Oceano

29 ottobre 2017 ore 20:44 segnala
Era l'alba, salutò gli altri membri del branco davanti agli occhietti insonnoliti dei cuccioli. Con infinita dolcezza baciò le labbra di sua madre, poi lei, in silenzio, entrò nella tana.
Tutti sapevano che non sarebbe più tornato, tutti tranne lui, era convinto di farcela. Avrebbe percorso il margine del fiume dalla grande foresta alla sconfinata pianura fino all'Oceano. Si sarebbe dissetato con quell'acqua fredda e limpida che scende dalla montagna, avrebbe cacciato, si sarebbe riposato nascosto nelle tenebre. Non voleva che gli altri si preoccupassero, ma nessuno aveva mai fatto ritorno. Avrebbe corso per settimane, forse mesi, stremato dalla fatica avrebbe avuto difficoltà a procurarsi cibo, le piaghe delle zampe sanguinano, si infettano, il dolore e la febbre bloccano il cammino e i maledetti umani con il fucile non conoscono pietà.
Non cercai mai di farlo desistere, sapevo che il suo sogno era più forte dell'amore, della ragione, della paura per l'ignoto. Immenso come quel misterioso universo blu che poteva solo immaginare, che desiderava conoscere più di ogni altra cosa, anche a costo di perdere tutto, di morire.
C'incamminammo fianco a fianco, muti, una volta arrivati bevemmo e riprendemmo fiato. Amavamo quell'angolo del nostro mondo fin da quando eravamo cuccioli, teatro del bagnato traballante riflesso della Luna, di mille scoperte, dei nostri giochi, degli incontri con gli orsi bramosi di pesce.
Lo avrebbero accompagnato sereni e teneri ricordi dai quali attingere energie e coraggio necessari a continuare la marcia nei momenti più bui, allontanando angoscia e solitudine. Sapevo che non mi avrebbe mai dimenticata, così come la mia anima avrebbe sempre serbato l'ambra dei suoi occhi, il suo odore, la sua voce, il suo calore.
Rimasi immobile, rapita dalla corrente, da quel fluire, da quel liquido suono, dalla sofferenza che mi lacerava. Lui si avvicinò, pelliccia contro pelliccia, baci, guaiti, respiri all'unisono nell'infinito istante che vale un'intera vita. Poi corse via senza guardare indietro, lo seguii con lo sguardo fino a quando scomparve tra le betulle.
Ululai una, due volte e ancora e ancora il mio disperato canto d'amore. Le lacrime mi bagnavano il muso, scivolavano giù, l'acqua dolce del fiume abbracciava piccole gocce salate come l'Oceano.
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Era l'alba, salutò gli altri membri del branco davanti agli occhietti insonnoliti dei cuccioli. Con infinita dolcezza baciò le labbra di sua madre, poi lei, in silenzio, entrò nella tana. Tutti sapevano che non sarebbe più tornato, tutti tranne lui, era convinto di farcela. Avrebbe percorso il...
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Vita

15 ottobre 2017 ore 21:46 segnala
Storia da inventare, schizzo a matita, magia d'inchiostro e grafite, il bianco che si veste d'arcobaleni, il nero che racconta il profumo del mare.
Sacrifici inutili, segreti inconfessabili, istinto soffocato, coraggio che manca, profonda solitudine, calpestata libertà, anime straziate, silenzi rotti dall'affanno.
Promesse mantenute, muta speranza, folli ideali, obiettivi raggiunti, pianti di gioia, fame saziata, ricordi indelebili, smisurato amore.
Sipario calato sopra un dramma, applausi e risa di una commedia, lieto fine di una favola, petali sul pentagramma di una melodia in fiore.
Poche lettere taciute, intrappolate in gola, racchiuse in una lacrima, tatuate sulla pelle, disegnate su un muro, prigioniere tra pagine da riscrivere.
Un'unica parola prescelta dal destino, forgiata dal tempo, alleata del sogno, una sola parola urlata con tutto il fiato rimasto, all'improvviso libera di vivere.
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Storia da inventare, schizzo a matita, magia d'inchiostro e grafite, il bianco che si veste d'arcobaleni, il nero che racconta il profumo del mare. Sacrifici inutili, segreti inconfessabili, istinto soffocato, coraggio che manca, profonda solitudine, calpestata libertà, anime straziate, silenzi...
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Silenzio rotto

24 settembre 2017 ore 22:10 segnala
Cuori usati, poi ignorati o calpestati e lasciati soffocare. Caldo sangue di ferite sempre aperte. Lividi, tristi arcobaleni sulla pelle, nascosti, scordati come il temporale che li ha preceduti. Cicatrici, marchi immortali dal tempo solo sfumati. Lacrime ormai senz'acqua, senza sale, annodate in gola.
Tinte pastello di pareti, di vestiti, di quaderni, di bambole abbracciate a bambine che delle favole conoscono gli orchi e nessun lieto fine. Come inermi canarini prigionieri, come marzolini fiori gialli, strappati alla pianta, alla terra, al vento che li cullava.
Orecchie ed occhi sfiniti, schiavi d'urla e d'ombre, aspettano un'alba che ripudi il terrore. Improvviso raggio di sole e polvere accarezza profili d'anime umiliate, mutilate, deturpate, picchiate, abusate. Sagome di mani avvolte di luce, riscaldate di coraggio, lambiscono lieve speranza, allontanano la morte, sfiorano anelata nuova vita.
Controvento, un soffio di voci rompe il silenzio.
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Cuori usati, poi ignorati o calpestati e lasciati soffocare. Caldo sangue di ferite sempre aperte. Lividi, tristi arcobaleni sulla pelle, nascosti, scordati come il temporale che li ha preceduti. Cicatrici, marchi immortali dal tempo solo sfumati. Lacrime ormai senz'acqua, senza sale, annodate in...
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Storia infinita

10 settembre 2017 ore 21:31 segnala
Sono battuta di caccia, corsa a perdifiato, graffi, lievi carezze, fusa, sonno profondo percorso dal sogno, profumo della tua mamma, iridi d'oro di un amore. Appartengo al tuo viaggio... per sempre stretta al tuo spirito libero.


Se la storia è finita allora è di questo mondo, è il nero rabbioso, gli invisibili lividi del cuore, l'amara consapevolezza, la rassegnazione scura come inchiostro che disegna ignare lettere. Lettere che si abbracciano e generano parole, girotondo di parole che sussurra frasi, frasi che compongono capitoli. Capitoli da scordare.
Se, invece, dolore e ferite, perdendosi nel tempo, troveranno consolazione e sollievo e se intuito ed accettazione, fondendosi nello spazio, si contenderanno inesplorate dimensioni, allora la storia non conoscerà mai fine.
Eternità traboccante d'indelebili ricordi, di vivide sensazioni, d'amore puro, avvolgente, infinito, unico. Puro come il vostro nuovo cielo ricamato di sconosciuti astri e avvolgente come i miei tramonti di manto color corallo e d'occhi ambra. Infinito come il numero delle gocce di pioggia che m'annuncia l'autunno e dei versi da rileggere aggiungendoci un'emozione, una sfumatura, una fragranza, una lacrima. Unico come il primo capitolo da riscrivere affinché la trama della mia vita possa continuare a scorrere, a farmi a pezzi e a rimettermi in piedi, ad accarezzarmi l'anima come le pagine di un terribile, meraviglioso libro mi accarezzano le dita.


Alle mie stelline lassù.
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Sono battuta di caccia, corsa a perdifiato, graffi, lievi carezze, fusa, sonno profondo percorso dal sogno, profumo della tua mamma, iridi d'oro di un amore. Appartengo al tuo viaggio... per sempre stretta al tuo spirito libero. Se la storia è finita allora è di questo mondo, è il nero rabbioso,...
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Amore senza tempo

04 giugno 2017 ore 21:50 segnala
Al margine del bosco mi volto a guardare se qualcuno mi segue. Briciole di me ho lasciato cadere dove nessuno le noterà mai, briciole di me ho lasciato andare per potermi ritrovare. Lontana da barriere e pregiudizi, dall'inutile rumore del mondo cerco sospiri nella brezza, tra l'intrecciarsi di dimensioni e stupore, preziosi indissolubili legami.
Incontro l'istinto sottomesso alla fedeltà, soffi di anime abbracciate in un unico respiro. Lupi che lottano fino alla morte per difendere compagni d'infinite stagioni e falchi che, lasciandosi cadere nel vuoto, raggiungono chi apparterrà loro per sempre. Ghiandaie che s'accarezzano coi becchi, baci tra le piume prima dell'ultimo volo insieme. Volpi che, sfiorandosi le soffici code, rincorrono eterni tramonti di luce.
Esco dall'ombra, nell'aria il Sole ricama gli orli alle nuvole, tra l'erba il destino disegna il sentiero. Raccolgo schegge di me, sussulti del cuore, impronte di memoria. M'avvolge il profumo di fragoline, di pioggia d'estate, mi conforta il calore della tana, delle risa del mio branco.
Assaporo essenza di libertà e d'appartenenza, immutabile natura dell'amore, atavica scintilla, fuoco implacabile della vita.
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Al margine del bosco mi volto a guardare se qualcuno mi segue. Briciole di me ho lasciato cadere dove nessuno le noterà mai, briciole di me ho lasciato andare per potermi ritrovare. Lontana da barriere e pregiudizi, dall'inutile rumore del mondo cerco sospiri nella brezza, tra l'intrecciarsi di...
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In viaggio

14 maggio 2017 ore 21:53 segnala
L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino.
Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce, dell'inevitabile genesi, sciolgono il mistero, predicono futuro. Nebulose, velluto di ciclamini, golosa fragranza lilla, d'infanzia e stupore. Plasma, furore di melograno, quarto stato che seduce, inebria, nutre.
Oscura energia innesca visioni, susseguirsi di terreni ricordi, vagiti, calore materno, mari di sale e d'amore, voci, sguardi, l'addio. Il cielo bramato, maledetto, sfiorato con le dita prodigioso si svela, meraviglia di galassie, soli giganti, supernove, pianeti d'acqua brulicanti di vita.
Ursa Major e Lupus, talismano, marchio rovente sul cuore, porta serrata del regno al di là del sogno. Unica guardiana la memoria, scia di passioni, sfumati rimpianti, soffio di desideri. La chiave, sola salvezza, tra incantesimi arcobaleno che allontanano il buio e canti di balene che sconfiggono il silenzio. Dono prezioso, inestimabile, nascosto nell'affannosa quiete, tra le pieghe del tempo, dello spazio, dell'anima.
Alla fine del viaggio, alla fine di tutto, quando tutto ricomincia... quando nasce una stella.
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L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino. Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce,...
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Attesa

08 gennaio 2017 ore 20:30 segnala
Naso all'insù e occhi aperti sul mio angolo di cielo, aspetto la neve.
Sfumature di perle e cenere promettono fredde minute gocce, ancora appiccicate alle nuvole. Amo la pioggia, ma non riempie il cuore l'arcobaleno dopo un temporale quando ciò che voglio è coprirmi di bianchi petali. Accoglierli nei palmi, gioire di sorprendenti regali del gelo che paventano il Sole, donare loro l'eternità di un respiro.
Nevicherà e affascinata mi lascerò accarezzare da minuscoli cristalli, perfetti ed unici. Non esistono due fiocchi uguali, ma ognuno ha il suo gemello... nella foto di un inverno sbiadito, nel canto di un pettirosso, nel mistero di un ululato, nello sguardo stupito di un bimbo. In un sogno o da qualche parte tra cielo e terra... in una tormenta, sul muso di un gatto, posato s'un sentiero di montagna, su di una tegola, sopra un fiore che sfida la sorte. Ad un soffio dal mare, ad un istante dal sale, un attimo prima di morire.
Come muore l'attesa quando smetto di aspettare e la speranza diviene certezza. Quando infinite note ghiacciate si legano allo stesso destino e la neve è musica che scalda l'anima.
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Naso all'insù e occhi aperti sul mio angolo di cielo, aspetto la neve. Sfumature di perle e cenere promettono fredde minute gocce, ancora appiccicate alle nuvole. Amo la pioggia, ma non riempie il cuore l'arcobaleno dopo un temporale quando ciò che voglio è coprirmi di bianchi petali. Accoglierli...
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Giallo

11 dicembre 2016 ore 21:26 segnala
Giallo come il tramonto che adorna di brillanti fiamme le onde, il girasole avido di caldi raggi, il chicco di mais figlio della terra e del sudore dell'uomo, il limone ricco di succo acre quanto la vita, il delicato fiocco della mimosa, il cuore palpitante delle margherite, il testardo grappolo di primule del Carso, il fogliame strappato dall'inesorabile vento.
Riflesso di peli, penne, squame, scaglie... lo splendore di sguardi d'ambra della foresta, della savana, dei gatti predatori della notte.
Batter d'ali, fruscio tra l'erba, sibilo tra le rocce, respiro nell'acqua, leggero ronzare, cinguettio innamorato di primavera.
Passione sofferta, combattuta, stretta forte, accarezzata, presa a pugni... fuoco che illumina, arroventa, nutre... ardente sfumatura che mina la mia nera anima di pece.
Giallo come il canarino fuggito dalla gabbia, consapevolezza di morte e di libertà, paura di bruciarsi soffocata d'indomito coraggio, danza di soffici piume che disegna al Sole il sorriso, immenso, dolcissimo, incancellabile.
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Giallo come il tramonto che adorna di brillanti fiamme le onde, il girasole avido di caldi raggi, il chicco di mais figlio della terra e del sudore dell'uomo, il limone ricco di succo acre quanto la vita, il delicato fiocco della mimosa, il cuore palpitante delle margherite, il testardo grappolo di...
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Sono solo mare

27 novembre 2016 ore 21:52 segnala
Sono tempestoso zaffiro, tropicale smeraldo, fosca ardesia, infinite schegge di luce, riflessi di stelle... abissi brulicanti, calde correnti, flutti giganteschi, spruzzi salati... maree che danzano con la Luna, il meritato riposo del Sole.
Nutro chi abita le mie coste, sono casa, rifugio, fratello.
Accolgo con gioia nuova vita, pesante di balene, minuscola di plancton.
Sollevo vele tra le nuvole, gioco con le mie creature, solletico i gabbiani, accompagno il radente volo dei cigni.
Accarezzo millenari coralli, le affascinanti meduse dirette a Sud, il delfino con l'argilla e le alghe, doni per la sua sposa.
M'infrango sugli scogli, avanzo e levigo sassi, mescolo eterni granelli di rena, indietreggio con granchi confusi, tartarughe appena nate, castelli, orme.
Ricordo ogni sorriso portato dalla mia brezza, ogni sogno che cavalca le onde, tutti i messaggi in bottiglia rimasti a riva, nell'inchiostro, nei cuori.

Cancello dalla sabbia il sangue... rimuovo brandelli di vestiti colorati, di orsi di pezza... di ossa, di pelle, di muscoli... consolo preziose piccole anime e i loro ultimi respiri.

Non dimentico il frastuono dell'odio che esplode, l'odore della paura che brama salvezza, il sapore della morte vigliacca, l'insopportabile peso delle lacrime nascoste, delle urla imbavagliate, della verità sopraffatta dall'indifferenza.

Sono solo mare, nessun dio, nessun uomo, nessuno dei vostri orrori potrò mai perdonare.
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Sono tempestoso zaffiro, tropicale smeraldo, fosca ardesia, infinite schegge di luce, riflessi di stelle... abissi brulicanti, calde correnti, flutti giganteschi, spruzzi salati... maree che danzano con la Luna, il meritato riposo del Sole. Nutro chi abita le mie coste, sono casa, rifugio,...
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27/11/2016 21:52:24
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Nuovo sogno

10 novembre 2016 ore 01:10 segnala
Perso nella fioca luce del Sole morente ripensò al suo viaggio, alla rotta di stelle, alla paura dell'ignoto, alla tenacia che sempre lo costrinse a rialzarsi... alla fatica, alla sofferenza, alle ferite inferte dagli umani, alle loro viltà e menzogne... alle affannate vertigini difronte all'infinito, alla sorpresa, all'emozioni sospese come battiti nel petto... alle scoperte, agli incontri, al rincorrersi dei granchi, al sapore del pesce, alla profumata rena, alla tana d'alghe e vento... a ciò che aveva lasciato, ricordi mai sbiaditi, occhi, nasi, code, guaiti famigliari, l'amore lontano eterni giorni.
Ad un istante dal buio appartenne al ritaglio di cielo ripudiato dalla rosea carezza del tramonto. Si spensero entrambi, morì come il suo desiderio realizzato, come l'ignara onda che affoga nell'aria. Sanguinò sale e pensieri inchiodati al destino, soffocò suppliche d'anima e di ragione addentrandosi dove dimora l'apatia, il terrore detta le sue leggi e il coraggio aspetta di essere ascoltato.
Scrutò l'orizzonte d'acqua e d'astri, ululò alle ombre d'argento e alla sottile falce di Luna. Corse verso la foresta lasciandosi alle spalle l'Oceano, inseguendo un nuovo sogno, irresistibile, spaventoso, prezioso, maledetto come la vita.
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Perso nella fioca luce del Sole morente ripensò al suo viaggio, alla rotta di stelle, alla paura dell'ignoto, alla tenacia che sempre lo costrinse a rialzarsi... alla fatica, alla sofferenza, alle ferite inferte dagli umani, alle loro viltà e menzogne... alle affannate vertigini difronte...
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