Parlando coi colleghi, ieri sera.

12 giugno 2018 ore 18:52 segnala
Ho lottato sempre nella mia vita. Non sono forte e spesso mi abbatto, ritrovandomi da solo a fronteggiare tante difficoltà.
Trovo il coraggio per andare avanti e, via via, scopro in me delle risorse che prima non osservavo attentamente o che sottovalutavo troppo. Ciò mi infonde maggior fiducia.
Però, le cose che mi fanno inorridire sempre più sono le dilaganti diffidenza, egoismo, indifferenza e incomunicabilità tra la gente. La povertà più grande è questa.
Ero piccolo e sentivo parlare già di queste malattie sociali e delle previste conseguenze, che comprendevano una maggiore libertà di "espressione" ma anche emarginazione, isolamento, aumento della delinquenza e del dis"ordine" sociale.
Crescevo. Ci sono state delle rivoluzioni "gutturali", delle emancipazioni, delle grandi fesserie, corsi e ricorsi storici, ciclicità non tutte collegabili alle fasi lunari...
Il mondo è cambiato. Ma come è cambiato? Per me soltanto nella forma non nella sostanza, anzi secondo me, è peggiorato. Un tempo si deridevano gli americani, vittime del consumismo, spendaccioni, burattini manovrati dalla pubblicità mediatica, mossi dalle mode che le industrie commerciali lanciavano sul mercato...
Ma noi italiani nel tempo cosa siamo divenuti? Chi (per sua decisione) ci "persuade "? Siamo stati e siamo veramente liberi di decidere della nostra vita, del nostro esistere? Del nostro fare?
Da sempre sento ripetere che il popolo italiano è un gregge di pecoroni. Anche io, pur non volendolo o non rendendomene conto, sono guidato da uno dei tanti pastori che di certo mi condurrà in un ovile che non è la mia meta desiderata. In quanti si illudono o vogliono far credere di avere fatto tutto da sè. Non ci credo più, a ragion veduta.
Se vuoi avere successo devi addivenire a dei compromessi, a dei patti, sottostare a delle condizioni, devi corrompere, devi pagare non soltanto con il denaro. Io non ho voluto farlo, non per orgoglio, non me ne può fregare di meno, ma per onestà verso il prossimo. Sarò stato un fesso, non sono diventato ricco, ma sono un uomo di rispetto, ma ho creduto in certi principi, sincerità e lealtà, che non mi varranno alcuna gloria e nessun onore, anzi sarò sempre disprezzato ma continuerò a sorridere ugualmente.
Ho la mia dignità di persona e, finchè morrò, sono padrone di amare col mio cuore, che alcuno potrà togliermi, che mi farà ancora poco gioire e tanto soffrire.
Ti amo ugualmente mondo: mi hai tolto tanto, crudelmente mia moglie, ma mi hai impartito molte più lezioni... generosamente. Grazie
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Ho lottato sempre nella mia vita. Non sono forte e spesso mi abbatto, ritrovandomi da solo a fronteggiare tante difficoltà. Trovo il coraggio per andare avanti e, via via, scopro in me delle risorse che prima non osservavo attentamente o che sottovalutavo troppo. Ciò mi infonde maggior fiducia....
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12/06/2018 18:52:39
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