In viaggio

14 maggio 2017 ore 21:53 segnala
L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino.
Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce, dell'inevitabile genesi, sciolgono il mistero, predicono futuro. Nebulose, velluto di ciclamini, golosa fragranza lilla, d'infanzia e stupore. Plasma, furore di melograno, quarto stato che seduce, inebria, nutre.
Oscura energia innesca visioni, susseguirsi di terreni ricordi, vagiti, calore materno, mari di sale e d'amore, voci, sguardi, l'addio. Il cielo bramato, maledetto, sfiorato con le dita prodigioso si svela, meraviglia di galassie, soli giganti, supernove, pianeti d'acqua brulicanti di vita.
Ursa Major e Lupus, talismano, marchio rovente sul cuore, porta serrata del regno al di là del sogno. Unica guardiana la memoria, scia di passioni, sfumati rimpianti, soffio di desideri. La chiave, sola salvezza, tra incantesimi arcobaleno che allontanano il buio e canti di balene che sconfiggono il silenzio. Dono prezioso, inestimabile, nascosto nell'affannosa quiete, tra le pieghe del tempo, dello spazio, dell'anima.
Alla fine del viaggio, alla fine di tutto, quando tutto ricomincia... quando nasce una stella.
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L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino. Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce,...
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14/05/2017 21:53:10
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Attesa

08 gennaio 2017 ore 20:30 segnala
Naso all'insù e occhi aperti sul mio angolo di cielo, aspetto la neve.
Sfumature di perle e cenere promettono fredde minute gocce, ancora appiccicate alle nuvole. Amo la pioggia, ma non riempie il cuore l'arcobaleno dopo un temporale quando ciò che voglio è coprirmi di bianchi petali. Accoglierli nei palmi, gioire di sorprendenti regali del gelo che paventano il Sole, donare loro l'eternità di un respiro.
Nevicherà e affascinata mi lascerò accarezzare da minuscoli cristalli, perfetti ed unici. Non esistono due fiocchi uguali, ma ognuno ha il suo gemello... nella foto di un inverno sbiadito, nel canto di un pettirosso, nel mistero di un ululato, nello sguardo stupito di un bimbo. In un sogno o da qualche parte tra cielo e terra... in una tormenta, sul muso di un gatto, posato s'un sentiero di montagna, su di una tegola, sopra un fiore che sfida la sorte. Ad un soffio dal mare, ad un istante dal sale, un attimo prima di morire.
Come muore l'attesa quando smetto di aspettare e la speranza diviene certezza. Quando infinite note ghiacciate si legano allo stesso destino e la neve è musica che scalda l'anima.
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Naso all'insù e occhi aperti sul mio angolo di cielo, aspetto la neve. Sfumature di perle e cenere promettono fredde minute gocce, ancora appiccicate alle nuvole. Amo la pioggia, ma non riempie il cuore l'arcobaleno dopo un temporale quando ciò che voglio è coprirmi di bianchi petali. Accoglierli...
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Giallo

11 dicembre 2016 ore 21:26 segnala
Giallo come il tramonto che adorna di brillanti fiamme le onde, il girasole avido di caldi raggi, il chicco di mais figlio della terra e del sudore dell'uomo, il limone ricco di succo acre quanto la vita, il delicato fiocco della mimosa, il cuore palpitante delle margherite, il testardo grappolo di primule del Carso, il fogliame strappato dall'inesorabile vento.
Riflesso di peli, penne, squame, scaglie... lo splendore di sguardi d'ambra della foresta, della savana, dei gatti predatori della notte.
Batter d'ali, fruscio tra l'erba, sibilo tra le rocce, respiro nell'acqua, leggero ronzare, cinguettio innamorato di primavera.
Passione sofferta, combattuta, stretta forte, accarezzata, presa a pugni... fuoco che illumina, arroventa, nutre... ardente sfumatura che mina la mia nera anima di pece.
Giallo come il canarino fuggito dalla gabbia, consapevolezza di morte e di libertà, paura di bruciarsi soffocata d'indomito coraggio, danza di soffici piume che disegna al Sole il sorriso, immenso, dolcissimo, incancellabile.
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Giallo come il tramonto che adorna di brillanti fiamme le onde, il girasole avido di caldi raggi, il chicco di mais figlio della terra e del sudore dell'uomo, il limone ricco di succo acre quanto la vita, il delicato fiocco della mimosa, il cuore palpitante delle margherite, il testardo grappolo di...
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Sono solo mare

27 novembre 2016 ore 21:52 segnala
Sono tempestoso zaffiro, tropicale smeraldo, fosca ardesia, infinite schegge di luce, riflessi di stelle... abissi brulicanti, calde correnti, flutti giganteschi, spruzzi salati... maree che danzano con la Luna, il meritato riposo del Sole.
Nutro chi abita le mie coste, sono casa, rifugio, fratello.
Accolgo con gioia nuova vita, pesante di balene, minuscola di plancton.
Sollevo vele tra le nuvole, gioco con le mie creature, solletico i gabbiani, accompagno il radente volo dei cigni.
Accarezzo millenari coralli, le affascinanti meduse dirette a Sud, il delfino con l'argilla e le alghe, doni per la sua sposa.
M'infrango sugli scogli, avanzo e levigo sassi, mescolo eterni granelli di rena, indietreggio con granchi confusi, tartarughe appena nate, castelli, orme.
Ricordo ogni sorriso portato dalla mia brezza, ogni sogno che cavalca le onde, tutti i messaggi in bottiglia rimasti a riva, nell'inchiostro, nei cuori.

Cancello dalla sabbia il sangue... rimuovo brandelli di vestiti colorati, di orsi di pezza... di ossa, di pelle, di muscoli... consolo preziose piccole anime e i loro ultimi respiri.

Non dimentico il frastuono dell'odio che esplode, l'odore della paura che brama salvezza, il sapore della morte vigliacca, l'insopportabile peso delle lacrime nascoste, delle urla imbavagliate, della verità sopraffatta dall'indifferenza.

Sono solo mare, nessun dio, nessun uomo, nessuno dei vostri orrori potrò mai perdonare.
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Sono tempestoso zaffiro, tropicale smeraldo, fosca ardesia, infinite schegge di luce, riflessi di stelle... abissi brulicanti, calde correnti, flutti giganteschi, spruzzi salati... maree che danzano con la Luna, il meritato riposo del Sole. Nutro chi abita le mie coste, sono casa, rifugio,...
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Nuovo sogno

10 novembre 2016 ore 01:10 segnala
Perso nella fioca luce del Sole morente ripensò al suo viaggio, alla rotta di stelle, alla paura dell'ignoto, alla tenacia che sempre lo costrinse a rialzarsi... alla fatica, alla sofferenza, alle ferite inferte dagli umani, alle loro viltà e menzogne... alle affannate vertigini difronte all'infinito, alla sorpresa, all'emozioni sospese come battiti nel petto... alle scoperte, agli incontri, al rincorrersi dei granchi, al sapore del pesce, alla profumata rena, alla tana d'alghe e vento... a ciò che aveva lasciato, ricordi mai sbiaditi, occhi, nasi, code, guaiti famigliari, l'amore lontano eterni giorni.
Ad un istante dal buio appartenne al ritaglio di cielo ripudiato dalla rosea carezza del tramonto. Si spensero entrambi, morì come il suo desiderio realizzato, come l'ignara onda che affoga nell'aria. Sanguinò sale e pensieri inchiodati al destino, soffocò suppliche d'anima e di ragione addentrandosi dove dimora l'apatia, il terrore detta le sue leggi e il coraggio aspetta di essere ascoltato.
Scrutò l'orizzonte d'acqua e d'astri, ululò alle ombre d'argento e alla sottile falce di Luna. Corse verso la foresta lasciandosi alle spalle l'Oceano, inseguendo un nuovo sogno, irresistibile, spaventoso, prezioso, maledetto come la vita.
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Perso nella fioca luce del Sole morente ripensò al suo viaggio, alla rotta di stelle, alla paura dell'ignoto, alla tenacia che sempre lo costrinse a rialzarsi... alla fatica, alla sofferenza, alle ferite inferte dagli umani, alle loro viltà e menzogne... alle affannate vertigini difronte...
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