Vorrei che la notte non arrivasse mai...

30 maggio 2018 ore 11:43 segnala
La notte.
La notte mi ritrova solo... solo a pensare, solo con me stesso, con la mia coscienza, coi miei dubbi, i miei perchè e le mie incertezze.

È la notte che mi sorprende nel buio della stanza a fissare il nulla, a fermare il pensiero su un mio comportamento o una frase detta che ha amareggiato prima me stesso e sicuramente colui al quale era rivolta.

La notte... che sorprende il mio sonno, avvolgendo ogni fibra del mio essere scoprendo la mia vera natura: me stesso!

Accendo la luce come a difesa di quel buio che mi opprime, che mi fa sentire ancora più solo e che se riesce ad avvolgermi mi ritroverei in un mare di dubbi, di illusioni e di disillusioni, di fastidi e di tremore tanto che quell'atto di allungare la mano per schiacciare il pulsante dell'abajour che illuminerà la stanza sembra essere l'unico rimedio a quel panico che sta cercando di imprigionarmi.

E mi ritrovo così ad occhi aperti a pensare alle stesse identiche cose, ma la luce mi da un leggero conforto, in parte mi rassicura, al limite mi alzo e sveglio qualcuno di casa (se sono in compagnia...), ma se sono solo... sono fregato due volte! Allora, in quest'ultimo caso, cammino avanti e indietro cercando di sfuggire a quei pensieri che mi tormentano, che mi affliggono e che mi costringono a guardare dentro me stesso...

Sono talmente tanti (i pensieri) che mi crocifiggono mentre cerco di catalogarli a seconda dele priorità collocando al primo posto quel che a me sembra di primaria importanza e cerco (irragionevolmente e) razionalmente di "dialogare" con lui.

La cosa sembra funzionare perchè per un attimo tutto sembra quetarsi, come se avessi trovato il bandolo della matassa, ma poi il "fato", i pensieri o la coscienza (chiamala come vuoi) mi riavvolge reprimendo tutto il mio essere trovandomi di nuovo confuso, dubbioso persino di me stesso... come prima, anzi... più di prima!

E la cosa mi fa rabbia perchè credevo di essere molto ma molto più forte...

Allora comincio a rimugibare sulla giornata, sul mio comportamento, se è stato veritiero o mi sono piegato al coinvolgimento di questa o quella situazione ingannando me stesso una volta di più. Mi chiedo se quell'azione l'ho fatta perchè avevo il piacere di farla o se mi sono piegato al "voler" piacere altri altri... scoprendo che il tutto poi non è così gratificante!

Poi, senza accorgermene, miracolosamente, mi addornmento e tutto sembra svanire...

Mi sveglio un'ora più tardi con lo stesso incubo che avevo lasciato prima di addormentarmi. abbraccio il cuscino, mi giro e rigiro nel letto come fossi in preda a una crisi isterica; riaccendo la luce, la spengo chiudendo gli occhi e comando al corpo di dormire, ma so che tutto è inutile.

Mi alzo, vado in cucina e bevo un bicchiere d'acqua... poi ritorno a letto. Accendo la televisione cercando di ditrarre i pensieri ma tutto ritorna inesorabilmente come prima, allora spengo luce e televisione. Spero di acquietarmi... ma è tutto inutile. Accendo il computer e metto nero su bianco quando sto vivendo. Non servirà a niente e a nessuno se non a me stesso, perchè è come confessarmi, però m'accorgo che mano a mano che mi lascio andare nello scrivere il cuore diventa più leggero e dopo alcune ore gli occhi mi chiedono di dormire,... finalmente!

Chiudo tutto e questa volta, oltre alla luce... spengo anche il cervello!

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La notte. La notte mi ritrova solo... solo a pensare, solo con me stesso, con la mia coscienza, coi miei dubbi, i miei perchè e le mie incertezze. È la notte che mi sorprende nel buio della stanza a fissare il nulla, a fermare il pensiero su un mio comportamento o una frase detta che ha...
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30/05/2018 11:43:50
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