Demone

04 novembre 2018 ore 20:42 segnala
Soffochi la mia voce, inutilmente, mi cacci, mi allontano di poco, mi accuccio ai piedi di un pino. Non mi vedi, non mi hai mai vista, cieca simbiosi, sentore di pericolo, di salvezza, della fine.
I tuoi lunghi capelli intrecciati di vento e sabbia mi rapiscono almeno quanto i pensieri. Non li controllo, non li confondo, liberi sospiri di cuore e d'onda.
Il tuo corpo ad un istante dal nostro baratro, la memoria arresa, torturata da insanabili ferite... miasmi d'agonia e terrore della carne in vendita, fetore della feccia che gode dell'innocente sangue di cerbiatti... nausea d'alcol, diazepam, compromessi, menzogne, processi sommari... sputi di rabbia, solitudine, vergogna... rivoli di tristezza persi tra le anse di labbra che ripudiano il Sole.
L'abisso freme, puttana d'ingannevole luce, illude, brama le sue vittime. Invano.
Indietreggi, volgi lo sguardo al bosco, a me, invisibile ombra d'argento. Ti lasci alle spalle la sconfitta, sussurri il nostro nome, una volta ancora m'aggomitolo all'anima. Fieri, liquidi cristalli di sale lambiscono le tue ciglia, illuminano il mio canto alla Luna.
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Soffochi la mia voce, inutilmente, mi cacci, mi allontano di poco, mi accuccio ai piedi di un pino. Non mi vedi, non mi hai mai vista, cieca simbiosi, sentore di pericolo, di salvezza, della fine. I tuoi lunghi capelli intrecciati di vento e sabbia mi rapiscono almeno quanto i pensieri. Non li...
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04/11/2018 20:42:12
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Rondine

16 aprile 2018 ore 22:15 segnala
L'attesa è dolce profumo di petali, tepore del timido Sole, smeraldina prepotenza di giovani foglie, lucentezza di felini manti, ogni fremito, ogni respiro di Madre Terra.
Ti penso viaggiatrice temeraria, immagino il tuo migrare d'istinto, di sopravvivenza, di fatica, di gioia, di pace. Intreccio di passione, sofferenza e forza, stupore ed armonia come l'infinito volo di chiunque ti cerchi dove il tramonto scivola nella fantasia. Come le lacrime che, quando partisti, velarono occhi di pece e nera pelle di bimbo, fratello della tenera gazzella, suddito del re leone. Come ogni spontaneo sorriso ebbro di bellezza, allegria, consapevolezza, affetto... e ogni inguaribile ferita figlia della crudeltà, dell'intolleranza, della solitudine, ali sanguinanti di chi non può volare. Come l'orrore della guerra nell'innocente sguardo dell'infanzia dilaniata... del sacrificio delle donne ostaggi di vesti cucite col filo della sopraffazione... dei silenzi, delle urla, delle suppliche di ogni vita prigioniera, umiliata, torturata, uccisa dall'indifferenza... del tormento di gambe, mani e coscienze legate, mai rassegnate alla malattia.
Improvvisi garriti scuotono la primavera che una volta ancora vedrà piccoli becchi spalancati sfamati d'amore. Canti e danzi sopra i miei pensieri, sfiori nuvole, stille di pioggia e veli di salsedine, particelle di desiderio e paura. Mi doni una piuma, nel pugno custodisco soffice leggero zaffiro, nel tuo petto, rapidi battiti di un nobile immenso cuore scandiscono preziosi attimi di una nuova stagione.
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L'attesa è dolce profumo di petali, tepore del timido Sole, smeraldina prepotenza di giovani foglie, lucentezza di felini manti, ogni fremito, ogni respiro di Madre Terra. Ti penso viaggiatrice temeraria, immagino il tuo migrare d'istinto, di sopravvivenza, di fatica, di gioia, di pace. Intreccio...
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16/04/2018 22:15:30
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Rinascita

04 febbraio 2018 ore 22:46 segnala
Sono immobile corpo consumato dall'incedere del tempo e dall'abbraccio della terra. Umidità di minerali e sali, concretezza di polvere, granelli, pietre. Carezze di ciò che era foglia, filo d'erba, muschio, petalo, radice, corteccia. Selvatico odore che m'avvolge, indelebili ricordi di ossa, pelle, peli, piume. Molecole di fatica, lotta, gioco, di sofferenti gemiti, di calorosa gioia, di muta paura, d'amore d'infinite primavere. Capriccio di batteri e funghi, solletico d'insetti, bava di chiocciola, capolavoro di ragno, salto di lepre, orma di lupo.
Minuscolo seme amico del vento e di una formica, complice di poca acqua che disseta il cuore di giada che mi spezza... tenace figlio di un germe infranto, embrione di luce, desiderio, volontà... soffio di vita. Sono una margherita.
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Sono immobile corpo consumato dall'incedere del tempo e dall'abbraccio della terra. Umidità di minerali e sali, concretezza di polvere, granelli, pietre. Carezze di ciò che era foglia, filo d'erba, muschio, petalo, radice, corteccia. Selvatico odore che m'avvolge, indelebili ricordi di ossa, pelle,...
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04/02/2018 22:46:03
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Per sempre

21 gennaio 2018 ore 22:07 segnala
Scaccio la gelida terra dal cuore per saperti piumino nel nido, fiore ricamato d'una morbida coperta, nocciolo tra succosa, vermiglia polpa, caramella stretta nella manina, crisalide addormentata nel bozzolo, perla nascosta tra vive pareti. Per ritrovarti tra le sfumature delle bolle di sapone, dell'ambra delle iridi, delle candide nuvole tesoro dell'infinito azzurro, nel profumo d'erba bagnata e corolle figlie della primavera, del mare che abbraccia ogni sua goccia. Per sentirti nei ronzii dolci di miele, nel canto di stille di pioggia e sale accolte, protette dall'impetuoso fiume dei ricordi.
Scaccio la gelida terra dall'anima per appartenerti, ridisegno l'inverno, sono lieve, innevato sogno, tenerezza di pettirosso, culla e ninnananna, puro amore, ancora madre. Scendo a patti con polvere d'oscurità, con famigliari demoni custodi di sofferenza, paura e verità. Proteggo intatta memoria, frammenti d'inferno e vita, universo di carezze, parole e foglie portate dal vento.
Anelo bagliori lontani, respiro il tuo nome e immortale luce, stella perpetua, indimenticabile, dolcissima, mia per sempre.
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Scaccio la gelida terra dal cuore per saperti piumino nel nido, fiore ricamato d'una morbida coperta, nocciolo tra succosa, vermiglia polpa, caramella stretta nella manina, crisalide addormentata nel bozzolo, perla nascosta tra vive pareti. Per ritrovarti tra le sfumature delle bolle di sapone,...
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Oceano

29 ottobre 2017 ore 20:44 segnala
Era l'alba, salutò gli altri membri del branco davanti agli occhietti insonnoliti dei cuccioli. Con infinita dolcezza baciò le labbra di sua madre, poi lei, in silenzio, entrò nella tana.
Tutti sapevano che non sarebbe più tornato, tutti tranne lui, era convinto di farcela. Avrebbe percorso il margine del fiume dalla grande foresta alla sconfinata pianura fino all'Oceano. Si sarebbe dissetato con quell'acqua fredda e limpida che scende dalla montagna, avrebbe cacciato, si sarebbe riposato nascosto nelle tenebre. Non voleva che gli altri si preoccupassero, ma nessuno aveva mai fatto ritorno. Avrebbe corso per settimane, forse mesi, stremato dalla fatica avrebbe avuto difficoltà a procurarsi cibo, le piaghe delle zampe sanguinano, si infettano, il dolore e la febbre bloccano il cammino e i maledetti umani con il fucile non conoscono pietà.
Non cercai mai di farlo desistere, sapevo che il suo sogno era più forte dell'amore, della ragione, della paura per l'ignoto. Immenso come quel misterioso universo blu che poteva solo immaginare, che desiderava conoscere più di ogni altra cosa, anche a costo di perdere tutto, di morire.
C'incamminammo fianco a fianco, muti, una volta arrivati bevemmo e riprendemmo fiato. Amavamo quell'angolo del nostro mondo fin da quando eravamo cuccioli, teatro del bagnato traballante riflesso della Luna, di mille scoperte, dei nostri giochi, degli incontri con gli orsi bramosi di pesce.
Lo avrebbero accompagnato sereni e teneri ricordi dai quali attingere energie e coraggio necessari a continuare la marcia nei momenti più bui, allontanando angoscia e solitudine. Sapevo che non mi avrebbe mai dimenticata, così come la mia anima avrebbe sempre serbato l'ambra dei suoi occhi, il suo odore, la sua voce, il suo calore.
Rimasi immobile, rapita dalla corrente, da quel fluire, da quel liquido suono, dalla sofferenza che mi lacerava. Lui si avvicinò, pelliccia contro pelliccia, baci, guaiti, respiri all'unisono nell'infinito istante che vale un'intera vita. Poi corse via senza guardare indietro, lo seguii con lo sguardo fino a quando scomparve tra le betulle.
Ululai una, due volte e ancora e ancora il mio disperato canto d'amore. Le lacrime mi bagnavano il muso, scivolavano giù, l'acqua dolce del fiume abbracciava piccole gocce salate come l'Oceano.
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Era l'alba, salutò gli altri membri del branco davanti agli occhietti insonnoliti dei cuccioli. Con infinita dolcezza baciò le labbra di sua madre, poi lei, in silenzio, entrò nella tana. Tutti sapevano che non sarebbe più tornato, tutti tranne lui, era convinto di farcela. Avrebbe percorso il...
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29/10/2017 20:44:04
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Vita

15 ottobre 2017 ore 21:46 segnala
Storia da inventare, schizzo a matita, magia d'inchiostro e grafite, il bianco che si veste d'arcobaleni, il nero che racconta il profumo del mare.
Sacrifici inutili, segreti inconfessabili, istinto soffocato, coraggio che manca, profonda solitudine, calpestata libertà, anime straziate, silenzi rotti dall'affanno.
Promesse mantenute, muta speranza, folli ideali, obiettivi raggiunti, pianti di gioia, fame saziata, ricordi indelebili, smisurato amore.
Sipario calato sopra un dramma, applausi e risa di una commedia, lieto fine di una favola, petali sul pentagramma di una melodia in fiore.
Poche lettere taciute, intrappolate in gola, racchiuse in una lacrima, tatuate sulla pelle, disegnate su un muro, prigioniere tra pagine da riscrivere.
Un'unica parola prescelta dal destino, forgiata dal tempo, alleata del sogno, una sola parola urlata con tutto il fiato rimasto, all'improvviso libera di vivere.
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Storia da inventare, schizzo a matita, magia d'inchiostro e grafite, il bianco che si veste d'arcobaleni, il nero che racconta il profumo del mare. Sacrifici inutili, segreti inconfessabili, istinto soffocato, coraggio che manca, profonda solitudine, calpestata libertà, anime straziate, silenzi...
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15/10/2017 21:46:23
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Silenzio rotto

24 settembre 2017 ore 22:10 segnala
Cuori usati, poi ignorati o calpestati e lasciati soffocare. Caldo sangue di ferite sempre aperte. Lividi, tristi arcobaleni sulla pelle, nascosti, scordati come il temporale che li ha preceduti. Cicatrici, marchi immortali dal tempo solo sfumati. Lacrime ormai senz'acqua, senza sale, annodate in gola.
Tinte pastello di pareti, di vestiti, di quaderni, di bambole abbracciate a bambine che delle favole conoscono gli orchi e nessun lieto fine. Come inermi canarini prigionieri, come marzolini fiori gialli, strappati alla pianta, alla terra, al vento che li cullava.
Orecchie ed occhi sfiniti, schiavi d'urla e d'ombre, aspettano un'alba che ripudi il terrore. Improvviso raggio di sole e polvere accarezza profili d'anime umiliate, mutilate, deturpate, picchiate, abusate. Sagome di mani avvolte di luce, riscaldate di coraggio, lambiscono lieve speranza, allontanano la morte, sfiorano anelata nuova vita.
Controvento, un soffio di voci rompe il silenzio.
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Cuori usati, poi ignorati o calpestati e lasciati soffocare. Caldo sangue di ferite sempre aperte. Lividi, tristi arcobaleni sulla pelle, nascosti, scordati come il temporale che li ha preceduti. Cicatrici, marchi immortali dal tempo solo sfumati. Lacrime ormai senz'acqua, senza sale, annodate in...
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Storia infinita

10 settembre 2017 ore 21:31 segnala
Sono battuta di caccia, corsa a perdifiato, graffi, lievi carezze, fusa, sonno profondo percorso dal sogno, profumo della tua mamma, iridi d'oro di un amore. Appartengo al tuo viaggio... per sempre stretta al tuo spirito libero.


Se la storia è finita allora è di questo mondo, è il nero rabbioso, gli invisibili lividi del cuore, l'amara consapevolezza, la rassegnazione scura come inchiostro che disegna ignare lettere. Lettere che si abbracciano e generano parole, girotondo di parole che sussurra frasi, frasi che compongono capitoli. Capitoli da scordare.
Se, invece, dolore e ferite, perdendosi nel tempo, troveranno consolazione e sollievo e se intuito ed accettazione, fondendosi nello spazio, si contenderanno inesplorate dimensioni, allora la storia non conoscerà mai fine.
Eternità traboccante d'indelebili ricordi, di vivide sensazioni, d'amore puro, avvolgente, infinito, unico. Puro come il vostro nuovo cielo ricamato di sconosciuti astri e avvolgente come i miei tramonti di manto color corallo e d'occhi ambra. Infinito come il numero delle gocce di pioggia che m'annuncia l'autunno e dei versi da rileggere aggiungendoci un'emozione, una sfumatura, una fragranza, una lacrima. Unico come il primo capitolo da riscrivere affinché la trama della mia vita possa continuare a scorrere, a farmi a pezzi e a rimettermi in piedi, ad accarezzarmi l'anima come le pagine di un terribile, meraviglioso libro mi accarezzano le dita.


Alle mie stelline lassù.
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Sono battuta di caccia, corsa a perdifiato, graffi, lievi carezze, fusa, sonno profondo percorso dal sogno, profumo della tua mamma, iridi d'oro di un amore. Appartengo al tuo viaggio... per sempre stretta al tuo spirito libero. Se la storia è finita allora è di questo mondo, è il nero rabbioso,...
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Amore senza tempo

04 giugno 2017 ore 21:50 segnala
Al margine del bosco mi volto a guardare se qualcuno mi segue. Briciole di me ho lasciato cadere dove nessuno le noterà mai, briciole di me ho lasciato andare per potermi ritrovare. Lontana da barriere e pregiudizi, dall'inutile rumore del mondo cerco sospiri nella brezza, tra l'intrecciarsi di dimensioni e stupore, preziosi indissolubili legami.
Incontro l'istinto sottomesso alla fedeltà, soffi di anime abbracciate in un unico respiro. Lupi che lottano fino alla morte per difendere compagni d'infinite stagioni e falchi che, lasciandosi cadere nel vuoto, raggiungono chi apparterrà loro per sempre. Ghiandaie che s'accarezzano coi becchi, baci tra le piume prima dell'ultimo volo insieme. Volpi che, sfiorandosi le soffici code, rincorrono eterni tramonti di luce.
Esco dall'ombra, nell'aria il Sole ricama gli orli alle nuvole, tra l'erba il destino disegna il sentiero. Raccolgo schegge di me, sussulti del cuore, impronte di memoria. M'avvolge il profumo di fragoline, di pioggia d'estate, mi conforta il calore della tana, delle risa del mio branco.
Assaporo essenza di libertà e d'appartenenza, immutabile natura dell'amore, atavica scintilla, fuoco implacabile della vita.
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Al margine del bosco mi volto a guardare se qualcuno mi segue. Briciole di me ho lasciato cadere dove nessuno le noterà mai, briciole di me ho lasciato andare per potermi ritrovare. Lontana da barriere e pregiudizi, dall'inutile rumore del mondo cerco sospiri nella brezza, tra l'intrecciarsi di...
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In viaggio

14 maggio 2017 ore 21:53 segnala
L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino.
Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce, dell'inevitabile genesi, sciolgono il mistero, predicono futuro. Nebulose, velluto di ciclamini, golosa fragranza lilla, d'infanzia e stupore. Plasma, furore di melograno, quarto stato che seduce, inebria, nutre.
Oscura energia innesca visioni, susseguirsi di terreni ricordi, vagiti, calore materno, mari di sale e d'amore, voci, sguardi, l'addio. Il cielo bramato, maledetto, sfiorato con le dita prodigioso si svela, meraviglia di galassie, soli giganti, supernove, pianeti d'acqua brulicanti di vita.
Ursa Major e Lupus, talismano, marchio rovente sul cuore, porta serrata del regno al di là del sogno. Unica guardiana la memoria, scia di passioni, sfumati rimpianti, soffio di desideri. La chiave, sola salvezza, tra incantesimi arcobaleno che allontanano il buio e canti di balene che sconfiggono il silenzio. Dono prezioso, inestimabile, nascosto nell'affannosa quiete, tra le pieghe del tempo, dello spazio, dell'anima.
Alla fine del viaggio, alla fine di tutto, quando tutto ricomincia... quando nasce una stella.
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L'eco di cicliche stagioni incontra la vastità della notte, poi tace e si lega al destino. Inganna gravità e radiazioni, intreccia universale materia. S'allea col vento stellare, particelle che sollevano, confortano, inventano il cammino. Idrogeno ed elio, fautori dell'eterno istante di luce,...
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