano che non...
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